veterinari

  • Covid-19, Anmvi a Diego Fusaro: non conosce il contributo delle scienze veterinarie

    Riportiamo di seguito un comunicato dell’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani)

    (Cremona 31 agosto 2020) –  Non si stupisca il filosofo Diego Fusaro se a parlare di coronavirus sono anche i Medici Veterinari. Si tratta di una variegata famiglia di virus, ben nota alla virologia veterinaria, di cui il Sars Cov-2 non è che l’ultimo in ordine di scoperta.

    Nel “florilegio” di interventi sulla pandemia – deprecato dal filosofo, ma al quale non si sottrae nemmeno lo stesso Fusaro – i Medici Veterinari sarebbero fra i più titolati ad intervenire e invece sono i meno interpellati. La virologa veterinaria Ilaria Capua resta un’eccezione.

    Eppure, alla prevenzione del contagio interumano da Sars Cov-2 contribuiscono vari laboratori veterinari (tamponi e sieri alle persone). Inoltre, agli studi sul nuovo coronavirus concorrono ricercatori e liberi professionisti Veterinari, con risultati che hanno accresciuto le conoscenze e che sono stati propedeutici allo sviluppo del vaccino anti-Covid.

    Le Scienze Veterinarie meritano la “S” maiuscola malgrado il Diego Fusaro non paia conoscerne il contributo, dal momento che ironizza sul fatto che parlino di Covid-19 “perfino veterinari”, dove l’uso del corsivo enfatizza una caduta di stile.

    Questa la replica a quanto pubblicato su radioradio.it sotto il titolo “Riorganizzare la vita di tutti”: le misteriose parole di Ilaria Capua nascondono l’intento del regime terapeutico” a firma di Diego Fusaro.

    Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

  • ANMVI: dalla politica sensibilità debole

    (Cremona 25 agosto 2020)- Mentre il mondo celebra la Giornata Mondiale del Cane (domani 26 agosto), l’Associazione Nazionale dei Medici Veterinari Italiani ricorda che in Italia le cure veterinarie sugli animali da compagnia sono colpite dall’aliquota d’imposta più elevata che sia mai esistita (IVA al  22%). Come se la salute del pet fosse un bene superfluo o di lusso.

    Un autentico paradosso, al quale si deve aggiungere che l’IVA non si applica alle cure sanitarie rivolte alla persona, ma a quelle destinate agli animali sì. “Con buona pace del principio “Una Salute” (One Health)– fa notare il Presidente dell’ANMVI Marco Melosi. A raccomadare questo principio sono ormai tutte autorità sanitarie globali, “da quando la pandemia ha reso il mondo finalmente più consapevole dell’interdipendenza fra la salute degli animali e quella delle persone”.

    “Da tempo l’Associazione che presiedo chiede al Governo e al Parlamento che sulle prestazioni veterinarie e sui prodotti alimentari per animali da compagnia si applichi l’aliquota IVA agevolata, la stessa dei medicinali veterinari- spiega Marco Melosi. “Ci affiancano in questa battaglia le maggiori sigle veterinarie italiane e le industrie del settore. Anche la politica non è rimasta indifferente, ma non è andata oltre qualche debole atto di indirizzo”.

    “E’ corretto ricordare che le spese veterinarie sono detraibili, ma anche che lo sono in misura irrisoria- prosegue il Presidente dell’ANMVI- ricordando che si tratta di un beneficio di “70 euro netti all’anno vanificati dall’IVA. Insomma, il Fisco si riprende quel che dà”– spiega. E così che si mortifica il possesso responsabile, un principio di civiltà che molti proprietari di cani e gatti (il 40% delle famiglie italiane) portano avanti sotto il peso di un carico fiscale “non più giustificabile“- fa notare Melosi.

    In Italia, nonostante un Codice fra i più tutelanti del mondo e nonostante il principio della senzienza animale (la facoltà di provare patimento fisico e psichico) dei Trattati europei,  l’importanza delle cure veterinarie non si è ancora pienamente consolidata nell’ordinamento giuridico nazionale.

    Fa eccezione la giurisprudenza, con una sentenza della Cassazione che ha equiparato la negazione delle cure veterinarie al maltrattamento animale. “Vedremmo allora di buon grado un adeguamento delle nostre leggi a questo principio- conclude Melosi-  rovesciandolo però in chiave premiante, incentivando cioè le cure veterinarie con la riforma permanente e strutturale del loro trattamento fiscale, specie in questo periodo di straordinaria crisi economica”.

    Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

  • Il cliente a distanza: incognite e responsabilità

    Con il webinar “Dottore le mando un whatsapp”, l’ANMVI propone per la prima volta il tema della responsabilità professionale nella relazione a distanza con il cliente. Un argomento di attualità, ma non così nuovo come potrebbe sembrare a prima vista. Con l’Avvocato Daria Scarciglia saranno affrontate le incognite e i risvolti legali della relazione, con discussione di casi pratici accaduti durante il lockdown e in tempi di ordinaria gestione professionale. Streaming e chat in diretta – giovedì mattina 30 luglio – sulla piattaforma live di EV.

  • Salute animale: nuova raccomandazione dell’OIE ai governi: rafforzate i vostri sistemi veterinari

    (Cremona, 22 luglio 2020) – Oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (OIE) ha nuovamente raccomandato ai Governi di tutto il mondo di rafforzare i propri sistemi veterinari per contenere l’impatto delle malattie animali nel contesto pandemico globale. “L’Italia sta rispondendo con un DEF, il primo dopo l’emergenza Covid-19, che prevede il rafforzamento della Veterinaria italiana– dichiara il Presidente dell’ANMVI Marco Melosi. “Apprezziamo anche le parole del Ministro della Salute, che per la prima volta non ha delegato la salute animale spiegando di considerarla “un pezzo essenziale del nostro futuro”.

    Dopo Covid-19 è cresciuta in Italia la consapevolezza sull’importanza del controllo delle malattie animali. Ma non basta. L’ANMVI ricorda che in Italia, il 73% dei Medici Veterinari esercita in regime di libera professione. “Questo vuol dire – aggiunge Melosi- che le cure degli animali da compagnia e degli animali allevati in zootecnia, dipendono da risorse economiche private. Ecco perché bisogna intervenire sul fisco, alleggerendo il carico d’Imposta che pesa sui proprietari di animali e quindi sui bisogni di salute degli animali stessi”– afferma.

    L’Associazione ha firmato una lettera aperta al Governo e al Parlamento- insieme ad altre sigle veterinarie e alle imprese della salute e dell’alimentazione animale- per chiedere l’IVA unica agevolata al 10% su prestazioni veterinarie e alimenti per animali da compagnia al pari dei medicinali veterinari.

    Testo integrale della lettera aperta

    Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

  • Ricetta veterinaria obbligatoria per arginare il commercio illecito dei farmaci

    Durante il lungo periodo della chiusura giocoforza moltissime persone,in più del solito, si sono rivolte agli acquisti on line e, come purtroppo accade spesso, sono aumentate le truffe e gli illeciti.

    Il presidente dell’Anmvi, dottor Marco Melosi, si è recentemente rivolto al Ministero della Salute chiedendo un intervento urgente, quali l’applicazione delle misure che sono già allo studio ma che non sono ancora divenute esecutive, per arginare ed impedire il commercio illecito di farmaci veterinari. La vendita di farmaci veterinari senza adeguata prescrizione non è solo pericolosa in sé ma oltre a essere un illecito, consentendo guadagni esenti da ogni tassazione, è ulteriormente pericolosa perché molto spesso sono  venduti farmaci illegali o farmaci che, non utilizzati correttamente, possono portare a gravi conseguenze. Preoccupa inoltre che siano tornati attivi siti commerciali che erano già stati oscurati nel passato, il che dimostra la mancanza di controlli adeguati su quanto viaggia sulla rete.

    La ricetta veterinaria, ricorda il presidente, è un atto sanitario ed eludere la ricetta non è solo una violazione ma può portare a conseguenze nocive, non solo per l’animale che si deve curare. Infatti Il problema diventa particolarmente rilevante quando si tratta di medicinali per animali d’allevamento, l’utilizzo, ad esempio, di eccessivi antibiotici, sia per gli animali da latte che da carne, comporta conseguenze negative anche per la salute e per  l’alimentazione delle persone. Inoltre spesso i medicinali venduti in rete, senza i debiti controlli, sono contraffatti, come è già più volte avvenuto per i farmaci per gli umani. Dietro la vendita illegale o di prodotti contraffatti vi è un enorme giro di denaro che arricchisce le associazioni criminali. Il governo ha voluto la tracciabilità dei farmaci veterinari tramite l’obbligo della ricetta veterinaria proprio per la tutela della salute degli animali e degli uomini ed i medici veterinari si sono sobbarcati questo incarico. La loro disponibilità e attenzione non può oggi essere vanificata dalla mancanza di controllo dei siti commerciali.

    Aggiungiamo, assumendocene la responsabilità, che ci siamo, anche come clienti, assoggettati a questa regola anche quando, in certi casi, per gli animali da compagnia, non sarebbe stata così indispensabile proprio perché crediamo nella necessità di identificare e tutelare ogni ruolo rivolto alla salvaguardia del benessere animale ed i veterinari si sono sobbarcati questo ulteriore sforzo di organizzazione che ha consentito, durante la chiusura, di poter usufruire direttamente in farmacia della ricetta veterinaria. Tollerare perciò che vi siano ancora tanti modi per eludere la legge e mettere in pericolo la salute è inaccettabile,  i medicinali devono essere tracciabili e si deve essere in grado di  contrastare tutte le pratiche illecite.

     

  • Dal veterinario non solo per urgenze: la Fase 2 coincide con il periodo a maggior rischio di zoonosi e di parassitosi

    (Cremona, 4 maggio 2020) – Come stanno gli animali da compagnia dopo due mesi di lockdown forzato?

    I Medici Veterinari aprono la Fase 2 della pandemia ricordando l’importanza della prevenzione, della continuità delle cure e dei controlli.  I prossimi saranno infatti mesi cruciali per la salute animale e la salute pubblica, alla luce di rischi, anche zoonosici, che l’emergenza da Covid-19 non deve farci dimenticare.

    Ecco perchè le profilassi vaccinali e antiparassitarie devono essere garantite, sia per prevenire le zoonosi, sia per assicurare ai cani e ai gatti le protezioni necessarie da parassiti interni ed esterni.  La Fase 2 è anche la fase più appropriata per verificare lo stato di salute degli animali da compagnia dopo 65 giorni di compressione forzata anche delle loro esistenze.

    Alto livello di biosicurezza dal Veterinario – La Fase 2 rimetterà in moto un altro pezzo della società, fatto anche di proprietari di animali. E lo farà nella stagione più delicata, quella della prevenzione veterinaria. Una coincidenza che richiederà un maggior grado di relazioni con i clienti, unito al più alto livello di biosicurezza realizzato nelle strutture veterinarie, ambienti classificati “a rischio basso” sia perché non sono luoghi a libero ingresso (quindi aperti al pubblico su appuntamento o con programmazione contingentata) sia perché il paziente animale non rappresenta di per sé un elemento di rischio, non essendo veicolo di trasmissione del virus SARS CoV-2.

    Proteggiamo noi  e proteggiamo loro- I  mesi primaverili ed estivi sono da sempre cruciali per la prevenzione veterinaria. Cadono in una Fase pandemica, durante la quale si dovrà coniugare la prevenzione straordinaria dal contagio interumano da Covid-19 alla prevenzione ordinaria degli animali da compagnia.

    Salute animale: una filiera essenziale- La professione veterinaria è una professione sanitaria dichiarata “essenziale”, per questo non è mai stata sottoposta a lockdown. Tutta la filiera della salute animale è rimasta operativa. Per le terapie animali, i medici veterinari sono in grado di prescrivere a distanza tramite la ricetta veterinaria elettronica per contenere gli spostamenti, fermo restando che all’interno delle strutture veterinarie si applicano misure ad alto livello di biosicurezza vs SARSCov-2

    Spostamento giustificato- Portare il proprio pet dal Veterinario è sempre giustificato per motivi di salute dell’animale, come ha ricordato la Direzione Generale della Sanità Animale del Ministero della Salute.  Gli spostamenti sono quindi consentiti non solo per i casi di emergenza/urgenza  dell’animale, ma anche per la continuità degli interventi, per profilassi vaccinali, protezioni antiparassitarie, visite e controlli, esami diagnostici, terapie di inizio e di continuità, prevenzione della riproduzione incontrollata e delle patologie alimentari e visite comportamentali.

    Fonte: Comunicato stampa ANMVI

  • Veterinario, una professione scelta per amore degli animali

    L’aumento delle persone che hanno scelto di avere in famiglia uno o più amici pelosi ha ovviamente anche aumentato le attività economiche, sanitarie e di educazione correlate alla vita dei nostri animali. Sempre di più i negozi specializzati e molte le persone che si occupano di addestramento dall’obbedienza, alle attività sportive, all’educazione necessaria per una migliore convivenza specie nelle grandi città dovei cani si devono adattare a regole e a stili di vita a volte in contrasto con la razza di appartenenza. A questo proposito vogliamo ribadire che l’istruzione di un cane che vive in famiglia deve vedere presenti sia l’animale che l’umano con il quale vive, istruire i cani senza il proprietario o il proprietario senza il suo cane è pura, inutile pratica. Ogni animale, anche appartenente alla stessa razza, è un unicum come ciascuno di noi, anche figli della stessa famiglia, siamo soggetti simili ma non uguali. Per questo non solo è importante che umano e cane seguano insieme i corsi di addestramento o di semplice educazione ma anche che gli istruttori cinofili siano adeguatamente preparati e non invece improvvisatori che hanno scelto di occuparsi di questo settore solo per le nuove opportunità lavorative che sta offrendo.

    Un ragionamento più approfondito va fatto sugli studi veterinari: vivere insieme con i propri animali ha portato finalmente e giustamente ad una maggiore attenzione alla loro salute perciò oltre ai normali ambulatori veterinari sono nate anche strutture particolarmente attrezzate in diagnostica strumentale. Come scegliere il veterinario di riferimento? Non certo solo con la vicinanza dell’ambulatorio alla nostra abitazione, i veterinari italiani sono bravi e motivati, da coloro che si occupano della nostra salute con i controlli degli animali d’allevamento a quelli che curano i nostri amici pelosi e che spesso offrono assistenza gratuita ai cani e gatti abbandonati. I medici veterinari si aggiornano, si documentano ed informano i loro clienti di quali sono i più recenti ritrovati per impedire il diffondersi di malattie che, a volte, da endemiche in alcune regioni si spostano anche in altre aree. Il criterio per scegliere chi dovrà occuparsi dei nostri cani e gatti non è perciò la competenza, che diamo per scontata, ma la disponibilità ad ascoltarci, a esaminare ogni paziente sapendo che per noi quel cane, quel gatto è parte della nostra vita, senza inutili smancerie ma con affetto profondo, con migliaia di ricordi, specie quando si tratta di un animale anziano o con gravi malattie e abbiamo paura di perderlo. Non cerchiamo veterinari compiacenti né veterinari distaccati ma medici in grado di comprendere le nostre preoccupazioni e perciò di offrirci un’assistenza sanitaria a tutto campo, compreso il suggerirci lo specialista per particolari patologie e di farci uscire dallo studio con un referto completo rispetto alle loro competenze. Se non ci sono queste disponibilità, se non c’è un tempo dedicato e un po’ di empatia non ci può essere fiducia. Con il proprio medico, così come col veterinario che abbiamo scelto, non ci può essere un rapporto asettico nell’enunciare i problemi e che si chiude con una transazione economica. Fortunatamente la stragrande maggioranza dei medici veterinari ha scelto questa professione per amore degli animali e speriamo che questa tradizione continui anche nei grandi studi di diagnostica perché nessun animale è un numero.

  • Una zampa in famiglia: il progetto che i veterinari italiani portano nelle scuole

    Portare ai bambini, fin dalle scuole primarie, una corretta educazione alla convivenza con gli animali domestici. Questa la lodevole iniziativa promossa dai veterinari italiani con il progetto didattico “Una zampa in famiglia” promosso da Anmvi. L’anno scorso circa tredicimila bambini  hanno potuto conoscere il progetto ‘Zampa’, il cane protagonista del materiale didattico, insieme a Zampa la micia Mimì e il coniglio Lillo. Con l’aiuto e le spiegazioni dei medici veterinari i bambini imparano a relazionarsi con gli animali, a conoscere le loro esigenze, a comprendere come esseri senzienti siano portatori di affetti, emozioni, necessità. Tenendo conto che vi è almeno un animale ogni due famiglie, nelle case degli italiani, e che la convivenza comporta diritti e doveri per tutti, il progetto, che è al suo secondo anno, assume particolare importanza vista anche la necessità di contrastare l’abbandono ed il randagismo.

    L’animale non è un gioco, non è un oggetto del quale sbarazzarsi quando si è stanchi o se insorge qualche problema, l’animale diventa un membro della famiglia e come tale va rispettato ed accudito e a sua volta deve imparare le regole giuste per vivere con noi in casa e per strada con le altre persone e gli altri animali. I medici spiegheranno anche la necessità di essere attenti alla salute dei propri animali partendo dal cibo, infatti troppe volte si cade, in buona fede, nell’errore di dare alimenti che non sono adatti e possono creare anche gravi patologie. Durante le lezioni interattive i medici veterinari, attraverso il racconto ed il gioco, insegneranno i modi corretti per interagire con un animale da compagnia e l’importanza di una adozione consapevole che non può tramutarsi poi in un abbandono. Il rapporto e la comunicazione con i bambini ha già dimostrato buoni risultati anche per quanto riguarda i genitori.

    Anche le recenti norme sui microchip anche per i gatti fanno comprendere come la figura del veterinario sia sempre più importante nel rapporto uomo-animale e società, infatti gli animali che possono essere in caso di smarrimento identificati ritrovano la loro famiglia umana e non vanno incontro a morte o comunque ad aumentare la già troppo numerosa schiera dei randagi.

    Fino a giugno circa 200 veterinari arriveranno in altrettante scuole toccando 177 città ed anche a casa si possono scaricare notizie e materiale didattico sul sito https://www.unazampainfamiglia.it/. All’iniziativa collabora anche MSD Animali Health.

     

  • Nuovo regolamento animali di Milano

    Obblighi vessatori e controproducenti: il Medico Veterinario curante è un educatore sociale. Sia valorizzato non punito. Sanzioni per fare cassa?

    Ci auguriamo che il nuovo Regolamento esca dal Consiglio comunale significativamente emendato rispetto al testo della Giunta. L’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari) fa riferimento ad alcuni obblighi, e sanzioni, a carico dei Medici Veterinari liberi professionisti, non previsti né dalle norme regionali né da quelle nazionale.

    Si tratta di obblighi  vessatori, che sembrano più dettati da logiche di cassa che dà autentiche finalità di tutela animale.

    Veterinario educatore sociale non delatore – All’ANMVI – da sempre contraria ad attribuire ai liberi professionisti compiti di “delazione” –  non piace l’obbligo di segnalare alla ATS il proprietario in caso di rifiuto della microchippatura del proprio cane o gatto. La norma rischia di inficiare il rapporto fiduciario con il Medico Veterinario curante, al quale devono essere riconosciute funzioni di prevenzione e di educazione.

    Le autorità  competenti hanno già a disposizione adeguati strumenti di controllo (dalla lettura dei microchip negli spazi pubblici fino ai database dell’anagrafe animale e, di recente, delle ricette veterinarie elettroniche). I Medici Veterinari liberi professionisti- che svolgono un ruolo di educazione quotidiano dei proprietari – vengano semmai valorizzati e coinvolti nella formazione al corretto rapporto uomo-animale (Patentino).

    Irricevibile l’obbligo di affissione sanzionato –  L’ANMVI auspica che esca dal nuovo Regolamento l’obbligo di affissione nella struttura veterinaria di un cartello di avviso sugli obblighi di microchippatura. Il Comune di Milano pensa a sanzioni fino a 240 euro in caso di mancata affissione.  Non è l’approccio – conclude l’ANMVI – con il quale i Medici Veterinari sono soliti parlare ai proprietari dei pazienti animali i cura. Spetta all’Amministrazione pubblica informare i cittadini sulle regole che devono osservare. Il sospetto di voler fare cassa è più che legittimo.

    Fonte: Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani

  • I Veterinari fanno un uso prudente, tracciato e misurabile degli antibiotici

    AUDIZIONE ANMVI IN COMMISSIONE AFFARI SOCIALI

    (Cremona, 21 Ottobre 2019) – “E’ nell’interesse dei Medici Veterinari utilizzare i farmaci veterinari razionalmente, preservare l’efficacia degli antimicrobici e contrastare le resistenze negli animali che hanno in cura“. In audizione parlamentare, in XII Commissione Affari Sociali,  il Presidente dell’ANMVI Marco Melosi ha evidenziato il ruolo attivo dei Medici Veterinari nel contenimento degli antimicrobici.

    Qui il testo depositato

    Attenzione ai dati– Invitando ad interpretare con prudenza i Rapporti dell’EMA (Agenzia Europea dei Medicinali) sugli antibiotici venduti in Italia, Melosi ha puntualizzato che questi medicinali non si possono utilizzare senza ricetta del Veterinario curante e che tutte le prescrizioni veterinarie sono tracciate e conteggiate, da quest’anno, con il sistema della ricetta veterinaria elettronica. “Questo consentirà anche di apprezzare la riduzione in atto degli antibiotici “critici” negli allevamenti, quelli da preservare per la salute dell’uomo”- ha spiegato Melosi.

    Sulla trasmissione delle resistenze dagli alimenti all’uomo, invece, “c’è ancora bisogno di ulteriori studi scientifici” ha detto Melosi..

    Il diritto-dovere di curare gli animali- Presidente dell’ANMVI ha riportato la posizione della FVE (Federazione dei Veterinari Europei) secondo la quale una legislazione pregiudizialmente proibitiva rischierebbe di privare gli animali di terapie necessarie. “Occorre tenere presente che un animale d’allevamento malato è improduttivo e sofferente” ha dichiarato. Per ragioni economiche, ma anche di benessere animale “un divieto assoluto di utilizzo dei medicinali antimicrobici non sarebbe coerente con il diritto dell’animale a non soffrire e il dovere del Medico Veterinario di curare, con contrappesi giuridicamente rilevanti sul piano della responsabilità professionale”.

    Attenzione agli slogan commerciali- Nella memoria depositata alla Camera dall’ANMVI c’è anche una avvertenza nei confronti di declamatorie commerciali, al limite dell’ingannevolezza per il consumatore, che vantano una totale assenza di trattamenti animali, senza contestualizzare l’informazione nel contesto epidemiologico dell’allevamento, restando a livello di pura suggestione da slogan allo scopo di sostenere gli acquisti.

    Rischi da gestione illecita dei medicinali-  La garanzia prescrittiva del medico veterinario, unita al valore aggiunto apportato dalla tracciabilità dei farmaci veterinari, antimicrobici compresi, rischia di essere vanificata da situazioni che sfuggono alla tracciabilità- avverte l’ANMVI. “Ci riferiamo ai canali di vendita illegale (particolarmente on line) di medicinali veterinari, alla loro consegna senza la ricetta obbligatoria del Medico Veterinario, al fai da te terapeutico”- ha concluso Melosi.

    Ufficio Stampa ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

     

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