Tecnologia

  • L’UE lancia il progetto pilota “Women TechEU”: portare le donne in prima linea nel settore delle tecnologie superavanzate

    La Commissione europea ha lanciato “Women TechEU“, un nuovo programma dell’UE che sostiene le start-up a guida femminile “superavanzate” dal punto di vista tecnologico per aiutarle a diventare futuri campioni di tecnologia. Il sostegno rientra nel nuovo programma sugli ecosistemi dell’innovazione di Orizzonte Europa ed è stato ulteriormente incentivato dal Consiglio europeo per l’innovazione (CEI).

    Le statistiche evidenziano che attualmente solo il 15 % delle start-up innovative è fondato o cofinanziato da donne, mentre appena il 6% ha gruppi fondatori composti da sole donne. Queste imprese guidate da donne raccolgono meno capitale di rischio rispetto alle loro controparti composte da soli uomini, compresi gli investimenti essenziali nella fase iniziale; anche i loro introiti tendono ad essere inferiori. In tutta Europa solo il 5 % circa del capitale di rischio è destinato a gruppi composti da giovani imprenditrici e imprenditori, e appena il 2 % a gruppi composti solo da donne.

    Women TechEU punta a combattere tale divario di genere in materia di innovazione sostenendo le start-up a guida femminile durante le fasi iniziali e più rischiose. Il sostegno finanziario per le start-up guidate da donne prevede sovvenzioni pari a 75.000 euro nonché l’offerta di coaching e tutoraggi di eccellenza attraverso il programma EIC Women Leadership. Anche il programma EIC Accelerator è rivolto anche alle start-up guidate da donne, ma il nuovo regime “Women TechEU” si contraddistingue perché offre sostegni nella fase iniziale e formativa delle imprese, puntando ad aumentare il numero di donne che lanciano una propria start-up.

    Saranno fino a 50 le start-up a tecnologia avanzata più promettenti (sia negli Stati membri dell’UE che nei paesi associati) a ricevere finanziamenti nell’ambito del primo invito pilota “Women TechEU” che si concluderà il 10 novembre 2021.

    Fonte: Commissione europea

  • Bruxelles studia un piano d’azione a lungo termine per le aree rurali

    Una piattaforma per lo scambio di informazioni, una spinta alla creazione di sistemi dell’innovazione nelle campagne, strategie per la mobilità sostenibile e l’incremento dell’accesso ai servizi e alla banda larga. Sono alcune delle azioni previste dalla “visione” a lungo termine (2040) della Commissione Ue per rendere le aree rurali europee “più forti, connesse, resilienti e prospere”.

    Nella comunicazione che presenta il nuovo Patto e il Piano d’azione Ue, la Commissione raccomanda a Stati membri e regioni di integrare di più gli interventi della Politica agricola comune (Pac) e della Politica di Coesione e di adottare il principio secondo cui tutte le decisioni prese dovrebbero essere ‘a prova di rurale’.

    La vicepresidente della Commissione europea Dubravka Suica ha quindi sottolineato che l’integrazione in una strategia unica dei piani per la ripresa, dei fondi di coesione e di quelli della Pac per rendere le aree rurali più attrattive “‘oggi è una necessità”. Attualmente “c’è troppa Pac nelle aree rurali e troppa coesione nelle aree urbane – ha aggiunto il commissario Ue all’agricoltura Janusz Wojciechowski – è il momento di cambiare”. “Tutti i fondi sono stati rinforzati con il Recovery plan dell’Ue – ha detto la commissaria alla coesione Elisa Ferreira – l’elemento critico è usarli in una prospettiva che non sia solo settoriale ma territoriale per avere un effetto moltiplicatore delle risorse”.

    Secondo il progetto di ricerca ‘Escape’, del programma studi ESPON, specializzato in analisi delle politiche regionali, finora le politiche Ue adottate contro l’abbandono delle aree rurali non hanno dato risultati tangibili e tre regioni rurali su cinque in Europa – ovvero il 40% del territorio e il 30% della popolazione – sono o saranno colpite dal declino demografico nei prossimi decenni.

  • La Commissione propone un’identità digitale affidabile e sicura per tutti gli europei

    La Commissione ha proposto un quadro relativo a un’identità digitale europea che sarà disponibile per tutti i cittadini, i residenti e le imprese dell’UE. I cittadini potranno dimostrare la propria identità e condividere documenti elettronici dai loro portafogli europei di identità digitale semplicemente premendo un tasto sul telefono. Potranno accedere ai servizi online con la loro identificazione digitale nazionale, che sarà riconosciuta in tutta Europa. Le piattaforme molto grandi saranno tenute ad accettare l’utilizzo dei portafogli europei di identità digitale su richiesta dell’utente, ad esempio per dimostrarne l’età. L’utilizzo del portafoglio europeo di identità digitale sarà sempre a discrezione dell’utente.

    In virtù del nuovo regolamento, gli Stati membri offriranno ai cittadini e alle imprese portafogli digitali in grado di collegare le loro identità digitali nazionali con la prova di altri attributi personali (ad esempio patente di guida, diplomi, conto bancario). Purché siano riconosciuti da uno Stato membro, tali portafogli potranno essere forniti da autorità pubbliche o da soggetti privati.

    I nuovi portafogli europei di identità digitale consentiranno a tutti gli europei di accedere ai servizi online senza dover utilizzare metodi di identificazione privati o condividere inutilmente dati personali. Con questa soluzione avranno il pieno controllo dei dati che condividono.

    L’identità digitale europea sarà disponibile per chiunque voglia utilizzarla: tutti i cittadini, i residenti e le imprese dell’UE che desiderino avvalersi dell’identità digitale europea potranno farlo; sarà di ampio utilizzo: i portafogli europei di identità digitale potranno essere utilizzati ampiamente quale mezzo di identificazione degli utenti o per provare determinati attributi personali, allo scopo di accedere a servizi digitali sia pubblici che privati in tutta l’Unione; permetterà agli utenti il controllo dei propri dati: i portafogli europei di identità digitale consentiranno alle persone di scegliere quali aspetti relativi all’identità, ai dati e ai certificati condividere con terzi e di tenere traccia di tale condivisione. Il controllo degli utenti garantisce che siano condivise solo le informazioni che è necessario condividere.

    Affinché diventi una realtà il prima possibile, la proposta è accompagnata da una raccomandazione. La Commissione invita gli Stati membri a predisporre un pacchetto di strumenti comuni entro settembre 2022 e ad avviare immediatamente i necessari lavori preparatori. Tale pacchetto di strumenti dovrebbe includere l’architettura tecnica, le norme e gli orientamenti sulle migliori pratiche.

    Parallelamente al processo legislativo, la Commissione lavorerà con gli Stati membri e il settore privato agli aspetti tecnici dell’identità digitale europea. Attraverso il programma Europa digitale la Commissione sosterrà l’attuazione del quadro europeo relativo a un’identità digitale e molti Stati membri hanno previsto progetti per l’attuazione di soluzioni di e-government, compresa l’identità digitale europea, nei rispettivi piani nazionali nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza.

    Fonte: Commissione europea

  • La Commissione chiede l’opinione del pubblico sull’economia circolare e sulle misure di efficienza energetica per telefoni cellulari e tablet

    La Commissione ha avviato una consultazione pubblica su possibili nuove misure per la progettazione ecocompatibile e l’etichettatura energetica di telefoni cellulari e tablet. Scopo della consultazione è raccogliere le opinioni di tutte le parti interessate su eventuali nuove misure, nonché informazioni sulle abitudini, le preferenze e le scelte degli utenti per quanto riguarda l’acquisto, l’uso, la riparazione e il riciclaggio di telefoni cellulari e tablet. I risultati della consultazione aiuteranno la Commissione a valutare la pertinenza delle nuove misure per garantire che tali prodotti diventino più efficienti sotto il profilo energetico e più sostenibili e facili da riparare, migliorare, riutilizzare e riciclare.

    Nuove iniziative riguardanti il ciclo di vita dei prodotti e volte garantire che le risorse utilizzate siano mantenute il più a lungo possibile nell’economia dell’UE, comprese eventuali misure su telefoni cellulari e tablet, sono state annunciate nel nuovo piano d’azione per l’economia circolare adottato dalla Commissione nel 2020. Alcune settimane fa la Commissione ha pubblicato uno studio preparatorio sulla progettazione ecocompatibile di telefoni cellulari, smartphone e tablet, che valuta in particolare la possibilità di proporre specifiche per la progettazione ecocompatibile e l’etichettatura energetica di questi gruppi di prodotti.

    La direttiva sulla progettazione ecocompatibile permette di stabilire specifiche minime per i prodotti al fine di migliorarne le prestazioni ambientali in termini di consumo energetico, consumo di acqua, livelli di emissione ed efficienza dei materiali (economia circolare). Insieme al regolamento sull’etichettatura energetica, tale legislazione garantisce che i prodotti meno efficienti non possano essere immessi sul mercato dell’UE e fornisce ai consumatori uno strumento semplice per scegliere consapevolmente prodotti efficienti sotto il profilo energetico. La consultazione pubblica resterà aperta fino al 23 agosto 2021.

    Fonte: Commissione europea

  • Intelligenza artificiale tra fantascienza e realtà nel nuovo episodio di UÈ! che Podcast con Lucilla Sioli

    Dalle auto che si guidano da sole ai robot che raccolgono la frutta, l’intelligenza artificiale, insieme ad altri rami del digitale, si fa sempre più spazio nella nostra quotidianità. Per questo l’Unione europea sostiene la ricerca scientifica e le politiche che favoriscono lo sviluppo tecnologico nei settori economici e sociali più importanti, in un quadro normativo che ne definisca gli ambiti di applicazione.

    A parlare di questo impegno è Lucilla Sioli, direttrice per l’intelligenza artificiale e l’industria digitale alla Commissione europea, ospite del nuovo episodio di UÈ! che Podcast.

    L’affidabilità delle tecnologie di intelligenza artificiale è una priorità per l’UE che vuole garantire sicurezza ed efficacia anche nelle situazioni più delicate, come le sale operatorie. Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale ha contribuito anche alla lotta al Covid-19 con l’identificazione di molecole per i vaccini, la disinfezione degli ospedali per mezzo di robot o la lettura rapida di immagini toraciche.

    Per promuovere una maggiore fiducia nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, la Commissione europea ha recentemente posto le basi per una legislazione specifica al riguardo, attraverso il “Libro bianco sull’intelligenza artificiale”. Non solo l’UE si impegna a definire un quadro regolamentare accurato per l’utilizzo di queste tecnologie, ma i progressi ottenuti in questo ambito consentiranno all’Europa di essere più competitiva a livello mondiale.

    Un settore in continua crescita, il data science, che non si limiterà a coinvolgere nuovi studenti di informatica, ma aprirà le porte a numerosi profili professionali che adopereranno sempre più l’intelligenza artificiale nei loro ambiti lavorativi.

    Ascoltando il podcast si scopre come la Commissione promuove l’intelligenza artificiale e sostiene l’innovazione.

  • Brembo riparte raddoppiando gli utili e conseguendo ricavi record

    Brembo festeggia il suo sessantesimo anno di vita con un primo trimestre robusto. La società presieduta da Alberto Bombassei riparte dopo gli effetti della pandemia e mette a segno ricavi record a 675,1 milioni (+17,2%) e un utile netto più che raddoppiato a 61,4 milioni (+106%). Piazza Affari ha accolto in modo positivo i risultati con il titolo che ha chiuso in rialzo dello 0,86 a 10,58 euro.

    Nei primi tre mesi del 2021 tutti i segmenti in cui il gruppo opera hanno avuto un andamento positivo: il settore auto è in crescita del 13,1%, le applicazioni per motocicli del 40,5% (+33,4% a parità di perimetro di consolidamento), quelle per veicoli commerciali del 31,6% e le competizioni del 3,3% rispetto allo stesso trimestre del 2020. “Siamo entrati nel sessantesimo anno di Brembo con un risultato particolarmente incoraggiante”, afferma Bombassei. “I dati del primo trimestre 2021 – aggiunge – mostrano infatti una ripartenza robusta e confermano il trend che ha caratterizzato gli ultimi 3 mesi del 2020. Nella storia di Brembo non avevamo mai registrato ricavi così alti in un primo trimestre, che crescono non solo rispetto allo stesso periodo del 2020, ma anche e soprattutto rispetto al 2019”.

    Il gruppo ha registrato vendite in crescita in Italia del 20,9%, in Germania del 6,1%, in Francia del 27,6% e nel Regno Unito del 6,2%. L’India cresce del 31,2%, la Cina del 97,4 (+100,9% a cambi costanti; +39,6% rispetto al primo trimestre 2019) e il Giappone del 20,0%. Il mercato nordamericano (Stati Uniti, Messico e Canada) è in avanza del 5,9%, mentre quello sudamericano (Brasile e Argentina) è in calo del 21,1% ma cresce, a cambi costanti, del 3,3%.

    Con i risultati dei primi tre mesi tornati al periodo pre-covid, e gli ordini per il secondo trimestre consentono al gruppo di Brembo di guardare al futuro con ottimismo. C’è ancora una fase “complessa e di incertezza per il covid e per le materie prime ma siamo fiduciosi di riuscire a fare bene per tutto l’anno”, sostiene Matteo Tiraboschi, vicepresidente esecutivo.

    Con il vento in poppa sul fronte dei risultati e le recenti acquisizioni di Sbs Friction in Danimarca e J.Juan in Spagna, Brembo punta a crescere ancora. Il 2021 “è partito bene. Abbiamo fatto delle operazioni delle acquisizioni di aziende leader nel loro segmento. E’ chiaro che andremo avanti nel cercare tutto ciò che può creare valore per Brembo”, conclude Tiraboschi.

  • Al via l’Intelligence Week, una sei giorni di incontri e dibattiti sul mondo tecnologico e dell’innovazione digitale

    Si terrà nella settimana dal 17 al 22 maggio, su piattaforma Zoom, la prima edizione dell’Intelligence Week (I-Week), una sei giorni di incontri e dibattiti sul mondo tecnologico e dell’innovazione digitale. Organizzato da Vento & Associati, con la collaborazione dell’Associazione Culturale Corte Sconta e di Dune e con il patrocinio di Regione Lombardia, l’Intelligence Week è l’evento web dedicato a pubblica amministrazione, imprese e società di settore. Protagonisti i massimi esperti, politici ed opinion leader.

    Dalla sanità all’agricoltura, dall’energia alla sicurezza e mobilità: come verranno stravolti dall’intelligenza artificiale questi ambiti? Sono tre le macro aree che verranno trattate durante i 29 talk del programma: Intelligence, Geopolitica, Tecnologia. Durante l’I-Week si incontreranno policy e decision makers, imprenditori, innovatori, giornalisti per fare il punto sul presente ed una diagnosi sul futuro. Obiettivo: il rilancio del nostro Paese.

    Un viaggio immersivo per dimostrare come, da riservata e segreta, l’Intelligence si sia trasformata in risorsa per la competizione commerciale, produttiva ed economica, sempre più al servizio perciò della dimensione civile e produttiva.

    Previsti gli interventi di rappresentanti istituzionali come Teresa Bellanova, Alessandra Todde, Maria Virginia Tiraboschi, Enrico Borghi, Marco Minniti, Raffaele Volpi, Adolfo Urso, Emanuele Fiano, Angelo Tofalo, e molti altri.
    Al seguente link Link per iscriversi: https://i-week.it/ tutti i dettagli sugli eventi e le modalità per iscriversi, di seguito il programma completo.

    LUNEDÌ 17 MAGGIO

    La giornata avrà inizio alle ore 10.00 con il messaggio della Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, del Prorettore dell’Università degli Studi di Pavia Giampaolo Azzoni e del Presidente della Commissione Attività produttive di Regione Lombardia Gianmarco Senna.

    La giornata sarà suddivisa in due momenti, nel corso della mattinata alle ore 11.00 si terrà un talk riguardante il tema delle infrastrutture e sovranità. Il moderatore del seminario sarà Paolo Quercia, Professore di Sistemi di Intelligence e Sicurezza Collettiva all’Università di Perugia, diversi gli ospiti tra cui il Viceministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibile Teresa Bellanova.

    Nel corso del pomeriggio, alle ore 15.00, si terrà una presentazione relativa alla tassonomia dello spionaggio. Successivamente, dalle ore 17.00, il pomeriggio sarà dedicato alla cultura ed alla letteratura con la presentazione di diversi libri, tra cui: “Coronavirus: globalizzazione servizi segreti” di Aldo Giannulli e “La versione di Michael. Un <<amerikano>> alla scoperta dell’Italia” di Marco Cuzzi ed Andrea Vento, alle ore 18.15. La giornata si conclude alle ore 19.30, con un dibattito sul libro “Oltre il Mossad: parla il capo del più segreto di servizi segreti israeliani”.

    Link per iscriversi: https://i-week.it/

    MARTEDÌ 18 MAGGIO

    La giornata ha inizio alle ore 11.00 con un seminario interamente dedicato al tema dell’intelligence e difesa, la digitalizzazione dell’operazioni militari. Il talk sarà moderato da Pietro Batacchi, Direttore RID (Rivista italiana della Difesa), molteplici gli ospiti tra cui Giorgio Battisti, Generale di Corpo d’Armata.

    Nel primo pomeriggio dalle ore 15.00 Giuliano Tavaroli, esperto in strategie di intelligence, presenterà il tema di come gli incidenti informatici possono mettere a repentaglio la sopravvivenza delle aziende, durante il talk “Incident, crisis, management e reputazione online”. Il pomeriggio prosegue con la parte dedicata alla cultura e letteratura saranno infatti presentati due libri: “Quando si spense la notte” di Ottavia Casagrande alle ore 17.00 e “Intelligence collettiva” di Angelo Tofalo alle ore 18.15. La giornata di martedì si concluderà alle ore 19.30 con un interessante dibattito circa la scomparsa di Manuela Orlandi: mistero Vaticano o gioco di servizi segreti al crepuscolo della guerra fredda?

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    MERCOLEDÌ 19 MAGGIO

    La giornata di mercoledì avrà inizio alle ore 9.30 con un talk dedicato al binomio intelligence ed energia, a moderare sarà Francesco Bechis, autore di Formiche. Alle ore 11:00 Marianna Vintiadis, Chief Executive Officier 36Brains, modererà un talk riguardante la Data protection e il Deep Web, al quale parteciperà anche Raffaele Volpi, Deputato e Presidente Copasir. Nel primo pomeriggio dalle ore 15.00 si terrà un talk dedicato alle Smart Communities e l’Intelligenza Artificiale, moderato da Pasquale Maria Cioffi, Presidente Tour du Monde e Fondatore di Smartweek.

    Il secondo pomeriggio sarà dedicato alla cultura ed alla letteratura, saranno presentati due libri: “Le menti del doppio Stato” di Giovanni Fasanella e Mario Cereghino alle ore 17.00 e “L’esploratore del Duce” di Enrica Garzilli alle ore 18.15. La giornata si concluderà alle ore 19.30 con un monologo teatrale sul deep web.

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    GIOVEDÌ 20 MAGGIO

    La giornata si apre alle ore 11.00 con un talk dedicato ai dati e l’Intelligenza Artificiale alla base del rinascimento digitale che pone al centro il consumatore, moderato da Gregorio Dal Pozzo, partner Dune.

    Nel primo pomeriggio dalle ore 15.00 prende il via un talk dedicato alla cybersecurity all’italiana tra IIC PSNC.

    Il secondo pomeriggio sarà come sempre interamente dedicato alla cultura ed alla letteratura, verranno presentati i libri: “Carte segrete dell’intelligence italiana” di Maria Gabriella Pasqualini dalle ore 17.00 e “La spia intoccabile” di Giacomo Pacini dalle ore 18.15. La giornata si concluderà alle ore 19.30 con il racconto dei cinque hacks più eclatanti del secolo.

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    VENERDÌ 21 MAGGIO

    La giornata si apre alle ore 11.00 con un talk dedicato alla neurint, ovvero l’uso delle neuroscienze nella sicurezza nazionale. Un approfondimento su come la chimica e la tecnologia possono agire sul potere della mente. Durante il primo pomeriggio dalle ore 15.00, si discuterà di Bio Weapon e Bio War, a moderare il talk sarà Alessandro Venturi, Presidente della Fondazione IRCSS Policlinico San Matteo e Docente di Diritto Amministrativo all’Università degli Studi di Pavia, tra tra gli ospiti Pierpaolo Sileri, Sottosegretario al Ministero della Salute.

    Durante il pomeriggio saranno presentati due libri: “Il protocollo S” di Umberto Sacconi dalle ore 17.00 e “1983: Operazione Budapest” di Gilberto Martinelli e Roberto Tempesta, dalle ore 18.15.

    La giornata di venerdì si concluderà alle ore 19.30 con un dibattito sulla sicurezza del patrimonio di una superpotenza culturale.

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    SABATO 22 MAGGIO

    L’ultimo giorno, dalle ore 10.00, dell’Intelligence Week, si conclude con la presentazione del libro “Detective dell’arte” di Roberto Riccardi ed un talk che illustra il binomio tra intelligence e sostenibilità, che comincerà alle ore 11.00. L’intelligence del futuro incontra nuovi paradigmi e nuove sfide, i cambiamenti climatici pongono grandi rischi alla sicurezza nazionale e alla resilienza dell’economia, dell’istituzioni e delle infrastrutture. Il moderatore del seminario sarà Francesco Fadda CEO di V&A USA.

    In conclusione dell’evento vi saranno i ringraziamenti ed il saluto di Gianmarco Senna Presidente della Commissione Attività Produttive di Regione Lombardia.

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  • Cittadini e innovazione al centro del programma Horizon Europe

    Si ispira alle missioni Apollo che portarono l’uomo sulla Luna l’atteggiamo con il quale la Commissione europea ha impostato il programma Horizon Europe, il programma per la ricerca e l’innovazione per il periodo 2021-2027. Cinque le missioni sulle quali l’Ue lavorerà nei prossimi anni: contrasto ai cambiamenti climatici, lotta contro il cancro, costruzione di città verdi, protezione degli oceani e quella dei suoli. Un’evidente attenzione alla protezione del pianeta e al benessere dei cittadini. Per ciascuna area di intervento sono infatti definiti target entro il 2030 per quel che riguarda le vite salvate, il mantenimento di ecosistemi, l’aumento della sostenibilità del nostro stile di vita.
    Il successo delle missioni vedrà come primo punto il coinvolgimento dei cittadini che deve avvenire non solo nella fase di identificazione delle questioni fondamentali per i prossimi decenni, ma anche in quella di implementazione e di valutazione.
    Un secondo elemento riguarda le modalità di finanziamento.
    Una delle novità introdotte da Horizon Europe consiste nella creazione dello European Innovation Council (EIC), con un budget di 10 miliardi di euro per l’intera programmazione. L’EIC si pone l’obiettivo di identificare, sviluppare e implementare innovazioni ad alto rischio, di carattere pioneristico, con un alto impatto sulla società e potenzialmente creatrici di nuovi mercati.
    Un ultimo fattore chiave consiste nel ruolo del settore pubblico. Oltre ad avere una funzione normativa rivolta a creare le condizioni del mercato, all’azione pubblica sarà richiesto di portare avanti investimenti pubblici di dimensioni significative,

    Le missioni europee dovranno essere uno strumento per trovare soluzioni innovative ad alcune delle sfide più difficili che il mondo sta affrontando. Compito che richiederà per molti anni una mobilitazione di risorse, capacità e partecipazione molto ampia per raggiungere un grande obiettivo: il nostro stesso benessere, se non addirittura la nostra sopravvivenza.

  • Notizie per riflettere

    Tra le tante incertezze della vita in genere e di questo periodo in particolare, reso ancora più pesante dalle promesse mai mantenute e dalle troppe affermazioni smentite, qualche certezza purtroppo c’è: i morti sono sempre tanti, troppi e bisognerebbe dire perchè questo non avviene in altri paesi europei, l’assistenza domiciliare, salvo rare eccezioni, non funziona, alcune regioni hanno lavorato male, Lombardia in testa, e deve essere rivisto l’assetto dell’Italia che non può continuare ad avere cittadini con servizi efficienti e cittadini con servizi ignobili per colpa di una divisione di competenze tra Stato e Regioni che non garantisce uguali qualità e celerità. Finita l’era covid bisogna che lo Stato ritrovi la capacità di fare lo Stato, senza invadere campi altrui e, soprattutto, senza lasciare che altri assumano funzioni che solo allo Stato possono appartenere se vogliamo finalmente abbattere le disuguaglianze.

    Il 19 marzo per circa un’ora, in tutto il mondo, si è bloccata ogni possibilità di comunicazione su whatsapp e Instagram. Si è parlato genericamente di problemi tecnici, altri hanno adombrato la possibilità di un hackeraggio. Rimane il fatto che viviamo in una società ormai completamente dipendente dalle reti informatiche per ogni tipo di comunicazione, specie nell’era covid, e che perciò le stesse, e la loro sicurezza e funzionalità, rivestono un’importanza vitale per lo svolgimento di gran parte delle nostre attività essenziali, dal lavoro alle comunicazioni con gli enti pubblici. E’ una priorità che gli Stati chiedano ai colossi della rete garanzie sull’efficienza e riservatezza dei servizi informatici e nello stesso tempo che non affidino completamente agli stessi la gestione dei rapporti con i cittadini e dei dati sensibili. Infatti un blocco dei servizi, sempre possibile, potrebbe diventare un blocco di ogni attività anche essenziale alla sopravvivenza. Una società che si affidasse completamente alla robotica e alla digitalizzazione sarebbe una società ad alto rischio e incapace di vivere autonomamente. Proprio l’esempio di quanto è avvenuto col covid, virus misterioso certamente ma che ha anche dimostrato come notizie false, o manipolate o incomplete, possano portare danni gravissimi.

    Siamo vicini in Italia al ritorno dell’ora legale nonostante non sia più obbligatoria in tutta l’Unione. I recenti dati di Terna, che gestisce la rete di trasmissione elettrica nazionale, ci dimostrano i benefici che l’ora legale ha portato l’anno scorso nel nostro Paese con un risparmio di 400 milioni di kWh e la conseguente diminuzione di CO2 nell’atmosfera per circa 250 mila tonnellate. In euro il risparmio portato dall’ora legale è di 66 milioni. Ci auguriamo che l’Italia mantenga per sempre l’ora legale sia per un risparmio energetico ed economico sia per contribuire al miglioramento dell’aria e perciò dell’ambiente.

  • Verso un’Europa autonoma e responsabile dal punto di vista digitale entro il 2030

    Decennio digitale europeo: un’Europa autonoma e responsabile dal punto di vista digitale entro il 2030. La Commissione ha presentato la visione, gli obiettivi e le modalità per conseguire la trasformazione digitale dell’Europa entro il 2030 che sarà fondamentale anche ai fini della transizione verso un’economia a impatto climatico zero, circolare e resiliente. L’ambizione dell’UE è conseguire la sovranità digitale in un mondo aperto e interconnesso e perseguire politiche per il digitale che conferiscano ai cittadini e alle imprese l’autonomia e la responsabilità necessarie per conseguire un futuro digitale antropocentrico, sostenibile e più prospero. A tal fine è necessario porre rimedio alle vulnerabilità e alle dipendenze, come pure accelerare gli investimenti.

    La comunicazione fa seguito all’esortazione della Presidente von der Leyen a fare dei prossimi anni il decennio digitale dell’Europa, risponde all’invito del Consiglio europeo a presentare una bussola per il digitale e si basa sulla strategia digitale della Commissione del febbraio 2020. La comunicazione propone di concordare una serie di principi digitali, di varare rapidamente importanti progetti multinazionali e di preparare una proposta legislativa che stabilisca un quadro di governance solido per monitorare i progressi compiuti: la bussola per il digitale.

    Per tradurre le ambizioni digitali dell’UE per il 2030 in termini concreti, la Commissione propone una bussola per il digitale concepita attorno a quattro punti cardinali:

    1) cittadini dotati di competenze digitali e professionisti altamente qualificati nel settore digitale. Entro il 2030 almeno l’80% della popolazione adulta dovrebbe possedere competenze digitali di base e 20 milioni di specialisti dovrebbero essere impiegati nell’UE nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, con un aumento del numero di donne operative nel settore;

    2) infrastrutture digitali sostenibili, sicure e performanti. Entro il 2030 tutte le famiglie dell’UE dovrebbero beneficiare di una connettività Gigabit e tutte le zone abitate dovrebbero essere coperte dal 5G; la produzione di semiconduttori sostenibili e all’avanguardia in Europa dovrebbe rappresentare il 20% della produzione mondiale; 10 000 nodi periferici a impatto climatico zero e altamente sicuri dovrebbero essere installati nell’UE e l’Europa dovrebbe dotarsi del suo primo computer quantistico;

    3) trasformazione digitale delle imprese. Entro il 2030 tre imprese su quattro dovrebbero utilizzare servizi di cloud computing, big data e intelligenza artificiale; oltre il 90% delle PMI dovrebbe raggiungere almeno un livello di base di intensità digitale e dovrebbe raddoppiare il numero di imprese “unicorno” nell’UE;

    4) digitalizzazione dei servizi pubblici. Entro il 2030 tutti i servizi pubblici principali dovrebbero essere disponibili online, tutti i cittadini avranno accesso alla propria cartella clinica elettronica e l’80% dei cittadini dovrebbe utilizzare l’identificazione digitale (eID).

    La bussola definisce una solida struttura di governance comune con gli Stati membri, basata su un sistema di monitoraggio con relazioni annuali che prevedono un sistema a “semafori”. Gli obiettivi saranno sanciti da un programma strategico da concordare con il Parlamento europeo e il Consiglio.

    Al fine di colmare in modo più efficace le lacune nelle capacità critiche dell’UE la Commissione agevolerà il varo rapido di progetti multinazionali in cui confluiscano investimenti provenienti dal bilancio dell’UE, dagli Stati membri e dall’industria, a integrazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza e di altri finanziamenti dell’UE. Gli Stati membri si sono impegnati, nei rispettivi piani per la ripresa e la resilienza, a destinare almeno il 20% alla priorità digitale. Tra i progetti multinazionali di possibile realizzazione figurano un’infrastruttura di elaborazione dati paneuropea interconnessa, la progettazione e la diffusione di processori a consumo ridotto affidabili di prossima generazione o le amministrazioni pubbliche connesse.

    I diritti e i valori dell’UE sono al centro del modello europeo dell’UE per il digitale, incentrato sulla persona, e dovrebbero trovare pieno riscontro nello spazio online, al pari di quanto accade nel mondo reale. È per questa ragione che la Commissione propone l’elaborazione di un quadro di principi digitali, quali l’accesso a una connettività di alta qualità, a competenze digitali sufficienti, a servizi pubblici e a servizi online equi e non discriminatori, che, più in generale, garantirà che gli stessi diritti applicabili nel mondo offline possano essere pienamente esercitati online. Detti principi sarebbero discussi in un dibattito pubblico di ampia portata e potrebbero essere sanciti da una dichiarazione interistituzionale solenne del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, che trarrebbe spunto dal pilastro europeo dei diritti sociali, integrandolo. La Commissione propone infine di monitorare mediante un Eurobarometro la percezione da parte dei cittadini europei del rispetto dei loro diritti digitali.

    La trasformazione digitale pone sfide globali. L’UE lavorerà per promuovere la propria agenda digitale positiva e antropocentrica in seno alle organizzazioni internazionali e attraverso partenariati digitali internazionali forti. La combinazione degli investimenti interni dell’UE e dei significativi finanziamenti disponibili nell’ambito dei nuovi strumenti di cooperazione esterna consentirà all’UE di lavorare con partner in tutto il mondo per conseguire obiettivi globali comuni. La Commissione ha già proposto l’istituzione di un nuovo Consiglio UE-USA per il commercio e la tecnologia. La comunicazione pubblicata oggi mette in risalto l’importanza di investire nel miglioramento della connettività con i partner esterni dell’UE, ad esempio attraverso la creazione di un fondo per la connettività digitale.

    Fonte: Commissione europea

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