veterinari

  • Gli animali da compagnia provenienti da Paesi Terzi soppressi? L’UE non conosce i dati esatti

    Gli eurodeputati Olivier Chastel e Frédérique Ries hanno chiesto alla Commissione Europea i dati sul numero di animali da compagnia provenienti da Paesi Terzi soppressi ai sensi del Regolamento europeo sui movimenti a carattere non commerciale degli animali da compagnia (articolo 35 del Reg CE n.576/2013).
    Il regolamento prevede che siano eseguiti controlli documentali sui movimenti di pets da un paese extra UE. I controlli devono accertare la conformità della movimentazione alle regole dell’UE, anche mettendo l’animale da compagnia a disposizione delle autorità compenti qualora richiesto.  In caso di non conformità, l’animale in questione può essere rispedito nel Paese di provenienza, oppure isolato per accertamenti sanitari o di identificazione, oppure essere soppresso.
    Il regolamento infatti stabilisce che “in ultima istanza, qualora non sia possibile rispedirlo o l’iso­lamento non sia praticabile” il veterinario ufficiale, previa consultazione con il proprietario e se necessario può “sopprimere l’animale da compa­gnia in conformità delle norme nazionali applicabili in ma­teria di protezione degli animali da compagnia durante l’ab­battimento”.
    I due deputati belgi hanno anche chiesto in che misura venga consultato il proprietario dell’animale e in che modo la Commissione garantisca che la soppressione sia davvero l’ultima opzione.
    La Commissaria europea alla salute Stella Kyriakides, nella sua risposta, ha fatto sapere che la Commissione non dispone di dati in proposito e che gli Stati Membri non sono tenuti a trasmetterli. Il diritto europeo prevede che “ove necessario, l’autorità competente si consulti con il proprietario o con la persona autorizzata sulle misure da adottare quando dai controlli emergono non conformità” (articolo 35 del regolamento (CE) n. 576/2013). Anche “la portata di questa consultazione dipende dall’autorità competente”, alla quale spetta” decidere quando l’opzione di sopprimere l’animale è l’estrema misura applicabile”.

    Fonte: @anmvioggi

  • Parlamento UE: a rischio l’uso di antibiotici “salva vita” per gli animali

    Riceviamo e pubblichiamo una nota dell’ANMVI – Associazione Italiana Medici Veterinari

    Anche le eurodeputate Simona Bonafè, Alessandra Moretti e Eleonora Evi hanno sostenuto una mozione priva di evidenze scientifiche

    (Cremona, 14 luglio 2021) – Delusione e sconcerto anche fra i Medici Veterinari italiani per il voto di ieri in Commissione ENVI (Salute e Ambiente) del Parlamento Europeo: anche con il foto favorevole di tre eurodeputate italiane (Bonafè, Moretti, Evi) è  stata approvata una mozione (cd mozione Hausling) che punta a negare i trattamenti antibiotici per le infezioni gravi e potenzialmente letali negli animali, sia degli allevamenti che da compagnia.

    Tutta la Veterinaria Europea aveva raccomandato agli eurodeputati della Commissione ENVI di non sostenere la mozione dell’eurodeputato tedesco Hausling perché del tutto priva di basi scientifiche e viziata da grossolani errori di valutazione del rischio.  L’ANMVI si era appellata agli eurodeputati italiani facendo presente la gravità della posta in gioco.

    Il risultato del voto di ieri è invece l’azzeramento della posizione della Commissione Europea che individuava- con fondatezza scientifica e principio one health-  i casi in cui riservare gli antimicrobici prioritari alle cure umane, senza però negare agli animali la possibilità di essere trattati con gli antimicrobici “essenziali” per la loro salute e per la loro stessa salvezza.

    ANMVI ringrazia gli eurodeputati che invece hanno respinto la mozione Hausling:  Fulvio Martuscello, Simona Baldassarre, Marco Dreosto, Silvia Sardone, Annalisa Tardino, Sergio Berlato, Pietro Fiocchi, Giuseppe Milazzo. Purtroppo i loro voti non sono bastati. L’auspicio è che la plenaria dell’Europarlamento rimedi ad una clamorosa negazione del Trattato di Lisbona per il quale gli animali sono “esseri senzienti”.

    ANMVI ringrazia gli eurodeputati che invece hanno respinto la mozione Hausling:  Fulvio Martuscello, Simona Baldassarre, Marco Dreosto, Silvia Sardone, Annalisa Tardino, Sergio Berlato, Pietro Fiocchi, Giuseppe Milazzo. Purtroppo i loro voti non sono bastati. L’auspicio è che la plenaria dell’Europarlamento rimedi ad una clamorosa negazione del Trattato di Lisbona per il quale gli animali sono “esseri senzienti”.

    Fonte: Ufficio stampa ANMVI

  • Decreto Speranza, ANMVI conferma giudizio critico

    (Cremona, 24 maggio 2021) – Non basterà la parità del principio attivo per poter prescrivere il medicinale ad uso umano che costa meno. Basta leggere sulla Gazzetta Ufficiale del 21 maggio il decreto del Ministro Roberto Speranza “Uso in deroga di medicinali per uso umano per animali non destinati alla produzione di alimenti”.

    Il decreto costringe il medico veterinario ad uno slalom prescrittivo fra paletti, limitazioni e divieti che di fatto vanificano il principio della “miglior convenienza economica dell’acquirente”. Infatti, a parità di principio attivo – fra medicinale veterinario e medicinale ad uso umano – quest’ultimo potrà essere prescritto solamente in presenza di ulteriori pre-condizioni come ad esempio la circostanza che l’uso del medicinale veterinario sia rischioso o controindicato per l’animale in cura.

    Dietro l’annuncio del risparmio economico si nascondono forti limitazioni di accesso al medicinale ad uso umano. Non solo perché l’AIFA potrà precluderlo alla prescrizione veterinaria (una novità assoluta) ma anche perché vengono vietate all’impiego veterinario alcune classi di medicinali antibiotici ad uso umano.

    Quanto agli antibiotici non vietati, si impone al Medico Veterinario l’obbligo del test di sensibilità, una verifica che può richiedere fino a sette giorni e che rischia di ritardare il trattamento di infezioni gravi negli animali da compagnia. Per questo, la Veterinaria europea chiede di sviluppare test rapidi.

    L’ANMVI aveva proposto al Ministero della Salute di individuare forme di risparmio all’interno del settore veterinario, ad esempio sviluppando il mercato dei medicinali veterinari generici, come previsto dal regolamento europeo sui medicinali veterinari che entrerà in vigore il 28 gennaio 2022.

    Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

  • Decreto Speranza riduce le opzioni terapeutiche negli animali da compagnia

    AIFA elencherà i medicinali ad uso umano vietati negli animali; ridotti anche gli usi in deroga consentiti dal Ministero della Salute dal 2011. ANMVI pronta a difendere in tutte le sedi i Medici Veterinari

    (Cremona 16 aprile 2021) – Le bozze del decreto annunciato due giorni fa contraddicono le dichiarazioni del Ministro: anziché ampliare l’accesso alle terapie medicinali per gli animali da compagnia, le riducono fortemente.

    In particolare:

    – AIFA elencherà i medicinali ad uso umano che saranno vietati ai Medici Veterinari, con un’ampia discrezionalità e non solo in relazione agli antimicrobici critici.

    – il decreto cancella alcune opzioni di accesso ai medicinali per uso umano che il Ministero della Salute aveva opportunamente consentito nel 2011;

    Un decreto di facciata, dunque, che dà solo apparentemente l’accesso ad un più ampio ventaglio di terapie, salvo impedirle nell’articolo successivo.

    Un pasticcio legislativo inevitabile, stante le basi antigiuridiche delle sue premesse. Un articolato confuso, contradditorio, incomprensibile. E del tutto peggiorativo delle possibilità di cura degli animali da compagnia che oggi sono a disposizione dei Medici Veterinari.

    Se le bozze saranno confermate l’ANMVI metterà a disposizione il proprio ufficio legale a tutela, civile e penale, della titolarità prescrittiva dei Medici Veterinari.

    Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

  • Appello dei Veterinari di tutta Europa: vaccinateci!

    Riceviamo e pubblichiamo il comunicato diramato dall’Associazione Nazionale dei Medici Veterinari Italiani 

    ANMVI: I Medici Veterinari sono una barriera sanitaria. Vaccinarli è una priorità di sanità pubblica che nessun piano può trascurare

    (Cremona 1 febbraio 2021) – I Veterinari di tutta Europa stanno sollecitando le autorità nazionali ed europee ad includerli fra le categorie prioritarie da vaccinare contro il virus SARS CoV-2. ANMVI aderisce all’appello internazionale lanciato oggi dalla Federazione dei Veterinari Europei (FVE).

    Perché vaccinare i veterinari – Vanno protette le attività essenziali esercitate dalla Veterinaria, ovvero:

    – supporto diretto alle aziende zootecniche e alimentari;

    – continuità di approvvigionamento alimentare sicuro e sufficiente;

    – attività nei macelli e degli stabilimenti di trasformazione, riconosciuti come “hotspot” COVID, cioè particolarmente vulnerabili;

    – garanzia di salute e il benessere degli animali da compagnia che svolgono un ruolo importante nel sostenere il benessere fisico e mentale dei loro proprietari durante la pandemia.

    Esposizione critica- La FVE evidenzia che la professione veterinaria ha messo in atto importanti misure di gestione del rischio durante la pandemia (distanza fisica dai clienti, protezione dello staff, ecc.) ma anche la difficoltà che l’adozione di queste precauzioni può comportare nello svolgimento di attività pratiche (come maneggiare animali ed eseguire procedure mediche) e l’esposizione potenziale a persone infette, “nonché ad alcune specie animali che sappiamo possono essere infettate da COVID”- avverte la FVE.

    Vaccini e ricerca grazie a Veterinari– I laboratori veterinari eseguono i test COVID, i veterinari fanno parte dei comitati consultivi COVID dell’UE e di alcuni Paesi, fanno anche parte della missione dell’OMS in Cina per investigare sull’origine della pandemia.  I veterinari sono fondamentali per la ricerca, lo sviluppo e la fornitura di medicinali e vaccini, compresi i vaccini contro COVID-19- fa notare la FVE. Molte delle principali aziende che hanno un vaccino COVID sul mercato sono guidate da veterinari.

    Condividendo l’iniziativa, l’ANMVI torna a sollecitare le autorità nazionali, il Ministro della Salute Roberto Speranza, il Presidente delle Regioni Stefano Bonaccini e il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro, che nei giorni scorsi aveva promesso il proprio interessamento, in risposta ad una lettera del Presidente ANMVI Marco Melosi. I Medici Veterinari, non va dimenticato, sono una barriera sanitaria tra Animali e Persone che impedisce la trasmissione di malattie.

    Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

  • Covid-19, Anmvi a Diego Fusaro: non conosce il contributo delle scienze veterinarie

    Riportiamo di seguito un comunicato dell’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani)

    (Cremona 31 agosto 2020) –  Non si stupisca il filosofo Diego Fusaro se a parlare di coronavirus sono anche i Medici Veterinari. Si tratta di una variegata famiglia di virus, ben nota alla virologia veterinaria, di cui il Sars Cov-2 non è che l’ultimo in ordine di scoperta.

    Nel “florilegio” di interventi sulla pandemia – deprecato dal filosofo, ma al quale non si sottrae nemmeno lo stesso Fusaro – i Medici Veterinari sarebbero fra i più titolati ad intervenire e invece sono i meno interpellati. La virologa veterinaria Ilaria Capua resta un’eccezione.

    Eppure, alla prevenzione del contagio interumano da Sars Cov-2 contribuiscono vari laboratori veterinari (tamponi e sieri alle persone). Inoltre, agli studi sul nuovo coronavirus concorrono ricercatori e liberi professionisti Veterinari, con risultati che hanno accresciuto le conoscenze e che sono stati propedeutici allo sviluppo del vaccino anti-Covid.

    Le Scienze Veterinarie meritano la “S” maiuscola malgrado il Diego Fusaro non paia conoscerne il contributo, dal momento che ironizza sul fatto che parlino di Covid-19 “perfino veterinari”, dove l’uso del corsivo enfatizza una caduta di stile.

    Questa la replica a quanto pubblicato su radioradio.it sotto il titolo “Riorganizzare la vita di tutti”: le misteriose parole di Ilaria Capua nascondono l’intento del regime terapeutico” a firma di Diego Fusaro.

    Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

  • ANMVI: dalla politica sensibilità debole

    (Cremona 25 agosto 2020)- Mentre il mondo celebra la Giornata Mondiale del Cane (domani 26 agosto), l’Associazione Nazionale dei Medici Veterinari Italiani ricorda che in Italia le cure veterinarie sugli animali da compagnia sono colpite dall’aliquota d’imposta più elevata che sia mai esistita (IVA al  22%). Come se la salute del pet fosse un bene superfluo o di lusso.

    Un autentico paradosso, al quale si deve aggiungere che l’IVA non si applica alle cure sanitarie rivolte alla persona, ma a quelle destinate agli animali sì. “Con buona pace del principio “Una Salute” (One Health)– fa notare il Presidente dell’ANMVI Marco Melosi. A raccomadare questo principio sono ormai tutte autorità sanitarie globali, “da quando la pandemia ha reso il mondo finalmente più consapevole dell’interdipendenza fra la salute degli animali e quella delle persone”.

    “Da tempo l’Associazione che presiedo chiede al Governo e al Parlamento che sulle prestazioni veterinarie e sui prodotti alimentari per animali da compagnia si applichi l’aliquota IVA agevolata, la stessa dei medicinali veterinari- spiega Marco Melosi. “Ci affiancano in questa battaglia le maggiori sigle veterinarie italiane e le industrie del settore. Anche la politica non è rimasta indifferente, ma non è andata oltre qualche debole atto di indirizzo”.

    “E’ corretto ricordare che le spese veterinarie sono detraibili, ma anche che lo sono in misura irrisoria- prosegue il Presidente dell’ANMVI- ricordando che si tratta di un beneficio di “70 euro netti all’anno vanificati dall’IVA. Insomma, il Fisco si riprende quel che dà”– spiega. E così che si mortifica il possesso responsabile, un principio di civiltà che molti proprietari di cani e gatti (il 40% delle famiglie italiane) portano avanti sotto il peso di un carico fiscale “non più giustificabile“- fa notare Melosi.

    In Italia, nonostante un Codice fra i più tutelanti del mondo e nonostante il principio della senzienza animale (la facoltà di provare patimento fisico e psichico) dei Trattati europei,  l’importanza delle cure veterinarie non si è ancora pienamente consolidata nell’ordinamento giuridico nazionale.

    Fa eccezione la giurisprudenza, con una sentenza della Cassazione che ha equiparato la negazione delle cure veterinarie al maltrattamento animale. “Vedremmo allora di buon grado un adeguamento delle nostre leggi a questo principio- conclude Melosi-  rovesciandolo però in chiave premiante, incentivando cioè le cure veterinarie con la riforma permanente e strutturale del loro trattamento fiscale, specie in questo periodo di straordinaria crisi economica”.

    Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

  • Il cliente a distanza: incognite e responsabilità

    Con il webinar “Dottore le mando un whatsapp”, l’ANMVI propone per la prima volta il tema della responsabilità professionale nella relazione a distanza con il cliente. Un argomento di attualità, ma non così nuovo come potrebbe sembrare a prima vista. Con l’Avvocato Daria Scarciglia saranno affrontate le incognite e i risvolti legali della relazione, con discussione di casi pratici accaduti durante il lockdown e in tempi di ordinaria gestione professionale. Streaming e chat in diretta – giovedì mattina 30 luglio – sulla piattaforma live di EV.

  • Salute animale: nuova raccomandazione dell’OIE ai governi: rafforzate i vostri sistemi veterinari

    (Cremona, 22 luglio 2020) – Oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (OIE) ha nuovamente raccomandato ai Governi di tutto il mondo di rafforzare i propri sistemi veterinari per contenere l’impatto delle malattie animali nel contesto pandemico globale. “L’Italia sta rispondendo con un DEF, il primo dopo l’emergenza Covid-19, che prevede il rafforzamento della Veterinaria italiana– dichiara il Presidente dell’ANMVI Marco Melosi. “Apprezziamo anche le parole del Ministro della Salute, che per la prima volta non ha delegato la salute animale spiegando di considerarla “un pezzo essenziale del nostro futuro”.

    Dopo Covid-19 è cresciuta in Italia la consapevolezza sull’importanza del controllo delle malattie animali. Ma non basta. L’ANMVI ricorda che in Italia, il 73% dei Medici Veterinari esercita in regime di libera professione. “Questo vuol dire – aggiunge Melosi- che le cure degli animali da compagnia e degli animali allevati in zootecnia, dipendono da risorse economiche private. Ecco perché bisogna intervenire sul fisco, alleggerendo il carico d’Imposta che pesa sui proprietari di animali e quindi sui bisogni di salute degli animali stessi”– afferma.

    L’Associazione ha firmato una lettera aperta al Governo e al Parlamento- insieme ad altre sigle veterinarie e alle imprese della salute e dell’alimentazione animale- per chiedere l’IVA unica agevolata al 10% su prestazioni veterinarie e alimenti per animali da compagnia al pari dei medicinali veterinari.

    Testo integrale della lettera aperta

    Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

  • Ricetta veterinaria obbligatoria per arginare il commercio illecito dei farmaci

    Durante il lungo periodo della chiusura giocoforza moltissime persone,in più del solito, si sono rivolte agli acquisti on line e, come purtroppo accade spesso, sono aumentate le truffe e gli illeciti.

    Il presidente dell’Anmvi, dottor Marco Melosi, si è recentemente rivolto al Ministero della Salute chiedendo un intervento urgente, quali l’applicazione delle misure che sono già allo studio ma che non sono ancora divenute esecutive, per arginare ed impedire il commercio illecito di farmaci veterinari. La vendita di farmaci veterinari senza adeguata prescrizione non è solo pericolosa in sé ma oltre a essere un illecito, consentendo guadagni esenti da ogni tassazione, è ulteriormente pericolosa perché molto spesso sono  venduti farmaci illegali o farmaci che, non utilizzati correttamente, possono portare a gravi conseguenze. Preoccupa inoltre che siano tornati attivi siti commerciali che erano già stati oscurati nel passato, il che dimostra la mancanza di controlli adeguati su quanto viaggia sulla rete.

    La ricetta veterinaria, ricorda il presidente, è un atto sanitario ed eludere la ricetta non è solo una violazione ma può portare a conseguenze nocive, non solo per l’animale che si deve curare. Infatti Il problema diventa particolarmente rilevante quando si tratta di medicinali per animali d’allevamento, l’utilizzo, ad esempio, di eccessivi antibiotici, sia per gli animali da latte che da carne, comporta conseguenze negative anche per la salute e per  l’alimentazione delle persone. Inoltre spesso i medicinali venduti in rete, senza i debiti controlli, sono contraffatti, come è già più volte avvenuto per i farmaci per gli umani. Dietro la vendita illegale o di prodotti contraffatti vi è un enorme giro di denaro che arricchisce le associazioni criminali. Il governo ha voluto la tracciabilità dei farmaci veterinari tramite l’obbligo della ricetta veterinaria proprio per la tutela della salute degli animali e degli uomini ed i medici veterinari si sono sobbarcati questo incarico. La loro disponibilità e attenzione non può oggi essere vanificata dalla mancanza di controllo dei siti commerciali.

    Aggiungiamo, assumendocene la responsabilità, che ci siamo, anche come clienti, assoggettati a questa regola anche quando, in certi casi, per gli animali da compagnia, non sarebbe stata così indispensabile proprio perché crediamo nella necessità di identificare e tutelare ogni ruolo rivolto alla salvaguardia del benessere animale ed i veterinari si sono sobbarcati questo ulteriore sforzo di organizzazione che ha consentito, durante la chiusura, di poter usufruire direttamente in farmacia della ricetta veterinaria. Tollerare perciò che vi siano ancora tanti modi per eludere la legge e mettere in pericolo la salute è inaccettabile,  i medicinali devono essere tracciabili e si deve essere in grado di  contrastare tutte le pratiche illecite.

     

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