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Il suprematismo politico e l’autonomia dello sport

Esiste una pericolosa forma di suprematismo che investe l’intera classe politica italiana la quale considera la propria attività “istituzionale” di caratura e lignaggio assolutamente superiore ad ogni altra espressione dell’ingegno umano, sia esso manifesto in ambito economico, sociale o sportivo.

Come logica conseguenza, per la semplice applicazione della proprietà transitiva, l’attività politica nazionale si considera in grado di volare a quote più elevate anche rispetto a trattati internazionali approvati ed accettati dal mondo intero. Questo suprematismo politico interamente italiano, indipendentemente dal DNA ideologico che caratterizza le diverse formazioni politiche, ha raggiunto una delle sue massime espressioni con la creazione della società ‘Sport&Salute’ la quale si interpone tra il Governo ed il Coni nella gestione dei fondi erogati, annullando di fatto l’indipendenza del CONI e del mondo sportivo dalla ingerenza politica.

L’autonomia dei movimenti sportivi è tra i principi fondativi del Cio (Comitato Olimpico internazionale) e la mancanza del suo rispetto può avere come inevitabile conseguenza il fatto che ai prossimi Giochi Olimpici di Tokio, peraltro a rischio di ulteriore rinvio, l’intero movimento sportivo italiano possa parteciparvi senza esporre la propria bandiera e cantare l’inno nazionale. Un vero e proprio clamoroso declassamento del nostro Paese se il prossimo 27 gennaio non venisse ricomposta la frattura tra il Governo italiano e il Comitato Olimpico internazionale. Infatti, come già anticipato qualche mese fa (https://www.ilpattosociale.it/attualita/i-giochi-olimpici-di-cortina-2026-e-la-guerra-al-cio/), il governo italiano non ha ancora apportato le necessarie e inevitabili modifiche alla scellerata riforma del mondo dello sport introdotta dal governo Conte 1 ed interamente attribuibile al vicepresidente Giorgetti con il supporto nefasto del ministro Spadafora.

Perfettamente aderente a questo suprematismo politico, il governo attualmente in carica, come le stesse forze politiche che lo sostengono, non ha mai preso in considerazione la modifica di questa scellerata riforma la quale di fatto pone il Coni alle dipendenze del potere politico. La creazione di ‘Sport&Salute’ rappresenta cioè la volontà di assoggettare attraverso il controllo finanziario lo sport alla politica stessa confermandone quindi, ancora una volta, la volontà come il desiderio di quel suprematismo politico che intende allargare la propria sfera di ingerenza anche sul movimento sportivo. Una espressione di presunzione assoluta che sta ridicolizzando l’intera classe politica italiana agli occhi degli organismi sportivi internazionali e mondiali e che sta ponendo in un assoluto isolamento tutto il sistema sportivo e politico italiano relegando il nostro Paese tra quelli a più basso tasso di democrazia.

Ora più che mai con questo sconfinamento della classe politica italiana finalizzato a minacciare l’autonomia dello sport si rende evidente e manifesto, una volta di più, questo nuovo suprematismo politico.

Questa arroganza politica è espressione di un malato sistema politico italiano che pone il nostro Paese al di fuori dei principi della democrazia che si basa sulla divisione dei poteri unitariamente all’indipendenza del mondo sportivo.

Risulta quindi evidente come una delle forme più cristalline dell’intelligenza umana venga rappresentata dalla capacità del riconoscimento dei propri limiti. La politica italiana viceversa non si preclude alcun ambito di ingerenza.

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