Europa

E la von der Leyen punta sull’asse tra Macron, Draghi e Scholz

L’entusiasmo dei commissari e della presidente von der Leyen in visita a Parigi traspare da ogni gesto e parola. A testimoniare le grandi aspettative riposte dalla Commissione europea nella presidenza francese di turno del Consiglio Ue. “I prossimi sei mesi saranno dedicati alla costruzione dell’Europa del futuro. Clima, digitale, regole moderne per l’economia, gestione delle migrazioni e politica estera e di difesa: le nostre priorità convergono in larga misura. Andremo avanti insieme”, ha twittato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. Un avvio di una presidenza di turno che non si vedeva da tempo tanto che la visita di due giorni dell’esecutivo europeo a Parigi si è trasformata in una grande celebrazione europeista. Con la Torre Eiffel e l’Arco di Trionfo illuminati coi colori dell’Unione europea, la cena all’Eliseo, l’omaggio al Pantheon a Jean Monnet e Simone Veil, fondatori dell’Europa, e una sintonia non celata tra la presidente della Commissione e il presidente francese Emmanuel Macron.

“Sono felice che un Paese con peso politico ed esperienza come la Francia assuma la presidenza del Consiglio Ue”, ha detto von der Leyen, soprattutto in “circostanze particolari”, per la situazione sanitaria – che resta preoccupante – e le pressioni sul vicinato da parte della Russia. L’obiettivo della Commissione è progredire velocemente su quei dossier ancora in stallo e rilanciare proprio a metà del mandato il progetto europeo minato dallo scetticismo dei paesi a guida sovranista.

Per Macron, invece, si tratta di avere a disposizione una grande vetrina – anche qui in chiave antisovranista – in piena campagna elettorale per le presidenziali. La numero uno della Commissione passa in rassegna le priorità della presidenza francese, che coincidono con quelle della Commissione. Dall’Unione della difesa “che ci prepari a nuove minacce in futuro” da lanciare con la Bussola Strategica nel vertice di marzo. Alla gestione delle frontiere, al rafforzamento dello spazio Schengen e all’approvazione del Patto sulla Migrazione e l’Asilo, ormai fermo da più di un anno. Grandi aspettative anche sul pacchetto per il clima “Fit for 55” e sui due provvedimenti per mettere ordine al mondo digitale. Infine, la revisione delle regole di governance economica dopo la moratoria del Patto di Stabilità fino a tutto il 2022. Anche su questo aspetto la Francia darà il suo contributo decisivo, cercando di convincere anche i paesi frugali ad allentare i rigidi vincoli di rientro del debito. “Abbiamo bisogno di investimenti per la transizione verde e digitale e tutto ciò richiede un esame approfondito delle esigenze europee, vale a dire, dovremmo conciliarli con le necessità di bilancio”, ha detto von der Leyen parlando all’Assemblea Nazionale francese.

Dai due leader sono arrivate risposte in sintonia nella conferenza stampa congiunta. Dall’appello alla de-escalation in Kazakistan al richiamo alla responsabilità civile a chi decide di non vaccinarsi. “La libertà è sempre combinata con la responsabilità, non solo verso sé stessi, ma anche verso il prossimo, i familiari”, ha sottolineato la presidente, che ha difeso l’uso del green pass da parte dei governi che hanno anche “il compito di proteggere e il certificato di vaccinazione è una forma di protezione, uno strumento che il governo può usare”. Un tasto su cui ha insistito anche Macron, che non solo ha difeso la sua espressione ritenuta volgare di qualche giorno fa, di voler far inc… i no-vax francesi, ma ha rilanciato: “Ho avuto modo di dire che ci sono diversi concetti di libertà, io sono libero di non essere vaccinato ma la libertà dell’altro finisce dove la vita di qualcun altro può essere minacciata”.

Da Macron è arrivato anche un elogio al presidente Sergio Mattarella e al premier Mario Draghi, non è entrato nel merito delle vicende politiche italiane ma si è detto fortunato ad avere 2 presidenti “così coraggiosi e amici della Francia”. Ha rimarcato l’importanza del trattato del Quirinale firmato a novembre e spiegato che non toglie nulla al progetto europeo ma lo rafforza. Così come non toglie nulla alla relazione storica tra Francia e Germania. Anzi: “Più riusciremo a funzionare a 3 (Francia, Germania e Italia) per l’Europa, più faremo cose utili – ha affermato -. Moltiplicheremo iniziative con l’Italia e moltiplicheremo anche le iniziative a 3 ogni volta che sarà possibile”.

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