veterinari

  • Humane Society International rimborsa cure veterinarie fino a 250 euro per animale al seguito di rifugiati ucraini

    Humane Society International, insieme a FVE e FECAVA, lancia un programma paneuropeo: contributo finanziario alle cure veterinarie di animali al seguito di rifugiati ucraini.
    Fino al 21 maggio sarà attivo il programma Humane Society International Vets For Ukrainian Pets Care Scheme, con l’obiettivo di offrire un livello minimo di assistenza veterinaria agli animali da compagnia al seguito dei proprietari che hanno lasciato l’Ucraina. Il progetto è paneuropeo e chiama a raccolta i Veterinari di tutti i Paesi Europei (qui il link per i Medici Veterinari che intendono aderire dall’Italia) per offrire assistenza agli animali giunti nel loro Paese. Possono aderire singoli Medici Veterinari oppure strutture veterinarie singole o in gruppo.
    Rimborso fino a 250 euro per animale– Il progetto (Scheme) si applica a tutti gli animali da compagnia, inclusi conigli, porcellini d’India, furetti, cavalli e altri animali domestici.
    Fatte salve le limitazioni di budget, i fondi raccolti da Human Society International (HSI), fino al 21 maggio prossimo copriranno i costi delle cure veterinarie fino a un valore massimo di 250 euro per animale.
    Tetto di cinque rimborsi per Veterinario– Ogni singolo Veterinario può presentare fino a cinque richieste di rimborso. Le prestazioni rimborsate consistono principalmente nelle procedure di certificazione/legalizzazione dell’animale nel Paese di accoglienza se queste spese non sono rese gratuitamente da governo nazionale. Ciò può includere la vaccinazione antirabbica, il test dell’antirabbica, l’inoculazione del microchip e la registrazione dell’animale con rilascio della prevista documentazione ufficiale.
    Vaccinazioni e trattamenti antiparassitari- Nel budget sono comprese anche alcune prestazioni di prevenzione di base: vaccinazioni standard, trattamenti antiparassitari per assicurare un livello di protezione di base, anche nei confronti di  malattie eventualmente più diffuse in un dato territorio nazionale o regionale.
    Farmaci veterinari (fornitura fino a 4 mesi) –  Nei rimborsi sono compresi i costi di qualsiasi farmaco prescritto da un veterinario per trattamenti di durata fino a 4 mesi. Il rimborso è principalmente in favore di animali che hanno interrotto i trattamenti o affetti da patologie croniche, per le quali i proprietari hanno esaurito la scorte o non hanno potuto portarle con sè durante l’evacuazione.
    Condizioni acute e di breve durata– Vengono rimborsati anche i trattamenti necessari per condizioni acute quando la prognosi dopo il trattamento sia buona. Ad esempio per il trattamento di ferite, otite esterna o per l’attenuazione del dolore.
    Evitare spese al proprietario– La decisione di curare un paziente è “interamente a discrezione del singolo Veterinario”. Human Society International consiglia di considerare l’inopportunità di addossare al proprietario costi futuri impossibile da sostenere.
    E se il costo del trattamento supera il limite di 250 euro?  Humane Society International contribuisce finanziariamente ad uno sforzo collettivo a cui tutti sono chiamati. Molti Medici Veterinari si stanno già offrendo gratuitamente per fornire assistenza ai rifugiati ucraini, laddove manchino forme di aiuto da parte delle autorità nazionali- disponibili a coprire la spesa- o donazioni liberali sufficienti.
    In generale, HSI chiede che il voucher di 250 euro non sia utilizzato nell’ambito di un servizio a tariffa intera. “L’obiettivo è fornire assistenza al maggior numero possibile di animali e i budget sono limitati”. Si tratta inoltre di una forma di supporto contingente, applicabile alla situazione di emergenza e non in via permanente.
    Come essere sicuri che l’animale domestico appartiene a rifugiato ucraino– La guerra ha improvvisamente movimentato milioni di persone dall’Ucraina spesso prive di documenti. Se disponibile, il veterinario può verificare il passaporto del proprietario e dell’animale e la documentazione del passaggio di frontiera. “Ove non disponibile, ti chiediamo di esercitare il tuo miglior giudizio”- dicono da HSI.
    In ogni caso, il Veterinario sarà tenuto nel processo di verifica del pagamento a certificare che, per quanto ha potuto riscontrare si tratta di animali domestici di rifugiati ucraini.
    Le richieste di rimborso da parte del veterinario vengono presentate tramite il portale online: www.vetsforukraine.com. Ogni veterinario risponde delle proprie prestazioni. HSI non è responsabile. La rimborsabilità delle spese presentate dal veterinario segue unicamente le regole e i limiti di budget dello Scheme. I tempi di rimborso possono variare da 4 a 8 settimane.

    Fonte: AnmviOggi

  • L’appello dei veterinari ucraini ai colleghi

    I veterinari rimasti in Ucraina per salvare gli animali chiedono un aiuto, chi può sia loro una mano, anche poco è utile

    Vladlen Ushakov, Presidente di USAVA la Società dei Veterinari ucraini per animali da compagnia, rivolge un appello via Facebook: “Collega, aiuta un veterinario!”. Le coordinate bancarie per inviare aiuti finanziari sono state comunicate nei giorni scorsi da Wsava, per donazioni tramite bonifico internazionale. ANMVI mette a disposizione anche le proprie coordinate bancarie per agevolare le donazioni, via bonifico ordinario, da riversare poi a Usava.

    “Siamo grati ai nostri vicini della Polonia, che ci hanno teso una mano su tutti i fronti. Siamo grati ai nostri colleghi degli Stati baltici per il loro grande cuore e la loro disponibilità ad aiutare. Siamo molto grati ai colleghi di Bulgaria, Romania, Slovacchia e Irlanda che hanno risposto. Abbiamo iniziato a fare una lista di colleghi che sono pronti ad aiutare”. E inoltre: “Siamo molto grati al laboratorio Labokli, che ha generosamente accettato di eseguire gratuitamente i titoli anticorpali contro la rabbia per gli animali provenienti dall’Ucraina.“La decisione della Commissione Europea- dicono – ha salvato migliaia di vite animali”.

    Versamenti sul c/c di USAVA
    Nome del Beneficiario
    Ukrainian Small Animal Veterinary Association
    Indirizzo: Genuezska str.24 a, Odessa, 65009, Ukraine
    Coordinate bancarie: UA173282090000026008010048132
    Banca BANK PIVDENNYI – Odessa, Ukraine
    SWIFT code: PIVDUA22
    Causale: USAVA

    Donazione via ANMVI
    Coordinate Bancarie intestate a: ANMVI Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani
    IBAN: IT77P0623011419000043988583
    BIC: CRPPIT2P219
    Causale: Pro Veterinari Ucraina

    Collaborazioni con strutture veterinarie all’estero– Se ciascuna delle associazioni potesse inviarci elenchi di cliniche in cui i rifugiati e i loro pazienti possono essere inviati per il primo soccorso, l’esame clinico e la determinazione del titolo anticorpale della rabbia, questo sarebbe un grande supporto per noi”. Non mancano i commenti di Colleghi che invitano il Presidente Usava a lasciare il Paese. In chiusura le coordinate bancarie: “Saremo grati per le donazioni finanziarie”. Dal Paese stanno fuggendo anche studenti e ricercatori universitari.
    Appello alla Fve e alla Wsava- Il Presidente Ushakov -che è anche rappresentante di Usava nella Wsava- ha sottoscritto una lettera per chiedere “di escludere ufficialmente la Russia in quanto Paese aggressore dalle comunità veterinarie europee e mondiali Wsava e Fecava”. La lettera è firmata da Natalia Ignatenko, collega rappresentante dell’Ucraina alla Fecava.

    “Proprio come con la seconda guerra mondiale- affermano- si sta scrivendo una insanguinata della storia mondiale. La notte tra il 23 e il 24 febbraio 2022 è stata l’inizio del più grande spargimento di sangue nella nostra Patria, invasa dalla Russia. È impossibile pensare che questo sta accadendo nel 21° secolo. Il nostro popolo ora sta lottando per ogni centimetro della sua terra e speriamo che europei e colleghi di tutto il mondo siano dalla nostra parte”.
    “Stiamo lavorando”– La Società dei Veterinari ucraini per animali da compagnia si trova a Odessa e posta immagini di lavoro, di visite e di chirurgie. I Colleghi offrono notizie su quanto accade. Inizia a mancare pet food, in particolare le diete speciali per cani e gatti con patologie, dicono, perché molti negozi di animali e prodotti veterinari sono fuori attività. Un sito web elenca i negozi rimasti operativi. Ushenko ringrazia le aziende del pet food che hanno già offerto cibo gratuito nei rifugi ucraini. “A Kiev, un gran numero di animali rimane nei rifugi e non possono andarsene.

    Vets for peace, donazioni ai Veterinari ucraini
    Vets for Ukraine, tutte le iniziative in un unico sito

    Pagina Facebook di USAVA

    Fonte: AnmviOggi

  • Il Consorzio Parmigiano Reggiano cambi lo slogan sul Veterinario

    (Cremona, 22 novembre 2021)  – “Comprendiamo il messaggio di salute e benessere animale che il Consorzio Parmigiano Reggiano vuole dare ai consumatori e lo sottoscriviamo. Ma come Medici Veterinari non accettiamo uno slogan che dica che si può fare a meno di noi, semplicemente perché non è vero”.

    Il Presidente dell’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) Marco Melosi, si riferisce al testo che compare on line, sul sito dove è in corso una campagna mediatica sul “miglior formaggio al mondo”, nella quale troneggia la frase  Nelle nostre stalle non serve il veterinario.  Uno slogan di tutta evidenza fallace: l’ANMVI ricorda che dal 21 aprile di quest’anno i regolamenti europei di sanità animale prevedono l’obbligo di visite veterinarie in allevamento.

    “Come primi attori, per legge e competenza della sanità animale e della sicurezza alimentare– afferma Melosi- chiediamo che la frase venga rimossa o sostituita con un messaggio più aderente al ruolo veterinario nella produzione primaria della filiera lattiero casearia”.

    L’applicazione di norme cogenti sui trattamenti veterinari e sul benessere animale dipende dai Medici Veterinari. Nessun prodotto di origine animale può chiamarsi fuori dall’impostazione che l’Unione Europea e il nostro Paese hanno dato alla sanità animale- conclude l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani.

    Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani

  • Iva agevolata su spese veterinarie e alimentazione animale

    La riforma delle aliquote è nell’agenda di Palazzo Chigi e della Commissione Europea. Anche il Premier è un pet owner.

    (Cremona 7 ottobre 2021) – “Siamo fiduciosi che il Presidente del Consiglio Mario Draghi riesca a spostare la nostra IVA in fascia agevolata. Può essere davvero la volta buona”. Lo dichiara Marco Melosi, Presidente dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI).

    Questo perché anche Mario Draghi possiede un cane? “Perché questo è il momento storico più favorevole- spiega Melosi- e perché sulle aliquote si muovono contemporaneamente sia il Governo Draghi che la Commissione Europea”.
    Da sempre i Medici Veterinari italiani chiedono l’aliquota agevolata (al 10%) sulle cure veterinarie e sugli alimenti per gli animali da compagnia (oggi su entrambi grava l’IVA del 22%). Adesso che l’Unione Europea e il Governo Draghi hanno avviato la revisione delle aliquote, si aprono nuove prospettive per una fiscalità più proporzionata ed equa.
    Essendo a sua volta proprietario di un cane, un bracco ungherese, il Presidente Draghi sarà più sensibile alla causa di milioni di proprietari? “I proprietari italiani conoscono ormai bene il concetto one health, sanno che curare gli animali è curare le persone. E sanno anche che alimentarsi è un bisogno primario anche per gli animali da compagnia, sia nelle case che nei rifugi. Lo ribadisco, l’ANMVI crede in questo contesto storico straordinario” – chiosa Melosi.

    Restano valide e attuali le argomentazioni della lettera aperta firmata nel 2020 da numerose sigle promotrici di un allineamento definitivo, al ribasso, delle aliquote IVA applicate al settore della salute e del benessere animale. Nel 2021 le stesse ragioni sono avvalorate dalla concomitante riforma europea delle aliquote alla quale si aggancerà la riforma fiscale italiana.

    Fonte: Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani

  • Rischiano il divieto gli antibiotici salva vita per gli animali

    (Cremona, 30 agosto 2021) – Gli animali rischiano di essere privati di terapie salva vita. L’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) lancia oggi una petizione per chiedere agli eurodeputati di votare no al bando di antimicrobici essenziali alle cure veterinarie.

    A metà settembre, la plenaria di Strasburgo voterà un aut aut: bandire gli antimicrobici salva vita per tutte le specie animali oppure salvare le terapie veterinarie antimicrobiche.

    L’ANMVI chiede di salvarle votando no ad una mozione (cd. Mozione Hausling) che restringe radicalmente l’accesso alle terapie antimicrobiche, fino a negare all’uso veterinario gli antibiotici essenziali per la cura di infezioni gravi e potenzialmente letali per gli animali da compagnia e per quelli allevati a scopo alimentare.

    Un errore di valutazione legislativa è già stato commesso a luglio: se l’Europarlamento confermerà l’improvvido orientamento espresso dal Comitato ENVI (Committee on the Environment, Public Health and Food Safety) i casi più gravi di infezioni batteriche negli animali resteranno del tutto privi di medicinali. Purtroppo l’errore di valutazione è stato compiuto anche da alcuni eurodeputati italiani.

    Tutta la veterinaria europea si sta mobilitando contro la mozione Hausling ritenendola antiscientifica e controproducente anche per la lotta all’antimicrobico-resistenza.

    Fonte: Comunicato stampa ANMVI

  • Gli animali da compagnia provenienti da Paesi Terzi soppressi? L’UE non conosce i dati esatti

    Gli eurodeputati Olivier Chastel e Frédérique Ries hanno chiesto alla Commissione Europea i dati sul numero di animali da compagnia provenienti da Paesi Terzi soppressi ai sensi del Regolamento europeo sui movimenti a carattere non commerciale degli animali da compagnia (articolo 35 del Reg CE n.576/2013).
    Il regolamento prevede che siano eseguiti controlli documentali sui movimenti di pets da un paese extra UE. I controlli devono accertare la conformità della movimentazione alle regole dell’UE, anche mettendo l’animale da compagnia a disposizione delle autorità compenti qualora richiesto.  In caso di non conformità, l’animale in questione può essere rispedito nel Paese di provenienza, oppure isolato per accertamenti sanitari o di identificazione, oppure essere soppresso.
    Il regolamento infatti stabilisce che “in ultima istanza, qualora non sia possibile rispedirlo o l’iso­lamento non sia praticabile” il veterinario ufficiale, previa consultazione con il proprietario e se necessario può “sopprimere l’animale da compa­gnia in conformità delle norme nazionali applicabili in ma­teria di protezione degli animali da compagnia durante l’ab­battimento”.
    I due deputati belgi hanno anche chiesto in che misura venga consultato il proprietario dell’animale e in che modo la Commissione garantisca che la soppressione sia davvero l’ultima opzione.
    La Commissaria europea alla salute Stella Kyriakides, nella sua risposta, ha fatto sapere che la Commissione non dispone di dati in proposito e che gli Stati Membri non sono tenuti a trasmetterli. Il diritto europeo prevede che “ove necessario, l’autorità competente si consulti con il proprietario o con la persona autorizzata sulle misure da adottare quando dai controlli emergono non conformità” (articolo 35 del regolamento (CE) n. 576/2013). Anche “la portata di questa consultazione dipende dall’autorità competente”, alla quale spetta” decidere quando l’opzione di sopprimere l’animale è l’estrema misura applicabile”.

    Fonte: @anmvioggi

  • Parlamento UE: a rischio l’uso di antibiotici “salva vita” per gli animali

    Riceviamo e pubblichiamo una nota dell’ANMVI – Associazione Italiana Medici Veterinari

    Anche le eurodeputate Simona Bonafè, Alessandra Moretti e Eleonora Evi hanno sostenuto una mozione priva di evidenze scientifiche

    (Cremona, 14 luglio 2021) – Delusione e sconcerto anche fra i Medici Veterinari italiani per il voto di ieri in Commissione ENVI (Salute e Ambiente) del Parlamento Europeo: anche con il foto favorevole di tre eurodeputate italiane (Bonafè, Moretti, Evi) è  stata approvata una mozione (cd mozione Hausling) che punta a negare i trattamenti antibiotici per le infezioni gravi e potenzialmente letali negli animali, sia degli allevamenti che da compagnia.

    Tutta la Veterinaria Europea aveva raccomandato agli eurodeputati della Commissione ENVI di non sostenere la mozione dell’eurodeputato tedesco Hausling perché del tutto priva di basi scientifiche e viziata da grossolani errori di valutazione del rischio.  L’ANMVI si era appellata agli eurodeputati italiani facendo presente la gravità della posta in gioco.

    Il risultato del voto di ieri è invece l’azzeramento della posizione della Commissione Europea che individuava- con fondatezza scientifica e principio one health-  i casi in cui riservare gli antimicrobici prioritari alle cure umane, senza però negare agli animali la possibilità di essere trattati con gli antimicrobici “essenziali” per la loro salute e per la loro stessa salvezza.

    ANMVI ringrazia gli eurodeputati che invece hanno respinto la mozione Hausling:  Fulvio Martuscello, Simona Baldassarre, Marco Dreosto, Silvia Sardone, Annalisa Tardino, Sergio Berlato, Pietro Fiocchi, Giuseppe Milazzo. Purtroppo i loro voti non sono bastati. L’auspicio è che la plenaria dell’Europarlamento rimedi ad una clamorosa negazione del Trattato di Lisbona per il quale gli animali sono “esseri senzienti”.

    ANMVI ringrazia gli eurodeputati che invece hanno respinto la mozione Hausling:  Fulvio Martuscello, Simona Baldassarre, Marco Dreosto, Silvia Sardone, Annalisa Tardino, Sergio Berlato, Pietro Fiocchi, Giuseppe Milazzo. Purtroppo i loro voti non sono bastati. L’auspicio è che la plenaria dell’Europarlamento rimedi ad una clamorosa negazione del Trattato di Lisbona per il quale gli animali sono “esseri senzienti”.

    Fonte: Ufficio stampa ANMVI

  • Decreto Speranza, ANMVI conferma giudizio critico

    (Cremona, 24 maggio 2021) – Non basterà la parità del principio attivo per poter prescrivere il medicinale ad uso umano che costa meno. Basta leggere sulla Gazzetta Ufficiale del 21 maggio il decreto del Ministro Roberto Speranza “Uso in deroga di medicinali per uso umano per animali non destinati alla produzione di alimenti”.

    Il decreto costringe il medico veterinario ad uno slalom prescrittivo fra paletti, limitazioni e divieti che di fatto vanificano il principio della “miglior convenienza economica dell’acquirente”. Infatti, a parità di principio attivo – fra medicinale veterinario e medicinale ad uso umano – quest’ultimo potrà essere prescritto solamente in presenza di ulteriori pre-condizioni come ad esempio la circostanza che l’uso del medicinale veterinario sia rischioso o controindicato per l’animale in cura.

    Dietro l’annuncio del risparmio economico si nascondono forti limitazioni di accesso al medicinale ad uso umano. Non solo perché l’AIFA potrà precluderlo alla prescrizione veterinaria (una novità assoluta) ma anche perché vengono vietate all’impiego veterinario alcune classi di medicinali antibiotici ad uso umano.

    Quanto agli antibiotici non vietati, si impone al Medico Veterinario l’obbligo del test di sensibilità, una verifica che può richiedere fino a sette giorni e che rischia di ritardare il trattamento di infezioni gravi negli animali da compagnia. Per questo, la Veterinaria europea chiede di sviluppare test rapidi.

    L’ANMVI aveva proposto al Ministero della Salute di individuare forme di risparmio all’interno del settore veterinario, ad esempio sviluppando il mercato dei medicinali veterinari generici, come previsto dal regolamento europeo sui medicinali veterinari che entrerà in vigore il 28 gennaio 2022.

    Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

  • Decreto Speranza riduce le opzioni terapeutiche negli animali da compagnia

    AIFA elencherà i medicinali ad uso umano vietati negli animali; ridotti anche gli usi in deroga consentiti dal Ministero della Salute dal 2011. ANMVI pronta a difendere in tutte le sedi i Medici Veterinari

    (Cremona 16 aprile 2021) – Le bozze del decreto annunciato due giorni fa contraddicono le dichiarazioni del Ministro: anziché ampliare l’accesso alle terapie medicinali per gli animali da compagnia, le riducono fortemente.

    In particolare:

    – AIFA elencherà i medicinali ad uso umano che saranno vietati ai Medici Veterinari, con un’ampia discrezionalità e non solo in relazione agli antimicrobici critici.

    – il decreto cancella alcune opzioni di accesso ai medicinali per uso umano che il Ministero della Salute aveva opportunamente consentito nel 2011;

    Un decreto di facciata, dunque, che dà solo apparentemente l’accesso ad un più ampio ventaglio di terapie, salvo impedirle nell’articolo successivo.

    Un pasticcio legislativo inevitabile, stante le basi antigiuridiche delle sue premesse. Un articolato confuso, contradditorio, incomprensibile. E del tutto peggiorativo delle possibilità di cura degli animali da compagnia che oggi sono a disposizione dei Medici Veterinari.

    Se le bozze saranno confermate l’ANMVI metterà a disposizione il proprio ufficio legale a tutela, civile e penale, della titolarità prescrittiva dei Medici Veterinari.

    Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

  • Appello dei Veterinari di tutta Europa: vaccinateci!

    Riceviamo e pubblichiamo il comunicato diramato dall’Associazione Nazionale dei Medici Veterinari Italiani 

    ANMVI: I Medici Veterinari sono una barriera sanitaria. Vaccinarli è una priorità di sanità pubblica che nessun piano può trascurare

    (Cremona 1 febbraio 2021) – I Veterinari di tutta Europa stanno sollecitando le autorità nazionali ed europee ad includerli fra le categorie prioritarie da vaccinare contro il virus SARS CoV-2. ANMVI aderisce all’appello internazionale lanciato oggi dalla Federazione dei Veterinari Europei (FVE).

    Perché vaccinare i veterinari – Vanno protette le attività essenziali esercitate dalla Veterinaria, ovvero:

    – supporto diretto alle aziende zootecniche e alimentari;

    – continuità di approvvigionamento alimentare sicuro e sufficiente;

    – attività nei macelli e degli stabilimenti di trasformazione, riconosciuti come “hotspot” COVID, cioè particolarmente vulnerabili;

    – garanzia di salute e il benessere degli animali da compagnia che svolgono un ruolo importante nel sostenere il benessere fisico e mentale dei loro proprietari durante la pandemia.

    Esposizione critica- La FVE evidenzia che la professione veterinaria ha messo in atto importanti misure di gestione del rischio durante la pandemia (distanza fisica dai clienti, protezione dello staff, ecc.) ma anche la difficoltà che l’adozione di queste precauzioni può comportare nello svolgimento di attività pratiche (come maneggiare animali ed eseguire procedure mediche) e l’esposizione potenziale a persone infette, “nonché ad alcune specie animali che sappiamo possono essere infettate da COVID”- avverte la FVE.

    Vaccini e ricerca grazie a Veterinari– I laboratori veterinari eseguono i test COVID, i veterinari fanno parte dei comitati consultivi COVID dell’UE e di alcuni Paesi, fanno anche parte della missione dell’OMS in Cina per investigare sull’origine della pandemia.  I veterinari sono fondamentali per la ricerca, lo sviluppo e la fornitura di medicinali e vaccini, compresi i vaccini contro COVID-19- fa notare la FVE. Molte delle principali aziende che hanno un vaccino COVID sul mercato sono guidate da veterinari.

    Condividendo l’iniziativa, l’ANMVI torna a sollecitare le autorità nazionali, il Ministro della Salute Roberto Speranza, il Presidente delle Regioni Stefano Bonaccini e il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro, che nei giorni scorsi aveva promesso il proprio interessamento, in risposta ad una lettera del Presidente ANMVI Marco Melosi. I Medici Veterinari, non va dimenticato, sono una barriera sanitaria tra Animali e Persone che impedisce la trasmissione di malattie.

    Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

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