Attualità

La legge coniughi macellazione, riti religiosi e rispetto degli animali

Ha avuto una certa risonanza, nelle scorse settimane, la notizia di una mucca che in un Paese del Nord Europa era riuscita a scappare dal macello e a rifugiarsi in un prato. Si sono subito mosse molte persone per chiedere che fosse risparmiata e potesse vivere libera, purtroppo però da qualche giorno, nell’allevamento ove era ospitata per vivere tranquillamente, la mucca è morta d’infarto. L’ultimo numero della rivista della Fondazione Veronesi ha affrontato il problema del modo per riuscire ad azzerare, negli animali da carne, la percezione della morte imminente.

Ci sono molte leggi a tutela del benessere animale, specie per quanto riguarda allevamento e trasporto, ma in effetti sappiamo, come più volte anche la tv ci ha mostrato, che esistono allevamenti intensivi di una crudeltà spaventosa.

Nei Paesi occidentali vi sarebbe l’obbligo di stordire gli animali prima della macellazione, per evitare appunto la percezione della morte che peraltro avvertono anche a chilometri di distanza, vuoi per un sesto senso vuoi soprattutto per l’odore del sangue. Per questo restano aperti i problemi trattati dalla rivista scientifica edita dal comitato etico della Fondazione Umberto Veronesi, lo stordimento al macello è un palliativo e non vi è neppure la certezza che sia sempre effettuato. L’articolo parla di «garantire un’adeguata e tempestiva perdita di coscienza e dunque una morte effettivamente inconsapevole ed indolore. Lo stesso articolo chiede anche un sostegno alla ricerca per mettere a punto tecniche di macellazione «in modo da minimizzare la sofferenza e la consapevolezza» e finanziamenti per «gli studi sugli aspetti biologici, farmacologici e sanitari della macellazione inconsapevole ottenuta attraverso utilizzo di sostanze farmacologicamente attive, senza aumentare le sofferenze degli animali coinvolti nella ricerca». Chiede ancora «specifiche filiere che rendano riconoscibile al consumatore l’attuazione della macellazione inconsapevole».

Rimane però il gravissimo problema legato alla decisione, qualche anno fa, della Ue, di consentire la macellazione tramite dissanguamento. Questa macellazione è quella che esigono quelle religioni, come la mussulmana e l’ebraica, che impongono l’utilizzo di carni private del sangue. Questo tipo di macellazione è spaventosa: l’animale vivo, non stordito, è appeso a testa in giù e lasciato dissanguare fino alla morte.

Restando chiaro che non vogliamo affrontare temi religiosi o ritualistici, crediamo però che i passi avanti, peraltro ancora insufficienti, fatti nei Paesi occidentali per evitare inutili sofferenze agli animali da carne, sono vanificati se non consentono di far sì che la macellazione per dissanguamento, su animale cosciente, venga vietata in modo assoluto. Per questo speriamo che le istituzioni europee vogliano ritornare sulla sciagurata decisione di qualche anno fa e che si arrivi almeno a una norma che consenta la macellazione per dissanguamento solo se l’animale è stato prima addormentato con sostanze farmacologiche.

Tra le tante questioni che il prossimo governo in Italia dovrà affrontare per noi c’è anche questa, sia in sede nazionale che europea.

 

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