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Due popoli, due Stati: non solo uno slogan

A tre anni dalla strage del 7 ottobre, che ha riportato l’orrore in Israele, il nostro pensiero va alle 1200 vittime, bambini, donne, uomini strappati alla vita in modo atroce, ai 251 ostaggi, dei quali solo 158 sono tornati vivi dopo indicibili e lunghissime sofferenze e a coloro che sono stati uccisi durante la prigionia.

Ancora oggi nel mondo l’antisemitismo deve essere tenacemente combattuto e deve continuare l’impegni di ciascuno perché ogni essere umano sia rispettato nella sua dignità e gli siano garantiti tutti i diritti civili.

Per questo è anche urgente e necessario che le azioni per consegnare alla giustizia i responsabili del 7 ottobre, come di ogni altra azione terroristica, non si tramuti nella distruzione della Palestina e nella morte di cittadini innocenti.

L’Europa abbia la capacità di agire, per quanto è in suo potere, per garantire ad Israele il pieno riconoscimento nel mondo e la necessaria sicurezza nel presente e nel domani e per ottenere uno Stato libero da Hamas per i palestinesi che anch’essi hanno diritto a vivere in pace e sicurezza, due popoli, due Stati non sia solo uno slogan.

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