Riforma della Politica
Quanto è avvenuto e sta avendo dimostra, in modo lampante, che a nessuna forza politica interessa avere una legge elettorale che riporti i cittadini a scegliere i loro rappresentanti a Roma ed i partiti a battersi sui programmi, anche attraverso un sistema, proporzionale con le preferenze, che pur mantenendo il diritto o l’obbligo alle coalizioni, prima del voto, garantisca quella trasparenza che da troppi anni rende le elezioni un rito per pochi.
Da tempo le leggi elettorali nascono per consolidare il potere di chi lo detiene, per poi, spesso, trasformarsi in un boomerang.
Una legge dovrebbe garantire correttezza democratica e non vi è democrazia con premi di maggioranza eccessivi e cittadini che non possono scegliere, infatti ad ogni elezione si vede come il partito più numeroso sia quello degli astenuti.
A destra come a sinistra importa avere parlamentari proni al volere delle segreterie, il dibattito è sempre più inesistente come dimostrano i tanti errori, per carenza politica e culturale, sia di tanta parte del governo che delle opposizioni.
La prima riforma che l’Italia dovrebbe affrontare è la riforma della politica partendo dal ritorno alla democrazia proprio all’interno dei partiti diventati centri magici di potere e di impreparazione sempre tesi a polemiche ed insulti ed incapaci di confronto, sia all’interno che all’esterno.




