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  • L’intelligenza artificiale si fa furba e impara come aggredire i software che ne controllano le prestazioni

    La Silicon Valley è sostanzialmente concorde: occorre stabilire un passo più cadenzato per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, occorre che vengano definite norme e procedure per svilupparla perché altrimenti l’’intelligenza artificiale rischia di sfuggire di mano e rivelarsi un boomerang contro lo stesso genere umano. L’allarme lanciato da Sam Altman, capo di OpenAI, eda Dario Amodei, numero uno di Anthropic, è stato condiviso da Alex Karp, fondatore di Palantir, e da Elon Musk. Sia OpenAI che Anthropic hanno rivelato episodi a riprova dell’effettività dei pericoli denunciati. Sistemi sperimentali di AI si sono rivelati furbi in fase di test e di propria iniziativa, senza input umano, hanno preso di mira altri sistemi operativi che servivano proprio a misurare le prestazioni delle apparecchiature sotto test; Anthropic ha segnalato che l’intelligenza artificiale è stata utilizzata per ricerche in ambito biologico che potrebbero servire anche per finalità terroristiche nonché sfruttata dagli iraniani per monitorare le mosse della USS Navy.

    In linea di massima, i problemi che si intravedono per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale sono tre. Il primo è il disallineamento tra ciò che l’uomo si aspetta dall’IA e quello che questa fa in risposta alla questione che le è stata sottoposta. Banalmente, richiesta di risolvere il problema del surriscaldamento globale l’IA potrebbe ritenere che l’eliminazione del genere umano risolva in radice tale problema. Il secondo nodo è costituito dalla cosiddetta autotutela dell’’IA: quest’ultima potrebbe agire in difformità dagli input umani ove calcoli che questo le convenga (è sostanzialmente ciò che segnala essere successo OpenAI. Il terzo nodo è dato dall’affidabilità dell’IA e, in un certo senso, dalla sua coscienziosità e capacità di farsi scrupoli: nel momento in cui gestisce ambiti potenzialmente pericolosi (armi, medicine, ecc), occorre garantire che ne faccia un uso adeguatamente cauto e non si presti ad assecondare input umani con finalità criminose.

    Tecnicamente, la richiesta di rallentare il passo nello sviluppo dell’IA si spiega con la capacità della stessa IA di migliorarsi da sola, di apprendere sempre di più e diventare sempre più intelligente. Il rischio è che la IA ‘maturi’ per così dire tanto velocemente da non consentire all’uomo di stare al passo coi suoi progressi e di perdere il controllo sull’educazione e su ciò che l’intelligenza artificiale è in grado di fare.

    Su richiesta di OpenAI, dopo i comportamenti inattesi dell’IA sotto sperimentazione nei mesi scorsi, il Congresso americano ha iniziato a occuparsi della disciplina della ricerca in questo ambito. Sull’altra sponda dell’Atlantico la Ue ha adottato di recente l’AI Act che introduce precisi obblighi a fornitori e soggetti che utilizzano sistemi di IA nell’ambito della propria attività.

    Sulla questione dello sviluppo dell’intelligenza artificiale e del ritmo a cui procedere pesa peraltro il problema della competizione con la Cina. L’intelligenza artificiale infatti non è più solo una tecnologia commerciale: è infrastruttura economica, leva militare, strumento di intelligence, produttività, cybersicurezza, potere geopolitico. Chi controllerà i modelli più avanzati controllerà una parte crescente della catena del valore del XXI secolo. La Silicon Valley stessa ha ben presente che rallentare lo sviluppo, come pure chiede, possa regalare un vantaggio competitivo a Pechino. Occorrerebbe un accordo globale perché tutti i competitors mondiali in tema di IA procedano allo stesso ritmo.

  • Piaggio lancia il robot per caricare e scaricare merci in magazzino

    Piaggio Fast Forward (Pff), la società del Gruppo Piaggio, con sede a Boston, incentrata sulla robotica e mobilità del futuro, ha presentato kilo, il rivoluzionario robot dotato di tecnologia smart following. Svelato in anteprima mondiale al Modex, la principale fiera americana nel settore del supply chain in corso in questi giorni ad Atlanta (Georgia, Usa), kilo è un pianale robotizzato hand free con una capacità di carico fino a 130kg. Grazie all’innovativo pacchetto di sensori e agli imaging radar 4D sviluppati da Pff di cui è dotato, kilo è in grado di seguire l’operatore, muoversi in autonomia e percorrere oltre 100 tracciati memorizzati. “La nostra tecnologia robotica sta potenziando la forza lavoro in tutto il mondo; kilo offre opzioni personalizzabili con la possibilità di utilizzare gli strumenti software più innovativi per gestire il rapporto uomo-robot”, ha dichiarato Greg Lynn, Ceo di Piaggio Fast Forward. “Dall’industria manifatturiera a qualsiasi settore che si basa sul movimento ripetitivo di merci, per esempio campus o impianti produttivi, la tecnologia autonoma di Pff consente ai nostri robot di muoversi in sicurezza con e intorno ai lavoratori in ambienti complessi, snellendo i flussi e aumentandone la produttività”, ha aggiunto.

    kilo è progettato per lavorare al fianco delle persone, consentendo agli utenti di spostare materiali in modo naturale, riducendo il rischio di lesioni. kilo rappresenta la prima applicazione del software comportamentale autonomo Travel on Known Paths di Pff, e per gli operatori rappresenta un innovativo strumento di lavoro in grado di seguirli o muoversi in autonomia. La piattaforma di kilo è altamente personalizzabile: può essere equipaggiata con carrelli o scaffali specifici per il settore o la struttura di impiego, garantendo la giusta configurazione per qualsiasi lavoro. Inoltre, l’applicazione per mobile Pff pro tools, consente di gestire con facilità una flotta di robot e permette un costante intervento di aggiornamento del software. Nel progetto di riqualificazione e ammodernamento che coinvolgerà lo stabilimento produttivo di Mandello del Lario, il Gruppo Piaggio ha previsto l’integrazione del robot kilo all’interno delle nuove linee produttive di Moto Guzzi per agevolare e supportare le manovre degli operatori. A seguire è previsto l’utilizzo di kilo anche negli altri poli produttivi del Gruppo in Italia, in India, Vietnam e Indonesia.

    kilo amplia la gamma robot di Piaggio Fast Forward, e si affianca ai droni terrestri gita e gitamini, che sono già commercializzati nel mercato statunitense, dove la circolazione di robot per le strade cittadine è disciplinata. In presenza di un regolamento stradale adeguato, i robot di Piaggio Fast Forward, grazie alla tecnologia di cui dispongono, potranno muoversi in autonomia su marciapiedi e strade pedonali, rispondendo alla crescente richiesta di consegna dell’ultimo miglio e a domicilio. Oltre alla progettazione, produzione e commercializzazione dei droni terrestri, Pff è impegnata anche nello sviluppo dei sensori con innovativa tecnologia dedicati anche al mondo delle due ruote, in grado di offrire una sicurezza senza pari, svolgendo un ruolo fondamentale nella prevenzione di incidenti e nella protezione dei motociclisti. Il sistema Pff Rider Assistance Solution ha recentemente fatto il suo debutto sulla nuova adventure bike Moto Guzzi Stelvio. È la prima volta che questi sensori radar vengono progettati per l’utilizzo su una moto. I vantaggi, rispetto a un tradizionale sistema di assistenza alla guida basato su sensori a ultrasuoni, sono un campo visivo estremamente ampio e un monitoraggio sempre affidabile, indipendentemente dall’illuminazione e dalle condizioni ambientali. Questi dispositivi svolgono un ruolo fondamentale sul fronte della sicurezza attiva, garantendo le funzioni di Forward Collision Warning (Fcw), Blind Spot Information System (Blis), Lane Change Assist (Lca) e Following Cruise Control (Fcc).

  • L’Ue adotta il primo sistema di certificazione della cibersicurezza

    La Commissione ha adottato il primo sistema europeo di certificazione della cibersicurezza, in linea con il regolamento dell’UE in materia. Il sistema offre una serie di norme e procedure a livello dell’Unione su come certificare i prodotti TIC (Information and Communication Technologies), ovvero hardware e software, nel loro ciclo di vita e renderli quindi più affidabili per gli utenti. La certificazione riconosce formalmente che i prodotti TIC sono affidabili nel proteggere l’hardware e i software che i cittadini utilizzano quotidianamente.

    La Commissione pubblicherà anche il primo programma di lavoro progressivo dell’Unione per la certificazione europea della cibersicurezza.

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