In attesa di Giustizia: giù le mani da Enzo Tortora
Proprio in questa rubrica avevamo auspicato che finissero le strumentalizzazioni del pensiero di Giovanni Falcone nella campagna referendaria sulla separazione delle carriere: nei giorni scorsi è scomparsa Anna, sua sorella, e sembra che – fortunatamente – nessuno abbia approfittato dell’evento per riproporre distorsioni delle idee che il magistrato aveva sulle riforme necessarie alla Giustizia.
Ci ha pensato, però, Marco Travaglio con un editoriale a somministrare (almeno ai lettori del Fatto Quotidiano) una bufala che è meglio definibile come sesquipedale fesseria e cioè a dire iscrivendo d’ufficio Enzo Tortora tra i migliori testimonials del NO al referendum che sembra definitivamente calendarizzato per il 22 – 23 marzo.
Tale illuminato pensiero, espresso su quello che può definirsi l’house organ delle Procure, smentirebbe l’assunto che l’unicità delle carriere renda i giudici meno indipendenti poichè Tortora fu arrestato per un’accusa infamante, condannato a dieci anni di carcere in primo grado ma poi assolto in appello con sentenza divenuta definitiva dopo il rigetto del disperato ricorso in Cassazione della Procura Generale di Napoli.
Secondo questa sagace interpretazione la separazione delle carriere avrebbe senso solo se gli esiti dei processi ostentassero il 100% delle condanne il che, fortunatamente, non è; ovviamente non è questo il punto, non è questa la finalità della riforma che tocca ben altri nervi scoperti dell’Ordine Giudiziario: il sorteggio dei componenti del C.S.M. per mitigare l’impatto delle correnti e degli inciuci sottostanti e la creazione di un Organo Disciplinare dotato di quella autonomia atta ad escludere una giustizia che si propone abitualmente più come addomesticata che semplicemente domestica.
Seguendo il ragionamento di Travaglio dovremmo allora considerare degli idioti i legislatori inglesi, portoghesi, canadesi, norvegesi, danesi, indiani, americani, spagnoli, svedesi e tanti altri del mondo occidentale che hanno adottato un sistema ordinamentale inutile se non dannoso…e potrebbe anche essere, in effetti, se mancanti dei maitre à penser come Travaglio o Gratteri i quali, all’evidenza, non sanno che molte assoluzioni vengono pronunciate quando l’accusato è già civilmente morto e la riforma mira ad avere giudici più autonomi, indipendenti e meno condizionabili dal peso politico delle Procure e delle correnti sin dalle indagini preliminari quando si gioca la partita della vita per un indagato ma l’appiattimento sulle tesi del P.M. è più evidente ed i margini di esercizio del diritto di difesa molto ridotti. Giù le mani da Enzo Tortora, Direttore Travaglio, non è pane per i suoi denti.



