Edifici di pregio
Edifici di pregio e che rappresentano la nostra storia abbattuti nell’indifferenza della pubblica amministrazione.
Sappiamo tutti che, purtroppo, le opere edificate dai superarchitetti, archistar, tra qualche decennio non saranno più in piedi mentre case, monumenti, ponti e quant’altro costruiti da prima dell’epoca dei romani fino al secolo scorso continueranno a rappresentare la nostra cultura e la nostra storia.
Vi dovrebbe essere la capacità, da parte delle varie amministrazioni, non solo dello Stato, di conservare edifici che rappresentano un’epoca, che sono simbolo di quanto l’Italia è stata nel passato. Nonostante questa necessità, purtroppo, molte amministrazioni, a cominciare da Milano che ha distrutto esempi liberty di grande interesse culturale, preferiscono radere al suolo edifici storici, piuttosto che restaurarli e metterli in sicurezza preferiscono abbatterli.
Piacenza non sfugge a questa volontà di distruggere e anche in questi giorni si sta parlando di abbattere le case di Rocco, un edificio seicentesco in via Emilia Pavese attualmente ancora vincolato dalla Sovrintendenza che, nelle prossime settimane dovrà valutare l’interesse culturale del sito prima di dare l’assenso all’abbattimento.
Anche Italia Nostra lamenta che si sia arrivati all’attuale stato di degrado, che ha portato l’immobile ad essere attualmente pericolante. Sempre Italia Nostra sostiene, giustamente, che il recupero dell’immobile, oltre a dare sicurezza e decoro ai residenti ed al contesto, salverebbe un edificio di pregio architettonico che rappresenta un’epoca della nostra storia.
Ancora una volta ci chiediamo come sia possibile che proprietà demaniali, o comunque pubbliche, che hanno una storia e caratteristiche specifiche, siano abbandonate al dissesto e come sia possibile che, dopo averle trascurate per anni, anziché pensare a come riqualificarle si pensi solo ad abbatterle.
L’Italia è piena di edifici demaniali attualmente abbandonati, caserme, ospedali militari, ecc, che risalgono al settecento e all’Ottocento e il cui pregio architettonico è evidente. Vi è l’urgente necessità di recuperare questi edifici prima che il degrado diventi irreversibile, è necessario seguire l’esempio dell’ex arsenale austriaco di Verona, 27mila metri quadri lungo l’Adige, che presto sarà riportato all’utilizzo da parte della popolazione.
Parlare di Italia e di italianità significa prima di tutto avere cura della nostra storia, della nostra cultura e cioè preservare e conservare il patrimonio architettonico, da quello più monumentale ed importante nelle città alle tipiche cascine agricole.



