Borsalino, storica maison italiana del cappello di lusso, accelera l’espansione in Cina continentale con l’apertura prevista in estate di un primo punto vendita a Shanghai, in uno dei principali centri commerciali di fascia alta della città. Lo riferisce il quotidiano britannico “Financial Times”, secondo cui il gruppo, fondato 169 anni fa e noto anche per avere realizzato il fedora indossato da Humphrey Bogart in “Casablanca”, punta ad aprire complessivamente cinque punti vendita in Cina entro la fine dell’anno, a fronte dei venti attualmente operativi nel mondo.
“Riteniamo che questo sia il momento giusto per entrare nel mercato”, ha dichiarato l’amministratore delegato Mauro Baglietto, definendo la Cina “un mercato molto importante” che richiede però “un approccio più disciplinato rispetto al passato”. Secondo il quotidiano, l’azienda intravede un potenziale fino a quaranta punti vendita nella Grande Cina, ma senza adottare un piano di crescita aggressivo.
L’espansione si inserisce nel rilancio del marchio dopo il fallimento del 2017 e la successiva acquisizione da parte del fondo svizzero Haeres Equita per 18 milioni di euro. Borsalino, che produce circa 300 mila cappelli l’anno e continua a realizzare a mano i suoi Panama, sta inoltre ampliando l’offerta anche alle borse in pelle. Secondo analisti citati dal giornale, il mercato cinese del lusso resta debole, ma i marchi legati a un’estetica tradizionale e di alta qualità starebbero mostrando una tenuta migliore.
Lo sguardo alla Cina fa parte di una strategia di espansione e diversificazione che ha portato l’azienda italiana a realizzare la sua prima linea di borse ed accessori in pelle, siglando una partnership con Gamat, azienda svizzera con cui alla fine del 2025 Borsalino ha siglato un contratto di licenza quinquennale per la creazione, produzione e distribuzione di accessori a marchio proprio. Quest’ultima dovrebbe arrivare sul mercato a settembre 2026 nei punti vendita monomarca Borsalino, in una selezione di boutique e nei department store internazionali. Risale ancora al 2025 il lancio di una prima capsule di occhiali e il ritorno nell’universo dei profumi, che aveva già esplorato in passato, con il lancio di una proposta di fragranze di alta gamma realizzate da Perfume Street, il “braccio licenze” di DPLG, azienda specializzata nella creazione e distribuzione globale di fragranze e cosmetici, che ha oltre 30 anni di esperienza nel settore e vanta una storia lavorativa con grandi nomi del profumo come Coty, Interparfums, L’Oréal e Clarins.
Haeres Equita srl, cui oggi fa capo il marchio, nel 2024 ha generato 23,6 milioni di euro di ricavi, con 2,6 di debiti netti. Si tratta del miglior bilancio a partire dal 2024, che ha segnato il ritorno all’utile (24,2 mila euro) per l’azienda, di cui il Tribunale di Alessandria aveva dichiarato il fallimento sette anni prima, quando ancora si chiamava Borsalino Giuseppe e Fratello spa. Alla sentenza si era arrivati dopo che i giudici avevano respinto la richiesta di concordato preventivo presentata dalla società, per la seconda volta. Le difficoltà non erano legate al mercato o alla qualità del prodotto, ma a vicende finanziarie esterne, in particolare il crac da 3,5 miliardi di euro dell’imprenditore Marco Marenco, allora azionista di maggioranza, in seguito al quale l’iconico cappellificio aveva chiesto e ottenuto l’ammissione al concordato in bianco.Per fortuna della società nonostante la dichiarazione di fallimento la produzione non si è mai fermata, visto che la gestione del ramo d’azienda dal 2015 era già stata affidata in affitto alla società Haeres Equita di Philippe Camperio, che nel 2017 ha rilevato per 17,5 milioni di euro il marchio Borsalino da Mediocredito, che lo aveva in pegno a fronte di un finanziamento mai onorato. L’anno successivo la stessa Haeres Equita ha vinto l’asta per acquistare capacità produttiva e negozi della società, che nel 2023 è confluita nel portafoglio di ChimHaeres Investment Holding, come accennato ad inizio articolo.