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  • Fatturato in crescita per la Casaleggio Associati: prima di coronavirus e lockdown incassati 48,5 miliardi

    Le vendite online nel 2019 in Italia hanno registrato una crescita del fatturato del 17% per un totale di 48,5 miliardi di euro. Lo riferisce il report ‘E-commerce in Italia 2020 – Vendere online ai tempi del Coronavirus’ della Casaleggio Associati, pubblicato il 19 maggio e nel quale emerge che la pandemia colpisce e modifica anche il mercato dell’e-commerce.

    Agli italiani acquistare online piace. Il 76% dei consumatori acquista da mobile, il 98% ha acquistato almeno una volta sui marketplace e oltre 31,6 milioni di persone nel 2019 hanno acquistato online da siti esteri, in particolare da Cina, Regno Unito, Stati Uniti e Germania.

    Le aziende e-commerce italiane che vendono all’estero sono state il  61% (+5% dallo scorso anno), mentre il 39% vende solo in Italia. La  carta di credito è il mezzo di pagamento più diffuso (28%), seguita dai digital wallet (23%), dal bonifico (19%), dal pagamento alla  consegna (17%), pagamento via mobile (7%) e altri per il 6%.

    Nel 2019 il Tempo libero è stato il settore più importante per l’e-commerce (rappresenta il 42,7% del fatturato totale), seguito dal Turismo (25,6%). Il primo cresce del 21% rispetto all’anno precedente, mentre il turismo che è un settore maturo in termini di e-commerce del 7%. I centri commerciali rappresentano il 15,5% con una crescita del 25%.

    Gli altri settori rappresentano tutti dati più bassi del 5% dello share e raggiungono complessivamente il 16,2% del totale del  fatturato. Le Assicurazioni, che crescono del 4% in fatturato, rappresentano il 4,6% dello share. Salute e bellezza cresce del 27%, seguendo il trend dello scorso anno ma rappresenta ancora solo lo 0,4% sul totale. Casa e arredamento cresce del 25% e arriva a rappresentare lo 0,9% del totale. Alimentare cresce del 19%, grazie sia al food delivery che al largo consumo, e rappresenta il 3,1% del totale.

    Elettronica di consumo cresce del 17% (3,3% del totale), Moda cresce del 16% (2,1% del totale), Editoria dell’11% (1,8% del totale) dove più di un libro su quattro oggi viene venduto online. Ma con l’avvento del coronavirus tutto è cambiato e l’alimentare, con il suo 3,1 per cento del totale del fatturato dell’e-commerce in Italia diventato il settore merceologico con più transazioni.

     

  • Il coronavirus innova le modalità di consumo e l’e-commerce fa il botto

    L’e-commerce è esploso durante il lockdown ma il settore dei corrieri è in affanno e si prepara a un anno difficile. Per alcune aziende, specialmente le più piccole, specializzate nel B2B (business to business), ovvero nelle consegne a imprese e negozi, la perdita di fatturato è arrivata al 70% solo nel primo mese di lockdown, secondo le stime di Confetra, la confederazione dei trasporti e della logistica. La consegna a domicilio al consumatore finale, l’e-commerce B2C (business to consumer), il vero ‘vincitore’ nella pandemia, ha corretto in minima parte un mercato che le associazioni di categoria come la Fedit definiscono “in grande crisi” e che in Italia vale circa 6,6 miliardi con poco più di 700 imprese attive, secondo i dati dell’ultimo censimento (2017) dell’Osservatorio Contract logistics del Politecnico di Milano.

    Il balzo dell’e-commerce è stato importante – e inevitabile – nei due mesi di picco dell’emergenza sanitaria. L’Istat ne ha rilevato una crescita del 20,7% nel mese di marzo; nel trimestre, Poste ha consegnato il 15% in più di pacchi e secondo Nielsen, per la Gdo e i prodotti di largo consumo il trend è stato +144% da inizio emergenza.

    L’eCommerce Netcomm Forum parla di due milioni di nuovi consumatori online in Italia da inizio anno. I volumi, spiega all’Adnkronos Ivano Russo, dg di Confetra, sono stati “prenatalizi”, ma il grosso di questo business è in mano alle multinazionali che consegnano a domicilio, come Tnt, Ups o Dhl. I piccoli corrieri italiani, che lavorano per lo più per il commercio al dettaglio, sono rimasti a secco.

    Il boom degli acquisti online, in realtà, ha fatto fare grandi affari a poche realtà iper-specializzate. “Oggi aziende che facciano esclusivamente B2B o B2C non esistono, almeno per quanto riguarda le grandi. Fanno entrambe le cose. E il comparto dei corrieri ha perso valore, mediamente in entrambi i casi”, spiega Enzo Solaro, segretario generale di Fedit. “C’è stato un aumento dei pacchi da consegnare, certo, ma questo non sempre ha corrisposto a un andamento positivo del conto economico”. Le consegne business, argomenta, “sono un mercato pregiato, più profittevole, perché la merce ha un volume e un peso diverso, e da questo dipende la tariffa di spedizione”.

    Il problema del distanziamento, poi, ha comportato che l’organizzazione del lavoro diventasse “più complessa e decisamente meno performante, con meno persone nei magazzini”. Le caratteristiche dell’e-commerce di consumo, “piccoli pacchi da consegnare in luoghi diversi con valore aggiunto molto basso, non sempre fanno corrispondere a molto lavoro una marginalità elevata, anzi è stato esattamente il contrario”. Senza contare che in molte regioni i prodotti ritenuti non essenziali sono rimasti in magazzino. Per la filiera, quindi, “sono stati due mesi complicati da gestire perché alla quantità di lavoro cresciuta ha fatto da contraltare un fatturato non corrispondente in modo proporzionale”. I corrieri che lavorano prevalentemente con le aziende “hanno perso parecchio, chi consegna principalmente ai privati forse è riuscito a galleggiare”. L’aspetto più positivo della faccenda è che con la Fase 2 e poche riaperture graduali, l’e-commerce potrebbe fare nel 2020 i passi avanti attesi da almeno un decennio. La sua quota di mercato rispetto al volume delle vendite totali in Italia è ancora molto bassa. Secondo l’ultimo report dell’Eurostat sull’argomento, nel 2019 si attesta al 12%, in aumento rispetto agli anni passati ma ancora tra le più basse dell’Unione europea. Peggio di noi fanno solo Bulgaria, Cipro, Grecia e Romania.

    “Per capire la quota di mercato aumenterà significativamente – sottolinea Solaro – bisognerà aspettare maggio e giugno, con la riapertura dei negozi, vedere quanto si tornerà nei luoghi fisici o meno. Se dovessi fare una previsione sull’anno, penso che nel 2020 quel 12% sarà superato”. Lo scorso anno, c’erano già stati dei passi avanti: gli acquisti di prodotti, secondo i dati del Politecnico, erano aumentati del 21% nell’eCommerce di consumo rispetto al 2018, l’acquisto di servizi, invece, era cresciuto del 9%.

  • Cosa tirava online quando ancora si poteva uscire a fare shopping

    Come ogni anno, idealo, portale internazionale di comparazione prezzi leader in Europa, ha analizzato il comportamento d’acquisto online degli italiani che utilizzano la comparazione prezzi. I dati analizzati hanno permesso di elaborare statistiche sui prodotti più acquistati online, dall’elettronica di consumo alla moda, interessanti indicazioni sui profili demografici degli utenti in materia di abitudini d’acquisto digitale e dati legati ai fenomeni digitali di massa degli ultimi anni, come ad esempio Black Friday o Amazon Prime Day. Questi i risultati più salienti per il 2019.

    I dati hanno mostrato come l’80% degli acquirenti digitali italiani effettui, in media, almeno un acquisto online al mese. Secondo il report, i consumatori digitali italiani possono essere divisi in intensivi (20%, almeno un acquisto a settimana), abituali (80%, almeno un acquisto al mese) e infine sporadici (20%, un acquisto ogni trimestre o meno). Tale divisione mostra come il mercato digitale italiano sia dominato dagli acquirenti abituali: un e-consumer italiano su due acquista infatti online almeno una volta al mese, se non di più.

    In tutti i Paesi in cui è presente idealo, ad eccezione della Francia, la maggior parte delle ricerche online è effettuata da uomini. Per quanto riguarda l’Italia, il loro peso è pari al 61,7% mentre quello delle donne si attesta al 38,3%. Relativamente alle fasce d’età, invece, i consumatori tra i 35 e i 44 anni sono quelli predominanti e rappresentano il 26,8% del totale, seguiti dai 25-34enni (23,4%) e dai 45-54enni (21,5%). In Germania, Francia e Austria la quota più alta è invece quella dei 25-34enni.

    L’analisi effettuata ha rivelato come il 95% degli e-consumer italiani legge spesso test o guide all’acquisto. Il 92%, invece, legge spesso recensioni e opinioni di altri utenti. Il 69% è più propenso ad acquistare un prodotto se è disponibile la consegna presso un punto di ritiro mentre il 63% è disponibile ad acquistare presso un negozio online meno noto se è possibile risparmiare.

    I dati relativi all’andamento del prezzo di ogni prodotto mostrano importanti differenze tra i sei paesi europei in cui è presente idealo. Ad esempio, il paese nel quale fluttuano maggiormente i prezzi è la Spagna (18,2%), segue il Regno Unito (17,8%), l’Italia (17,7%), l’Austria (16,3%), la Francia (13,7%) e infine la Germania (13,2%). Relativamente alle possibilità di risparmio del canale online, in Italia, i dieci prodotti con il risparmio massimo medio nel 2019 sono stati: videogiochi (-37,6%), casse altoparlanti (-29,1%), aspirapolvere (-28,5%), obiettivi fotografici (-21,9%), televisori (-20,8%), console di gioco(-20,4%), scarpe per bambini (-20,0%), smartphone (-19,6%), cuffie (-19,3%) e tablet (-16,5%).

  • Airpods2, Dr Martens per lei e iPhone i tre prodotti più ricercati dagli e-shopper nel 2019

    Le cuffie Airpods 2, le scarpe da donna Dr. Martens, gli smartphone iPhone XR e iPhone 7, il videogioco FIFA 20, le console di gaming Nintendo Switch e Sony PlayStation 4 Slim. Ancora, gli smartphone iPhone 11 e Samsung Galaxy A50 e le sneakers Adidas Stan Smith. Sono i 10 prodotti più ricercati dagli italiani nel 2019, secondo quanto emerge da un’analisi di idealo – portale internazionale di comparazione prezzi leader in Europa – relativa al comportamento sul web dei consumatori  nel 2019.

    Tra le macro-categorie con la maggiore crescita di interesse online nel 2019 idealo ha evidenziato i prodotti per animali (+100,1% di ricerche rispetto al 2018), i prodotti appartenenti alla categoria moda e accessori (+92,3%) e infine gli articoli per auto e moto (+77,4%). Nel corso del 2019, inoltre, sono stati registrati diversi “boom dell’e-commerce”, vale a dire crescite di interesse pari a oltre il +200% rispetto al 2018. Tra queste, per esempio, gli accessori per seggiolini auto, i monopattini elettrici, gli integratori alimentari, gli smartwatch, le cuffie e i videogiochi, senza dimenticare le capsule e cialde per caffè. Per numerose categorie, in ogni caso, la crescita nelle intenzioni di acquisto online è stata maggiore del +50%. Tra queste, per esempio, si segnalano gli pneumatici estivi (+131,1% sempre in riferimento al 2018), i giochi per la PS4 (+93,5%), le console di gioco (+92,2%) e gli altoparlanti (+ 91,1%).

    Nel corso del 2019 i prezzi dei prodotti sono fluttuati del 23,7% se consideriamo la media delle fluttuazioni per le prime 20 categorie maggiormente cercate nel 2019, sempre in base all’interesse online sul portale italiano di idealo. Nel dettaglio, i prodotti i cui prezzi hanno subito maggiori oscillazioni sono stati gli zaini (fluttuazioni del 53,3% nel corso dell’anno), giochi per la PS4 (47,2%), casse altoparlanti (41,0%), aspirapolvere (40,0%), obiettivi fotografici (28,0%), televisori (26,3%), console di gioco (25,6%), smartphone (24,4%), cuffie (23,9%) e infine tablet (19,8%).

    L’analisi ha permesso di individuare quali siano i mesi più vantaggiosi per i vari tipi di acquisto. Per gli smartphone, ad esempio, il mese più conveniente del 2019 è stato febbraio, per le sneakers giugno, per gli smartwatch agosto e per le cuffie ottobre. Verificando invece i momenti clou dello shopping, idealo ha scoperto che i tre prodotti maggiormente cliccati il 25 dicembre sono stati l’iPhone 11, le AirPods 2 e la Nintendo Switch; viceversa, il 31 gli utenti hanno maggiormente cercato le giacche Napapijri Jacket Rainforest Winter e K.Way Le Vrai e anche in questo caso al terzo posto l’iPhone 11. Interessante notare poi come il 31 dicembre le intenzioni di acquisto relative ai sex toys sono aumentate del +48,8% rispetto alla media giornaliera del 2019. Lo stesso giorno, anche l’interesse online verso spumante, prosecco e champagne è aumentato del +46,9% rispetto allo stesso giorno della settimana precedente.

    Il pubblico maggiormente attivo nelle ricerche e nello shopping online è stato quello tra i 35 e i 44 anni (26,9%) subito seguito dai giovani 25 – 34 (23,4%) e dalla fascia 45 – 54 (21,6%). Gli uomini hanno raggiunto il 61,7% delle intenzioni di acquisto contro il 38,3% della controparte femminile.

    Le ricerche da mobile sono aumentate del +40,6% rispetto al 2018 e hanno raggiunto il 60,1% delle modalità complessive di navigazione. A seguire il desktop (32,3%) e poi il tablet (7,6%). Analizzando soltanto le ricerche da mobile è stato infine possibile scoprire che il 77,1% degli utenti ha utilizzato un dispositivo Android mentre il 22,4% un device iOS.

    Il momento di navigazione preferito dagli italiani nel 2019 è stato il lunedì sera, l’orario prediletto quello tra le ore 21 e le 22.

    A livello regionale Lazio, Lombardia ed Emilia Romagna rimangono le regioni maggiormente coinvolte, ma il 2019 ha visto crescere la Puglia (+45,4%), l’Umbria (+39,5%), la Sicilia (+37,2%), la Valle d’Aosta (+36,1%) e infine la Basilicata (+32,6%).

  • La scorta in frigorifero si fa sempre più tramite acquisti online

    Una ricerca di idealo, portale internazionale di comparazione dei prezzi, evidenza che in Italia, nell’ultimo anno le ricerche online di prodotti alimentari e attrezzatura da cucina ha avuto un vero boom: le ricerche online di alimenti e bevande sono cresciute dell’80,5%, quelle di piccoli elettrodomestici (come i robot da cucina) del 21,6%. Del resto, le chance di risparmio comprando online sono notevoli: i prezzi sono inferiori anche del 30,1% per cibi e bevande e del 18,6% per i piccoli elettrodomestici.

    La classifica dei dieci elettrodomestici per la cucina più desiderati online vede al primo posto i robot da cucina con il 22,9% di ricerche relative. Seguono i microonde (18,8%), i mixer e i frullatori (8%), le macchine per la pasta con i relativi accessori (7,8%), i mini forni (6,9%), le borse frigo (5,2%), gli accessori per elettrodomestici come ad esempio il complemento superiore per il robot da cucina, la vaporiera per microonde e l’attacco per tritacarne (4,3%), le friggitrici (4,2%), ulteriori robot da cucina (2,9%) e infine le centrifughe (2,6%). Tra i piccoli elettrodomestici per la cucina il cui interesse online nell’ultimo anno è maggiormente aumentato vi sono le borse frigo (+61,3%), le macchine per fare la pasta (+56,4%), i bollitori (+21,7%) e infine le affettatrici (+19,0%).

    I dieci brand più cercati dagli e-consumer italiani per questa tipologia di prodotti sono KitchenAid, Kenwood, Whirlpool, Ariete, Philips, G3 Ferrari, Bosch, Samsung, Moulinex e De’Longhi.

    Per quanto riguarda cibo e bevanda emerge anzitutto che gli italiani effettuano ricerche online sopratutto per il comparto beverage, tanto che le prime tre tipologie di prodotto più ricercate online sono “alcolici”, “capsule e cialde” e “caffè”. Gli alcolici più ricercati sono anzitutto quelli che rientrano nella categoria “spumante, prosecco & champagne” (con Moët & Chandon e Veuve Cliquot tra i più amati in assoluto), seguiti da whisky, liquori, gin e rum. Solo sesto posto per il vino, seguito da superalcolici & acquaviti, cognac & brandy e infine dalla vodka.

    Le possibilità di risparmio per quanto riguarda cibo e bevande variano di mese in mese a seconda dei prodotti. Effettuando ad esempio l’acquisto ad agosto di capsule e cialde è possibile risparmiare fino al 69,5%; per champagne, spumante e prosecco il risparmio è del 53% (sempre che l’acquisto venga effettuato ad ottobre) e infine per il caffè il risparmio massimo medio è del 46,8% effettuando l’acquisto nel mese di agosto.

    La fascia di età più interessata a comprare cibo e bevande online è quella tra i 24 e i 35 anni (27,5%), segnale che il pubblico giovane resta sempre il più ricettivo rispetto a nuovi trend già in voga in altri paesi europei; a seguire la fascia tra i 35 e i 44 anni (23,7%). Si tratta di un interesse prediletto dal pubblico maschile, coinvolto per il 64,1% delle ricerche a fronte del 35,9% legato al mondo femminile. Interessante notare come il settore food & beverage online interessi per il 74,4% utenti mobile e solo per il 20,3% utenti desktop. Lazio, Lombardia e Campania sono le tre regioni più coinvolte, seguite da regioni in cui il culto dell’enogastronomia è molto sentito: Emilia Romagna, Puglia, Piemonte e Toscana.

    «Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un vero e proprio aumento dell’interesse degli italiani nei confronti del settore food, basti pensare sia al proliferare dei programmi di cucina sia alla diffusione di servizi di consegna di cibo a domicilio, che vanno perfettamente d’accordo con la passione degli italiani per il mangiar bene e per l’home delivery – ha commentato Fabio Plebani, Country Manager di idealo per l’Italia – Fare la spesa è sicuramente un’attività che richiede un impegno settimanale non indifferente soprattutto per coloro che prestano particolare attenzione a ciò che mangiano e che controllano etichette con gli ingredienti, la provenienza del cibo o anche la riciclabilità della confezione stessa. Acquistare online questi prodotti – ma anche i piccoli elettrodomestici come robot, mixer e frullatori – permette ai consumatori di fare comodamente tutte le valutazioni e le scelte da casa, concludendo l’acquisto in poco tempo e soprattutto vedendosi recapitati i prodotti nel giro di poche ore o giorni. Da considerare anche il vantaggio nell’acquisto di bevande come vini o spumanti le cui confezioni spesso in vetro sono di per sé già particolarmente pesanti».

  • E-commerce brillante anche nei mesi estivi

    Tendenzialmente Novembre e Dicembre sono i mesi in cui gli acquisti online tirano di più, per via di Black Friday e Cyber Monday e dello shopping natalizio in generale, ma anche in estate l’e-commerce gode di ottima salute: idealo – portale internazionale di comparazione prezzi leader in Europa –  ha rilevato che dal 21 Giugno al 22 Luglio le ricerche online sono cresciute del 21,4% rispetto allo stesso periodo del 2018. 

    I dieci prodotti maggiormente cercati nel periodo estivo sono stati: smartphone, sneakers, frigoriferi, scarpe da corsa, televisori, profumi donna, zaini, caschi per la moto, lavatrici e infine cuffie. Seguono poi obiettivi fotografici, tablet, macchine fotografiche reflex, notebook e infine fotocamere digitali mirrorless. Tra i prodotti meno cercati figurano invece, a sorpresa, piscine, ventilatori e prodotti solari. L’impressione, per quanto riguarda questi prodotti, è che gli e-consumer siano consapevoli del fatto che per ottenere i migliori prezzi è (quasi) sempre meglio effettuare gli acquisti fuori stagione. Considerando i prodotti presenti sul portale italiano di idealo, quelli con il prezzo migliore nel mese di Luglio rispetto ai restanti 11 mesi dell’anno sono stati TV, frigoriferi, scarpe da corsa, lavatrici, fotocamere mirrorless, orologi sportivi, calzature outdoor, fornelli, trapani e infine giacche e cappotti da donna. Complessivamente, per questi prodotti, a Luglio il risparmio massimo medio è stato pari all’8,8% rispetto al prezzo da pagare per lo stesso acquisto nel resto dell’anno.

    Ad Agosto, invece i prodotti  più convenienti sono risultati smartphone, scarpe da ginnastica, stampanti multifunzione, monitor, mobili per il bagno, pneumatici estivi, giacche outdoor, fitness tracker, scarpe da uomo e infine pneumatici invernali. Per questi prodotti il prezzo medio di acquisto è stato del 9,1% inferiore rispetto agli altri mesi.

    Venendo agli acquirenti, si rileva che rispetto al resto dell’anno, durante il periodo estivo il divario tra acquisti effettuati da uomini e donne si riduce leggermente, arrivando ad un 58,9% di ricerche effettuate da uomini contro un 41,1% di ricerche effettuate da donne. Non cambiano, tuttavia, le fasce della popolazione più coinvolte nel fenomeno dell’e-commerce: troviamo in prima linea gli e-consumer 35-44 (27,1%), seguiti dalla fascia di età 25-34 (22,6%) e infine dai 45 – 54enni (20,2%). Anche durante il periodo estivo le ricerche da mobile sono in percentuale le maggiori (pari al 53,5%) contro le intenzioni di acquisto da desktop che si attestano al 38,8%. In diminuzione l’utilizzo del tablet – già molto limitato nel corso dell’anno – pari solo al 7,7% delle ricerche complessive. Analizzando nel dettagli le ricerche da mobile, è possibile vedere come queste derivino nel 73,8% dei casi da dispositivi Android e solo nel 24,1% dei casi da dispositivi iOS. Infine, in estate, l’orario di navigazione preferito dagli e-consumer è tra le 3 e le 4 del pomeriggio e tra le 10 e le 22 di sera; come giorno favorito, invece, il giovedì. 

  • Trend estivi 2018: lo shopping in spiaggia si fa con lo smartwatch

    La smaterializzazione del processo di pagamento fa dire addio ai contanti, ma la nuova frontiera della tecnologia, con la smaterializzazione della carta, fa dire addio anche ai pagamenti con il pos soprattutto in spiaggia. Grazie, infatti, agli orologi digitali si può tranquillamente lasciare a casa o in albergo la carta di credito.
    Così se tra piscina e ombrellone, viene la voglia di un gelato o di un aperitivo, basta dare un’occhiata al polso e digitare sul proprio orologio il codice per procedere al pagamento. Più liberi dunque, ma anche più leggeri per godersi le vacanze e anche le consumazioni sulla spiaggia, rimanendo in costume senza preoccuparsi di prendere borsa e portafoglio sotto l’ombrellone o in cabina.
    Per pagare basta avvicinare l’orologio al lettore tenendo il dito sul sensore oppure effettuare il riconoscimento del volto a seconda della tipologia di orologio che si indossa.
    Dall’abbonamento settimanale ombrellone-lettino a un semplice caffè preso in giornata, come per ogni acquisto fatto in modalità contactless, con l’orologio si possono effettuare transazioni di qualsiasi importo. Con un gesto semplice si può usufruire di un pagamento veloce e sicuro.
    Dopo la moneta elettronica, quindi, arriva il pagamento con gli orologi, grazie al chip NFC, che permette la comunicazione tra dispositivi che vengono avvicinati a una distanza massima di 4 cm. La trasmissione dei dati avviene in maniera criptata e la distanza così ridotta rende ancora più sicura la comunicazione, scongiurando il rischio di intercettazioni. Grazie all’NFC basta avvicinare il proprio orologio al POS fornito di tecnologia contactless, autorizzare il pagamento ed il ‘gioco’ è fatto.
    I vantaggi ottenuti dall’utilizzo di queste nuove tecnologie sono molti più di quanti si possa immaginare. I pagamenti tramite dispositivi smart permettono, infatti, come i pagamenti con carta di credito, di non portare con sé grosse somme di contante con il vantaggio che, in caso di furto o di smarrimento, nulla può essere prelevato (occorrono codici o impronte digitali). Inoltre, il commerciante non riceve nessuna informazione sulla carta registrata per il pagamento via orologio, ma solamente il codice della transazione.

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