Tecnologia

  • Social network nel mirino per violazioni della privacy e political correctness

    A Napoli una querela per diffamazione è stata archiviata perché Facebook ha ritenuto di non collaborare – con la procura partenopea che si era attivata in seguito all’esposto di una ragazza che sul social network si era ritrovata una pagina a lei intestata con foto in abiti molto «ridotti», come ha riferito Panorama lo scorso ottobre.

    Le relazioni tra big tech e ordinamento giuridico sono una questione emersa già da tempo negli Usa. In Texas la Corte d’appello del quinto distretto ha riabilitato la legge Hb20, precedentemente bocciata, che consente agli iscritti ai social di denunciare le società se ritengono di essere stati censurati o di aver subìto la sospensione del profilo senza valido motivo. Oltre Atlantico, peraltro, a creare problemi giuridici non è tanto la violazione della privacy, come nel caso napoletano, ma la cultura woke, l’insofferenza verso tutto ciò che urta la sensibilità, o forse piuttosto la suscettibilità, politically correct. L’intelligenza artificiale di Menlo Park ha cancellato dalle mappe di Facebook la città francese di nome «Bitche» (5mila anime nel dipartimento della Mosella, al confine con la Germania) perché la pronuncia di quel nome (con la «e» muta) assomiglia a un insulto sessista in inglese. Allo stesso modo, la religione del politicamente corretto ha imposto la censura di quattro opere di Courbet, Giorgione e Canova perché ritenute volgari e pornografiche, ritraendo nudi di donne (come appunto il celeberrimo quadro di Gustave Courbet ‘ del mondo’). Finanche la dichiarazione di indipendenza americana è stata oscurata sul social per il riferimento agli «spietati selvaggi indiani». Vogliamo parlare poi del controllo esercitato sull’informazione durante la fase più acuta della pandemia?

  • La cyberguerra potrebbe combattersi in fondo ai mari

    Anche i mari sono cablati. Sì, perché il 97% dei dati che possiamo consultare sul web, secondo quanto stima l’Information Technology & Innovation Foundation, viaggia lungo oltre 400 cavi a fibra ottica che corrono per 1,2 milioni di chilometri del globo terraqueo e che per la maggior parte si trovano sui fondali marini. Facebook – scrive Panorama – ha cavi per 91mila chilometri, Google per oltre 100mila, Amazon 30mila e Microsoft 6mila. Dal 2017 al 2026 il mercato dei cablaggi dovrebbe passare da un valore di 10,3 miliardi di dollari a uno di 30,8.

    Il problema è che i cavi sui fondali sottomarini sono alla mercé di attacchi e di questi tempi si teme che la Russia possa mandare i propri sottomarini a provvedere alla bisogna: la marina inglese sospetta che molti sottomarini avvistati in giro per gli oceani del mondo stiano mappando le reti che connettono il mondo stesso. A Panorama, Matteo Villa, ricercatore dell’Ispi, ha spiegato che l’attacco ai cavi è relativamente agevole, ove si disponga di strumenti adeguati quanto a distanze e profondità da affrontare, perché si può operare in acque internazionali fuori dalla giurisdizione di qualsiasi Stato.

    L’Italia è lo snodo da cui passa l’80% del traffico voce tra Mediterraneo e America e Telecom Italia Sparkel gestisce cinque stazioni in Sicilia, dove approdano 18 cavi sottomarini. Palermo è lo snodo di un cavo di 28mila chilometri, il Flag Europa-Asia, che connette Giappone e Regno Unito, mentre a Mazara del Vallo transita il SeaMeWe3 che copre i 39mila chilometri che separano Germania e Australia. Il problema, avverte chi si occupa di questioni strategiche come le telecomunicazioni, è che la rete appare piuttosto vulnerabile di fronte a potenziali male intenzionati.

  • Apple punta sulla rivale cinese di Foxconn per la produzione dell’iPhone

    Apple è pronta a scommettere su Luxshare Precison, società cinese rivale della taiwanese Foxconn, per la produzione di iPhone in Cina. Una mossa con la quale Cupertino punta a ridurre la sua dipendenza da Foxconn, che negli ultimi mesi ha creato non pochi problemi alla sua catena di produzione in seguito alle proteste per i lockdown da Covid all’iPhone City, così come è conosciuto l’impianto Foxconn di Zhengzhou.

    Citando alcune fonti, il Financial Times riporta che Apple si appresta a offrire a Luxshare il suo primo importante ordine per produrre i modelli premium dell’iPhone, concedendo di fatto alla società cinese la possibilità di colmare il gap di produzione creato da Foxconn dallo scorso novembre. Per la società di Taiwan si tratta di un duro colpo, inflitto fra l’altro dall’ex veterana di Foxconn Grace Wang. Proprio Wang è infatti la fondatrice di Luxshare, ritenuta fino a non molto tempo fa una rivale minore di Hon Hai, il nome con cui Foxconn è quotata a Taiwan. Finora Luxshare è stata ‘confinata’ alla produzione di AirPod. Ma anni di collaborazione e di formazione hanno reso Luxshare una protagonista del settore, convincendo anche Apple delle sue capacità di produzione tanto da continuare a rosicchiare a Foxcoon ordini nel corso degli anni. Ora Luxshare è arrivata al punto di strappare alla rivale la produzione di una fetta importante di iPhone 14 Pro Max, che già produce in quantità limitate.

    “Foxconn non ha potere di contrattare”, afferma Ivan Lam, analista di Counterpoint, riferendosi alle violente proteste degli ultimi mesi al suo impianto di Zhengzhou. «Guadagnare ordini per gli iPhone” premium è un “riconoscimento per l’impianto di produzione di Luxshare” a Kunshan, non lontano da Shanghai, aggiunge Lam. Altri osservatori mettono invece in evidenza come il caso di Luxshare mostra come l’allievo a un certo punto supera il maestro.

  • Europa dello spazio più forte, accordo sui lanciatori

    E’ un’Europa dello spazio più forte e compatta, quella uscita dalla Conferenza Ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). Riuniti a  Parigi, la città che nel 1977 aveva ospitato la prima Ministeriale dell’Esa, i rappresentanti degli Stati membri, dell’Unione europea e delle organizzazioni europee attive nello spazio hanno decisamente rinnovato il sostegno ad attività e programmi italiani. Presenti anche gli astronauti dell’Esa, compresi Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano. C’è stato anche un primo risultato importante che riguarda direttamente l’Italia, che nella Ministeriale è stata rappresentata dal ministro delle  Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

    E’ stato “un buon inizio”, ha detto Urso, riferendosi al dichiarazione sul futuro quadro di utilizzo dei lanciatori europei firmata a Parigi, subito prima dell’apertura ufficiale dei lavori della Conferenza Ministeriale. La dichiarazione di intenti è stata firmata da Urso con i colleghi Bruno Le Maire per la Francia e Robert Habeck per la Germania.

    L’obiettivo è riequilibrare i finanziamenti relativi ai due nuovi lanciatori europei Ariane 6 e Vega C, in modo da garantire un ritorno all’industria italiana. “La dichiarazione riconosce la necessità di riequilibrare il modello che ha finora governato l’utilizzo dei due lanciatori europei Ariane6 e Vega C in cui l’industria italiana svolge un ruolo da protagonista. In particolare – ha osservato il ministro – la dichiarazione auspica una più ragionevole distribuzione di finanziamenti dell’Esa, che tenga conto dei rischi assunti dal ‘prime contractor’ di Vega C e che garantisca il ‘giusto ritorno’ all’intera filiera spaziale italiana e agli altri Stati membri che contribuiscono al successo dei 2 lanciatori”. I 3 ministri hanno inoltre convenuto sull’apertura del mercato commerciale europeo ai nuovi mini lanciatori che, in una prospettiva futura, potranno altresì beneficiare di commesse istituzionali dell’Esa.

    Con i lanciatori, sono stati numerosi e importanti i temi sul tavolo della Ministeriale: da risorse e strumenti avanzati per l’Osservazione della Terra e dalla Space Economy, alla partecipazione alla stazione spaziale nell’orbita lunare Gateway fino alla missione ExoMars diretta a Marte e alla generale riorganizzazione necessaria in seguito alla rottura della collaborazione con la Russia, dopo l’invasione dell’Ucraina. Le decisioni in merito sono attese domani, a conclusione dei lavori, e indicheranno la via che lo spazio europeo intende percorrere nei prossimi tre anni. Si dovrà decidere, per esempio, sull’aumento del finanziamento di circa il 25% rispetto a quello deciso nella Ministeriale del 2019.

    I 22 Paesi membri, all’unanimità hanno anche confermato la volontà di continuare a sostenere l’Esa. ”Insieme dobbiamo fare squadra”, ha detto il ministro francese Le Maire, riferendosi alla necessità di contrastare le ambizioni spaziali della Cina.

  • Inaugurato in Italia un nuovo supercomputer europeo di prim’ordine

    La Commissione ha inaugurato, insieme all’impresa comune europea per il calcolo ad alte prestazioni (impresa comune EuroHPC), al Ministero italiano dell’Università e della Ricerca e al consorzio CINECA, il più recente supercomputer europeo: LEONARDO, situato presso il Tecnopolo di Bologna.

    LEONARDO è un sistema di supercalcolo fra i migliori al mondo, sviluppato e assemblato in Europa. Quando sarà pienamente operativo, avrà una potenza di calcolo di quasi 250 petaflop (250 milioni di miliardi di calcoli al secondo). LEONARDO è attualmente il quarto supercomputer più potente al mondo. È il risultato di un investimento congiunto di 120 milioni di €, di cui la metà proviene dalla Commissione e l’altra metà dal Ministero italiano dell’Università e della Ricerca e dal consorzio CINECA, composto da altri cinque paesi partecipanti all’EuroHPC (Austria, Grecia, Ungheria, Slovacchia e Slovenia).

    LEONARDO è il secondo supercomputer europeo pre-esascala ad essere messo in funzione, dopo LUMI a Kajaani, Finlandia. Esso combina componenti all’avanguardia per il calcolo ad alte prestazioni e l’uso dell’intelligenza artificiale per svolgere compiti estremamente complessi. In quanto tale, consentirà di condurre un’attività senza precedenti di ricerca sul cancro e scoperta di farmaci, permetterà di comprendere il funzionamento del cervello umano, scoprire tecnologie energetiche pulite, elaborare modelli climatici più precisi, nonché contribuire alla previsione e al monitoraggio delle catastrofi naturali e delle pandemie.

    Il sistema di supercomputer LEONARDO si concentra sulla sostenibilità ambientale ed è dotato di strumenti che consentono un adeguamento dinamico del consumo energetico, garantendo così un equilibrio intelligente e ottimale tra risparmio energetico e prestazioni. Utilizza inoltre un sistema di raffreddamento ad acqua per una maggiore efficienza energetica.

    I servizi di calcolo forniti da CINECA con LEONARDO saranno ulteriormente rafforzati dall’integrazione di un computer quantistico, dato che CINECA è stato anche selezionato come soggetto ospitante per uno dei primi computer quantistici di costruzione europea.

  • Berlino pone dei paletti agli acquisti cinesi di microchip

    Il governo tedesco blocca lo shopping cinese nel settore strategico dei semiconduttori. L’esecutivo di Olaf Scholz ha stabilito d’impedire l’acquisto di investitori cinesi di due fabbriche di microchip. “La Cina resta un nostro partner, ma non dobbiamo essere ingenui”, ha sentenziato il vicecancelliere Robert Habeck, promotore del veto approvato dall’Esecutivo.

    Il primo caso è quello della fabbrica di microchip del gruppo Elmos di Dortmund, che ha già annunciato di voler prendere provvedimenti legali contro lo stop forzato dell’operazione cinese, che sarebbe avvenuta attraverso una filiale svedese. Ma anche la Ers Electronic, con sede in Baviera – il nome è trapelato da indiscrezioni circolate sui media locali – sarebbe stata colpita dalla decisione del governo. “È importante il segnale che inviamo oggi: siamo un’economia di mercato aperta, ma un’economia di mercato aperta non deve essere ingenua”, ha sostenuto il ministro dell’Economia, davanti alla stampa. Habeck ha spiegato che le valutazioni in futuro saranno “anche più severe”. “In alcuni settori critici le dipendenze vanno infatti ridotte”, secondo il politico verde, che ha ereditato l’enorme problema del gas, risorsa rispetto alla quale la Germania ha sviluppato per anni una rovinosa dipendenza dalla Russia. Nei giorni scorsi aveva fatto discutere una notizia di segno inverso, con la decisione di Olaf Scholz di imporsi per la cessione proprio ai cinesi di una quota del 24,9% di uno dei terminal del porto di Amburgo: la città da cui proviene il cancelliere che proprio del capoluogo anseatico è stato a lungo sindaco. La decisione del Kanzler, che si è fatto valere superando la resistenza di diversi ministeri, cedendo solo sulla quantità della “fetta” (inizialmente era prevista una partecipazione del 35%), ha preceduto un importante viaggio del leader tedesco in Cina.

  • Solo 7 giovani italiani su 100 nel Metaverso

    Il metaverso rende ancora più distanti giovani e over 55. Cresce la curiosità per il ‘non luogo’ virtuale, ma finora solo il 7% ha avuto un’esperienza immersiva, Sei intervistati su 10 la vorrebbero fare quanto prima, mentre il 16% vuole avere prima più informazioni. Un dato che denota una certa diffidenza verso uno spazio dove non ci sono ancora regole chiare, che non garantisce la riservatezza dei dati e la tutela della privacy. A dare queste indicazioni è l’indagine demoscopica “Giovani e innovazione nello scenario del metaverso”, a cura di Roberto Baldassari, direttore generale Lab21.01 e direttore del Comitato Scientifico Angi. La ricerca, effettuata tramite 1.200 interviste, è stata presentata al Festival del Metaverso, organizzato dall’Angi a Torino.

    “Gli investimenti di grandi aziende Italiane e internazionali potrebbe contribuire in maniera forte a far diventare uno scenario ancora sfocato sempre più propositivo, tecnologicamente avanzato e, paradossalmente, macchiato di realtà” spiega Baldassari. “Grazie allo sviluppo e alla costante crescita della community dei giovani innovatori italiani, vogliamo vivere da protagonisti le sfide per il rilancio economico e sociale dell’Italia, mettendoci a disposizione delle istituzioni. Al nuovo governo chiediamo di mantenere il dicastero dell’Innovazione e di portare avanti le politiche digitali sia nell’ottica di attuazione del Pnrr sia di sostegno alle future generazioni” afferma Gabriele Ferrieri, presidente dell’Angi.

    La ricerca prende in esame l’impatto del metaverso sulla società: il 31% dei giovani ritiene che le esperienze immersive nel metaverso non renderanno gli individui più pigri e asociali rispetto al 23% che nutre forti dubbi sulla pericolosità recondita nel metaverso. Il rischio di scollamento sociale c’è visto che 9 giovani su 10 sono molto interessati alla possibilità di effettuare viaggi senza muoversi dal loro luogo di appartenenza o di incontrare il personaggio famoso preferito. Per i giovani sarà l’ambito dei rapporti sociali e interpersonali (28%) quello che sarà rivoluzionato dal metaverso; 4 punti percentuali in meno per istruzione e formazione (24%), seguita da ‘mobilità, turismo e smart city’ (22%), ‘pubblica amministrazione e rapporti con il cittadino’ (19%), ‘ecommerce’ (7%). Tra le opportunità il 23% dei giovani indica favorire “gender and age equality”; il 22% occasioni di lavoro; il 21% la riduzione delle distanze spaziali.

  • Approvata una misura dell’Italia di 292,5 milioni di € per sostenere STMicroelectronics nella costruzione di uno stabilimento all’interno della catena del valore dei semiconduttori

    La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme dell’UE sugli aiuti di Stato, una misura di aiuto di 292,5 milioni di € messi a disposizione dall’Italia attraverso il dispositivo per la ripresa e la resilienza a favore di STMicroelectronics per la costruzione di uno stabilimento all’interno della catena di valore dei semiconduttori a Catania (Sicilia). La misura rafforzerà la sicurezza dell’approvvigionamento, la resilienza e la sovranità digitale dell’Europa nelle tecnologie dei semiconduttori, in linea con le ambizioni stabilite nella comunicazione relativa a una normativa sui chip per l’Europa, e contribuirà a realizzare sia la transizione digitale che quella verde.

    La misura notificata dall’Italia sarà finanziata dal dispositivo per la ripresa e la resilienza, a seguito della valutazione positiva, effettuata dalla Commissione, del piano per la ripresa e la resilienza dell’Italia, e della sua adozione da parte del Consiglio.

    L’aiuto assumerà la forma di una sovvenzione diretta di 292,5 milioni di € per sostenere un investimento pari a 730 milioni di € effettuato da STMicroelectronics per la costruzione di uno stabilimento di wafer di carburo di silicio (SiC) a Catania. Il carburo di silicio è un materiale composto utilizzato per fabbricare wafer che fungono da base per specifici microchip utilizzati in dispositivi ad alte prestazioni, come i veicoli elettrici, le stazioni di ricarica rapida, le energie rinnovabili e altre applicazioni industriali.

    Il progetto, che dovrebbe essere ultimato nel 2026, darà vita alla prima linea di produzione integrata di wafer epitassiali di carburo di silicio su scala industriale in Europa. Riunirà nello stesso impianto di produzione l’intera catena del valore del substrato di carburo di silicio, vale a dire dalla produzione della materia prima (polvere di SiC) alla fabbricazione dei wafer. I wafer di carburo di silicio saranno pronti per un ulteriore utilizzo a seguito di un processo di trattamento aggiuntivo nello stabilimento, nell’ambito del quale sui wafer di SiC viene applicato uno specifico strato epitassiale che ne potenzia le capacità tecniche (i cosiddetti “epiwafer in carburo di silicio”).

    Nell’ambito della misura STMicroelectronics si è impegnata a i) soddisfare gli ordini prioritari dell’UE in caso di carenza di approvvigionamento, ii) investire nello sviluppo della prossima generazione di microchip e iii) continuare a contribuire al rafforzamento dell’ecosistema europeo dei semiconduttori.

    La Commissione ha concluso che:

    • la misura agevola lo sviluppo di talune attività economiche, in particolare la creazione di un nuovo stabilimento di wafer di carburo di silicio;
    • l’aiuto produce un effetto di incentivazione, in quanto, senza il sostegno pubblico, i beneficiari non realizzerebbero gli investimenti; la misura avrà inoltre un impatto positivo sulla catena del valore europea dei semiconduttori, garantendo la sicurezza dell’approvvigionamento e aumentando la forza lavoro qualificata;
    • la misura agevola la costruzione di un nuovo stabilimento, il primo nel suo genere in Europa, in quanto consente la produzione di wafer e dello strato epitassiale in un processo industriale integrato su vasta scala;
    • la misura ha un impatto limitato sulla concorrenza e sugli scambi all’interno dell’UE. In particolare, è necessaria e opportuna al fine di garantire la resilienza della catena di approvvigionamento dei semiconduttori in Europa. Inoltre, l’aiuto è proporzionato e limitato al minimo necessario basato su un comprovato deficit di finanziamento (vale a dire l’importo di aiuto necessario per attrarre gli investimenti che altrimenti non avrebbero luogo). Infine STMicroeletronics ha convenuto di condividere con lo Stato italiano gli eventuali utili aggiuntivi che vanno oltre le attuali aspettative.

    Su questa base la Commissione ha approvato la misura italiana in quanto conforme alle norme dell’UE sugli aiuti di Stato.

  • L’UE diffonde la sua prima tecnologia quantistica in 6 siti distribuiti in varie parti d’Europa

    L’impresa comune per il calcolo ad alte prestazioni europeo (EuroHPC) ha annunciato la selezione di 6 siti che ospiteranno i primi computer quantistici europei: saranno situati in Repubblica Ceca, Germania, Spagna, Francia, Italia e Polonia. I computer quantistici verranno integrati in loco nei supercomputer esistenti e formeranno così un’ampia rete che si estenderà su tutta l’Europa. L’investimento totale previsto ammonta a oltre 100 milioni di €, una metà dei quali proviene dall’UE e l’altra metà dai 17 paesi che partecipano all’EuroHPC. Ricercatori accademici e operatori dell’industria, ovunque si trovino in Europa, saranno ora in grado di accedere a questi 6 computer quantistici basati su tecnologie europee all’avanguardia.

    I nuovi computer quantistici risponderanno inoltre alla crescente domanda di risorse per il calcolo quantistico e di potenziali nuovi servizi da parte dell’industria e del mondo accademico europei. Nel giro di poche ore saranno in grado di risolvere problemi complessi relativi a settori quali la salute, il cambiamento climatico, la logistica o il consumo di energia, rispetto ai mesi e agli anni richiesti dai sistemi attuali, e lo faranno consumando molta meno energia.

    Si prevede che i nuovi computer quantistici saranno disponibili nei 6 siti indicati entro la seconda metà del 2023. Sosterranno un’ampia gamma di applicazioni di rilevanza industriale, scientifica e sociale per l’Europa:

    • lo sviluppo molto più rapido ed efficiente di nuove medicine, grazie alla creazione di un “gemello digitale” di un corpo umano su cui ad esempio condurre sperimentazioni virtuali di farmaci;
    • la risoluzione di complessi problemi di logistica e di programmazione per aiutare le imprese a risparmiare tempo e carburante;
    • lo sviluppo e la possibilità di testare in un ambiente virtuale nuovi materiali come polimeri per aerei, convertitori catalitici per automobili, celle solari o superconduttori a temperatura ambiente in grado di immagazzinare energia a tempo indeterminato.

    Questi nuovi computer quantistici ci avvicinano al raggiungimento dei nostri obiettivi per il decennio digitale, vale a dire disporre del nostro primo computer con accelerazione quantistica entro il 2025 ed essere all’avanguardia in termini di capacità quantistiche entro il 2030.

    Si tratta di un’iniziativa europea in tutto e per tutto: le macchine saranno costituite interamente da hardware e software europei per sfruttare la tecnologia europea sviluppata nell’ambito delle iniziative quantistiche finanziate dall’UE, dei programmi di ricerca nazionali e degli investimenti privati.

    L’annuncio odierno si inserisce in un impegno di più ampio respiro dell’UE, che si sta adoperando per integrare i computer e i simulatori quantistici europei come acceleratori nell’infrastruttura di supercalcolo. In futuro saranno inoltre acquistati più computer quantistici. Per sviluppare ulteriormente il calcolo quantistico e più specificamente il software quantistico, la Commissione prevede di istituire centri di eccellenza per la scienza e l’industria incentrati su casi di utilizzo sia accademico sia industriale di computer e simulatori quantistici. Questi centri, rivolti a tutti gli appartenenti al settore dell’industria e al mondo accademico, come pure alla più ampia comunità di utenti della tecnologia quantistica, saranno un punto di riferimento per le applicazioni quantistiche accademiche e industriali e forniranno alle organizzazioni europee servizi, sostegno e librerie con modalità simili a quelle impiegate attualmente per i centri di eccellenza per il calcolo ad alte prestazioni.

    I 17 paesi partecipanti all’iniziativa quantistica EuroHPC sono: Belgio, Cechia, Danimarca, Germania, Irlanda, Spagna, Francia, Italia, Lettonia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Finlandia, Svezia e Norvegia.

    L’impresa comune per il calcolo ad alte prestazioni europeo (EuroHPC) è un’entità giuridica e finanziaria creata nel 2018 per permettere all’UE e ai paesi partecipanti alla EuroHPC di coordinare i loro sforzi e mettere in comune le risorse con l’obiettivo di fare dell’Europa un leader mondiale del supercalcolo. Nel luglio 2021 il Consiglio ha adottato il regolamento EuroHPC, con un ulteriore investimento di 7 miliardi di €.

    L’EuroHPC ha già finanziato il progetto ibrido per il calcolo ad alte prestazioni e il simulatore quantistico (HPCQS), iniziato alla fine del 2021. Il progetto mira a integrare 2 simulatori quantistici, ognuno dei quali controlla circa 100+ bit quantistici (qubit) in 2 supercomputer già esistenti:

    • il supercomputer Joliot Curie di GENCI, l’organizzazione nazionale francese di supercalcolo, con sede in Francia;
    • il supercomputer JUWELS del centro di supercalcolo Jülich, con sede in Germania.

    In questo modo il progetto HPCQS diventerà un incubatore per un sistema unico al mondo di calcolo ibrido basato su calcolo quantistico e supercalcolo.

    Nel 2016 i portatori di interessi del settore quantistico europeo hanno pubblicato il manifesto quantistico che ha portato al lancio nel 2018 di un’iniziativa di ricerca e innovazione collaborativa, finanziata dall’UE con 1 miliardo di € per un periodo di 10 anni: l’iniziativa faro sulle tecnologie quantistiche.

  • Primo test per difendere la Terra dagli asteroidi

    Finora poter deviare la traiettoria di un asteroide minaccioso per la Terra era fantascienza, ma qualche notte fa è accaduto davvero a 13 milioni di chilometri dalla Terra, nel primo esperimento di difesa planetaria. Alle 1,14 italiane la sonda Dart (Double Asteroid Redirection Test) della Nasa impatterà contro il piccolo asteroide Dimorphos per deviarne la traiettoria, mentre il minisatellite LiciaCube dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) sfreccerà sul luogo della collisione per catturare le primissime immagini e i dati, come un fotoreporter cosmico.

    Finanziato dall’Asi e realizzato dall’azienda Argotec di Torino, LiciaCube è il frutto di un grande gioco di squadra al quale partecipano Istituto Nazionale di Astrofisica, Politecnico di Milano, Università di Bologna, Università Parthenope di Napoli e Istituto di Fisica Applicata ‘Nello Carrara’ del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ifac). Lanciato il 24 novembre 2021 con la sonda Dart, LiciaCube è già vicina a un primato: quello di “primo satellite tutto italiano a operare in totale autonomia da una distanza alla quale nessun veicolo italiano si era mai avventurato, e che sarà gestito da un centro di controllo in Italia”, ha detto all’Ansa Simone Pirrotta, responsabile della missione LiciaCube per l’Asi.

    “Mentre la sonda Dart si avvicinerà al suo obiettivo, continuerà a catturare immagini dell’asteroide fino a pochi secondi prima dell’impatto, poi il segnale si interromperà”, ha detto Pirrotta poco prima del test. Quel silenzio sarà il segnale che la sonda non è  più funzionante e che probabilmente avrà raggiunto il suo  obiettivo. “In quel momento – ha osservato l’esperto – LiciaCube sarà a poco meno di mille chilometri dal punto dell’impatto e potrebbe vedere un leggero aumento della luminosità”. Non è però sicuro che questo possa accadere in quanto gli strumenti di LiciaCube acquisiscono le immagini con una cadenza prestabilita. Se l’impatto dovesse accadere in uno dei momenti previsti per l’acquisizione delle immagini, allora “questo sarà un valore aggiunto”.

    Il minisatellite italiano comincerà a catturare le prime immagini a partire da 3 minuti dopo l’impatto di Dart, che arriveranno a Terra dopo alcune ore. Alla velocità di 6 chilometri al secondo, LiciaCube dovrà modificare il suo assetto per catturare le immagini del luogo dell’impatto: “sarà come guidare in autostrada e girare la testa per guardare un oggetto fermo al lato della strada”, ha detto Pirrotta. “Con il suo reportage in tempo reale, LiciaCube fornirà informazioni quantitative sull’efficacia della tecnica di deflessione, cosa che ai telescopi basati a Terra richiederà un certo tempo, e sulla natura dell’asteroide”, ha detto ancora Pirrotta. Poco dopo il minisatellite si allontanerà, rivolgendo i suoi strumenti verso il lato dell’asteroide che Dart non ha potuto vedere: in modo da” ricostruire la forma dell’asteroide per classificarlo scientificamente”.

    Sarà l’inizio di una nuova stagione di missioni dedicate alla difesa planetaria: dopo Dart, nel 2024 l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) prevede di lanciare Hera, la missione che dovrà esaminare e misurare il cratere lasciato dall’impatto di Dart e raccogliere dati su composizione e massa dell’asteroide. Con Dart e LiciaCube, Hera fa parte della collaborazione internazionale Aida (Asteroid Impact and Deflection Assessment), nella quale confluiranno i dati raccolti nelle tre missioni.

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