Suona veramente ridicola, oltre che pretestuosa, l’indignazione di certa politica e società civile, legate a quella che un tempo si sarebbe chiamata sinistra ed ora è solo un campo largo di farneticazioni, per la pubblicazione dei compensi e delle spese dei collaboratori di Report, trasmissione della tv di Stato.
Non è forse trasparenza sapere i compensi e gli interessi di deputati, senatori, consiglieri regionali? Per quale motivo non devono invece essere conosciuti i costi di trasmissioni pubbliche, per le quali paghiamo il canone, ed i giornalisti avrebbero diritto ad una privacy che chi fa politica non ha quando sappiamo bene che da tempo l’informazione è in gran parte politicizzata?
Per alcuni ogni pretesto è buono per dare aria ai denti e fare dichiarazioni che servono solo a dimostrare che sui reali problemi dell’Italia e dell’Europa il campo largo è proprio strettino di idee, contenuti e logica.