iniziative

  • ‘Piattaforme’ ingannevoli in sostegno in un partito Stato

    Piuttosto che avere successo con l’inganno, fallisci con onore.

    Sofocle

    Messo sotto pressione e trovandosi in vistosa difficoltà dalle denunce ed accuse di abuso di potere, conferito e/o usurpato, durante le quotidiane proteste dei cittadini nella capitale, il primo ministro albanese sta cercando di apparire “comprensivo e collaborativo” con i cittadini. Ma in verità sta cercando di sostiuire le istituzioni che, per legge hanno anche l’obbligo di risolvere i problemi dei cittadini, proprio con il suo partito Stato, il partito socialista, che lui dirige da ventun’anni ormai. Si tratta di una drammatica esperienza, vissuta dagli albanesi durante la dittatura comunista.

    E per rendere possibile il ruolo dominante del partito Stato, il 30 luglio scorso, nel corso di un incontro con i vertici del partito, il primo ministro ha presentato una “nuova iniziativa” chiamata la “Presenza Fedele”. Presentando la “nuova iniziativa” ha dichiarato che “Ogni venerdì, alle 17:00, tutti noi saremo dove la “Presenza Fedele” richiede che siamo”. Specificando poi che “…la “Presenza Fedele” non è una riunione. È una sessione di ascolto a turno: faccia a faccia, a tu per tu e a bassa voce”. E tutto ciò secondo un protocollo deciso però dallo stesso primo ministro.

    Tuttavia, questo appuntamento settimanale, o “sessione di ascolto con la gente”, come la definisce il primo ministro, è orchestrato con cura per garantire una censura totale. Lui ha dichiarato che “Chiunque desideri esporre le proprie rimostranze si presenti nel luogo e all’orario prestabiliti e attendendo il momento di sedersi al tavolo di fronte ai propri rappresentanti [politici], i quali prendono rispettosamente nota di quanto il cittadino afferma. La “Presenza Fedele” non ammette telecamere. Consente di scattare fotografie all’inizio dell’incontro solo previo consenso dei presenti e senza mostrarne i volti. La “Presenza Fedele” rifiuta l’appartenenza a partiti […. ] non offre false speranze che qualcuno possa fornire aiuto al di fuori delle regole stabilite”.

    Il primo ministro albanese, dopo 13 anni al potere, si è ricordato di chiedere ai suoi deputati di sedersi di fronte ai cittadini e di ascoltarli. E durante questi 13 anni ha avuto tutte le opportunità di fare proprio quello che adesso sta “proponendo”. Invece non ha fatto niente, nonostante sia stato informato di quello che accadeva. Bastavano solo le denunce fatte dall’opposizione o da quei pochi media da lui non controllati, per rendersi conto della vera, vissuta e spesso sofferta realtà. Ragion per cui il primo ministro albanese è il diretto responsabile di una simile preoccupante situazione. Perciò, la presentazione delle “nuove iniziative” è semplicemente una messinscena, cercando di spostare l’attenzione pubblica dalle denunce e dalle accuse a lui fatte durante le proteste.

    Ma la “Presenza Fedele” non è la sola “iniziativa” presentata ultimamente dal primo ministro. Un’altra simile iniziativa è quella da lui denominata lo “Specchio Albania”. La scorsa settimana l’autore di queste righe informava il nostro lettore che “visibilmente in difficoltà, in seguito agli sviluppi degli ultimi mesi, il primo ministro “inventa” altre ingannevoli promesse. Solo in queste ultime settimane ne ha presentate alcune. Una di queste, denominata “Specchio Albania”, è stata presentata il 24 agosto scorso. Simili ad altre precedenti ingannevoli promesse di “governare insieme con i cittadini”, anche lo “Specchio Albania” è solo una fasulla promessa di seguire in tempo reale le richieste e le preoccupazioni dei cittadini. Il primo ministro, riferendosi allo “Specchio Albania” […] ha “garantito” che “…..ogni questione o preoccupazione sollevata dai cittadini sulla piattaforma sarebbe stata monitorata in tempo reale e avrebbe ricevuto una risposta””. L’ennesima sua bugia. (Promesse ingannevoli mai mantenute; 1 settembre 2026).

    Nel 2017, il primo ministro aveva presentato una piattaforma per governare insieme con i cittadini. L’obiettivo, secondo lui, era quello di affrontare le loro lamentele eliminando i filtri burocratici e consentendo ai cittadini di fornire idee e proposte per iniziative concrete. Il primo ministro aveva addirittura affermato che quella piattaforma sarebbe servita non solo a risolvere i problemi dei cittadini, ma anche a contrastare la corruzione nella pubblica amministrazione. Nel 2024, il primo ministro annunciò una sua nuova piattaforma online, denominata “Transparency Albania”. L’obiettivo dovrebbe essere quello di permettere ad ogni cittadino di rivolgersi a qualsiasi istituzione per ottenere informazioni e di seguire in tempo reale lo stato della propria richiesta. Ma tutte quelle “piattaforme” erano solo delle messinscene a scopo propagandistico e nient’altro.

    Si tratta di “piattaforme” basate sull’intelligenza artificiale, elaborate e programmate, guarda caso, dall’Agenzia Nazionale della Società dell’Informazione. Un’agenzia coinvolta in scandali abusivi milionari, che testimoniano il diretto coinvolgimento del primo ministro e di suoi stretti famigliari, di cui il nostro lettore è stato informato dettagliatamente negli ultimi mesi (Dichiarazione europea e preoccupanti realtà nazionali, 23 dicembre 2026; Nuovi scandali abusivi come espressione del totalitarismo, 29 dicembre 2025 ecc.). E pensare come una simile agenzia potrebbe programmare delle credibili “piattaforme”, non condivisibili però con gli “orientamenti” del primo ministro!

    Durante questi ultimi giorni lui sta facendo di nuovo uso propagandistico ed ingannatore della piattaforma “Specchio Albania”. Invece moltissime generazioni, da più di due secoli, hanno letto e riletto la ben nota fiaba Biancaneve, scritta dai fratelli Grimm nel 1812 ed in seguito tradotta e pubblicata in molte lingue del mondo. In quella fiaba la regina cattiva, matrigna di Biancaneve, aveva uno specchio magico che sapeva dare le vere risposte alle domande fatte dalla regina. Tutti si ricordano della domanda che normalmente la regina bella ma cattiva rivolgeva allo specchio magico. “Specchio, specchio delle mie brame! Chi è la più bella del reame?”. E lo specchio magico rispondeva: “Mia regina, bella voi siete, ma al mondo una fanciulla più bella di voi c’è, il suo nome è Biancaneve”. Invece lo “Specchio” del primo ministro albanese “accontenta” sempre lui. Ma ovviamente si tratta di una “piattaforma” che, come tutte le altre, sarà presto dimenticata.

    Nel frattempo il primo ministro sta usando questa “piattaforma” per annunciare che lui ignora il ben noto principio di Montesquieu sulla separazione di poteri. Almeno in questo caso si sta dimostrando sincero. La scorsa settimana il primo ministro ha confermato, senza mezzi termini, che anche il potere legislativo e quello giudiziario dovrebbero aderire all’iniziativa del suo partito, “Specchio Albania”. Lui, oltre al potere esecutivo e quello legislativo, cerca di mettere sotto il suo diretto controllo anche il potere giudiziario. Sì, perché per il primo ministro albanese, un noto e confermato autocrate, lo Stato ed il partito al governo sono una cosa sola.

    Alcuni giorni fa dichiarava convinto: “… La piattaforma “Specchio Albania” è un nuovo spazio in cui, grazie alla tecnologia e alle straordinarie opportunità offerte dall’intelligenza artificiale in questa fase del nostro sviluppo, l’intero apparato pubblico dello Stato può coesistere con il pieno diritto di ogni cittadino di esaminare il proprio Stato, di interrogarlo e di chiederne il sostegno”.

    Chi scrive queste righe è convinto che le “Piattaforme” ingannevoli in sostegno in un partito Stato sono le ultime e disperate “trovate” del primo ministro albanese. Lo testimoniano le tante altre simili, sempre presentate “ufficialmente” da lui durante gli ultimi anni, che cercavano di convincere che lui e i suoi collaboratori volevano governare insieme con i cittadini. Sofocle, uno dei più grandi e noti tragediografi dell’antica Grecia, vissuto circa venticinque secoli fa, affermava: “Piuttosto che avere successo con l’inganno, fallisci con onore”. Ma per il primo ministro albanese il concetto “onore” non ha senso. Lui tutto può fare, ma mai in rispetto dell’“onore”.

  • L’UE finanzia con 300 milioni le PMI italiane dei settori culturali e creativi

    L’Unione Europea supporterà le imprese dei settori culturali e creativi attraverso la CCS Guarantee Facility gestita dal FEI. L’intervento, per la prima volta in Italia e realizzato grazie ad una nuova iniziativa lanciata in collaborazione con CDP nella sua qualità di Istituto Nazionale di Promozione, svilupperà un portafoglio di contro-garanzie in favore del Fondo PMI per un valore di €200 milioni, incrementandone fortemente la capacità operativa. Le PMI attive nei settori culturali e creativi otterranno in questo modo finanziamenti fino a €300 milioni.

    L’iniziativa promuove la concessione di nuovi finanziamenti alle imprese operative in numerosi settori, tra i quali cinema, TV, editoria e architettura. Nei prossimi sei mesi si stima che circa 900 imprese potranno accedere ai finanziamenti garantiti. Complessivamente, l’iniziativa punta a raggiungere circa 3.500 PMI nei prossimi due anni, che, grazie all’intervento di contro-garanzia, riceveranno finanziamenti per circa €300 milioni.

    Si tratta dell’operazione più rilevante, in termini di accesso al credito, mai realizzata all’interno del programma europeo “Europa Creativa” e per questo Mariya Gabriel, Commissario per Economia e Società Digitali, e Tibor Navracsics, Commissario per Istruzione, Cultura, Giovani e Sport, ne sottolineano tutta l’importanza: “I settori creativo-culturali rappresentano un ponte tra l’arte, il business e la tecnologia. Aiutare questi operatori economici a crescere e a stimolarne la creatività è tra i principali punti d’attenzione della Commissione Europea. Questo accordo di garanzia aiuta a colmare il financing gap che penalizza questi settori ed avrà importanti benefici sociali ed economici”.

    L’accesso al credito delle imprese operanti nei settori culturali e creativi può essere difficoltoso, principalmente in ragione della natura immateriale dei loro asset e delle loro garanzie, della ridotta dimensione del mercato, dell’instabilità della domanda, e della mancanza di esperienza da parte dei finanziatori nel saper soddisfare le specifiche esigenze di tali controparti. Quest’accordo si inserisce nel perimetro della “Piattaforma di risk-sharing per le PMI” strutturata da CDP in cooperazione con il FEI, nell’ambito delle iniziative sviluppate attraverso il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici del Piano Juncker.

    Le PMI operanti nei settori culturali e creativi che intendono ricorrere alla garanzia del Fondo PMI per finanziare nuovi investimenti o per esigenze di capitale circolante, possono rivolgersi alla propria banca o al proprio Confidi. Sarà la banca o il Confidi a richiedere l’intervento del Fondo PMI, il cui esito viene fornito mediamente entro una settimana lavorativa. Per maggiori informazioni, consultare: www.fondidigaranzia.it

    Fonte: Comunicato stampa della Commissione europea del 3 settembre 2018

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