Attualità

I nuovi eroi europei ora “esuli economici” in Svizzera

Riceviamo e pubblichiamo un articolo del Prof. Francesco Pontelli

Sembra veramente incredibile che coloro i quali dovrebbero somministrare il “verbo” ed indicare la via maestra con l’obiettivo di creare le nuove condizioni per una ripresa economica, anche con l’aumento della produttività nell’Unione Europea, non abbiano scelto come adeguata sede dei propri uffici una qualsiasi sede simbolo dell’Unione Europea. Viceversa, proprio perché si considerano così “sicuri” degli effetti delle proprie dottrine, hanno deciso di scegliere come sede legale Ginevra, in Svizzera.

Le scelta di Draghi e dei suoi Eroici Supremi della Svizzera e di Ginevra risponde a precise motivazioni strategiche. Innanzitutto la massima flessibilità e riservatezza garantita dal codice civile svizzero il quale consente di costituire un’associazione con estrema rapidità, garantendo un forte velo di riservatezza su elementi sensibili come i finanziatori, il budget e i criteri interni di governance, che al momento del lancio non sono stati resi pubblici (1).

Poi tale scelta elvetica garantisce, sempre secondo gli elvetici esuli, una indipendenza dalle istituzioni dell’Unione Europea. Proprio posizionando la sede fuori dai confini dell’UE, il think tank si smarca dalle dinamiche politiche e burocratiche di Bruxelles (2). Questo permetterebbe  alla squadra di Draghi di muoversi come un “osservatore neutrale” volto ad esprimere pressioni sui governi europei tramite la “persuasione”.

Questi “illuminati”, che dovrebbero fornire le ricette per lo sviluppo economico ed industriale attraverso una nuova dottrina economica espressa nell’ambito ginevrino, quando hanno dovuto assumere delle scelte strategiche, passando quindi alla fase operativa, proprio in considerazione delle problematiche europee, hanno adottato le medesime soluzioni e strategie che hanno spinto molte imprese europee a trasferire la produzione in altri paesi al di fuori dei confini europei. Confermando come la strategia economica, politica e strategica europea abbia spinto dopo le aziende stesse a scegliere anch’esse Ginevra.

Non c’è’ che dire: chi ben comincia è già a metà dell’opera.

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