Libri

  • “Il codice dell’Undici”: la storia del’imprenditrice piacentina Nadia Bragalini narrata dalla giornalista Benedetta Borsani

    E’ uscito, per la nuova collana di Ulisse Edizioni, dedicata a coloro che attraverso la loro attività, nell’impresa e nella cultura, hanno fatto e fanno onore al Made in Italy, la biografia di Nadia Bragalini, imprenditrice piacentina annoverata tra le 100 donne dell’impresa italiana al Mimit.

    Scritto dalla giornalista Benedetta Borsani, “Il codice dell’Undici” descrive come una donna, andando anche contro le avversità, può costruire, partendo dai suoi sogni di bambina e dalle esperienze famigliari, una storia di impresa innovativa legata sia ai valori che alla produttività. Borsani, con sensibilità e capacità di approfondimento descrive Nadia Bragalini come una “tessitrice” d’impresa che sa intrecciare relazioni umane, ricerca scientifica e amore incondizionato per il proprio lavoro e per gli amici animali, affrontando le sfide della pandemia fino alla nascita di un vero e proprio “tempio” produttivo a Castelvetro Piacentino: la G&G Pet Food. Tutto parte da una domanda che l’autrice si pone: “Cosa lega una bambina che salva chioccioline a un’eccellenza del Made in Italy consacrata a Palazzo Piacentini?”. La risposta è in un numero che insegue il destino: l’Undici. Tutto ha inizio su un divano bordeaux, dove una voce dal passato affida a Nadia, bambina, una missione: ricostruire un’eredità interrotta; poi la promessa a se stessa sul sedile di una Citroën in corsa: «Un giorno avrò anch’io una di quelle grandi scatole». In questa biografia romanzata, Benedetta Borsani racconta l’ascesa di Nadia Bragalini, imprenditrice capace di fondere ricerca e amore convinta che “il successo non arriva da solo. Bisogna cercarselo con visione, tenacia e passione”.

  • Solo racconti o programma politico? Muscardini presenta il libro ‘Il lupo e le ombre’

    Qualcuno vi ha visto un programma politico nascosto, ma davanti ai (già o non ancora) lettori de ‘Il lupo e le ombre’ convenuti al Centro Internazionale di Brera a Milano (l’ex sede della rivista Critica Sociale), l’autrice Cristiana Muscardini ha spiegato che il suo libro è semplicemente una serie di racconti parte dei quali scritti per un libro pensato alcuni decenni addietro e mai realizzato.

    Nessuna nostalgia, assicura Muscardini ad Andrea Vento, moderatore della presentazione, ma molta attualità, benché appunto molte storie siano state partorite tempo fa. L’attualità del libro, della metafora delle ombre e del velo tra visibile e invisibile che Vento ravvede in essa la spiega Giampaolo Nuvolati, professore di Sociologia all’università Bicocca di Milano: la polarizzazione sociale oggi è più che mai evidente – Nuvolati prende spunto da quella frontiera della postmodernità che Milano rappresenta per tutto il resto d’Italia -, con un centro città luccicante e riservato ai benestanti, un ceto medio che si assottiglia sempre più e finisce fuori dalla città, nell’hinterland, e una periferia metropolitana in cui vivono i ceti subalterni, che riescono a trovare posto in città e non in periferia perché sono funzionali alla vitalità stessa della città, a farla funzionare e a consentire di viverla a chi se la può permettere.

    Ed ecco allora che il lupo, animale notoriamente caro all’autrice, rappresenta l’antitesi a questa urbanizzazione disumanizzante, perché incarna una socialità rispettosa delle regole del branco e mai aggressiva per il pure piacere di sopraffare il proprio simile come invece Muscardini diagnostica (e racconta) avvenire tra gli uomini. In un mondo in cui la dimensione metropolitana interessa la maggioranza della popolazione da ormai 20 anni e arriverà a essere lo stile di vita del 75% di tutto il pianeta entro il 2050, come segnale Nuvolati, la diversità tra aree urbane ed aree extraurbane, campagna, sfuma sempre più: si naviga online in un grattacielo come in un fienile. Ma proprio per questo, sottolinea Muscardini evidenziando il messaggio che vuole lanciare attraverso i propri racconti, occorre che anche la scienza e la tecnologia siano guidate, improntante a principi, a una visione che è compito della politica saper elaborare e proporre (in dialettica col sapere scientifico).

  • Ulisse Edizioni lancia il nuovo progetto editoriale “Saga di Impresa e Cultura – le Eredità del Made in Italy”

    Ulisse Edizione lancia “Saga di Impresa  e Cultura – le Eredità del Made in Italy”, una nuova collana editoriale dedicata a valorizzare “il pensare e l’agire italiano” attraverso le biografie di donne e uomini che in vari campi hanno contribuito e contribuiscono con la loro creatività e la loro determinazione al progresso culturale ed economico del Paese.

    Per Ulisse Editore raccontare le loro storie significa proteggere e valorizzare il nostro patrimonio trasformando le biografie in strumenti di tutela della nostra identità culturale e produttiva.

    La prima uscita è dedicata ad una delle prime 100 imprenditrici scelte dal Mimit per la mostra itinerante che ha appena fatto tappa anche in Regione Lombardia.

    La nuova collana editoriale non è una semplice raccolta di biografie ma, con una serie di narrazioni capaci di trasformarsi in veri manuali di leadership moderna,

    Ad inaugurare questo viaggio sarà il volume in uscita dedicato a Nadia Bragalini, dal titolo “Il Codice dell’Undici”, scritto da Benedetta Borsani.

    In questa biografia romanzata, Borsani delinea il profilo di una “Tessitrice” d’impresa capace di intrecciare relazioni umane, ricerca scientifica e amore incondizionato per il proprio lavoro accompagnando il lettore attraverso le sfide della pandemia fino alla nascita di un vero e proprio “tempio” produttivo a Castelvetro Piacentino: la G&G Pet Food.

    Ulisse Edizioni è una realtà editoriale, nata nel 2001, con sede a Milano e dedicata alla valorizzazione della cultura nelle sue varie forme attraverso la pubblicazione di libri che osano affrontare anche argomenti che non sempre hanno trovato la dovuta attenzione da parte delle grandi case editrici

  • Leggere per non dimenticare: la selezione 2026 di Megliounlibro per interpretare il presente e costruire la pace attraverso la storia

    In questi giorni in cui si commemora la Giornata della Memoria e in un periodo storico segnato da tensioni internazionali la non profit di Megliounlibro invita tutti a ricordare e riflettere secondo la missione che le è propria: la conoscenza della Storia come strada maestra per raggiungere la pace. E per questo la redazione ha selezionato 12 “perle” letterarie di recente pubblicazione. Si tratta di testi capaci di parlare al cuore e all’intelligenza, offrendo una prospettiva alta e rigorosa sulle tre grandi ricorrenze della Memoria civile: il 27 gennaio (Shoah), il 10 febbraio (Ricordo dell’Esodo giuliano-dalmata) e il 24 aprile (Genocidio Armeno). Una guida alla lettura per tutte le generazioni

    La selezione 2026 di Megliounlibro è pensata per offrire strumenti critici a diverse fasce di pubblico, con un’attenzione particolare al valore estetico e formativo delle opere: 7 titoli per adulti e giovani (saggi e romanzi per approfondire le vicende storiche con consapevolezza e spirito critico) e 5 titoli per bambini e ragazzi (opere delicate e profonde, selezionate per raccontare la realtà alle nuove generazioni, senza retorica). Buona lettura e, soprattutto, impariamo a ricordare!

  • ‘Il Giudice e il bambino’ di Dario Levantino vince il ‘Premio Megliounlibro 2025’

    “Dario Levantino ha spinto oltre la sua immaginazione e ha ambientato il romanzo in un Paradiso dove il giudice deve ascoltare ed esaminare le “anime sospese” prima che entrino definitivamente. Una narrazione onirica ma non troppo, uno straordinario pugno sullo stomaco per parlare di malvagità, di mafia, di rancori. Del mistero dell’amore e di Dio”. Così scrive Megliounlibro, il magazine di orientamento alla lettura di qualità che da 28 anni che segnala le “perle” nel mare dell’offerta editoriale, a proposito di Dario Levantino, giovane scrittore nato a Palermo e docente di Lettere in Lombardia, che è riuscito a dar voce al giudice Borsellino e al piccolo Giuseppe Di Matteo, i quali si incontrano in un immaginifico aldilà, e a tutto il dolore generato dalla delinquenza mafiosa, arrivando dritto al cuore.

    Per questa delicatezza e originalità nella narrazione che il suo più recente romanzo Il giudice e il bambino riceverà, il prossimo 15 novembre, il ‘Premio Megliounlibro’, edizione 2025.

    Levantino è un autore che riesce a parlare a più generazioni e ha esplorato il confine tra realtà e fantasia trattando un tema scomodo come la mafia, e con essa la giustizia, il perdono, l’amore ed il rancore, con incredibile delicatezza riuscendo a trasmettere luce.

    Il ‘Premio Megliounlibro’ nasce nel 2019 “per valorizzare testi scelti tra quelli recensiti di recente, che più degli altri abbiano saputo rapire il lettore, trasportandolo in una dimensione ricca di messaggi e portatrice di bellezza nelle sue variegate sfaccettature”.

    La Giuria popolare seleziona “la perla tra le perle” tra 300 titoli recensiti nel corso dell’anno. Poi le proposte passano alla Giuria di esperti. Già assegnato alla Bologna International Children Book Fair, per la sezione Infanzia, in questa IV edizione si rivolge alla Narrativa per premiare uno scrittore di talento, un romanzo per commuoversi e non dimenticare storie che hanno colpito il nostro Paese nel profondo.

    Nel 2025 il Premio viene dedicato alla prof. Maria Serena Bianchi, indimenticabile cofondatrice di Megliounlibro, già docente di Lettere e dirigente scolastica.

    L’appuntamento è alle ore 14 al Centro Internazionale Brera (Via Formentini, 10 – Milano). Con l’autore dialogherà Laura Prinetti, direttore responsabile del magazine ‘Megliounlibro’. L’evento, dal titolo ‘Mafia, pentimento, perdono: tra attualità e letteratura’ si colloca all’interno della rassegna BookcityMilano

  • Il “Somnium Delphili” presentato al Castello di Momeliano

    Sabato 5 aprile 2025, alle ore 15.00, al Castello di Momeliano (Gazzola – PC), sarà presentato il manoscritto Delphili Somnium.

    Il “Somnium Delphili” è un poemetto in latino scritto nei primi decenni del 1500 conservato in unica copia manoscritta, corredata da miniature a piena pagina, presso la Biblioteca Ambrosiana a Milano. L’autore, rimasto a lungo sconosciuto o erroneamente identificato, è il piacentino Marco Antonio Ceresa. L’attribuzione si deve alla prof.ssa Maria Corti (filologa, critica letteraria, scrittrice e semiologa italiana).

    La storia ha per tema la vicenda amorosa del poeta, invaghitosi di una fanciulla che, per sfuggire alla peste scoppiata a Pavia, cerca rifugio nel castello del Ceresa.

    Maria Corti, attraverso lo studio di indizi esterni ed interni al codice, arrivò ad identificare il castello: numerosi elementi descrittivi ne permisero la localizzazione nell’ambiente piacentino ed esattamente nel Castello di Momeliano raffigurato al f. 17, di proprietà all’epoca della famiglia Ceresa. Maria Corti descrisse l’incredibile scoperta nel suo libro “Metodi e fantasmi”.

    Altri studiosi si sono occupati di quest’opera, in particolare il prof. Marcello Ciccuto dell’Università di Pisa e la prof. Di Giorgi dell’Università di Pavia.

    L’azienda LURETTA, che ha sede proprio al Castello di Momeliano, ha ottenuto dal Prefetto della Biblioteca Ambrosiana, Mons. Braschi, l’autorizzazione a riprodurre l’opera, che verrà per la prima volta stampata a cura della Casa Editrice Franco Maria Ricci di Fontanellato.

    Integreranno l’opera due lavori di presentazione e commento dei prof. Ciccuto e Di Giorgi.

    L’opera gode del patrocinio della Biblioteca Ambrosiana, della Società Dantesca Italiana (di cui il prof. Ciccuto è Presidente), dei Comuni di Gazzola e di Piacenza, della Fondazione Maria Corti.

    A corredo, verrà presentato il lavoro del prof. Francesco Salamini sulle specie botaniche citate e illustrate nel Somnium Delphili e quindi presenti all’epoca nel territorio.

  • Riscoprire il Medioevo. Gli scritti “militanti” di Marco Tangheroni

    Riceviamo e pubblichiamo un articolo di Franco Maestrelli pubblicato di ‘Destra.it’ il 21 febbraio 2025

    Nel 1977 durante i lavori per l’ampliamento della Banca Francese per il Commercio Estero a Parigi furono ritrovate, allineate e ordinate, per una volontà di conservazione ventuno delle ventotto teste delle grandi statue, alte tre metri e mezzo che riempivano la galleria sopra i portali della facciata della basilica di Notre Dame. Nel 1793, nel periodo di più acceso anti-cristianesimo della Rivoluzione francese la Convenzione fece abbattere e decapitare le grandi statue che raffiguravano i ventotto re di Giuda, da Jesse a Giuseppe, così come la santa ghigliottina aveva decapitato re Luigi XVI di Borbone. Nel 1980 tali teste ritrovate negli scavi parigini furono oggetto di una mostra nei chiostri di Santa Maria Novella a Firenze intitolata “Notre Dame de Paris. Il ritorno dei re” e offrirono spunto allo storico Marco Tangheroni di scrivere un pregevole e acuto articolo intitolato appunto Il ritorno dei re dove ha modo di evidenziare l’odio della Rivoluzione francese contro il cattolicesimo e la regalità intesa come ordine gerarchico e contro il passato per fare tabula rasa della storia.

    Questo saggio è stato raccolto assieme ad altri ventuno articoli da Oscar Sanguinetti in un volume dedicato alla memoria di Marco Tangheroni nel ventesimo del suo transito al cielo avvenuto l’11 febbraio 2004. Era nato a Pisa il 24 febbraio 1946 e dopo la laurea all’Università di Cagliari e insegnamenti universitari a Barcellona e Cagliari divenne docente ordinario di Storia Medioevale e Storia del Commercio e della Navigazione a Pisa di cui divenne direttore del Dipartimento di Medievistica. Sempre ancorato al cattolicesimo in quella tradizione di storici che appartenne al beato Giuseppe Toniolo, nella sua attività accademica contribuì alla storiografia medievale con una fitta produzione di volumi sulla storia di Pisa, della Toscana e della Sardegna e con un centinaio di articoli scientifici su riviste italiane e straniere.

    Accanto alla sua produzione accademica affiancò il suo impegno di curatore della traduzione italiana del ponderoso saggio di Jacques Heers La città nel Medioevo (Jaca Book, Milano 1995) e del testo di spiritualità mariana di San Luigi Maria Grignion de Montfort Il segreto ammirabile del Santo Rosario (Cantagalli, Siena 2000). Nella sua attività accademica e nel suo impegno culturale contribuì a smentire la leggenda nera sul Medioevo che viene diffusa nelle scuole e nella cultura popolare. Malgrado già dal 1968 e fino alla morte una dolorosa malattia lo costringesse alla dialisi tre volte alla settimana oltre all’attività accademica trovò modo di aderire e partecipare fin dagli inizi alle attività di Alleanza Cattolica e di coltivare amicizie e relazioni con quelli che considerava i suoi maestri, in primis Giovanni Cantoni, poi padre Tito Sante Centi O.P., il filosofo tedesco Josef Pieper, l’amico personale Marcel de Corte e Giovanni Volpe che su suggerimento di Tangheroni pubblicò il saggio di Gustave Thibon Ritorno al reale. Nuove Diagnosi (1972) e della storica Régine Pernoud Luce del Medioevo (1978).

    Oscar Sanguinetti ha raccolto nel volume una vasta serie di articoli e conferenze che Tangheroni ha prodotto nel corso degli anni in varie occasioni e circostanze su diversi argomenti: con saggia scelta metodologica il libro presenta per prime due conferenze tenute a Bergamo nel 1995 intitolate rispettivamente Le radici dell’Europa e Patria, nazione, etnia, popolo che mantengono tuttora un grande interesse e che hanno il merito di fare chiarezza su termini usati spesso impropriamente. La corposa terza parte del libro riunisce una serie di scritti dedicati alla storia tra i quali meritano attenzione quello dedicato all’attualità di san Tommaso e al raffronto tra l’Economia degli antichi e quella dei moderni che perfettamente si collegano con i saggi Note sulla democrazia medioevale e Il concetto di autorità nel pensiero politico medioevale.

    Gli scritti su Cristoforo Colombo, ammiraglio genovese e defensor fidei Il Vangelo nelle Americhe rendono giustizia dell’altra leggenda nera che inquina i libri scolastici di storia. La battaglia di Lepanto e Il binomio Rivoluzione e ghigliottina conclude la parte dedicata all’approfondimento storico. La sezione finale raccoglie alcuni scritti di occasione tra cui brillano la lezione tenuta a Ferrara nel 1998 su Comunità di destino, destino delle comunità e quella sulle origini della spiritualità carmelitana. In questo sommario di scritti non va dimenticato per il tema abbastanza trascurato la prefazione Le insorgenze contro-rivoluzionarie in Lombardia.

    Il libro è preceduto da una partecipata prefazione di Mauro Ronco e da una premessa del curatore Oscar Sanguinetti nonché da un ampio profilo biografico scritto da Paolo Martinucci. In conclusione questo volume che vuole essere un omaggio a Marco Tangheroni, senza essere esaustivo della sua vastissima produzione, è consigliato al lettore che non vuole cadere nella trappola della narrativa mainstream fatta di leggende nere anti cattoliche ma preferisce affidarsi a uno storico serio che ha saputo integrare la lettura del passato e del presente facendo propria la frase di Bernardo di Chartres “ Noi siamo come nani sulle spalle dei giganti” e solo grazie a loro riusciamo a vedere più lontano.

    Marco Tangheroni, Scritti “militanti” Nel ventesimo del suo transito al cielo. Prefazione di Mauro Ronco, a cura di Oscar Sanguinetti e con un profilo biografico di Paolo Martinucci. Edizioni Cristianità, Piacenza 2024, pagine 353, euro 23,00

  • 5 febbraio 2000 – 5 febbraio 2025: il Sei Nazioni compie 25 anni

    Milano, 4 febbraio 2025 – “Il 5 febbraio 2000 – ha ricordato Andrea Duodo, presidente FIR (Federazione Italiana Rugby) in occasione della presentazione avvenuta a Roma la scorsa settimana del Sei Nazioni  – è una data che non dimenticheremo mai. Entravamo in un torneo che vedevamo solo in TV. Ed entrammo con il botto vincendo contro i campioni uscenti, gli scozzesi. Sono stati 25 anni entusiasmanti, non sempre facili. Ogni partita, ogni sconfitta ci ha permesso di crescere: per questo per noi oggi è un’occasione certo per ricordare il passato, ma anche per guardare al futuro”.

    Ed è esattamente lo stesso spirito con cui Benedetta Borsani ha scritto il libro “La meta più ambita. La favola dell’Italia nel Sei Nazioni”, appena uscito in libreria ed edito da Kenness, per raccontare il sogno divenuto realtà del rugby italiano, che da Cenerentola è riuscita a conquistare a pieno diritto, sul campo, il suo posto nel Sei Nazioni. Un vecchio album colmo di fotografie e ritagli di giornali, due nipoti curiosi e un nonno con una storia incredibile da raccontare: la scoperta e l’arrivo del rugby in Italia fino all’ingresso nel torneo più prestigioso dell’emisfero Nord, il Sei Nazioni. Un escamotage letterario che racconta una storia vera, l’ingresso dell’Italia nel Sei Nazioni. 144 pagine, dieci capitoli per entrare nella storia e prendere confidenza con uno sport ritenuto ancora di nicchia.

    Come ha scritto nella prefazione Luca Morisi, unico Azzurro a essere andato in meta due volte a Twickenham, il tempio del rugby: “Questo libro è un invito a scoprire non solo il rugby come sport, ma come una filosofia di vita che, a partire dalle sue radici più umili, può condurre fino agli stadi più prestigiosi, dove eventi come il Sei Nazioni ci regalano emozioni indimenticabili. Un torneo che, più che una competizione, è un rito di passione, di orgoglio nazionale e, soprattutto, di rispetto reciproco tra le squadre che vi partecipano”.

    Benedetta Borsani è una giornalista professionista dalla forte preparazione umanistica, con una passione per gli sport, specie quelli cosiddetti minori. A partire dal rugby: dopo essere stata contagiata da questa malattia dai suoi fratelli minori, ne è stata incidentalmente allievo arbitro. Scrive della palla ovale da oltre dieci anni principalmente su Mi-Tomorrow, cercando di catturarne e trasmetterne essenza ed emozioni.

    Libro: “La meta più ambita. La favola dell’Italia nel sei nazioni” – 144 pagine – prezzo euro 18,95

  • A BookcityMilano 2024 la cerimonia ‘Le stagioni della felicità’ per la terza edizione del Premio Letterario Megliounlibro

    Tanti gli incontri che si susseguono a Milano in occasione di Bookcity 2024 (11-17 novembre), kermesse letteraria in cui librerie, musei, gallerie e luoghi insoliti per la lettura nel capoluogo meneghino si animano di scrittori famosi, promesse della narrativa, editori, artisti e pubblico, tanto pubblico amante dei libri e del bello. Tra questi, da non perdere, il Premio Letterario MEGLIOUNLIBRO, giunto alla sua terza edizione, che durante la cerimonia Le stagioni della felicità, domenica 17 novembre, alle ore 18.00, alla Società Umanitaria (Sala degli Affreschi, via S. Barnaba 48), conferirà, per la sezione narrativa, il premio a Rosangela Percoco per A parte questo tutto bene, edizioni Salani.

    E’ il più recente romanzo della ricca produzione di un’autrice che riesce a descrivere ogni istante della vita parlando alle diverse generazioni, dall’anziana protagonista ai giovani, con semplicità e ironia, e trasmettendo tra le righe la convinzione che a qualunque età una persona possa fare luce intorno a sé, un romanzo in cui ciascuno potrà riconoscersi. Scrittrice, giornalista, docente, Percoco ha lavorato come copywriter per personaggi dei fumetti. Ha condotto per anni laboratori di Scrittura creativa presso l’Università degli Studi di Milano, oggi per il Consorzio biblioteche, e ha diretto il mensile Lupo Alberto. Fra i suoi titoli Nato da un aquilone bianco, Portami sul palco a ballare con il quale nel 1998 è stata finalista allo ‘Strega’, Vivi, ama, corri, avanti tutta, menzione speciale al Bancarella nel 2019 e, con l’Associazione Alzheimer, Più o meno qui, vicino al cuore.

    Con l’autrice dialogherà la Prof.ssa Laura Prinetti, direttore responsabile di Megliounlibro.

    Il Premio Megliounlibro (con una Giuria di giornalisti, docenti ed esperti di settore) è nato nel 2019 “per valorizzare testi scelti tra quelli recensiti di recente, che più degli altri abbiano saputo rapire il lettore, trasportandolo in una dimensione ricca di messaggi e portatrice di bellezza nelle sue variegate sfaccettature”.

    Megliounlibro è il magazine di orientamento alla lettura di qualità edito da 27 anni dalla non profit Il Segnalibro Book Counselling Service. Una redazione di cinque donne e un team di collaboratori – tutti volontari e tanti giovani -, preparatissimi nel vagliare l’aspetto estetico e formativo delle opere. La sfida è trovare i classici del futuro, le “perle”. Già assegnato nel 2019 alla Bologna International Children Book Fair, poi a BookCity per la sezione Ragazzi, per la prima volta si rivolge alla Narrativa per valorizzare l’opera di un’autrice che ha il merito di saper trasmettere con garbo la quotidianità e mettere in relazione tutte le generazioni, a partire dalla protagonista “di una certa età” che racconta la sua esperienza.

    Quest’anno il Premio viene dedicato a Giuliana Romano, indimenticabile maestra nelle pluriclassi dell’Italia del dopoguerra.

  • Al Festival ‘Pescasseroli Legge’ numerosi gli ospiti dell’organizzatrice Dacia Maraini

    Dopo averlo ascoltato in un concerto di violino a New York, accompagnato dalla pianista e compositrice Cristiana Pegoraro, Dacia Maraini ne è rimasta così sorpresa, ammirandone fortemente il talento, tanto da volerlo fortemente all’apertura del Festival ‘Pescasseroli Legge’, che ogni anno organizza nella cittadina abruzzese. Leonardo Moretti è stato così uno degli ospiti più ammirati della rassegna di quest’anno, che ha visto protagonisti del mondo del giornalismo, della letteratura, della cultura. Il Concerto di Moretti, svoltosi nella cattedrale cittadina, è stato interamente dedicato alle donne, in duo con la nota pianista giapponese Yuki Ito, originaria di Nagoya, paese limitrofo al campo di prigionia dove Dacia Marini con la sua famiglia fu segregata nel ’43.  Dopo l’introduzione a cura della scrittrice, sono state infatti eseguite le opere delle più importanti compositrici dall’epoca classica a quella moderna (da Maria Theresia von Paradis a Lili Boulanger) senza dimenticare il romanticismo delle sognanti musiche di Clara Schumann e Fanny Mendelssohn.

    La rassegna del 2024 ha ospitato Sigfrido Ranucci e Victoria Cabello, ma negli anni si sono susseguiti nomi da Roberto Saviano a Elly Schlein.

    Presenti, per l’occasione, il Sindaco e gli assessori. Al termine del recital dopo la richiesta di più bis è seguita una standing ovation a cui ha partecipato con gioia anche la Maraini che il 13 novembre festeggerà il suo compleanno.

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