Il fascino della violenza
Il 24 febbraio saranno passati quattro anni dall’inizio dell’attacco russo all’Ucraina, ma la guerra era cominciata già dall’invasione della Crimea e, se si fossero guardati obiettivamente e con più attenzione i fatti, era evidente da tempo la volontà di Putin di estendere il suo potere nelle aree limitrofe alla Russia.
Quattro anni di morte e distruzione, come accade in ogni guerra, ma alcuni fatti sono più significativi di altri e su questi dovremmo ragionare più lucidamente ed agire di conseguenza.
1) Nonostante tutto quello che ha subito e subisce il popolo ucraino ed il suo esercito continuano eroicamente a resistere
2) Putin sta usando, dall’inizio, sistemi particolarmente efferati, con armi di grande potenza, che colpiscono in particolare la popolazione civile distruggendo anche le centrali energetiche per rendere sempre più impossibile la vita dei civili
3) Putin non ha esitato né esita a sacrificare centinaia di migliaia di russi in una guerra il cui scopo è solo affermare il suo potere, che non è più così solido anche all’interno, e la sua rivalsa contro la dissoluzione dell’impero sovietico, che vuole ricostruire nel contesto internazionale, sentendosi un nuovo zar. Il suo imporsi al governo in Russia, con incarichi diversi e con modifiche delle leggi, dal 1999 sono la prova provata che l’unico suo obiettivo è il personale potere, nel totale disprezzo della vita dei russi
4) La recente decisione dello zar di dare un ulteriore giro di vite alla libertà dei russi, chiudendo gran parte dei sistemi di comunicazione, sia della rete di Internet che della telefonia, dimostra che la maggior parte dei russi è costretta a subire, nell’ignoranza, la volontà del capo assoluto
5) L’Europa in questi anni ha dato un importante contributo alla difesa ucraina ma non è stata in grado, per la propria debolezza istituzionale, di diventare un interlocutore credibile per instaurare trattative e Trump fa di tutto per tenerla ai margini, Putin comprende solo la forza e tratta, eventualmente, solo con i forti inoltre, in troppe occasioni, gli aiuti europei promessi all’Ucraina sono arrivati in ritardo
6) Le ondivaghe dichiarazioni del presidente americano, i suoi palesi interessi personali nello scacchiere internazionale, sia di interessi economici che di affermare sempre di più il suo ego smisurato, hanno ulteriormente rafforzato Putin con il quale Trump condivide la visione di un potere senza regole.
Il fascino che subiscono i ragazzini che si sentono adulti e forti con il coltello o coloro che pensano che la politica si possa fare attraverso l’esercizio di un potere più o meno assoluto deve essere combattuto.
Il maledetto fascino di chi decide ed agisce solo in base alle proprie decisioni, il fascino, diciamolo tranquillamente, del male perché è male tutto quello che porta a prevaricare gli altri, non deve trovare spazio
7) In questi quattro anni è cambiata anche una parte della situazione internazionale: l’attacco terrorista di Hamas e la distruzione di Gaza, il ritorno sulla scena di varie compagini terroriste, il perseverare della penetrazione in Africa di Cina e Russia, i droni diventati la nuova arma, la fine della vecchia dittatura siriana, le sanguinose manifestazioni in Iran senza intervento americano, nonostante le prime dichiarazioni del presidente, e l’ipotesi di un accordo per il nucleare o di una guerra ad ampio raggio, la presa di coscienza, vedremo fino a che punto, dell’Europa che forse comincerà a realizzare un’Unione a due velocità, o concentrica, per trovare il peso politico necessario a difendere l’occidente e il nostro sistema di vita, ormai in gran parte privo del paracadute americano, la guerra dei dazi ed gli scandali, che stanno travolgendo personaggi più o meno insospettabili, si sommano alle conseguenze di una guerra che l’Ucraina non può perdere, che noi non possiamo consentire che perda.
Per questo è necessario che, anche in Italia, si prenda atto che il mito dell’uomo forte, di colui che crede di essere al sopra delle regole internazionali e delle leggi del proprio paese, deve essere combattuto, si tratti di Putin o di Trump non siamo disponibili a tornare ad una società basata sulla legge del più violento, nei fatti, nelle parole, nelle decisioni.
C’è un dannato fascino che la violenza esercita sui deboli che cercano un ombrello sotto il quale ripararsi e magari trovare vantaggio, oggi o domani.




