Ci sono modi diversi per iniziare una guerra in un’epoca nella quale la tecnologia, sempre più avanzata, offre strumenti più efficaci e veloci di qualsiasi missile, strumenti che consentono, a chi muove la guerra, di risparmiare sia strumenti bellici che le vite dei suoi militari.
Quanto è avvenuto in Francia, Belgio e Paesi Bassi con la distruzione di decine di milioni di euro di derrate alimentari, con le ovvie conseguenze anche per ripristinare i supermercati e l’organizzazione logistica, e a seguire i vari reclutamenti di giovani e giovanissimi per sollecitarli a partecipare a distruzioni e a saccheggi nelle varie città, francesi come italiane, dimostrano chiaramente come la guerra ibrida, della quale da tempo parliamo e che vede della stessa idea il ministro Crosetto, sia da tempo una realtà.
Molti sono stati, nei mesi scorsi, in Italia gli attacchi hacker a siti sensibili dei ministeri, e non solo, dimostrando come, senza sparare un colpo, si potrebbe mettere in crisi un sistema, la vita stessa delle persone.
Come sono stati modificati e colpiti i centri di funzionamento dei supermercati così possono essere colpiti gli aeroporti, le banche, gli ospedali, i cervelloni dei caselli autostradali, il sistema Nuvola delle scuole e qualsiasi altra attività che, usando le reti informatiche, l’intelligenza artificiale, può essere hackerata.
Non è più fantascienza, non è più un pericolo possibile, è una realtà, la nostra società non è in grado di difendersi da attacchi cibernetici che possono arrivare da qualunque parte del mondo sconvolgendo la nostra vita, basta distruggere i centri che ci forniscono elettricità, basta impedire la comunicazione di notizie corrette e diffondere nella rete notizie false e in poche ore tutto cambia, nessuno è al sicuro se non si trovano i modi per proteggerci.
Quando si parla della necessità di nuovi stanziamenti militari dobbiamo sapere che oggi senza investire nella difesa cibernetica non c’è scampo.
Giustamente dovremo tutti ragionare, senza isterismi, con sollecitudine su come devono essere affrontati sia i temi della sicurezza nelle città che quelli legati al degrado di troppe periferie, come realizzare una società più giusta e responsabile che sappia costruire alloggi popolari, garantire insegnanti preparati in scuole con ambienti salubri e accoglienti, a offrire nei quartieri aree verdi e spazi di aggregazione per bambini, giovani, anziani ma, contestualmente, non è più dilazionabile il trovare modi concreti per proteggerci dalla guerra ibrida.
Riconsiderare l’utilizzo e le regole che necessariamente devono essere individuate a livello nazionale, europeo, globale per garantire che la rete non si trasformi sempre di più in uno strumento che favorisce la violenza e la disinformazione e l’intelligenza artificiale nella tomba della democrazia e della liberta deve essere una priorità, chiunque non lo capisca o ritardi i necessari interventi si renderà responsabile di quanto accadrà.