Commissione europea

  • “L’UE dalla presidenza tedesca a quella portoghese”

    L’Ufficio a Milano del Parlamento europeo e la Rappresentanza a Milano della Commissione europea venerdì 29 gennaio ore 11.00 organizzano il webinar: “L’UE dalla Presidenza tedesca a quella portoghese” facente parte del ciclo “Caffè Europa” –  al fine di presentare le conclusioni del semestre di presidenza tedesco e le priorità del semestre di presidenza portoghese.

    Dopo i saluti di Massimo Gaudina, Capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea e di Maurizio Molinari, Responsabile dell’Ufficio a Milano del Parlamento europeo interverranno Niklas Wagner, Capo Ufficio Politico, Consigliere d’Ambasciata, Ambasciata della Repubblica Federale di Germania, Sara Crespo, Vice Capo Missione dell’Ambasciata del Portogallo in Italia, Matteo Villa, Research Fellow Europa e Governance Globale, Geoeconomia, Migrazioni, ISPI.

    Per partecipare all’evento è necessario registrarsi al seguente link https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfgZueoiYiWYN9Z9NMUkk7PO6k3doEn9r02QcqNXxVSBirOYw/viewform entro il 28 gennaio. Si riceverà il link Zoom il giorno prima dell’evento.

  • La Commissione rinnova il suo impegno per rafforzare i diritti fondamentali nell’UE

    La Commissione europea ha presentato, il 2 dicembre, una nuova strategia per rafforzare l’applicazione della Carta dei diritti fondamentali nell’UE.

    I diritti fondamentali non possono essere dati per scontati. La nuova strategia conferma un rinnovato impegno a garantire che la Carta sia pienamente applicata. A partire dal prossimo anno, la Commissione presenterà una relazione annuale che esaminerà le modalità con cui la Carta è applicata negli Stati membri in un determinato ambito tematico.

    La strategia integra il piano d’azione europeo per la democrazia e la relazione sullo Stato di diritto, illustrando l’approccio globale della Commissione alla promozione e alla tutela dei diritti fondamentali e dei valori dell’UE.

    La strategia è incentrata su quattro pilastri d’azione, che definiscono i criteri per l’attuazione della Carta nei prossimi 10 anni.

    • Applicazione effettiva da parte degli Stati membri: la Carta è vincolante per gli Stati membri nell’attuazione del diritto dell’Unione. La Commissione collaborerà strettamente con gli Stati membri ed è pronta ad aiutarli mediante il dialogo ad attuare efficacemente il diritto dell’UE e ad assicurare il pieno rispetto della Carta. Gli Stati membri sono invitati a designare un punto di riferimento per la Carta, al fine di agevolare il coordinamento e la condivisione delle informazioni. A partire dal 2021 la Commissione riferirà annualmente in merito alla Carta, esaminando più da vicino l’applicazione della Carta negli Stati membri in specifici ambiti. La relazione del 2021 si concentrerà sui diritti fondamentali nell’era digitale.
    • Responsabilizzare la società civile: la Commissione monitorerà da vicino i provvedimenti nazionali che si ripercuotono sulle attività della società civile e che sono contrari al diritto dell’UE e adotterà misure contro di essi. Alcuni Stati membri non dispongono ancora di istituzioni nazionali per i diritti umani pienamente funzionanti, che svolgano l’importante ruolo di collegamento tra il governo e la società civile. Gli Stati membri sono invitati a creare tali istituzioni e a garantire che dispongano dei mezzi necessari per operare in piena indipendenza. La Commissione promuoverà inoltre azioni di formazione sulla Carta per i giudici, altri operatori della giustizia e i difensori di diritti.
    • La Carta come bussola per le istituzioni dell’UE: le istituzioni dell’UE devono rispettare la Carta in tutte le loro azioni. La Commissione rafforzerà la sua capacità interna in materia di rispetto della Carta, anche attraverso l’e-learning, orientamenti aggiornati per il personale e piani di formazione. La Commissione è pronta a sostenere il Parlamento europeo e il Consiglio affinché applichino efficacemente la Carta nel loro lavoro.
    • Rafforzare la consapevolezza dei cittadini: una recente indagine Eurobarometro indica che sei intervistati su dieci desiderano saperne di più sui loro diritti e su a chi rivolgersi in caso di violazione dei propri diritti sanciti dalla Carta. La Commissione avvierà una campagna d’informazione sulla Carta e utilizzerà il programma Erasmus+ per sensibilizzare i giovani. La Commissione incoraggia gli Stati membri a sviluppare proprie iniziative di sensibilizzazione.

    In considerazione del ruolo chiave degli Stati membri nell’attuazione di questa strategia, la Commissione invita il Consiglio a elaborare conclusioni di follow-up. Nel 2025 la Commissione riferirà in merito all’attuazione di tale strategia.

  • Equilibrio di genere nei consigli di amministrazione: la direttiva europea non ancora adottata

    Si torna a parlare di equilibrio di genere al Parlamento europeo, l’occasione è quella della sessione planaria di ottobre. Nel 2012, la Commissione Europea ha proposto una direttiva per migliorare l’equilibrio di genere nei consigli di amministrazione: si richiedeva che il sesso sottorappresentato costituisse il 40% dei consiglieri di amministrazione delle società quotate in borsa. Sebbene il Parlamento europeo abbia sostenuto la proposta nel 2013, la direttiva non è stata ancora adottata a causa delle riserve di diversi Stati membri in seno al Consiglio.

    Nel 2020, le donne rappresentano solo il 28,7% dei membri del consiglio di amministrazione delle più grandi società quotate nell’Europa a 27. La percentuale è distribuita in modo non uniforme, con un solo Stato membro, la Francia, che raggiunge e supera il 40% delle donne membro di un consiglio. Gli Stati che si avvicinano al 40% sono Belgio, Danimarca, Germania, Italia, Paesi Bassi, Finlandia e Svezia.

    Gli approcci normativi nazionali sono attualmente molto diversi, ma quelli che hanno assicurato i progressi più rapidi sono anche quelli che hanno normative più ‘rigide’(Belgio, Italia, Francia). Sono stati compiuti progressi anche in alcuni Stati che hanno verso la materia un approccio più morbido, come la Svezia e la Finlandia, anche se è previsto il ricorso a norme più severe in caso di fallimento delle regole ‘soft’.

    L’idea che si possano trarre vantaggi economici da un buon equilibrio di genere nei consigli di amministrazione delle società è promossa dall’Organizzazione Internazionale del lavoro, dalla Banca mondiale e dall’OCSE. Le interviste realizzate da McKinsey con i CEO mostrano anche quanto la diversità del consiglio di amministrazione migliori il processo decisionale eliminando il pensiero di gruppo.

    L’indagine non ha sempre prodotto però risultati soddisfacenti perché è stata posta sì l’attenzione sulla presenza femminile ma non è stato esaminato l’effettivo contributo e il modo con il quale le donne esercitano la loro influenza.

    I consigli di amministrazione ‘di genere’ hanno dimostrato di avere un approccio positivo in merito alla trasparenza delle aziende e le società gestite da CEO donne hanno maggiori probabilità di rimanere operative. Non avere donne in posizioni apicali invece può essere considerato ingiusto e uno spreco di capitale umano.

    Nel 2012 la Commissione ha proposto una direttiva sul miglioramento dell’equilibrio di genere nelle aziende/società quotate in borsa. La proposta era basata sull’Articolo 157 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che fa riferimento al principio di parità di genere nell’occupazione e riconosce l’azione positiva come metodo per ottenerla. L’obiettivo che si prefiggeva era il raggiungimento, entro il 2018, di un minimo del 40% dei membri non esecutivi di sesso femminile sottorappresentato nei consigli di amministrazione nelle aziende del settore pubblico ed entro il 2020 nel settore privato. La direttiva non si applicherebbe alle PMI e agli Stati membri che hanno come obiettivo la presenza femminile al 33%.

    La proposta non è stata adottata perché molti Stati membri hanno espresso riserve sulla sussidiarietà e perché alcuni Paesi dispongono già di una legislazione nazionale al riguardo. A maggio 2020, otto Stati membri si sono opposti alla proposta. Tuttavia, la Commissione mantiene l’impegno, includendo la proposta tra le priorità della strategia sull’uguaglianza di genere 2020-2025.

    Il Parlamento ha fortemente sostenuto la legislazione in questo settore e ha adottato la sua posizione in prima lettura a larga maggioranza il 20 novembre 2013, richiedendo, tra l’altro, sanzioni più severe. Il Parlamento ha continuato a chiedere lo sblocco e l’approvazione sia a febbraio 2019 che gennaio 2020.

  • Farm to Fork Strategy: le regole dell’allevamento sostenibile varate dalla Commissione europea

    La Commissione Europea vara la strategia “Dal produttore al consumatore” (Farm to Fork Strategy) per approdare a un nuovo sistema alimentare europeo caratterizzato dalla “sostenibilità”. L’allevamento sarà fra i settori guida di questa transizione: una road map per il benessere animale e un’altra per ridurre del 50% le vendite di antibiotici, applicando i nuovi regolamenti europei dei farmaci veterinari e dei medicati. I testi.
    Agricoltori, allevatori, pescatori e acquacoltori europei avranno un ruolo fondamentale nella transizione verso un sistema alimentare più equo e sostenibile, quel nuovo sistema alimentare, delineato il 20 maggio scorso dalla Commissione Europea, e che va sotto il nome di Farm to Fork Strategy.
    “Sostenibilità” – E’ la parola chiave della Strategia. Le pratiche sostenibili saranno finanziate, perchè l’UE intende “fare della sostenibilità il marchio dell’Europa”, il che vuol dire “aprire nuove opportunità commerciali e diversificare le fonti di reddito per gli agricoltori e i pescatori europei”.

    Sostenibilità, nel documento della Commissione Europea,  vuol dire:
    – salvaguardia della la sicurezza alimentare
    – accesso a regimi alimentari sani provenienti da un pianeta sano
    – riduzione dell’impatto ambientale e climatico
    – protezione della salute dei cittadini
    – garanzia di sostentamento agli operatori economici.
    Dimezzare le vendite di antimicrobici entro il 2030 – La Farm to Fork Strategy stabilisce alcuni obiettivi di trasformazione dell’attuale sistema alimentare dell’UE, individuando- subito dopo la riduzione di pesticidi e fertilizzanti- la riduzione del 50 % delle vendite di antimicrobici utilizzati per gli animali d’allevamento e l’acquacoltura entro il 2030
    La Commissione Europa rimanda ai nuovi regolamenti sui medicinali veterinari e sui mangimi medicati, applicabili  dal 2022, che prevedono un’ampia gamma di misure concrete per limitare ulteriormente l’uso degli antimicrobici per gli animali e promuoverne un uso prudente e responsabile. “L’impatto concreto delle misure porterà a una diminuzione dell’uso di antimicrobici per gli animali da allevamento e le vendite di tali prodotti saranno monitorate su base annua”- scrive la Commissione.
    Etichettatura e benessere animale – Fra gli altri obiettivi, la Strategia prevede inoltre  di destinare il 25 % dei terreni agricoli all’agricoltura biologica e introdurre un sistema di etichettatura che risponda più adeguatamente alle esigenze di informazione dei consumatori in materia di alimenti sani e sostenibili. Inoltre, la Strategia è accompagnata da una serie di appendici fra cui una road map dedicata al benessere animale e alla verifica, a partire da quest’anno, dell’adeguatezza della pertinente legislazione unionale.
    Il benessere degli animali  – spiega la Commissione- si traduce nel miglioramento della salute degli animali e della qualità degli alimenti e in una minore necessità di medicinali, e può contribuire a preservare la biodiversità. La Commissione sta valutando le disposizioni vigenti in materia di benessere degli animali, comprese quelle sul trasporto e sulla macellazione degli animali, e sottoporrà a revisione la normativa dell’Unione. La Commissione prenderà inoltre in esame varie opzioni per l’etichettatura relativa al benessere degli animali, ponendo i consumatori nelle condizioni di scegliere e offrendo nel contempo agli agricoltori incentivi per il miglioramento del benessere degli animali.
    La Commissione agevolerà inoltre l’immissione sul mercato di additivi per mangimi sostenibili e innovativi che contribuiscano a ridurre l’impronta di gas a effetto serra e l’inquinamento dell’acqua e dell’aria ad essi associati.
    Incoraggiare la scelta di prodotti sostenibili- Lo sviluppo della produzione zootecnica sostenibile nell’UE sarà cruciale per ridurre l’impatto ambientale e climatico della produzione animale. La politica agricola comune (PAC) accompagnerà la transizione verso sistemi di allevamento sostenibile supportando soluzioni innovative e pratiche di produzione sostenibile. La domanda di prodotti sostenibili sarà  promossa elaborando un’etichettatura di sostenibilità dei prodotti alimentari a livello dell’UE e prendendo nel contempo in esame l’etichettatura relativa al benessere degli animali per collegare gli sforzi compiuti in termini di sostenibilità nelle aziende alla domanda da parte dei consumatori.
    Per incoraggiare i consumatori a scegliere alimenti prodotti in modo più sostenibile, la Commissione riesaminerà inoltre il programma dell’UE di promozione dei prodotti agricoli al fine di rafforzarne il contributo alla produzione e al consumo sostenibili, in linea con l’evoluzione dei regimi alimentari. Per quanto riguarda la carne, tale revisione dovrebbe concentrarsi sul modo in cui l’UE può utilizzare il programma di promozione per sostenere i metodi di produzione animale più sostenibili ed efficienti in termini di emissioni di carbonio.
    Il programma Orizzonte Europa promuoverà inoltre le attività di ricerca volte ad aumentare la disponibilità e le fonti di proteine alternative quali le proteine di origine vegetale, microbica e marina e a base di insetti e i prodotti sostitutivi della carne.

    Fonte: @nmvioggi del 22 maggio 2020

  • L’UE sospende parte dei vantaggi commerciali della Cambogia per violazione dei diritti umani

    Stretta dell’Unione europea sulle agevolazioni commerciali di cui gode la Cambogia secondo i principi del Trattato EBA (Everything but Arms) a causa delle sistematiche violazioni dei diritti umani. La Commissione europea, che si è espressa al riguardo, ha stabilito infatti che il paese asiatico perderà circa il 20% dei diritti preferenziali di cui gode nell’ambito dell’EBA, circa 1 miliardo di euro delle esportazioni annuali verso l’UE, anche se continuerà a ricevere un sostegno sulla diversificazione delle sue esportazioni in modo che le industrie emergenti continuino a godere del dazio zero e senza quote al blocco imposto da Bruxelles.

    La norma entrerà in vigore il 12 agosto 2020, a meno che il Parlamento europeo e il Consiglio non si oppongano alla decisione.

    L’accaparramento di terre, la quasi totale assenza dei diritti dei lavoratori e la repressione politica sono problemi che attanagliano da lungo tempo la Cambogia, come ha indicato la Commissione Europea nel 2019 e che martedì scorso ha presentato un rapporto secondo il quale il governo del Primo Ministro cambogiano Hun Sen negli ultimi tre anni ha represso opposizione, gruppi della società civile e media.

    L’Unione europea ha il diritto di revocare le prestazioni dell’EBA in caso di “violazione grave e sistematica” dei principi dell’Organizzazione internazionale del lavoro, ai quali l’EBA si è conformata quando è stata istituita nel 2001 offrendo a 48 tra i paesi più poveri del mondo un accesso esente da dazi ai mercati dell’UE.

  • Svolta verde per l’Europa: il Parlamento europeo approva il Green Deal proposto dalla Commissione

    Via libera del Parlamento europeo al Green Deal della Commissione europea, ovvero il grande progetto per rendere l’Europa il primo blocco di Paesi al mondo ad impatto climatico zero entro il 2050. Presentato dalla Presidente Ursula von der Leyen all’Europarlamento riunito in Sessione Plenaria a Strasburgo, l’ambizioso progetto – il cosiddetto “piano di investimenti per un’Europa sostenibile” – richiede notevoli investimenti sia pubblici (a livello dell’UE e degli Stati membri) che privati che dovrebbero ammontare ad almeno 1.000 miliardi di euro distribuiti in dieci anni. Il Parlamento ha adottato la Risoluzione con 482 sì, 136 no e 95 astensioni chiedendo come obiettivo la riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 invece del 40% attualmente previsto

    All’Italia saranno destinati 364 milioni di euro ma essendo il nostro Paese un contributore netto al bilancio europeo, dovrà versarne circa 900 milioni per alimentare il fondo.

    Sebbene tutti gli Stati membri, le regioni e i settori dovranno contribuire alla transizione, la portata della sfida non sarà uguale per tutti: alcune regioni saranno particolarmente colpite e subiranno una profonda trasformazione socioeconomica. Sosterremo le popolazioni e le regioni chiamate a compiere gli sforzi maggiori affinché nessuno sia lasciato indietro. Il Green Deal comporta un ingente fabbisogno di investimenti, che trasformeremo in opportunità di investimento”, ha rassicurato la Presidente von der Leyen. Come si può immaginare, infatti, il raggiungimento degli obiettivi e l’applicazione del piano sarà più impegnativa per i cittadini, i settori e le regioni che dipendono in larga parte dai combustibili fossili. Il meccanismo per una transizione giusta aiuterà perciò chi ne ha più bisogno, rendendo più attraenti gli investimenti e proponendo un pacchetto di sostegno pratico e finanziario del valore di almeno 100 miliardi di euro. Uno sforzo che migliorerà il benessere delle persone e aumenterà la competitività europea. Un aiuto sarà dato anche alle autorità pubbliche e agli attori del mercato perché individuino e sviluppino tutti quei progetti green atti a contribuire alla realizzazione della neutralità climatica.

    Nel dettaglio Il piano di investimenti del Green Deal europeo prevede tre tipologie di finanziamento:

    1. il Fondo per una transizione giusta, per il quale saranno stanziati 7,5 miliardi di euro di nuovi fondi UE, che si sommano alla proposta della Commissione per il prossimo bilancio a lungo termine (per poterne beneficiare gli Stati membri dovranno individuare i territori ammissibili mediante appositi piani territoriali per una transizione giusta, di concerto con la Commissione);
    2. un sistema specifico per una transizione giusta nell’ambito di InvestEU, che punta a mobilitare fino a 45 miliardi di euro di investimenti. Lo scopo è attrarre investimenti privati a beneficio delle regioni interessate e aiutare le economie locali a individuare nuove fonti di crescita;
    3. uno strumento di prestito per il settore pubblico in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, sostenuto dal bilancio dell’UE, che dovrebbe mobilitare investimenti compresi tra 25 e 30 miliardi di euro. Servirà ad accordare prestiti al settore pubblico, destinati ad esempio agli investimenti nelle reti di teleriscaldamento e alla ristrutturazione edilizia.

    La Commissione non si fermerà solo al supporto economico ma offrirà assistenza tecnica agli Stati membri e agli investitori e garantirà il coinvolgimento delle comunità interessate, delle autorità locali, dei partner sociali e delle organizzazioni non governative.

  • Lo European Youth Parliament presenta la 92esima Sessione Internazionale che si svolgerà a Milano nel 2020

    Sarà presentata venerdì 15 ottobre alle ore 15,30, durante un conferenza stampa che si svolgerà nella Sala Sartori di Palazzo Pirelli a Milano, la 92esima Sessione Internazionale dello European Youth Parliament (EYP). L’evento, che si svolgerà nel capoluogo meneghino dal 30 aprile al 10 maggio 2020, coinvolgerà più di 350 giovani selezionati da tutta Europa ed è organizzata dal comitato nazionale dello European Youth Parliament che con i suoi oltre 40.000 aderenti è la più grande rete internazionale di giovani in Europa con l’obiettivo di avvicinare i suoi membri alle istituzioni europee e le sue politiche, sensibilizzare al pensiero critico e al dibattito costruttivo. Il tema della Sessione Internazionale è ‘Circular sustainability: rethinking today, shaping tomorrow’.

    L’EYP rappresenta un’organizzazione unica a livello internazionale, così come la Sessione Internazionale costituisce l’evento di punta del network che ritorna in Italia dopo oltre quindici anni. Con approfondimenti da un punto di vista economico, sociale e ambientale l’intera Sessione si porrà come crocevia tra diverse culture e pluralità di idee. L’evento persegue la volontà di promuovere il pensiero critico, autonomo e consapevole, avendo come protagonisti i giovani a cui verrà offerta la possibilità di espandere le proprie conoscenze riguardo le principali sfide europee.

    Durante la conferenza stampa, i sostenitori dell’iniziativa avranno l’occasione di spiegare l’importanza del proprio coinvolgimento nella Sessione, nonché di approfondire i valori e la missione di ciascuno. I patroni e gli sponsor avranno modo poi di confrontarsi in un dibattito aperto con i rappresentanti della stampa al fine di creare un momento di condivisione di opinioni e riflessioni.

    La conferenza stampa si presenta così come l’evento di lancio della 92esima Sessione Internazionale dello European Youth Parliament, primo momento di confronto di un lungo percorso che porterà a far riflettere i partecipanti sulla missione che noi tutti dobbiamo e possiamo svolgere nel dare forma all’Europa del domani.

    Alla conferenza stampa parteciperanno Daniele Timpano e Giulia Giaganini, Dipartimento Pubbliche Relazioni del Comitato Organizzativo della Sessione Internazionale, Elena Marro, Katerina Mucci e Gloria Maria Cavalieri, project manager della Sessione, l’Assessore Martina Cambiaghi – Regione Lombardia, Francesco Perrini, Presidente della Sustainability Committee – Università Bocconi, Francesco Laera, Rappresentanza Commissione Europea a Milano, Enrico Giovannini, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, Alessandro Profumo, Amministratore Delegato di Leonardo.

  • Anche la Commissione UE scende in campo per la Notte europea dei ricercatori

    La Rappresentanza a Milano della Commissione europea partecipa a MEETmeTONIGHT, l’evento dedicato alla notte europea dei ricercatori in Lombardia e in Campania.

    “C’è un’Europa della ricerca che funziona. L’Unione europea ha investito 150 miliardi di euro negli ultimi 35 anni per finanziare la ricerca e l’innovazione. Con le borse Marie Sklodowska-Curie sosteniamo i ricercatori nelle varie fasi della loro carriera. Attraverso lo European Research Council (ERC), una sorta di “Champions League della scienza”, abbiamo premiato circa 9 mila ricercatori di eccellenza, tra cui più di 800 italiani”, ha dichiarato Massimo Gaudina, Capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea.

    A Milano, dal 27 al 28 settembre, lo stand “EU CORNER” della Commissione europea all’interno dei Giardini Indro Montanelli diffonderà la cultura scientifica e i risultati della ricerca europea attraverso un ricco palinsesto di eventi dedicato ai cittadini di tutte le età:

    –          Venerdì 27 e sabato 28, presso lo stand EU CORNER: laboratori per gli studenti e i curiosi, a cura dell’associazione Leo Scienza sui temi dell’ambiente, della sostenibilità e della scienza.

    –          Venerdì 27 settembre, alle 15.00 e alle 18.30, presso Area Spettacoli: Viaggio nel tempo, pièce teatrale a cura dell’associazione Leo Scienza.

    –          Venerdì 27 settembre, ore 18.30, allo Spazio Talk: “Europa della ricerca: sfide, risultati e opportunità”, dialogo con Massimo Gaudina, Capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea, e Alessandra Luchetti, Capo dipartimento Agenzia Esecutiva per la Ricerca della Commissione europea. Modera Maurizio Melis, Radio 24.

    –          Sabato 28 settembre, alle 12.00 e alle 16.00, presso Area Spettacoli: Sull’isola deserta, pièce teatrale a cura dell’associazione Leo Scienza.

    Perché l’Europa investe nella ricerca?

    L’Unione europea è sempre più leader mondiale nella ricerca scientifica, anche grazie ai programmi europei che finanziano la ricerca di eccellenza, la mobilità dei ricercatori e le collaborazioni transnazionali. Lo dimostrano lo European Research Council (ERC), e le azioni Marie Sklodowska-Curie per la formazione e la mobilità dei ricercatori.

    Queste iniziative, così come la Notte europea dei ricercatori, fanno parte di Horizon 2020, il noto programma UE attraverso il quale sono stati stanziati 77 miliardi di euro nel periodo 2014-2020 a favore della ricerca, della crescita e della creazione di posti di lavoro. I fondi europei nel campo della ricerca hanno portato alla scoperta di esopianeti abitabili, a realizzare una mano bionica intelligente, a creare per la prima volta l’immagine di un buco nero e a ricercare nuove terapie contro malattie neuro-degenerative, tumori, epatiti.

    Finanziamenti Ue per la ricerca nel periodo 2021-2027

    La ricerca e l’innovazione restano tra le priorità più importanti della Commissione europea anche nei prossimi anni: sulla base del successo di Horizon 2020, la Commissione europea ha proposto un nuovo programma per il periodo 2021-2027 con il nome di Horizon Europe. Con una dotazione finanziaria, proposta dalla Commissione europea, di 100 miliardi di euro, il nuovo programma sosterrà la scienza aperta, l’innovazione e le risposte europee alle sfide delle nostre società. Sempre nel campo dell’innovazione, la Commissione ha anche proposto il nuovo programma “Digital Europe”, con un bilancio di 9 miliardi di euro dedicato all’intelligenza artificiale, alla cybersicurezza e allo sviluppo delle competenze digitali dei giovani europei.

     

  • Big Data, Deep Science il tema centrale di Trieste Next 2019, festival della ricerca scientifica presentato nella sede della Rappresentanza a Milano della Commissione europea

    Si svolgerà dal 27 al 29 settembre Trieste Next 2019, il festival della ricerca scientifica di Trieste, Città Europea della Scienza 2020, giunto all’ottava edizione. Intitolato quest’anno, Big Data, Deep Science: il futuro della scienza e degli umani nell’era dell’intelligenza aumentata, l’evento è stato presentato a Milano nella sede della Rappresentanza della Commissione europea. Grazie all’intervento di studiosi, ricercatori ed esperti del settore, l’attenzione sarà puntata sui ‘big data’, immense quantità di informazione che caratterizzano la ricerca di oggi e del futuro. I big data sono ormai fondamentali nei campi di ricerca più disparati, a partire dalla medicina passando per il clima, l’intelligenza artificiale, le neuroscienze, l’applicazione nel campo industriale e molto altro ancora. Importante sarà anche l’appuntamento con la nuova nave di ricerca oceanografica “Laura Bassi” dell’OGS, presentata per la prima volta in esclusiva al pubblico in occasione del festival.
    La manifestazione si svolge in collaborazione con la Commissione europea e si avvale della partecipazione degli enti di ricerca di Trieste, un polo scientifico a massimi livelli nel panorama internazionale, che l’anno prossimo ospiterà ESOF 2020. Trieste Next 2019 gode inoltre del patrocinio dello European Research Council (ERC), l’agenzia dell’Unione europea che finanzia la ricerca di eccellenza e di frontiera in Europa in tutti i campi scientifici. La manifestazione è promossa da Comune di Trieste, Università degli Studi di Trieste, Italypost, Scuola Internazionale Superiore di Studi avanzati (SISSA), Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS), Immaginario Scientifico e Area Science Park. Ente co-promotore della manifestazione, che gode anche del patrocinio di ESOF 2020, è la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Trieste Next è un progetto di Trieste Città della Conoscenza, la rete che unisce le realtà delle ricerca triestina, che promuove il dialogo fra scienza e cittadini. Il 27 settembre, in contemporanea con il primo giorno del festival, si svolgerà a Trieste, assieme a tante altre città italiane, la Notte Europea dei Ricercatori. Il calendario completo della manifestazione è disponibile sul sito di Trieste Next (www.triestenext.it), compresa la lista dei relatori con le relative biografie.

  • Il Roadshow della Commissione europea dedicato a innovazione e ricerca fa tappa a Milano

    L’Italia dell’innovazione si dà appuntamento a Milano il prossimo 28 giugno,  all’Auditorium Fondazione Cariplo (Largo Gustav Mahler), per l’EIC Roadshowevento dedicato al sostegno nei confronti dell’innovazione e della ricerca, organizzato dalla Commissione europea in cooperazione con il MIUR e APRE (Agenzia per la promozione della ricerca europea). Durante l’evento informativo a carattere nazionale verrà annunciato il lancio del programma pilota “European Innovation Council – EIC 2019 – 2020”, con un budget stanziato di circa 2,2 miliardi di euro. Avrà lo scopo di sostenere l’innovazione di alto livello, imprenditori, piccole imprese e scienziati con idee brillanti e l’ambizione di crescere a livello internazionale. Nel corso della giornata saranno in particolare presentati i dettagli operativi degli strumenti Pathfinder (FET Open e FET Proactive), a supporto di ambiziosi progetti di ricerca collaborativa focalizzati su tecnologie emergenti, e Accelerator (SME Instrument), dedicato ad aziende e start up a vocazione fortemente innovativa, con l’obiettivo di accelerare i loro processi di crescita sui mercati europei e globali (scaling up). L’evento sarà aperto dagli interventi di Teresio Testa, Executive Director, SME Sales & Marketing di Intesa Sanpaolo, di Massimo Gaudina, Capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea e di Fabrizio Sala, Vicepresidente e assessore per la Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione della Regione Lombardia. Seguiranno gli interventi dei rappresentanti della DG Ricerca e Innovazione della Commissione europea, del MIUR, del CNR, della Cassa Depositi e Prestiti e di altri enti pubblici e privati. L’evento, organizzato in cooperazione con il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca e APRE (Agenzia per la promozione della ricerca europea), si rivolge principalmente ai ricercatori, alle spin off, start up e PMI innovative, oltre che alle strutture di supporto (grant office e TTO) all’interno delle organizzazioni di ricerca.

    Il pilota “European Innovation Council” ha lo scopo di sostenere l’innovazione di alto livello, imprenditori, piccole imprese e scienziati con idee brillanti e l’ambizione di crescere a livello internazionale. Sarà soprattutto lo strumento che permetterà una transizione tra l’attuale programma Ue dedicato alla ricerca, Horizon 2020, e il futuro programma Horizon Europe.  Nella sua proposta, la Commissione europea ha strutturato Horizon Europe su tre pilastri: scienza aperta, sfide globali e competitività industriali e infine innovazione aperta. Quest’ultimo pilastro, a cui la Commissione propone di assegnare 13,5 miliardi di euro, mira a rendere l’Europa leader nell’innovazione in grado di creare nuovi mercati proprio attraverso il Consiglio europeo per l’innovazione (European Innovation Council).

    Fonte: Commissione europea

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