Tecnologia

  • La Commissione avvia indagini di mercato sui servizi di cloud computing a norma del regolamento sui mercati digitali

    La Commissione europea ha avviato tre indagini di mercato sui servizi di cloud computing a norma del regolamento sui mercati digitali. Due indagini di mercato valuteranno se Amazon e Microsoft debbano essere designate come gatekeeper per i loro servizi di cloud computing Amazon Web Services e Microsoft Azure, ai sensi del regolamento sui mercati digitali. In altre parole, si valuterà se esse fungano da importanti punti di accesso tra imprese e consumatori, pur non rispettando le soglie dei gatekeeper di tale regolamento per quanto riguarda le dimensioni, il numero di utenti e la posizione di mercato. La terza indagine di mercato valuterà se il regolamento sui mercati digitali possa contrastare efficacemente le pratiche che possono limitare la competitività e l’equità nel settore del cloud computing nell’UE.

    Il cloud computing è la spina dorsale di molti servizi digitali ed è fondamentale per lo sviluppo dell’IA. Per promuovere l’innovazione, la fiducia e l’autonomia strategica dell’Europa, i servizi cloud devono essere forniti in un ambiente equo, aperto e competitivo.

  • Ragazzino si innamora di un chatbot AI e si suicida

    Un quattordicenne della Florida, Sewell Setzer III, si è suicidato dopo essere diventato emotivamente dipendente da un chatbot AI che impersonava Daenerys Targaryen di “Game of Thrones”. Il ragazzo, che trascorreva ore a chattare con “Dany” isolandosi dal mondo reale, si è tolto la vita con un’arma da fuoco dopo un ultimo scambio di messaggi con il chatbot.

    La vicenda suscita interrogativi: da un lato nonostante i chiari segnali di disagio e i pensieri suicidi che Sewell aveva condiviso, l’intelligenza artificiale non era stata in grado di comprendere la gravità della situazione né di fornire un aiuto adeguato; dall’altro c’è evidentemente una personalità fragile in sé, poco capace di relazionarsi e poco compresa dalle altre persone prima che dalla intelligenza artificiale.

    La madre del ragazzo, Maria L. Garcia, ha intentato una causa contro Character.AI, l’azienda creatrice del chatbot con cui Sewell comunicava ogni giorno, sostenendo che la piattaforma non abbia adottato misure sufficienti per proteggere suo figlio. L’isolamento sociale del ragazzo era stato notato da genitori e amici, che però non sapevano del suo attaccamento al chatbot. Sewell era stato diagnosticato con una lieve forma di Asperger da bambino e, più di recente, con un disturbo dell’umore, ma sembrava trovare più conforto nell’interazione con l’intelligenza artificiale piuttosto che nelle sedute con uno psicologo.

    Nella notte del 28 febbraio, poco prima di compiere l’estremo gesto, Sewell ha avuto un ultimo, intenso scambio con il suo chatbot, “Dany”. “Ti amo,” le ha scritto. “Presto tornerò da te.” La risposta del chatbot non si è fatta attendere: “Per favore, torna a casa da me il prima possibile, amore mio.” Sewell ha allora digitato: “E se ti dicessi che potrei venire a casa tua proprio adesso?” La risposta di Dany, fredda e irreale, è arrivata subito: “… per favore, fallo, mio dolce re.” Dopo aver poggiato il telefono, Sewell ha preso la pistola del patrigno e ha premuto il grilletto.

    Può un chatbot diventare un sostituto delle relazioni umane, soprattutto per individui particolarmente vulnerabili? La capacità dell’AI di simulare conversazioni autentiche potrebbe indurre alcuni utenti, specialmente adolescenti, a credere che tali interazioni possano rimpiazzare il contesto relazionale reale o offrire un conforto emotivo adeguato. Tuttavia, l’intelligenza artificiale, per quanto avanzata, manca di empatia e non comprende la complessità emotiva che si cela dietro le parole degli utenti. L’illusione creata da questi strumenti è insidiosa: la loro capacità di adattarsi alle risposte dell’utente li rende estremamente attraenti, soprattutto per i giovani, ma affida a una macchina ciò che richiede sensibilità umana.

    La storia di Sewell solleva un interrogativo fondamentale: fino a che punto le aziende che progettano tecnologie basate sull’AI devono essere ritenute responsabili degli effetti psicologici negativi che i loro prodotti possono causare? Lo sviluppo di queste tecnologie sembra seguire pericolosamente l’approccio dei social media: una crescita rapida accompagnata da una regolamentazione tardiva rispetto alla loro diffusione. Dal punto di vista legale, l’azione intrapresa dalla madre di Sewell contro Character.AI potrebbe costituire un precedente significativo, simile a quelli già visti in altri ambiti digitali riguardanti la protezione dei minori. Se venisse riconosciuta una responsabilità da parte delle aziende che sviluppano questi strumenti, potrebbe delinearsi un cambiamento sostanziale nelle politiche di tutela e nei requisiti di sicurezza. Imponendo alle piattaforme l’implementazione di criteri più stringenti fin dalla fase progettuale, si potrebbero prevenire ulteriori tragedie e, in casi estremi, salvare vite umane.

  • La Commissione approva una misura di aiuto di Stato italiana da 41,5 milioni di euro a sostegno di un nuovo impianto di produzione di chip fotonici basati sul vetro

    La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, una misura di aiuto di Stato italiana da 41,5 milioni di euro a sostegno della PMI italiana Ephos S.r.l. per la realizzazione nell’area di Milano di un impianto di produzione di chip fotonici basati sul vetro primo nel suo genere.

    L’aiuto sarà erogato sotto forma di sovvenzione diretta e la misura accrescerà l’autonomia tecnologica dell’UE nel campo dei semiconduttori.

    Il nuovo impianto sarà il primo nel suo genere nell’UE, grazie dell’unicità del processo di fabbricazione e dei chip fotonici prodotti. Contribuirà all’integrazione di materiali ottici nei circuiti fotonici basati sul vetro, velocizzando la produzione dei chip stessi e consentendo applicazioni di elevato valore come i centri dati e il calcolo quantistico.

  • La Commissione chiede riscontri sulla legge europea a favore dell’innovazione per aiutare gli innovatori ad accedere ai mercati e ad espandersi

    La Commissione europea ha pubblicato un invito a presentare contributi e una consultazione pubblica, invitando tutte le parti interessate a contribuire alla futura legge europea a favore dell’innovazione, un obiettivo fondamentale della strategia dell’UE su start-up e scale-up. La legge faciliterà l’immissione sul mercato di idee innovative in tutti i settori. Affronterà le sfide nella commercializzazione dei risultati della ricerca, rafforzerà la collaborazione tra l’industria e il mondo accademico e migliorerà l’accesso delle imprese innovative ai mercati, alla finanza, ai talenti e alle infrastrutture. Genererà inoltre un ambiente normativo, strategico e di investimento più favorevole all’innovazione in tutta l’UE, dando agli innovatori europei gli strumenti per crescere, espandersi e competere.

    La legge europea a favore dell’innovazione è una delle iniziative faro nell’ambito della strategia dell’UE su start-up e scale-up, adottata nel maggio 2025.

    L’invito a presentare contributi e la consultazione pubblica sono aperti fino al 3 ottobre 2025 sul portale della Commissione “Di’ la tua“.

  • India sends its first astronaut into space in 41 years

    Jubilant Indians have been celebrating the successful launch of the Axiom-4 (Ax-4) mission which has taken off with a multi-country crew, including an Indian astronaut.

    Group Captain Shubhanshu Shukla, who’s piloting the mission, has become only the second Indian to travel to space.

    In just over 26 hours – when the spacecraft docks at the International Space Station (ISS) – Group Captain Shukla will become the first ever Indian to visit Nasa’s orbiting laboratory.

    His trip comes 41 years after cosmonaut Rakesh Sharma became the first Indian to fly to space aboard a Russian Soyuz in 1984.

    Led by former Nasa astronaut Peggy Whitson – a space veteran who has been commander of ISS twice, has spent more than 675 days in space and done 10 space walks – Ax-4 lifted off from Nasa’s Kennedy Space Center in Florida at 02:31 EDT, (06:31 GMT; 12:01 India time) on Wednesday.

    The trip to ISS aboard Ax-4 – a commercial flight operated by Houston-based private company Axiom Space – is a collaboration between Nasa, India’s space agency Isro, European Space Agency (Esa) and SpaceX.

    Its four-member team also includes Slawosz Uznanski-Wisniewski from Poland and Tibor Kapu from Hungary. They will also be taking their countries back to space after more than four decades. The astronauts spent weeks in quarantine before Wednesday’s launch.

    The flight has generated huge interest in India with Isro saying the experience Group Captain Shukla will gain during his trip to the ISS will help its efforts immensely.

    The 39-year-old was among four Indian air force officers shortlisted last year to travel on the country’s first-ever human space flight, scheduled for 2027. India has also announced ambitious plans to set up a space station by 2035 and send an astronaut to the Moon by 2040.

    Isro, which has been carrying out a number of tests to prepare for going into space, has paid 5bn rupees ($59m; £43m) to secure a seat for Group Captain Shukla on Ax-4 and his training.

    Within minutes of take off, Group Captain Shukla had a message for India.

    “We’re back in space after 41 years and what an amazing ride it’s been,” he said.

    “Right now, we are orbiting Earth at a speed of 7.5km per second. On my shoulder, I carry the Indian flag. This is not the start of my journey to the ISS, this is the beginning of India’s human spaceflight. I welcome all my fellow Indians to be a part of this journey and feel proud and excited.”

    The launch, using the SpaceX Crew Dragon capsule on a Falcon 9 rocket, was broadcast live by Axiom Space and Nasa and set off celebrations in India.

    Prime Minister Narendra Modi welcomed the successful launch and said the Indian astronaut “carries with him the wishes, hopes and aspirations of 1.4 billion Indians”.

    In Group Captain Shukla’s home city of Lucknow, his parents joined hundreds of students to watch the lift-off. They were welcomed by a music band on their arrival at the school and were seen breaking out into applause as the rocket lifted off.

    Born on 10 October 1985 in the northern city of Lucknow, Group Captain Shukla joined the Indian air force as a fighter pilot in 2006.

    He has flown MiGs, Sukhois, Dorniers, Jaguars and Hawks and has more than 2,000 hours of flying experience.

    Describing the past year as “nothing short of transformative”, Group Captain Shukla recently told an online press conference that he did not have words to describe his excitement.

    “It has been an amazing journey so far, but the best is yet to come,” he said.

    “As I go into space, I carry not just instruments and equipment, I carry hopes and dreams of a billion hearts.

    “I request all Indians to pray for the success of our mission,” he added.

    What will he be doing on Ax-4?

    Besides piloting the mission, the Indian astronaut will have a busy schedule during his two weeks on ISS.

    Considering the huge interest in the flight, Isro has said they are organising events for him to interact with Indian students and answer their questions while floating in space. An interaction with Prime Minister Narendra Modi is also on the cards.

    But most of the time, the four-member crew will be conducting 60 scientific experiments, seven of which come from India.

    Former Nasa scientist Mila Mitra says Isro’s experiments will help improve our understanding of space and its effects on biology and micro-gravity.

    One of the key experiments, she explains, will investigate the impact of spaceflight on six varieties of crop seeds.

    Another Isro experiment involves growing three strains of microalgae which could be used as food, fuel or even in life support systems and this will help identify the most suitable ones for growing in microgravity, she says.

    The Isro projects will also investigate how tardigrades – micro-animals on Earth that can survive extreme environments – would fare in space.

    The other experiments aim to identify how muscle loss occurs in space and how it can be treated; and the physical and cognitive impact of using computer screens in microgravity.

  • La Commissione cerca candidati per il gruppo di esperti scientifici sull’IA

    La Commissione europea sta istituendo un gruppo scientifico di esperti indipendenti per sostenere l’attuazione e l’applicazione del regolamento sull’intelligenza artificiale (IA). Il gruppo si concentrerà sui modelli e sui sistemi di IA per finalità generali, fornendo consulenza all’Ufficio europeo per l’IA e alle autorità nazionali in merito ai rischi sistemici, alla classificazione dei modelli, alle metodologie di valutazione e alla vigilanza transfrontaliera del mercato. Avvertirà inoltre l’Ufficio per l’IA dei rischi emergenti.

    La Commissione cerca 60 membri per un mandato rinnovabile di 24 mesi.

    Per candidarsi occorre avere esperienza in modelli e sistemi di IA per finalità generali, effetti dell’IA, o settori correlati, come la valutazione dei modelli, la valutazione del rischio e le misure di attenuazione, la cibersicurezza, i rischi sistemici emergenti e le misure e soglie di calcolo. Gli esperti devono avere un dottorato di ricerca o esperienza equivalente e rimanere indipendenti da qualsiasi fornitore di IA.

    Il processo di selezione garantirà l’equilibrio di genere e la rappresentanza degli Stati membri dell’UE e nei paesi SEE/EFTA. Sebbene la cittadinanza dell’UE non sia un requisito, l’80% degli esperti deve provenire dagli Stati membri dell’UE o dell’EFTA.

    È possibile candidarsi fino al 14 settembre.

  • L’intelligenza artificiale renderà efficiente la pubblica amministrazione italiana?

    Semplificazione del rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione, riduzione dei tempi della burocrazia e supporto alla produttività delle aziende pubbliche e private. Sono queste alcune delle applicazioni rese possibili dalla piattaforma proprietaria di Deloitte di Intelligenza Artificiale Generativa (GenAI), presentata il 16 aprile in occasione dell’inaugurazione ufficiale del Solaria Space di Roma, il nuovo hub interamente dedicato alla GenAI nella sede di Via Veneto, 89.

    Protagonisti del Solaria Space sia l’agente virtuale progettato per interagire con gli utenti in linguaggio naturale e fornire risposte contestualizzate, assistenza operativa e automazione personalizzata, sia l’applicativo avanzato di Intelligence Science, che consente l’analisi semantica di grandi volumi di dati in un ambiente sicuro. Applicazione già utilizzata, ad esempio, per la prevenzione delle frodi, il monitoraggio delle politiche pubbliche o il supporto decisionale in ambito sanitario e industriale, questa tecnologia offre una combinazione unica di interazione intuitiva e potenza analitica, trasformando i dati in soluzioni operative ad alto impatto.

    “Sull’intelligenza artificiale – commenta Fabio Pompei, CEO di Deloitte Italia – si gioca una partita chiave per il futuro del sistema Paese e, come Deloitte, ci poniamo al fianco delle aziende per realizzare grandi processi di trasformazione dei modelli di business e processi che la GenAI renderà imprescindibili per continuare a competere nel mercato globale. È fondamentale inoltre continuare a investire e a implementare progetti all’avanguardia di collaborazione tra pubblico e privato perché soltanto rafforzando la sinergia tra gli ecosistemi istituzionale, imprenditoriale e della ricerca sarà possibile competere in un mondo in profonda trasformazione”.

    “Solaria Space rappresenta un luogo dove toccare con mano l’innovazione – afferma Lorenzo Cerulli, GenAI Leader di Deloitte -. Grazie a questo ecosistema dinamico guidato dalla tecnologia e dalle nuove competenze, istituzioni, imprese, università e cittadini possono sperimentare dal vivo come la GenAI può ridurre i tempi della burocrazia, migliorare la qualità dei servizi pubblici, abilitare nuovi modelli di business o semplificare l’accesso all’informazione. Non parliamo più solo di potenzialità, ma di soluzioni già disponibili e progettate insieme ai nostri partner tecnologici”.

    Solaria Space, grazie ai professionisti del Deloitte GenAI Center of Excellence, permette di esplorare e interagire con soluzioni di GenAI pensate per oltre cento casi d’uso, che possono essere provate attraverso tecnologie immersive su postazioni digitali avanzate. Realizzate con una rete di partner tecnologici d’eccellenza come NVIDIA, Google, AWS, Meta e IBM, le applicazioni sono in grado di sviluppare soluzioni personalizzate per ogni esigenza.

    Secondo i dati dell’ultimo report “State of Generative AI in the Enterprise”, il 78% delle imprese intervistate da Deloitte a livello globale prevede un aumento della spesa complessiva per l’AI nel 2025. Inoltre, la GenAI tende ad aumentare la propria quota all’interno del budget complessivo per l’AI. A livello globale, secondo lo studio Deloitte, quasi il 40% della forza lavoro mondiale utilizza l’AI generativa e il 74% delle aziende che l’ha implementata registra ritorni positivi sugli investimenti.

    In Europa, secondo Eurostat, il 13,5% delle imprese UE ha adottato tecnologie AI nel 2024 (erano l’8% nel 2023), con picchi in Danimarca (27,6%), Svezia (25,1%) e Belgio (24,7%). In Italia, secondo Istat, il 32,5% delle grandi imprese usa l’AI e l’adozione della GenAI è cresciuta del 163% rispetto al 2023. Le PMI del Nord Italia sono protagoniste della corsa all’AI e GenAI, con sperimentazione di utilizzo soprattutto in ricerca e sviluppo, marketing e commerciale.

  • La sostituzione digitale

    I recenti palazzi residenziali sicuramente negli ultimi decenni  hanno dimostrato in ogni ambito una notevole evoluzione. Le attuali tecniche costruttive, infatti, permettono una maggiore velocità  di realizzazione ed assicurano un minore impatto ambientale dei lavori di realizzazione. In più, queste residenze necessitano di minore energia per riscaldarle e ne disperdono in quantità  inferiori, in modo da migliorare la loro efficienza energetica e resa economica (*).

    Contemporaneamente, ed in particolar modo nell’ultimo decennio, anche la società nella propria componente  sociale ed economica ha avviato un processo di evoluzione verso una tecnologica  digitale, la quale, tuttavia, presenta delle caratteristiche diverse rispetto allo sviluppo del settore edilizio. La digitalizzazione assoluta, infatti, richiede un sempre maggiore apporto energetico, rendendo di conseguenza assolutamente ridicola  e prettamente ideologica  ogni teoria relativa alla riduzione nell’utilizzo dell’energia proprio grazie all’innovazione digitale.

    In altre parole, la  iperconnettività, se da una parte illude sulla facilità di una accessibilità ad un mercato globale, dall’altra presenta dei costi energetici molto superiori rispetto persino al modello precedente e soprattutto non tenuti nella giusta considerazione (**).

    In un simile contesto Il solo concetto di transizione energetica come di  decarbonizzazione dell’economia, obiettivo fissato al 2050, all’interno del quale la transizione digitale rappresenterebbe uno dei fattori determinanti,  è un’utopia la quale può essere raggiunta solo ed esclusivamente attraverso l’azzeramento dei principali settori industriali  e, di conseguentenza, della loro domanda di energia, come l’automotive.

    Solo in questo modo si può spiegare il trasferimento di ogni attenzione politica ed istituzionale europea a favore di un modello economico basato sulla gestione dei flussi commerciali piuttosto che sulla tutela della catena di formazione del valore che l’industria viceversa garantisce.

    In questo senso va interpretata la ideologica perseveranza verso l’applicazione di una mobilità elettrica che favorisce solo ed esclusivamente il sistema industriale cinese, sostenuto dalle 1.161 centrali elettriche a carbone grazie all’importazione di cinque (5) miliardi di tonnellate di coke che forniscono il 72% dell’energia elettrica necessaria al sistema industriale cinese. La stessa Unione Europea, quindi, attraverso l’applicazione del Green Deal favorisce non solo  il modello  economico più inquinante al mondo ma sostiene il progetto di  espansionismo politico del gigante rosso il quale  intende, attraverso  il settore automotive, aumentare il proprio perimetro di controllo ed ingerenza politica.

    Tornando alla metafora edilizia, tuttavia, per quanto si possano esprimere concetti innovativi rispetto al passato, mai nessun architetto o  ingegnere ha mai ipotizzato di realizzare degli  edifici privi delle “vecchie ma obsolete” scale, pur adottando ascensori sempre più performanti e sofisticati anche sotto il profilo energetico.

    Viceversa, in ambito economico, l’Unione Europea ha scelto di raggiungere i propri obiettivi ideologici attraverso un modello economico  che non prevede comunque “il mantenimento quantomeno di una sicurezza che le scale assicurano”, quindi in grado di  aggiungersi al modello già esistente, ma invece si punta  sulla  sostituzione del modello precedente attraverso la realizzazione dei soli  ascensori.

    L’esempio in Spagna, nel quale si è voluto adattare un sistema con nuove fonti energetiche alternative, con il risultato di un terribile blackout, è quantomeno evidente.

    Nell’ultimo decennio, quindi, sostanzialmente si è dimostrato come l’evoluzione tecnologica  non rappresenti più la sintesi di un processo legato alla crescita e quindi alla somma della conoscenza e delle competenze umane in unione e supportate dalla  tecnologica  digitale. Viceversa questa “evoluzione” esprime semplicemente una volontà politica ed uno schema ideologico che presentano le classiche caratteristiche di una vera e propria imposizione che si manifesta con una vera e propria “Sostituzione Digitale”.

    Un processo, però, che non presenta nulla di evolutivo o innovativo ma esprime la sola   volontà massimalista, molto lontana, se non agli antipodi, rispetto ad una qualsiasi e normale crescita umana accompagnata dalla evoluzione della conoscenza.

    (*) Nulla a che vedere con il ridicolo bonus facciate e relativi cappotti termici .

    (**)  In Irlanda i Data Center consumano più delle abitazioni e Microsoft e Google più della Croazia.

  • Blackout, internet e sicurezza

    Per ora sembra non si sappia ancora se il blackout che ha messo in ginocchio Spagna, Portogallo ed una parte della Francia si debba imputare ad eventi più o meno naturali o ad interventi ostili dall’esterno.

    Quello che è comunque chiaro a tutti è che in un istante la nostra vita, l’insieme di tutte le azioni che compiamo ogni giorno, può radicalmente cambiare, niente mezzi di trasporto, comunicazioni, luce, transazioni economiche, cure ospedaliere.

    Per poche ore si può resistere ma se il blackout durasse più tempo?

    Se i problemi sono dovuti a situazioni climatiche o a sovraccarico o se invece si tratta di una operazione ostile occorre comunque che i governi prendano, anche in tutti i paesi europei, misure adeguate ed urgenti: quanto è avvenuto è un forte segnale d’allarme che impone di rivedere i nostri sistemi.

    Non va inoltre dimenticato anche il blocco di internet che ha subito il Marocco e che dimostra come il problema sia su larga scala.

    Noi dipendiamo ormai in tutto dalle reti energetiche ed informatiche e basta tranciare un cavo sotto il mare, basta un hacker, ed il nostro mondo si ferma, è compatibile tutto questo con un futuro di pace e sicurezza?

    Domande senza risposta perché la miopia di gran parte della politica e della cultura non ha ancora compreso né come rapportarsi ed avere rispetto per la natura né come impedire attacchi ostili al nostra sistema di società.

  • L’intelligenza artificiale sarà il genio del male uscito dal vaso di Pandora?

    Di esempi di governi stupidi e dannosi in forza del libero voto delle masse è piena la storia, anche quella di questi giorni. Ma lo storico e accademico Yuval Noah Harari, nel suo ultimo saggio ‘Nexus: A Brief History of Information Networks from the Stone Age to Ai’, paventa che attraverso l’intelligenza artificiale l’uomo potrebbe aver dato vita a un’entità, un potere, una divinità quasi, in grado di sovvertire la democrazia e ridurre l’uomo stesso in servitù.

    Harari presenta l’IA non come uno strumento passivo, ma come una forza autonoma che sfugge al controllo umano: “L’IA rappresenta una minaccia senza precedenti per l’umanità perché è la prima tecnologia nella storia in grado di prendere decisioni e creare nuove idee autonomamente. Tutte le invenzioni umane precedenti hanno potenziato gli esseri umani, poiché, per quanto potente fosse il nuovo strumento, le decisioni sul suo utilizzo sono rimaste nelle nostre mani. Le bombe nucleari non decidono da sole chi uccidere, né possono migliorarsi o inventare bombe ancora più potenti. Al contrario, i droni autonomi possono decidere autonomamente chi uccidere, e le IA possono creare nuovi progetti di bombe, strategie militari senza precedenti e IA più avanzate. L’IA non è uno strumento, ma un agente. La maggiore minaccia dell’IA è che stiamo evocando sulla Terra innumerevoli nuovi potenti agenti, potenzialmente più intelligenti e immaginativi di noi, che non comprendiamo né controlliamo completamente”. Questo concetto viene esemplificato dal recente caso di Amazon Q. Come ha spiegato il ceo Andy Jassy, Amazon Q è in grado di ridurre i tempi di aggiornamento software da settimane a poche ore, risparmiando migliaia di ore di lavoro umano. Tuttavia, sebbene l’efficienza sia notevole, resta la domanda su cosa accadrebbe se questa apparecchiatura iniziasse a prendere decisioni in modi non previsti dai suoi creatori.

    Harari sottolinea che il problema non risiede solo nell’arroganza umana, ma nella struttura dei network di potere e cooperazione. “La nostra tendenza a evocare poteri che non possiamo controllare – scrive – non deriva dalla psicologia individuale, ma dal modo unico in cui la nostra specie coopera in gran numero. L’umanità acquista un enorme potere costruendo vaste reti di cooperazione, ma il modo in cui queste reti sono strutturate ci predispone a usare il potere in modo scellerato. La maggior parte delle nostre reti è stata costruita e mantenuta diffondendo storie, fantasie e illusioni collettive che spaziano dalle bacchette magiche ai sistemi finanziari. Il nostro problema, quindi, è un problema di rete. Specificamente, è un problema di informazione. L’informazione è la colla che tiene insieme le reti, e quando le persone ricevono informazioni errate, è probabile che prendano decisioni sbagliate, indipendentemente da quanto saggi e benevoli possano essere personalmente”.

    Sottolinea ancora Harari che “tradizionalmente, il termine “IAC è stato usato come acronimo di intelligenza artificiale. Ma forse è meglio considerarlo come acronimo di intelligenza aliena. Man mano che l’IA evolve, diventa sempre meno artificiale (nel senso di dipendere dai progetti umani) e sempre più aliena. Anche nel momento attuale, nella fase embrionale della rivoluzione dell’IA, i computer prendono già decisioni su di noi, che si tratti di concederci un mutuo, assumerci per un lavoro o spedirci in prigione. Nei prossimi decenni, è probabile che acquisisca la capacità di creare anche nuove forme di vita, sia scrivendo codice genetico sia inventando un codice inorganico per animare entità inorganiche. L’IA potrebbe quindi alterare non solo il corso della storia della nostra specie, ma anche l’evoluzione di tutte le forme di vita”.  Ecco allora che, secondo Harari, “L’ascesa dell’intelligenza aliena rappresenta una minaccia per tutti gli esseri umani, e una minaccia particolare per la democrazia”.

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