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E’ il momento di un nuovo corso

Senza possibilità di perdono le rappresaglie naziste, che stabilivano l’uccisione di dieci persone come risarcimento per la morte di un tedesco ucciso, sono una barbarie che l’umanità ha condannato e condanna.

Da sempre siamo stati e siamo a fianco del popolo israeliano, difendiamo il suo diritto a vivere in pace ed in sicurezza, condannammo e condanniamo, ritenendoli nemici di ogni legge, della stessa umanità, tutti coloro che non hanno riconosciuto o non riconoscono lo Stato di Israele e li riteniamo responsabili di avere, con le loro scelte politiche, fomentato e spesso foraggiato i più spietati terroristi colpevoli dei tanti attentati che il popolo israeliano ha subito.

La strage che cittadini, ragazzi, bambini, anziani hanno subito il 7 ottobre resta una ferita aperta ed un monito, Israele non può restare sotto la minaccia di Hamas e di chiunque altri non riconosca il suo diritto all’esistenza, Israele ha diritto di difendersi ma non ha diritto di compiere a sua volta azioni che colpiscono persone inermi o che le condannino a vivere in condizioni miserevoli, senza mezzi di sostentamento.

Crediamo nella giustizia e non nella vendetta, crediamo nella punizione estrema dei colpevoli, non possiamo credere che sia giustizia uccidere civili inermi per raggiungere un terrorista che tra loro si nasconde.

Hamas va distrutto, l’esercito israeliano entri a Gaza e cerchi e colpisca i suoi militanti ma basta affamare quella parte del popolo che non è colpevole e che già, proprio da parte di Hamas, ha subito angherie di ogni tipo.

Saremo sempre a fianco del popolo di Israele e difenderemo la sua libertà continuando a credere che i palestinesi, che non condividono il terrorismo di Hamas, abbiano anch’essi il diritto di vivere in modo umano.

Le violenze di certi coloni non possono essere accettate, da sempre sangue chiama sangue e le azioni che alcuni esponenti israeliani compiono o tollerano porteranno ad un conflitto eterno che nessuna diplomazia potrà mai sedare perché in ogni famiglia, israeliana o palestinese, rimarrà vivo l’odio ed il desiderio di vendicarsi.

Tra pochi giorni le elezioni israeliane porteranno speranza o nuove tragedie che potrebbero riverberarsi anche sulle situazioni di altri stati, ora è il momento di dare un nuovo corso alla giusta ricerca dei terroristi avendo chiaro che uccidere civili inermi mette chi ha subito il torto e la violenza allo stesso livello di chi l’ha a loro procurato.

Quanti palestinesi incolpevoli devono ancora pagare per i delitti di Hamas? La rappresaglia non può appartenere agli obiettivi, alla cultura, alla fede del mondo ebraico.

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