Parlamento Europeo

  • Il premio Lux del Parlamento europeo sbarca su CHILI

    Negli ultimi tredici anni il Premio LUX ha contribuito alla promozione e valorizzare della ricchezza e diversità del cinema europeo attraverso la selezione di film prodotti o co-prodotti nell’Unione europea. Ogni anno il Parlamento europeo copre i costi dei sottotitoli in ventiquattro lingue per i tre film finalisti. Finanzia, inoltre, l’adattamento per il pubblico non vedente, ipo-vedente e non udente e il sostegno alla promozione internazionale del film vincitore.

    In seguito all’emergenza COVID19 e alla difficoltà di organizzare eventi dal vivo con il pubblico, l’ufficio del Parlamento europeo a Milano in collaborazione con l’unità LUX e con la piattaforma CHILI, offre la possibilità di accedere a quattromila visioni gratuite disponibili nella modalità di streaming on demand sulla pagina di chili.com.

    Quattro saranno i film selezionati per la collaborazione, tutti finalisti o vincitori delle passate edizioni del Premio LUX e, in particolare, sono: StyxLa donna elettricaDio è donna e il suo nome è Petrunija e 120 battiti al minuto.

    I beneficiari di questa opportunità saranno i giovani attivisti di insieme-per.eu (il network nato dalla campagna per le elezioni europee #stavoltavoto e che ora prosegue lo sforzo di coinvolgimento, partecipazione e informazione sull’Unione europea), gli studenti che hanno preso parte al programma EPAS (Scuole Ambasciatrici del Parlamento europeo) e cittadini italiani appassionati di cinema europeo.

    I film potranno essere visionati gratuitamente inserendo il codice digitale “LUXCHILI” fino al 31 luglio nella sezione promozioni di CHILI e fino ad esaurimento della promozione.

     

  • Bisogna dire pane al pane e vino al vino

    In ogni cosa è salutare, di tanto in tanto, mettere un punto

    interrogativo a ciò che a lungo si era dato per scontato.

    Bertrand Russell

    Erano tante le risoluzioni e gli emendamenti da discutere e poi votare durante la sessione della scorsa settimana (17 – 19 giugno 2020) del Parlamento europeo. La sera tardi del 18 giungo, per appello nominale, si è votato anche un emendamento del gruppo del Partito Popolare europeo sull’Albania. Il testo dell’emendamento era: “Il Parlamento europeo sottolinea le 15 condizioni poste dal Consiglio europeo (il 26 marzo 2020; n.d.a.) che l’Albania deve adempiere prima della convocazione della prima Conferenza intergovernativa con gli Stati membri”. Il risultato è stato: 388 voti a favore, 280 contro e 19 le astensioni. Un risultato ulteriormente rafforzato durante la votazione trasversale nella seduta del 19 giugno scorso, con 532 voti a favore, 70 voti conto e 63 astensioni. Hanno votato a favore, oltre ai deputati del gruppo del Partito Popolare europeo e quegli del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei, anche molti deputati dell’Alleanza progressista di Socialisti e Democratici europei e altri. L’emendamento rappresenta ormai una Raccomandazione del Parlamento europeo da essere presa in considerazione dal Consiglio europeo, dalla Commissione europea e dal vicepresidente della Commissione, che è anche l’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza.

    Si tratta, con qualche modifica, di quelle 15 condizioni poste all’Albania, come paese candidato all’adesione nell’Unione europea, dai capi di Stato e di governo, durante il vertice del Consiglio europeo del 26 marzo scorso. Ma a differenza della decisione presa dal Consiglio europeo il 26 marzo, quanto sancito dalla Raccomandazione del Parlamento europeo del 19 giugno rappresenta anche una condizione sine qua non nel processo europeo dell’Albania. Perché se non si adempiono, tutte insieme, le 15 condizioni non si può arrivare neanche all’apertura della prima Conferenza intergovernativa tra l’Albania e gli Stati membri dell’Unione europea. Cosa che non era stata esplicitamente chiarita dalla sopracitata delibera del Consiglio europeo. Ma soprattutto, quella Raccomandazione del Parlamento europeo, con un evidente, vasto e trasversale supporto degli eurodeputati, rappresenta un significativo segnale per la Commissione europea e per l’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza. Perché dal 2016 ad oggi le raccomandazioni della Commissione europea per il Consiglio europeo e/o per chi di dovere sono state sempre positive, affermando e garantendo i “continui progressi” dell’Albania. Ma soprattutto le raccomandazioni della Commissione europea, dal 2016 ad oggi, non hanno mai contenuto la ben che minima condizione per l’Albania! Un contrasto eclatante quello, non solo con la realtà vissuta quotidianamente in Albania, ma anche con le opinioni ufficialmente espresse dai singoli Stati membri. Opinioni che sono state in seguito tradotte in condizioni e che sono aumentate con il passare degli anni. Da cinque iniziali che erano nel 2016, sono diventate nove e poi, dal 2019 sono diventate quindici! Le stesse 15 condizioni che, con qualche modifica, sono quelle che ormai rappresentano le condizioni sine qua non della sopracitata Raccomandazione votata definitivamente il 19 giugno scorso dal Parlamento europeo. E che, tenendo presente quanto è accaduto in questi ultimi anni in sede europea, non solo con l’Albania, rappresenta un fatto più unico che raro. Il nostro lettore è stato sempre tenuto informato di tutto ciò. Anche con i tre articoli dell’aprile scorso, con i quagli l’autore di queste righe analizzava non solo le continue raccomandazioni “tutto rose e fiori” fatte dalla Commissione europea per l’Albania, in seguito agli “entusiasmanti successi e i continui progressi” raggiunti dal governo. Ma cercava anche di analizzare le decisioni del Consiglio europeo, compresa quella del 26 marzo scorso e, soprattutto, le conseguenze che potevano derivare da quella decisione.

    In Albania il primo ministro e la sua potente e ben funzionante propaganda cerca di ingannare l’opinione pubblica con quanto si decide nelle istituzioni europee per l’Albania. Il primo ministro presenta, ovviamente, come degli “enormi successi”, suoi personali e del suo governo, quanto viene sempre raccomandato dalla Commissione europea. Almeno dal 2016. E, allo stesso tempo, cerca di manipolare il contenuto delle decisioni del Consiglio europeo e di negare l’esistenza delle condizioni poste. Comprese anche quelle del 26 marzo. Lo ha fatto ultimamente, il 9 giugno scorso, durante la riunione del Consiglio nazionale per l’Integrazione europea. Ha parlato a lungo di “successi e di evidenti progressi”. Ma non ha detto neanche una sola parola per le condizioni poste dal Consiglio europeo! E tutto ciò proprio in quella sede, dove si stava parlando del percorso europeo dell’Albania. Purtroppo quelle condizioni non le ha menzionate, durante il suo intervento in quell’occasione, nemmeno il rappresentante della Delegazione europea a Tirana. Invece lui, con le parole che ha detto, ma anche con quelle che doveva dire e non le ha detto, ha sostenuto la “versione dei fatti” del primo ministro, come sempre e come anche i suoi predecessori. Negare tutto quello che non conviene è una delle parole d’ordine del primo ministro albanese. E senza batter ciglio e come se niente fosse, ha avuto la spudoratezza e la faccia tosta di negare l’esistenza di quelle “maledette” condizioni, anche dopo la schiacciante e trasversale votazione della settimana scorsa dal Parlamento europeo della Raccomandazione sull’Albania!

    Si tratta di condizioni che rispecchiano fedelmente la realtà, quotidianamente vissuta e sofferta dai cittadini albanesi. Condizioni che riguardano, tra l’altro, la mancata [e volutamente perduta] lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata. Ma anche la mancanza delle indagini per tutti coloro che hanno condizionato, controllato e manipolato i risultati elettorali. Condizioni che riguardano la riforma fallita del sistema di giustizia, compreso anche il non funzionamento [voluto], da quasi tre anni, sia della Corte Costituzionale, che della Corte Suprema. Dando così la possibilità al primo ministro, che purtroppo controlla ormai quasi tutto, di operare indisturbato. Come un vero dittatore. E lo sta dimostrando ogni giorno che passa, fatti alla mano!

    Tenendo presente la drammatica situazione in Albania, come minimo, ormai è tempo di dire chiaramente la verità. Ormai è tempo di dire pane al pane e vino al vino! Ragion per cui quello diventa un obbligo istituzionale e morale, anche per i rappresentanti delle istituzioni europee, nel caso volessero assistere, aiutare e sostenere veramente il percorso europeo dell’Albania.

    Chi scrive queste righe cerca di capire cosa realmente ha convinto la maggior parte dei deputati a votare a favore della sopracitata Raccomandazione del Parlamento europeo. Egli è convinto però, che porre quelle 15 condizioni all’Albania come una barriera da superare in anticipo e in modo convincente, prima di ogni ulteriore passo nelle procedure per l’adesione dell’Albania all’Unione europea, è stata, finalmente, una cosa giusta, dovuta ed indispensabile. Chissà se, tra le tante altre ragioni, ci sia stato anche il barbaro e vigliacco abbattimento, notte tempo, dell’edificio del Teatro Nazionale a Tirana, il 17 maggio scorso?! Fatto che ha avuto una vasta e forte condanna non solo in Albania! E che, guarda caso, proprio oggi, 22 giugno, la Commissione per gli Affari Esteri del Parlamento europeo tratterà anche la realtà albanese e l’osceno abbattimento del Teatro. Teatro che rappresentava una parte integrante dell’eredità culturale europea, come hanno affermato le istituzioni internazionali specializzate! Forse è venuto il tempo di mettere, come cosa salutare, un punto interrogativo a tutto ciò che a lungo si era dato per scontato.

  • Dietro le quinte del Parlamento Europeo

    Gli Uffici in Italia del Parlamento Europeo in collaborazione con il gruppo di giovani attivisti e volontari, insieme-per.eu, organizzano la serie di incontri chiamati One Hour for Europe e invita tutti al webinar, primo di una serie, “Dietro le quinte del PE” che avrà luogo mercoledì 20 maggio alle ore 18.

    Il gruppo è presente in 13 Stati membri ed è stato creato con l’intento di diffondere i valori dell’UE attraverso eventi tematici organizzati durante l’anno per la cittadinanza, che hanno dato il nome al loro progetto. I volontari non si sono lasciati fermare neppure dalla pandemia e stanno organizzando un ciclo di incontri online con la collaborazione degli uffici italiani del PE.

    Ospite d’onore dell’evento sarà Stephen Clark, Direttore degli Uffici di collegamento della Direzione generale Comunicazione del Parlamento, che illustrerà la comunicazione del Parlamento europeo verso i cittadini e in particolar modo verso i giovani, soffermandosi sulle strategie messe in atto dalla DG Comunicazione e introducendo la campagna d’informazione #EuropeiControCOVID19.

    All’incontro parteciperanno alcuni rappresentanti di Banco Alimentare, la rete che ogni giorno e in tutta Italia raccoglie cibo per donarlo alle strutture caritative, per raccontare come viene affrontata l’emergenza e come possiamo tutte e tutti dare una mano.

    Interverranno tanti giovani europei per raccontare le loro storie, i loro successi e le difficoltà che stanno vivendo in questo momento, ci sarà tempo per fare domande e creare un dibattito sulle tematiche che saranno trattate durante il webinar.

    Chi ha voglia di partecipare può seguire il live sull’account Facebook di @PE_Italia. Fate passaparola!

  • Via libera del Parlamento europeo a risorse per 3,08 miliardi per la sanità

    Il 16 aprile il Parlamento europeo ha approvato un pacchetto di 3,08 miliardi di euro in aiuti Ue per sostenere i sistemi sanitari degli Stati membri nella lotta contro la pandemia di coronavirus. Le risorse permetteranno di fare più test e dare maggiore sostegno a medici e infermieri per curare i malati attraverso l’acquisto di forniture mediche urgenti come maschere e dispositivi respiratori, attrezzature per il trasporto di materiale sanitario e di pazienti nelle regioni transfrontaliere; consentiranno anche di finanziare il reclutamento di personale sanitario aggiuntivo da inviare nelle aree più colpite dal virus nonché la costruzione di ospedali da campo mobili.

    I 3,08 miliardi di euro contenuti nel pacchetto saranno veicolati principalmente attraverso lo strumento di sostegno alle emergenze (2,7 miliardi di euro) e rescEU (380 milioni di euro). Le risorse sbloccheranno anche fondi supplementari per finanziare i voli di rimpatrio (45 milioni di euro) nell’ambito del meccanismo di protezione civile dell’Ue, con lo scopo di riunire le famiglie bloccate nei Paesi terzi, mentre 3,6 milioni di euro andranno al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Sono previsti infine fondi aggiuntivi per aiutare la Grecia a far fronte alle crescenti pressioni migratorie (350 milioni di euro) e per sostenere la ricostruzione post-terremoto dell’Albania (100 milioni di euro).

  • Dal Parlamento europeo una risoluzione contro il traffico illecito di animali

    Secondo le stime verificate dal Parlamento europeo ogni mese sul territorio dell’Unione vengono scambiati, cioè cambiano proprietario, circa 46000 cani, di questi una gran parte non è registrata con le ovvie conseguenze sia per il benessere animale che per la salute e la sicurezza, inoltre vi sono troppi gravi illeciti, come abbiamo denunciato più volte sul Patto.

    Nelle scorse settimane il Parlamento, riunito in assemblea plenaria a Strasburgo, con ben 607 voti a favore, ha approvato una risoluzione che chiede un’iniziativa comunitaria contro il commercio illecito di animali anche per contrastare uno dei tanti affari della criminalità organizzata che sulla la vendita illegale di cani, gatti ed altri animaletti da compagnia, ha messo in moto un affare molto redditizio. I parlamentari europei chiedono un controllo più efficace attraverso un sistema obbligatorio e certificato dell’Unione per l’identificazione di cani e gatti, con sanzioni molto più severe per coloro che promuovono, attuano il commercio illegale che truffa coloro che acquistano animali non registrati esponendo i cuccioli spesso a morte certa in quanto le vaccinazioni non sono regolari ed il loro trasporto, quando sono troppi piccoli di età, procura malattie di vario genere. La risoluzione affronta anche il tema del randagismo, purtroppo presente in tutti i paesi dell’Unione e non sempre vi sono leggi, come invece in Italia, adeguate sul problema offrendo un rifugio agli animali abbandonati. Il Parlamento europeo invita ad adottare cani abbandonati riconoscendo nell’adozione anche una funzione sociale specie nei paesi nei quali i cani randagi sono soppressi dopo pochi giorni se nessuno li reclama come propri o gli adotta. Vi è inoltre la necessità di un quadro di insieme per individuare norme più corrette per gli allevamenti visto l’aumento delle cosiddette puppy farm, vere e proprie fabbriche di cuccioli, delle razze di moda, da immettere sul mercato anche se nati da genitori non sani o non compatibili. Gli europarlamentari chiedono che in tutta Europa siano rispettati uguali livelli di tutela degli animali a partire dal divieto di vendere i cuccioli prima del compimento dei due mesi così che abbiano potuto apprendere dalla madre i modi corretti di socializzazione ed abbiano un certificato di buona salute.

    La risoluzione, che tratta diversi punti, testimonia come sull’argomento vi sia una forte intesa tra parlamentari di nazioni e partiti diversi, ora si tratterà di trovare lo strumento legislativo più idoneo per tramutare in cogenti i punti proposti tenendo conto che, purtroppo, è sempre in espansione il mercato clandestino di animali come dimostrano, in Italia, i tanti interventi della Guardia di Finanza e tutt’ora i sistemi informatici sono uno dei più noti strumenti utilizzati per questo traffico che in gran parte arriva dall’est.

  • Cambia il numero e la distribuzione dei seggi al Parlamento europeo dopo la Brexit

    Dal 1° febbraio il Parlamento europeo ha 705 seggi, rispetto ai 751 (il massimo consentito dai trattati UE) precedenti al ritiro del Regno Unito dall’UE, il 31 gennaio 2020. Dei 73 seggi del Regno Unito, 27 sono stati ridistribuiti ad altri Paesi, mentre i restanti 46 sono posti in riserva per eventuali futuri allargamenti. I deputati entranti sono stati eletti alle Elezioni europee del maggio 2019.

    A seconda delle procedure nazionali, alcuni nomi sono già stati confermati, mentre altri sono ancora in attesa di notifica.

    La ridistribuzione dei seggi assicura che nessun paese dell’UE perda alcun deputato, mentre alcuni paesi guadagnano da uno a cinque seggi, per far fronte alla sotto-rappresentazione dovuta ai cambiamenti demografici. La nuova distribuzione tiene conto delle dimensioni della popolazione degli Stati membri e della necessità di un livello minimo di rappresentanza per quelli più piccoli.

    Il principio di “proporzionalità degressiva” significa che i paesi più piccoli hanno meno deputati rispetto ai paesi più grandi, ma anche che i deputati di un paese più grande rappresentano più elettori, rispetto ai loro omologhi dei paesi più piccoli.

    Il Parlamento continuerà a influenzare i negoziati UE-Regno Unito per le future relazioni, mentre la Brexit avrà un impatto anche sulla composizione delle commissioni e delle delegazioni interparlamentari.

     

  • Uiguri, minoranze e diritti umani per celebrare l’edizione 2019 del Premio Sacharov

    L’Ufficio a Milano del Parlamento europeo organizza lunedì 27 gennaio 2020 alle ore 10.00, presso la Sala Conferenze al terzo piano di Corso Magenta 59, un incontro pubblico in occasione dell’edizione 2019 del Premio Sacharov per la libertà di pensiero conferito mercoledì 18 dicembre a Ilham Tohti.

    L’incontro, organizzato in collaborazione con Il Post, sarà l’occasione per discutere di diritti umani e approfondire la situazione della minoranza uigura in Cina insieme a giornalisti e rappresentanti delle associazioni che si occupano di difesa dei diritti umani.

    All’incontro prenderanno parte Giuliano Pisapia, parlamentare europeo, Giulia Sciorati, ISPI, Claudio Francavilla, Human Rights Watch e Cristin Cappelletti, Open. Modererà il dibattito Luca Misculin, il Post.

    Durante il convegno sarà proiettato il videomessaggio di Jewher Ilham, figlia di Ilham Tothi.

    Assegnato per la prima volta nel 1988 a Nelson Mandela, il Premio Sacharov per la libertà di pensiero è il massimo riconoscimento che l’Unione europea conferisce agli sforzi compiuti a favore dei diritti dell’uomo. È attribuito a singoli, gruppi e organizzazioni che abbiano contribuito in modo eccezionale alla causa della libertà di pensiero.

  • Svolta verde per l’Europa: il Parlamento europeo approva il Green Deal proposto dalla Commissione

    Via libera del Parlamento europeo al Green Deal della Commissione europea, ovvero il grande progetto per rendere l’Europa il primo blocco di Paesi al mondo ad impatto climatico zero entro il 2050. Presentato dalla Presidente Ursula von der Leyen all’Europarlamento riunito in Sessione Plenaria a Strasburgo, l’ambizioso progetto – il cosiddetto “piano di investimenti per un’Europa sostenibile” – richiede notevoli investimenti sia pubblici (a livello dell’UE e degli Stati membri) che privati che dovrebbero ammontare ad almeno 1.000 miliardi di euro distribuiti in dieci anni. Il Parlamento ha adottato la Risoluzione con 482 sì, 136 no e 95 astensioni chiedendo come obiettivo la riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 invece del 40% attualmente previsto

    All’Italia saranno destinati 364 milioni di euro ma essendo il nostro Paese un contributore netto al bilancio europeo, dovrà versarne circa 900 milioni per alimentare il fondo.

    Sebbene tutti gli Stati membri, le regioni e i settori dovranno contribuire alla transizione, la portata della sfida non sarà uguale per tutti: alcune regioni saranno particolarmente colpite e subiranno una profonda trasformazione socioeconomica. Sosterremo le popolazioni e le regioni chiamate a compiere gli sforzi maggiori affinché nessuno sia lasciato indietro. Il Green Deal comporta un ingente fabbisogno di investimenti, che trasformeremo in opportunità di investimento”, ha rassicurato la Presidente von der Leyen. Come si può immaginare, infatti, il raggiungimento degli obiettivi e l’applicazione del piano sarà più impegnativa per i cittadini, i settori e le regioni che dipendono in larga parte dai combustibili fossili. Il meccanismo per una transizione giusta aiuterà perciò chi ne ha più bisogno, rendendo più attraenti gli investimenti e proponendo un pacchetto di sostegno pratico e finanziario del valore di almeno 100 miliardi di euro. Uno sforzo che migliorerà il benessere delle persone e aumenterà la competitività europea. Un aiuto sarà dato anche alle autorità pubbliche e agli attori del mercato perché individuino e sviluppino tutti quei progetti green atti a contribuire alla realizzazione della neutralità climatica.

    Nel dettaglio Il piano di investimenti del Green Deal europeo prevede tre tipologie di finanziamento:

    1. il Fondo per una transizione giusta, per il quale saranno stanziati 7,5 miliardi di euro di nuovi fondi UE, che si sommano alla proposta della Commissione per il prossimo bilancio a lungo termine (per poterne beneficiare gli Stati membri dovranno individuare i territori ammissibili mediante appositi piani territoriali per una transizione giusta, di concerto con la Commissione);
    2. un sistema specifico per una transizione giusta nell’ambito di InvestEU, che punta a mobilitare fino a 45 miliardi di euro di investimenti. Lo scopo è attrarre investimenti privati a beneficio delle regioni interessate e aiutare le economie locali a individuare nuove fonti di crescita;
    3. uno strumento di prestito per il settore pubblico in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, sostenuto dal bilancio dell’UE, che dovrebbe mobilitare investimenti compresi tra 25 e 30 miliardi di euro. Servirà ad accordare prestiti al settore pubblico, destinati ad esempio agli investimenti nelle reti di teleriscaldamento e alla ristrutturazione edilizia.

    La Commissione non si fermerà solo al supporto economico ma offrirà assistenza tecnica agli Stati membri e agli investitori e garantirà il coinvolgimento delle comunità interessate, delle autorità locali, dei partner sociali e delle organizzazioni non governative.

  • Uiguri, minoranze e diritti umani per celebrare l’edizione 2019 del Premio Sacharov

    L’Ufficio a Milano del Parlamento europeo organizza lunedì 27 gennaio 2020 alle ore 10.00, presso la Sala Conferenze di Corso Magenta 59, un incontro pubblico in occasione dell’edizione 2019 del Premio Sacharov per la libertà di pensiero conferito mercoledì 18 dicembre a Ilham Tohti, durante la sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo.

    L’incontro organizzato in collaborazione con Il Post sarà l’occasione per discutere di diritti umani e approfondire la situazione della minoranza uigura in Cina insieme a giornalisti e rappresentanti delle associazioni in difesa dei diritti umani. Al Seminario, introdotto da Maurizio Molinari, Responsabile Ufficio del Parlamento europeo a Milano e Massimo Gaudina, Capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea, moderato Luca Misculin, Giornalista del Post, parteciperanno rappresentanti delle associazioni in difesa dei diritti umani e parlamentari europei delle Commissioni AFET, DROI, ECON.

    La partecipazione è libera previa prenotazione all’indirizzo mail epmilano@europarl.europa.eu.

  • Lo European Youth Parliament presenta la 92esima Sessione Internazionale che si svolgerà a Milano nel 2020

    Sarà presentata venerdì 15 ottobre alle ore 15,30, durante un conferenza stampa che si svolgerà nella Sala Sartori di Palazzo Pirelli a Milano, la 92esima Sessione Internazionale dello European Youth Parliament (EYP). L’evento, che si svolgerà nel capoluogo meneghino dal 30 aprile al 10 maggio 2020, coinvolgerà più di 350 giovani selezionati da tutta Europa ed è organizzata dal comitato nazionale dello European Youth Parliament che con i suoi oltre 40.000 aderenti è la più grande rete internazionale di giovani in Europa con l’obiettivo di avvicinare i suoi membri alle istituzioni europee e le sue politiche, sensibilizzare al pensiero critico e al dibattito costruttivo. Il tema della Sessione Internazionale è ‘Circular sustainability: rethinking today, shaping tomorrow’.

    L’EYP rappresenta un’organizzazione unica a livello internazionale, così come la Sessione Internazionale costituisce l’evento di punta del network che ritorna in Italia dopo oltre quindici anni. Con approfondimenti da un punto di vista economico, sociale e ambientale l’intera Sessione si porrà come crocevia tra diverse culture e pluralità di idee. L’evento persegue la volontà di promuovere il pensiero critico, autonomo e consapevole, avendo come protagonisti i giovani a cui verrà offerta la possibilità di espandere le proprie conoscenze riguardo le principali sfide europee.

    Durante la conferenza stampa, i sostenitori dell’iniziativa avranno l’occasione di spiegare l’importanza del proprio coinvolgimento nella Sessione, nonché di approfondire i valori e la missione di ciascuno. I patroni e gli sponsor avranno modo poi di confrontarsi in un dibattito aperto con i rappresentanti della stampa al fine di creare un momento di condivisione di opinioni e riflessioni.

    La conferenza stampa si presenta così come l’evento di lancio della 92esima Sessione Internazionale dello European Youth Parliament, primo momento di confronto di un lungo percorso che porterà a far riflettere i partecipanti sulla missione che noi tutti dobbiamo e possiamo svolgere nel dare forma all’Europa del domani.

    Alla conferenza stampa parteciperanno Daniele Timpano e Giulia Giaganini, Dipartimento Pubbliche Relazioni del Comitato Organizzativo della Sessione Internazionale, Elena Marro, Katerina Mucci e Gloria Maria Cavalieri, project manager della Sessione, l’Assessore Martina Cambiaghi – Regione Lombardia, Francesco Perrini, Presidente della Sustainability Committee – Università Bocconi, Francesco Laera, Rappresentanza Commissione Europea a Milano, Enrico Giovannini, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, Alessandro Profumo, Amministratore Delegato di Leonardo.

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