Parlamento Europeo

  • Bono calls on artists to celebrate ‘romance’ of Europe

    U2 singer says supportive voices needed at time when ‘people are questioning Europe’.

    Bono has called on artists to celebrate the “romance” of Europe at a time when the value of the EU has come under question.

    Visiting the European Parliament in Brussels, the U2 singer hailed the European institutions as both a “brain that is strategically working to improve the lives of Europeans, so we do largely live better lives than anyone else in the world”, and a “loudly beating heart”. “I’m not sure it is heard by enough people, and I want to be a part of that romantic idea that is Europe,” he added.

    The Irish rock star and anti-poverty campaigner did not mention Brexit in his comments alongside the parliament’s president, Antonio Tajani, but said that pro-European voices were needed at a time when “people are questioning Europe”. “As an artist I think I probably have a role to play in romancing the idea of Europe and seeing it as something warm-blooded,” said Bono. “Europe is a thought that needs to become a feeling, and I am, as an artist, in service of that.”

    If you think  about how Hollywood perpetuated the idea of the American dream, when you think about artists involved in the project that is Europe, it’s not that many.

    Describing himself as “European as well as Irish”, Bono suggested that Europe had lost out from the lack of the kind of positive artistic treatment given to the United States in movies and songs. “If you think about the mythology of America and you think about Hollywood and how Hollywood perpetuated the idea of the American dream… when you think about artists involved in the project that is Europe, it’s not that many,” he said. “I think we need more as people are questioning Europe.”

    Tajani thanked the singer for his engagement in the European project, adding: “If we want to protect our citizens we need the European umbrella. It’s impossible to compete during globalisation as Italy, as France, as Ireland, as Germany, with China, Russia, India or the USA. We need to be united all together as friends with a common history, a common identity and common values – first of all, freedom.”

    Bono was in Brussels for talks about improving the partnership between Europe and Africa, which he characterised as “an incredible opportunity”. “While America is on its holidays from big ideas, we should sit across the table with our African partners as equals and take over the world,” he said. – PA

     

  • FROM WEST TO EAST, nuovo appuntamento del Parlamento europeo a Milano per incontrare i sostenitori, e non solo, della campagna #stavoltavoto

    Il Parlamento Europeo ha realizzato una piattaforma online dove si sta sviluppando una campagna, Ground Game, con moltissime adesioni: si tratta di un’opportunità in più di partecipazione al processo democratico in vista delle elezioni europee del 26 maggio 2019. Partecipare alla campagna è facile, basta cliccare il link https://www.stavoltavoto.eu/it?recruiter_id=14441, una volta iscritti si riceve un link personale che si può condividere con altri amici sui social media. I sostenitori più attivi saranno coinvolti successivamente, sulla base della loro disponibilità.

    Per valutare insieme l’avvio di questa prima sarà organizzato un evento streaming con gli amici degli Europe Direct del Nord Itali che operano come sportelli aperti alla cittadinanza in moltissime realtà. L’appuntamento è per martedì 16 ottobre dalle 10.30 alle12.30 con FROM WEST TO EAST e l’Ufficio di Milano del Parlamento europeo trasmetterà dalla sede di AVANZI , in via Ampère a Milano. Ci saranno testimonial già coinvolti e, in particolare, alcuni dei Ground Gamers che hanno invitato un buon numero di persone sulla piattaforma #STAVOLTAVOTO. Chi vuole può partecipare registrandosi, entro il 12 ottobre, all’indirizzo EPmilano@europarl.europa.eu, chi non potrà avrà l’opportunità di seguire la diretta streaming sul sito: https://www.facebook.com/parlamento.europeo.italia/ a partire dalle ore 10.30.

  • La giornata del multilinguismo al Parlamento europeo

    Il 29 settembre il Parlamento europeo celebrerà la giornata del multilinguismo. In preparazione di questo avvenimento sono stati diffusi, via mail, molti inviti, ai quali è annesso un pacchetto promozionale per la celebrazione della giornata. Il multilinguismo è una preziosa realtà che consente ai 751 deputati di 28 Stati membri di parlare nella propria lingua e di essere capiti dai colleghi che si esprimono nelle altre 23 lingue dell’Unione europea. Sono infatti 24 le lingue ufficiali. Il che vuol dire che oltre agli interventi nelle 24  lingue degli oratori, anche i documenti ufficiali della seduta sono tradotti in tutte le 24 lingue ufficiali. La traduzione è diventato uno strumento assolutamente indispensabile per il funzionamento dell’istituzione che è eletta a suffragio universale dai cittadini dei 28 Stati membri (che si ridurranno a 27 quando il Regno Unito abbandonerà l’UE). Parlare la propria lingua significa anche esprimere la propria cultura, i valori che la sottendono, la storia di cui è stata l’espressione. Significa in altri termini rappresentare il modo di essere della popolazione e della nazione di cui si è rappresentanti e testimoniare le differenze che, come in questo caso delle comunità europee, uniscono anziché dividere. Ciò detto, viene spontaneo chiederci, con legittima curiosità, perché il pacchetto promozionale per la celebrazione della giornata del multilinguismo è presentato in sole 4 lingue e perché fra queste quattro non figura l’Italiano. Forse perché la lingua italiana è considerata meno importante di quella olandese? Quali sono le ragioni che hanno privilegiato la scelta dell’olandese rispetto all’italiano? Sono ragioni tecniche? Quali, di grazia? Sono ragioni funzionali? Rispetto a che cosa? Sono altre ragioni ancora? La nostra non è solo legittima curiosità. Vuole essere la verifica che in questa modestissima vicenda non c’entra la discriminazione. Non sarebbe la prima volta che l’Italia viene discriminata in scelte che apparentemente non sembrano importanti. Dalle lingue di lavoro è stata esclusa qualche anno fa, ad esempio. La discriminazione è importante in sé, per tutto il peso negativo che rappresenta. La vicenda odierna sembra paradossale, anche per il fatto che il presidente del Parlamento europeo in carica è un italiano. Presidente Tajani, ce la dà una spiegazione sulla scelta dell’olandese rispetto all’italiano? Gliene saremo grati.

  • Il Parlamento europeo propone di vietare in tutto il mondo i test cosmetici sugli animali entro il 2023

    Con una risoluzione non vincolante adottata con 620 voti favorevoli, 14 contrari e 18 astensioni, i deputati europei chiedono all’Unione europea di lanciare una campagna diplomatica per un divieto mondiale di testare i cosmetici sugli animali entro il 2023. La sperimentazione animale per i cosmetici è già stata vietata nell’UE e ora i deputati chiedono che il divieto venga esteso al resto del mondo.

    Il 16 novembre si terrà una conferenza presso le Nazioni Unite a Ginevra, organizzata da OIPA, LSCV (Lega svizzera contro la sperimentazione animale e protezione degli animali) e ATRA (Associazione svizzera per l’abolizione della vivisezione) dal titolo “Test sugli animali vietati per i cosmetici: dibattito su una risoluzione del PE “. Durante questo incontro verranno discusse molte questioni, tra cui la situazione attuale per i test sugli animali e la ricerca di strategie per porre fine alla sperimentazione animale sui cosmetici a livello globale. La protezione e il benessere degli animali  possono essere raggiunti anche attraverso la diplomazia.

    Il 3 maggio il Parlamento europeo ha invitato l’UE a sostenere un divieto globale “sulla sperimentazione animale per cosmetici e sul commercio internazionale di ingredienti e prodotti cosmetici testati sugli animali” e ha invitato i leader dell’UE a “utilizzare le loro reti diplomatiche per costruire una coalizione e lanciare una convenzione internazionale nell’ambito delle Nazioni Unite”al fine di vietare tutti i test sugli animali per i cosmetici prima del 2023.

    Tuttavia, questa operazione a livello mondiale risulta non essere così facile: circa l’80% dei paesi in tutto il mondo consente ancora la sperimentazione animale e la commercializzazione di cosmetici testati su animali, compresi grandi produttori come la Cina. Anche l’Europa non può essere considerata un luogo sicuro per i topi da laboratorio. Ecco perché l’iniziativa mira anche a migliorare l’efficacia del divieto all’interno dell’UE. I deputati sottolineano infatti che esistono lacune nel sistema dell’UE, dal momento che alcuni prodotti cosmetici sono testati su animali al di fuori dell’UE prima di essere sottoposti a nuovi test nell’UE con metodi alternativi e immessi sul mercato dell’UE. Sottolineano inoltre un altro serio problema: la maggior parte degli ingredienti in prodotti cosmetici sono utilizzati anche in molti altri prodotti, come prodotti farmaceutici, detergenti o alimenti, e possono quindi essere stati testati su animali in base a leggi diverse.

    I dati raccolti dall’entrata in vigore del divieto dell’UE nel 2013 dimostrano che tale divieto non ha impedito all’industria cosmetica dell’UE di prosperare e di fornire circa due milioni di posti di lavoro, e di essere il più grande mercato del mondo in questo settore. In breve, i deputati dicono che, guardando le cifre, questi prodotti possono rimanere sicuri per la nostra salute senza causare cali di produzione e preservare il benessere degli animali. Inoltre, è stato dimostrato che gli europei si preoccupano profondamente del benessere degli animali. Secondo l’indagine speciale Eurobarometro del marzo 2016 sull’atteggiamento degli europei nei confronti del benessere degli animali, l’89% dei cittadini dell’UE concorda sul fatto che l’UE dovrebbe fare di più per promuovere una maggiore consapevolezza sull’importanza del benessere degli animali a livello internazionale e che è necessario istituire standard di benessere riconosciuti in tutto il mondo.

    Il 16 novembre 2018 l’ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra ospiterà una conferenza organizzata da OIPA, LSCV e ATRA che riunirà esperti del settore. Questo incontro mira a promuovere strategie pratiche per un divieto mondiale di sperimentazione animale in vista della futura convenzione che le Nazioni Unite, si spera, propongano per la sottoscrizione anche agli stati non-UE.

  • European Parliament adopts Copyright Directive for the digital age

    An intense day at the European Parliament wrapped up on September 12 after the MEPs entered a lengthy voting session to decide on a Copyright Directive that would modernise intellectual property rights and bring them in line with the digital revolution by encouraging platforms like YouTube, owned by Google, to better reward content creators.

    The new regulations, however, remain controversial as opponents fear that the plans could destroy user-generated content. The bill’s supporters, however, claim the reforms are necessary to fairly compensate artists.

    Article 13 puts the onus on web giants to take measures to ensure that agreements with rights holders for the use of their work are working. This would require all internet platforms to filter content put online by users, which some say would be an excessive restriction on free speech.

    The new copyright law also requires online platforms to pay news organisations for the use of their content in what is being dubbed a “link tax”. Web giants will also now have to take measures to ensure that agreements with rights holders for the use of their work are working.

    In the case of the latter, critics charge that would require all internet platforms to filter content put online by users, which many believe would be an excessive restriction on free speech.

    The bill’s sponsor, Alex Voss of the European People’s Party, said the directive would not lead to any form of online censorship but instead strikes a balance between individual creators and larger online platforms that take advantage of their accounts.

    The proposal was approved with 438 votes in favour and 226 against, with 39 abstentions. This vote took place after the adoption of several amendments that were more favourable to major Web companies and advocates of digital freedom.

    The European Commission welcomed the adoption of the Parliament’s negotiating position, with the Vice-President for the Digital Single Market Andrus Ansip and the Commissioner for Digital Economy and Society Mariya Gabriel saying that discussions can now start on a legislative proposal that would boost the standing of the Digital Single Market strategy.

    Our aim for this reform is to bring tangible benefits for EU citizens, researchers, educators, writers, artists, press, and cultural heritage institutions and to open up the potential for more creativity and content by clarifying the rules and making them fit for the digital world,” Ansip and Gabriel said in a joint statements. “At the same time, we aim to safeguard free speech and ensure that online platforms – including 7,000 European online platforms – can develop new and innovative offers and business models.”

    The two Commissioners reiterated that the EU executive stands ready to start working with the European Parliament and the Council of the EU  for the swift adoption of the directive, “ideally by the end of 2018”.

     

  • Juncker: il mondo ha bisogno di un’Europa forte ed unita

    “Nel 1913 gli europei pensavano di avere una pace duratura ma solo un anno dopo scoppiò una violenta guerra fratricida che attraversò l’intero continente. Non parlo di quel periodo perché siamo sull’orlo di un’altra catastrofe ma perché l’Europa è la ‘guardiana’ della pace, dobbiamo essere grati se viviamo in un continente reso pacifico dall’Unione europea”. Inizia con chiaro riferimento al vero senso dell’esistenza dell’Unione europea il discorso sullo stato dell’Unione che il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha tenuto giovedì 12 settembre a Strasburgo nella sede del Parlamento europeo in occasione della Sessione plenaria. Quasi un monito per chi, in questi mesi,sta cercando di mettere in discussione il valore dell’Unione europea. Un discorso atteso – ultimo per la programmazione prima della fine del mandato dell’attuale Commissione UE (gli organi saranno nominati a settembre 2019) – per le tematiche che Juncker avrebbe affrontato e che toccano da vicino molti degli Stati membri. Immigrazione, rafforzamento del controllo delle frontiere, partnership con l’Africa, contrasto a contenuti illegali e fake news in vista delle prossime elezioni europee (23-26 maggio 2019).  Il discorso di Juncker sulla Sovranità europea (questo il titolo) appare subito in stretta continuità con quello pronunciato lo scorso anno ma con 18 nuove iniziative legislative, frutto del mutamento repentino degli scenari politici, economici e socio-culturali degli ultimi 12 mesi e del sempre crescete euroscetticismo che si sta diffondendo tra gli Stati membri. Sovranità europea, appunto, per sottolineare quell’unione di stati che mai dovrà sostituirsi alla sovranità di ciascuno di essi, da non confondere però con il nazionalismo, concetto contrastato e denunciato da Juncker alla luce anche, e soprattutto, degli atteggiamenti e delle parole di alcuni leader europei quali Salvini e l’ungherese Orban, intervenuto anche lui in questi giorni a Strasburgo.

    Quella di cui parla Juncker è un’Europa più capace di fare politica estera e per questo propone che alcune decisioni strategiche non siano più prese all’unanimità ma con una maggioranza qualificata per giocare un ruolo strategico a livello mondiale. E non è difficile pensare alla questione migranti, al rapporto con gli USA, alla situazione dei Balcani in bilico tra crescenti ondate di nazionalismo e richieste di adesione da parte di alcuni Stati. Sulla questione migranti, in merito alla scelta politica fatta a giugno dagli Stati membri, e cioè distribuire gli sbarchi in diversi Paesi europei, Juncker ha ribadito, in linea con la posizione del governo italiano, la necessità, da parte dell’Europa di una ‘solidarietà durevole e organizzata’, confermando  di voler rafforzare l’agenzia comunitaria Frontex, dedicata al controllo delle frontiere esterne dell’Unione con l’assunzione, come già annunciato a maggio, di 10mila nuovi doganieri, entro il 2020 e non 2027, come proposto in precedenza. Ma la difesa dei confini da sola non basta, per questo è fondamentale un partenariato con l’Africa. Il che vuol dire non solo cooperazione o accordi commerciali ma interventi mirati in un continente diventato terreno fertile per gli investimenti da parte della Cina. Intervenire concretamente in Africa significherebbe porre un argine alla forte presenza asiatica e porsi, credibilmente, come vero interlocutore politico ed economico con la Cina stessa ma anche con gli Stati Uniti e tornare ad avere un ruolo centrale a livello mondiale. Insiste sull’economia Juncker sottolineando come l’Unione importi l’80% del suo fabbisogno energetico in dollari, quando dagli Stati Uniti proviene appena il 2% delle materie prime. Il ruolo dell’euro, nel mercato globale, deve essere rivisto, perché una situazione simile “è aberrante e ridicola”, e rischia di far perdere autorevolezza. L’Unione europea rappresenta infatti un quinto dell’economia mondiale e 60 paesi hanno legato la loro valuta all’euro. Per questo è necessario rilanciare il progetto comunitario, difendendo il ‘patriottismo illuminato’ che è cosa ben diversa dal ‘nazionalismo malsano’, fonte di guerre, ed esorta ad essere più vigili per evitare “un nuovo conflitto in Europa” assicurando che “la sovranità europea nasce dalle sovranità nazionali, e non le sostituisce”.

    Sul fronte lotta ai cyberattacchi Juncker ha dichiarato che la Commissione presenterà nuovi testi legislativi per contrastare i contenuti illegali su Internet e i tentativi di influenzare con fake news le prossime elezioni europee.

    Non manca il riferimento ai traguardi tecnologici e scientifici che l’Europa, unita, ha raggiunto. “Nessun Paese da solo avrebbe potuto mettere in orbita 26 satelliti. Galileo oggi ha 400 milioni di utilizzatori in giro per il mondo”.  Alla luce dei successi raggiunti e in vista delle nuove proposte elencate, senza retorica ma con un chiaro riferimento ai populismi dilaganti, Juncker ha sottolineato quanto il mondo oggi abbia bisogno di un’Europa forte ed unita.

  • Verhofstadt propone un’alleanza a Macron per le Europee del 26 maggio

    I deputati liberali del Parlamento europeo vogliono formare un “movimento” antinazionalista con il leader francese Emmanuel Macron per contestare l’estrema destra delle elezioni europee del prossimo anno e Guy Verhofstadt, leader del gruppo liberale al Parlamento europeo, ha presentato l’offerta: «Siamo pronti a creare questa alternativa con Macron», ha detto Verhofstadt, ex primo ministro belga, al quotidiano francese Ouest-France. «Sarà qualcosa di nuovo – ha proseguito – un movimento, un’alternativa pro-europea ai nazionalisti. Il nostro gruppo è pronto a partecipare ora, senza aspettare. L’obiettivo è creare un gruppo decisivo nel futuro parlamento, uno strumento per fermare l’ondata nazionalista».

    Resta da vedere se la festa di Macron, La Republique en Marche, riprende l’offerta. «Non siamo pronti per un’alleanza», ha detto all’agenzia di stampa Reuters Christophe Castaner, il capo del partito. Ma Macron e Castaner stanno attualmente girando l’Europa per reclutare politici dalla mentalità simile a formare una nuova piattaforma pro-europea entro la fine dell’anno. L’iniziativa arriva dopo che Macron si è dichiarato «l’avversario principale» di un’asse nazionalista-populista guidata da Ungheria e Italia.

    Il gruppo liberale Alde ha 68 deputati al PE. Quella cifra potrebbe gonfiarsi a oltre 100 nella nuova formazione proposta con il partito di Macron. Il progetto di Macron ha anche attirato politici di centro-sinistra in Danimarca e Svezia. La piattaforma potrebbe diventare ancora più grande se attirasse deputati del gruppo Ppe di centro-destra, alle prese con un conflitto interno sul fatto che il leader ungherese Viktor Orban sia idoneo a restare un membro delle sue fila.

    «Queste soluzioni progressive che portiamo sono le più rispettose dei valori della nostra Europa, ma anche i più efficienti per affrontare le sue sfide», ha detto Macron dopo aver incontrato i leader di Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi.«Consideriamo questo come una cooperazione tra le forze progressiste che combatteranno l’estrema destra: dobbiamo formare una massa critica», ha detto Pieyre-Alexandre Anglade, parlamentare del partito Macron.

    Nel frattempo, le forze di estrema destra si sono unite ulteriormente, quando i populisti italiani e olandesi si sono incontrati a Cernobbio. Matteo Salvini, leader della Lega, ha anche collaborato con Steve Bannon, un capo dei media hard-right americano, che sta aprendo una consulenza a Bruxelles per aiutare la parte populista a vincere seggi nel prossimo maggio Voto dell’Ue. La collaborazione di Salvini con Bannon ha dimostrato che «questo è il posto giusto per l’unificazione del movimento populista in Europa», ha detto Mischael Modrikamen, l’uomo di Bannon a Bruxelles. Il partito italiano, che spera di conquistare un terzo dei seggi nel voto dell’UE, intende creare un “potere di blocco” nel Parlamento europeo che potrebbe paralizzare la legislazione dell’Ue, ha affermato Modrikamen.

  • Dal discorso sullo Stato dell’Unione di Juncker al contrasto al mobbing sul luogo di lavoro. Fitta l’agenda del Parlamento europeo in plenaria a Strasburgo

    Il momento più atteso sarà il discorso sullo Stato dell’Unione che terrà mercoledì 12 settembre il Presidente delle Commissione europea Jean-Claude Juncker ma non da meno saranno gli interventi del Presidente libanese Michel Aolun, di Alexis Tzipras, primo ministro greco, entrambi nella mattinata di lunedì 11 settembre, e Zoran Zaev, primo ministro dell’ex repubblica jugoslava di Macedonia, giovedì 13. Questi alcuni degli appuntamenti previsti durante la Sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo dall’11 al 13 settembre in cui, vista la presenza di così tante figure di primo piano dello scenario geopolitico europeo e non solo, saranno affrontati tanti argomenti caldi, a partire dal corpo europeo di solidarietà agli accordi finanziari e di cooperazione con i Paesi terzi. Non mancheranno votazioni e discussioni sul riciclaggio di denaro, sul diritto d’autore nell’era digitale, sulla sanità e sul contrasto al mobbing e alle molestie sessuali nei luoghi di lavoro. Per tutti i dettagli consultare il sito http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+AGENDA+20180910+SYN+DOC+XML+V0//IT

  • Stavolta voto! Il Parlamento europeo lancia una piattaforma di partecipazione per tutti i cittadini dell’Unione

    In vista delle prossime elezioni europee del 26 maggio 2019 il Parlamento europeo lancia la campagna istituzionale per condividere informazioni ed opinioni sull’Europa. Stavolta voto! è una piattaforma che chiunque può far conoscere ad amici e conoscenti per partecipare tutti, in maniera attiva e consapevole, al processo democratico in vista delle elezioni. Si può aderire alla campagna attraverso il link https://www.thistimeimvoting.eu/it?recruiter_id=14441.  I sostenitori più attivi potranno essere coinvolti, sulla base della loro disponibilità, nella promozione di eventi a livello locale.

  • Sequestrati 2 milioni di euro al partito della Le Pen

    I magistrati transalpini non sono da meno di quelli italiani e hanno deciso di confiscare i 2 milioni di euro che il Rassemblement National (RN, ex Front National) avrebbe dovuto ricevere il 10 luglio, come gli altri partiti, a titolo di anticipo sul finanziamento pubblico. Il partito, per la decisione dei giudici che indagano sul caso, in cui il RN è accusato di aver impiegato a spese di Strasburgo assistenti utilizzati per il partito, rischia di dover rimborsare un danno di 7 milioni di euro. A tanto ammonterebbe la cifra indebitamente sottratta e per la quale sono sotto inchiesta 10 persone, fra le quali la Le Pen. “Confiscando la nostra dotazione pubblica senza sentenza su questo pseudo caso degli assistenti – ha scritto la presidente del partito di estrema destra francese su Twitter – i giudici applicano la pena di morte ‘a titolo conservativo'”.

    L’appello che la Le Pen ha già annunciato di voler presentare, “non è sospensivo” della decisione, definita dal partito “un colpo di mano senza alcuna base legale”, per il quale il RN “non potrà pagare gli stipendi” dei dipendenti. Tanto più, sottolinea un comunicato, che il RN non ottiene ormai da mesi alcun prestito dalle banche. In una lettera aperta ai sostenitori, Marine Le Pen invita i militanti a “rivoltarsi” contro “una dittatura che vuole uccidere il primo partito di opposizione”. “Il carattere politico dell’iniziativa non è neppure in dubbio”, aggiunge passando ad attaccare le toghe, “poiché uno dei due giudici è membro del Sindacato della Magistratura”, situato politicamente a sinistra, “e l’altro è un suo compagno di strada”. Il FN riceve finanziamenti pubblici per 4,5 milioni di euro, che rappresentano la principale fonte di finanziamento dei partiti in Francia, che nel 2018 devono incassare un totale di 68 milioni. Le indagini, che non hanno finora portato ad alcuna sentenza, hanno però ritrovato – a quanto si apprende – numerosi indizi come messaggi e-mail e tabelle in base alle quali si desume che i compensi di alcuni dipendenti venivano modulati sulla base di quanto messo a disposizione degli eurodeputati per gli assistenti parlamentari a Strasburgo.

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