benessere

  • Parlare con le piante è terapeutico?

    Il tennista Novak Djokovic ha l’abitudine di abbracciare un albero di fico brasiliano, considera il gesto una “medicina”; il musicista tedesco Pantha du Prince (pseudonimo di Hendrik Weber) sostiene che «gli alberi sono esseri intelligenti»; la ricercatrice Monica Gagliano, docente di Ecologia evolutiva alla Southern Cross University in Australia, dice che ascoltare le piante è possibile: «È una pratica come la meditazione, lo yoga, la corsa. Ma a livello elementare basta trovare un albero bello grande (perché così è più semplice) e registrare con un microfono».Ci sono persone che parlano con le dracene, trovano conforto nel forest bathing, si commuovono davanti a un fiore. Ci sono scienziati che studiano strategie evolutive, relazioni invisibili, cooperazioni chimiche. E poi c’è il punto in cui questi due mondi si incontrano.

    Paola Bonfante, ricercatrice e biologa vegetale, nel saggio Piante, noi e loro (Il Mulino) racconta il rapporto tra umani e vegetali, dai miti greci (Dafne trasformata in una pianta di alloro), all’arte (Angeli Caduti, di Anselm Kiefer), indagando la possibilità che si possano comunicare col mondo vegetale. «Il nostro errore è quello di usare una visione antropomorfica che attribuisce loro “comportamenti” lontani dalla natura vegetale. Abbiamo migliaia di specie, dalla microscopica lenticchia d’acqua alla gigantesca sequoia, eppure il loro mondo viene spesso identificato con la generica parola “natura” a cui associare un concetto morale» ha spiegato Bonfante al magazine Io Donna.

    Vincenzo Signorelli, olivicoltore sull’Etna, ha recuperato un uliveto antico, ed è convinto che i risultati ottenuti (premiatissimo, è finito sul New York Times) siano dovuti a una risposta “emotiva” dei suoi alberi, che hanno ricambiato le cure ricevute con un olio di qualità straordinaria: «Mi chiedono cosa faccio. Niente. Sono un semplice custode della biodiversità, e loro lo “sentono”». Zoe Schlanger, giornalista scientifica, annoiata dai reportage sui cambiamenti climatici, nel saggio The Light Eaters afferma con certezza: «Le piante sono senzienti! Esprimono sentimenti profondi».

    Maurizio Crozza fa ironia: «Non lavo la verdura perché non è detto che abbia voglia di farsi il bagno». Esagerato? Ma lo chef vegano Simone Salvini dice seriamente: «Anche le verdure piangono».  E una zucca, «ferita» dal taglio del coltello, può lacrimare. La cucina vegetariana è crudele, gli indiani chiedono scusa e pregano». Un pomodoro non soffre perché basta staccarlo dalla pianta, una carota sì perché viene strappata dalla terra.

    Siamo di fronte agli esseri più antichi sulla Terra (apparsi 450 milioni di anni fa), più ingombranti (l’80 per cento della biomassa), più radicati (colonizzano tutti gli ambienti); più adattati (resistono al gelo e al caldo); più diversi (390mila specie); più attrezzati (hanno tanti metabolismi che non sappiamo nemmeno imitare). Dipendiamo da loro per l’ossigeno e per il cibo. «Forse vorremmo essere come loro» riflette Bonfante. «Avere consapevolezza della nostra eredità culturale, ma possedere la sapienza della loro natura vegetale. Forse dovremmo imparare come si fa la fotosintesi (e stiamo studiando da anni per replicarla chimicamente). Questa sì, sarebbe una rivoluzione».

  • La Commissione Ue programma 144 audizioni per garantire la sicurezza delle forniture alimentari

    La Commissione europea ha pubblicato il suo programma di audit per il 2027 nei settori della sicurezza degli alimenti e dei mangimi, della salute e del benessere degli animali, della salute delle piante e dei controlli sulle importazioni. L’obiettivo di tali audit è garantire la costante protezione della salute dei cittadini dell’UE attraverso l’attuazione e l’applicazione efficaci delle norme dell’UE in materia di sicurezza alimentare, che sono tra le più rigorose al mondo.

    Il prossimo anno la Commissione prevede di effettuare 144 audit e 8 missioni di accertamento dei fatti per rafforzare i controlli sui prodotti importati nell’UE.

    Tali audit e visite riguarderanno gli Stati membri dell’UE, i paesi terzi che esportano o intendono esportare nell’UE e i paesi candidati nel contesto del sostegno preadesione.

    La Commissione aveva già aumentato il numero di audit previsti sui paesi terzi per il 2026, aumento che verrà attuato nel 2027. Il programma del prossimo anno pone un forte accento sugli audit in loco relativi al commercio nei paesi terzi – con un aumento previsto del 107 % rispetto al 2025 – e sugli audit ai posti di controllo frontalieri dell’UE – con un aumento previsto del 60 % rispetto al 2025. Sono previsti 12 audit nei paesi candidati per aderire all’UE. Quattro missioni conoscitive saranno dedicate invece alla promozione dell’approccio “One Health”, secondo il quale, ora più che mai, vi è una stretta interconnessione tra la salute degli esseri umani, degli animali, delle piante e dell’ambiente.

    Le priorità per il 2027 sono state stabilite sulla base di requisiti giuridici, rischi per la salute e la sicurezza alimentare, volumi commerciali, prove di non conformità e risultati di precedenti attività di audit. Il programma può essere adattato nel corso dell’anno in risposta a questioni o preoccupazioni emergenti.

  • I benefici dell’onoterapia

    Non sempre si parla del valore e utilità dell’onoterapia e cioè di quella pet therapy che utilizza gli asini per costruire un percorso che dà maggiore benessere psicofisico. A pazienti che hanno necessità di ritrovare un equilibrio fisico o psichico

    La grande utilità della pet terapia è normai dimostrata ed vi è una sempre maggior diffusione di questo approccio curativo e l’asino, animale dotato, dotato di un carattere calmo e docile, è utilissimo per stabilire contatti terapeutici sia con bambini che con adulti e per svariate patologie di persone che hanno problemi fisici, emotivi o cognitivi perché in poco tempo si instaura una empatia tra il paziente e l’animale, sotto il controllo di un terapeuta specializzato.

    L’onoterapia sfrutta la natura stessa dell’asino, animale paziente, che si muove senza scatti, che comunica tranquillamente con gli umani così da creare un clima di fiducia, gli asini sono animali molto sensibili e affettuosi oltre che intelligenti e in grado di percepire, comprendere gli stati emotivi delle persone con le quali lavorano.

    Per alcune persone, specie bambini, insicure o iperattive, la pacatezza dell’asino aiuta a controllare emozioni e a ritrovare la capacità di saper pazientare.

    Interagire con gli animali è molto utile per recuperare, per sapersi rilassare e avere stimoli sia per attività motorie che per migliorare le capacità cognitive.

    Con l’onoterapia si riducono ansia e stress, migliorano la motricità ed il coordinamento, si sviluppa l’empatia e perciò la capacità di relazionarci, e migliorano l’emotività e l’autostima.

    I bambini con disturbi autistici, persone che hanno difficoltà motorie o disturbi emotivi o comportamentali, anziani o comunque soggetti che abbiano malattie degenerative, trovano un grande vantaggio nella pratica dell’onoterapia.

    E se abbiamo un giardino, un pezzetto di terra in campagna, ricordiamo che l’asino è un grande amico, un animale che fa compagnia e chiede in cambio solo un po’ d’erba, di carezze e qualche carota.

  • Gli ultimi dati sugli investimenti nel settore dell’istruzione in Europa evidenziano come rendere più attrattiva la professione docente

    Con il ritorno a scuola di alunni e insegnanti, la Commissione europea ha pubblicato una nuova relazione che offre una panoramica dei recenti sviluppi della spesa per l’istruzione in Europa, aggiornata agli ultimi dati disponibili, relativi al 2024.

    La relazione «Investire nell’istruzione 2026» mostra che nel 2024 i paesi dell’UE hanno destinato all’istruzione il 4,8% del prodotto interno lordo (PIL), pari al 9,7% della spesa pubblica complessiva, sebbene permangano differenze significative tra gli Stati membri. Sebbene gli investimenti nell’istruzione nell’UE si stiano stabilizzando, la loro quota sulla spesa pubblica rimane leggermente inferiore ai livelli pre-pandemia (10% nel 2019, 9,3% nel 2020 e 2021, 9,4% nel 2022 e 9,6% nel 2023).

    La relazione sottolinea l’importanza di investire negli insegnanti, che sono al centro dei nostri sistemi di istruzione. I dati mostrano che oltre tre insegnanti su quattro (76,5%), se avessero la possibilità di scegliere una nuova professione, sceglierebbero di continuare a insegnare. I risultati indicano che diversi fattori, tra cui la retribuzione e il riconoscimento professionale, svolgono un ruolo importante nel determinare l’attrattiva della professione docente.

    Gli insegnanti soddisfatti della propria retribuzione sono più propensi a scegliere nuovamente la professione docente, ma anche altri fattori, come un ambiente di lavoro favorevole, una percezione positiva della professione e le opportunità di collaborazione professionale, svolgono un ruolo importante. Al contrario, lo stress sul luogo di lavoro riduce significativamente la volontà degli insegnanti di rimanere nella professione.

  • La Commissione pubblica nuovi orientamenti per il benessere e la salute mentale di giovani e insegnanti a scuola

    All’inizio della Settimana europea della salute mentale, il gruppo di esperti della Commissione sul benessere nelle scuole ha pubblicato due nuove serie di orientamenti rispettivamente per i responsabili delle politiche nel settore dell’istruzione e per i dirigenti scolastici e gli educatori, al fine di aiutarli ad affrontare le sfide connesse al benessere e alla salute mentale sia dei giovani sia degli insegnanti.

    Gli orientamenti propongono che il benessere a scuola venga affrontato in modo globale e integrato, con particolare attenzione alla prevenzione. Sottolineano poi la necessità di aiutare gli insegnanti e gli educatori con risorse aggiuntive che consentano loro di mantenere il proprio benessere, nonché la necessità di formare reti solide, che coinvolgano le parti interessate locali, in particolare i settori dell’assistenza sanitaria e sociale, ma anche l’istruzione superiore, le organizzazioni giovanili e le famiglie.

    Si prevede per il prossimo autunno la pubblicazione di una relazione che conterrà una versione più approfondita degli orientamenti con prove a sostegno provenienti dalla ricerca, ulteriori pratiche da cui trarre ispirazione e consigli per garantire che gli orientamenti raggiungano efficacemente le scuole in Europa.

  • Dall’UE un progetto per le riforme volte a migliorare la salute mentale e il benessere dei giovani

    La salute mentale e il benessere dei bambini e dei giovani sono motivo di crescente preoccupazione in Europa. Per questo motivo la Commissione ha avviato un progetto multinazionale biennale per sostenere quattro Stati membri nell’attuazione di riforme volte a migliorare l’offerta di sostegno alla salute mentale e al benessere per tale segmento della popolazione.

    Grazie a questo progetto dello strumento di sostegno tecnico (SST), la Commissione, in collaborazione con l’UNICEF, instaurerà una cooperazione con le autorità di Cipro, Slovenia, Italia e Spagna (in particolare l’Andalusia) per rafforzare la capacità amministrativa degli Stati membri e promuovere la collaborazione tra le pubbliche amministrazioni nazionali. L’obiettivo è migliorare la qualità complessiva dei servizi di salute mentale.

    Il progetto assicurerà lo sviluppo di capacità per affrontare la frammentazione dei servizi sanitari, sociali e dell’istruzione, che spesso porta a interventi non coordinati. Rafforzerà inoltre le conoscenze, la consapevolezza e la capacità degli operatori sanitari di affrontare le esigenze di assistenza sanitaria in modo tempestivo ed efficace. Gli operatori sanitari e gli educatori, i bambini e i giovani saranno consultati nel corso dell’intero progetto.

  • Dall’UE il primo regolamento europeo sul benessere dei cani e dei gatti

    La criminalità organizzata continua il suo business anche con il traffico illegale di cani e gatti e la Commissione Europea denuncia che dal luglio 2022 a luglio 2023, attraverso la cooperazione tra gli Stati, sono state scoperte diverse illegalità che hanno già portato ad avviare 35 procedimenti giudiziari.

    Come già abbiamo scritto sul Patto la pubblicità on line e l’uso scorretto dei social ha consentito e consente ai criminali di contattare facilmente il vasto pubblico di coloro che cercano un animale da compagnia.

    I paesi dai quali provengono di più gli animali illegali sono Romania e Bulgaria per l’Europa e Russia, Serbia, Bielorussia e Turchia per fuori Europa.

    Gli animali viaggiano in pessime condizioni ed in età troppo giovane e molti cuccioli arrivano a destinazione gravemente ammalati e forniti di documenti falsi, si traffica anche in falsi timbri, microchip e documenti contraffatti come i passaporti sanitari.

    La Commissione ritiene urgente affrontare il problema con un sistema multiforme e cioè leggi più idonee, maggiori controlli, collaborazione tra le diverse autorità giudiziarie e sanzioni più severe in tutti i paesi dell’Unione.

    Certamente la riforma dell’Unione doganale, proposta nel maggio del 2023 ma ancora non entrata in funzione, contribuirà a controlli più attenti e mirati alle frontiere.

    I diversi sistemi infatti non aiutano la piena collaborazione tra Stati, mentre in Italia i servizi veterinari collaborano attivamente con la polizia in altri paesi i veterinari hanno rapporti con le autorità doganali o le associazioni non governative, comunque la cooperazione, che ha preso avvio nel luglio 2022, ha già dato i primi evidenti risultati.

    La Commissione europea, per debellare il traffico illegale di animali, propone varie iniziative.

    Tutti i cani e i gatti prima di essere venduti dovranno essere identificati e dotati di microchip per essere registrati e così consentire agli acquirenti di verificare che siano state rispettate le norme europee per l’allevamento ed il trasporto. Gli allevamenti devono essere riconosciuti, i venditori dovranno dimostrare che le norme siano rispettate e fornire tutte le informazioni agli acquirenti.

    La Commissione ha anche chiesto agli Stati membri di prevedere sanzioni adeguate per i trasgressori.

    L’obiettivo è di arrivare ad una tracciabilità europea dei cani e dei gatti e delle attività che si occupano del loro commercio.

    I problemi restano molti non solo perché non si riesce ad effettuare un controllo su quanto avviene via internet, infatti spesso la commercializzazione è fatta sotto mentite spoglie e non viene registrata nel sistema Traces, ma anche perché le norme di identificazione degli animali, attraverso i microchip, sono diverse tra paese e paese, addirittura in Italia non c’è ancora un registro nazionale per verificare i cani o i gatti chippati nelle diverse regioni.

    Un passo, avanti, per sconfiggere uno dei business della criminalità organizzata, è stato fatto ma vi è ancora molto da fare e ci auguriamo che tutti gli Stati si mettano al passo per sconfiggere una piaga che porta sofferenze agli animali, danni morali ed economici agli acquirenti e un fiume di denaro sporco ai criminali.

  • Secondo il nuovo Eurobarometro sullo sport e l’attività fisica il 49% degli europei fa esercizio fisico

    La Commissione europea pubblica il quinto Eurobarometro dedicato allo sport e all’attività fisica. Secondo l’indagine il 38% degli europei fa sport o esercizio fisico almeno una volta alla settimana, a fronte di un 17% che lo pratica meno di una volta alla settimana. Attualmente fino al 45% degli europei non fa mai esercizio fisico né partecipa ad attività sportive. Sebbene la situazione risulti stabile rispetto all’Eurobarometro del 2017, è evidente la necessità di continuare a promuovere lo sport e l’attività fisica. L’indagine rivela inoltre che durante la pandemia di COVID-19 la metà degli europei ha ridotto il livello di attività fisica o ha addirittura smesso di svolgerla.

    Tra gli intervistati sono più spesso quelli di età compresa tra i 15 e i 24 anni a fare esercizio fisico o praticare sport con una certa regolarità (il 54%). Questa percentuale diminuisce con l’avanzare dell’età: dal 42% nella fascia d’età tra i 25 e i 39 anni al 32% tra i 40 e i 54 anni fino a scendere al 21% tra le persone dai 55 anni in su. Nel complesso l’Eurobarometro mostra che gli intervistati che svolgono regolarmente attività fisica per motivi ricreativi o non sportivi non costituiscono la maggioranza in nessuno Stato membro dell’UE.

    Secondo gli intervistati l’ostacolo principale alla pratica di attività fisica è la mancanza di tempo, seguita da una mancanza di motivazione o semplicemente dall’assenza di interesse per lo sport. In risposta, la campagna della Commissione HealthyLifeStyle4All (Uno stile di vita sano per tutti) continuerà a portare avanti la sensibilizzazione sull’importanza di uno stile di vita sano per tutte le generazioni e i gruppi sociali.

    Dall’indagine emerge che la ragione principale per cui si svolge attività fisica è la volontà di migliorare la propria salute, seguita dal desiderio di sentirsi più in forma e di trovare metodi di rilassamento. Ogni anno la Commissione promuove i benefici dello sport per il benessere fisico e mentale durante la Settimana europea dello sport. La metà degli intervistati ha inoltre espresso il desiderio di fare esercizio fisico all’aperto, un desiderio che è sostenuto dagli sforzi della Commissione volti a rendere lo sport e l’attività fisica più verdi e sostenibili. Un nuovo sviluppo, forse rafforzato dalla pandemia di COVID-19, consiste nel fatto che circa un terzo dei rispondenti preferisce praticare sport a casa propria.

    Infine, l’importanza dell’impegno della Commissione nel migliorare la parità di genere nello sport è fortemente suffragata dai risultati dell’Eurobarometro: rimane infatti a favore degli uomini il divario di genere tra coloro che fanno esercizio fisico regolarmente. In questo contesto è incoraggiante apprendere che la maggioranza degli intervistati in 25 Stati membri dell’UE dichiara di seguire nei media le competizioni sportive maschili e quelle femminili con uguale interesse.

    La Commissione lancia regolarmente uno Speciale Eurobarometro sullo sport – i più recenti risalgono al 2013 e al 2017 – per monitorare le tendenze nella partecipazione allo sport e all’attività fisica, raccogliendo anche dati riguardanti i livelli di attività fisica nell’UE-27 e informazioni sui tipi di contesto nei quali le persone fanno esercizio fisico.

    L’attuale Speciale Eurobarometro sullo sport e l’attività fisica si basa sulle risposte a circa 20 domande di 26.580 europei provenienti da tutti i 27 Stati membri. L’indagine illustra le tendenze riguardanti i livelli di partecipazione, le preferenze e gli ostacoli alla pratica dello sport come base per le politiche future. I risultati confluiranno nelle azioni della Commissione volte a promuovere lo sport, l’attività fisica salutare e uno stile di vita sano in tutta Europa.

    Il piano di lavoro dell’UE per lo sport (2021-2024), adottato dal Consiglio, ha sottolineato l’importanza dei dati riguardanti lo sport e i relativi livelli di partecipazione nell’UE. La disponibilità di nuovi risultati Eurobarometro sulle tendenze relative all’attività fisica e alla partecipazione allo sport sosterrà le attività a livello dell’UE sul fronte operativo e politico dello sport. Il sondaggio si fonda anche sulle precedenti indagini Eurobarometro, il che consente di operare un confronto continuo e fornisce una buona base per l’ulteriore sviluppo della politica dello sport a livello dell’UE, in stretta collaborazione con gli Stati membri.

    La Settimana europea dello sport è un’iniziativa della Commissione europea volta a promuovere lo sport e l’attività fisica in tutta Europa, compresi i Balcani occidentali e i paesi del partenariato orientale. Lo sport e l’attività fisica contribuiscono in modo sostanziale alla salute e al benessere dei cittadini europei. Tuttavia, il livello di attività fisica in Europa è attualmente stagnante, mentre si registra addirittura un calo in alcuni paesi. La Settimana europea dello sport è una risposta congiunta a questa sfida e un invito ad agire per affrontare il fenomeno dell’inattività incoraggiando gli europei di tutte le età ad adottare uno stile di vita sano e attivo. Fa parte della campagna #BeActive, lanciata ufficialmente il 23 giugno, nella Giornata olimpica internazionale. La campagna #BeActive 2022 accenderà i riflettori su figure esemplari in cui sia facile identificarsi, con particolare attenzione ai 3 pilastri: gioventù, inclusione & uguaglianza e stile di vita sano.

    L’iniziativa HealthyLifestyle4All (Uno stile di vita sano per tutti) è stata lanciata nel settembre 2021 come campagna biennale per collegare lo sport e gli stili di vita sani alle politiche sanitarie, alimentari e di altri ambiti. Mira a mettere in evidenza l’impegno della Commissione nel promuovere gli stili di vita sani per tutti, attraverso le generazioni e i gruppi sociali, facendo notare che tutti possono trarre beneficio da attività che migliorano la salute e il benessere. L’iniziativa è aperta ai movimenti sportivi, alle autorità pubbliche e alle organizzazioni della società civile, che possono aderirvi dichiarando i propri impegni, pubblicati in un elenco online (Pledge Board).

    Fonte: Commissione europea

  • Il settore della carne suina dell’UE

    I 150 milioni di suini allevati in tutta l’UE rappresentano la più ampia categoria di bestiame prima di quella dei bovini e il solo settore della carne suina dell’UE rappresenta quasi la metà della produzione totale di carne dell’UE. Germania, Spagna e Francia contribuiscono per più della metà della quantità totale di carne suina prodotta nell’Unione Europea. Il settore è molto diversificato, con enormi differenze nei metodi di allevamento e nelle dimensioni delle aziende agricole degli Stati membri: dall’allevamento in cortile agli impianti industriali con migliaia di animali. Nell’ambito della politica agricola comune (PAC), il settore delle carni suine è coperto dalla comune organizzazione dei mercati che regolano il commercio e forniscono sostegno in caso di crisi settoriale. Gli agricoltori possono anche ricevere finanziamenti per lo sviluppo rurale nell’ambito del secondo pilastro della PAC, ad esempio, per effettuare gli investimenti necessari nelle loro aziende agricole. A questo settore si applica un gran numero di atti legislativi dell’UE riguardanti vari aspetti dell’allevamento suino: tutela ambientale, sicurezza alimentare e salute pubblica, produzione biologica, salute degli animali e benessere. Tuttavia, le prove mostrano una mancanza di conformità con le normative dell’UE sul benessere dei suini e la persistenza di dannose pratiche di routine. Un’altra sfida è quella dell’aria, del suolo e dell’inquinamento dell’acqua causato dall’allevamento intensivo di suini, che grava pesantemente sull’ambiente.

    L’UE è attualmente il primo esportatore mondiale di prodotti a base di carne suina e le sue esportazioni sono state potenziate dal calo della produzione in Asia, dove la peste suina africana sta decimando milioni di animali. L’aumento della domanda di carne suina dell’UE ha spinto i prezzi al massimo all’inizio del 2020. Nei prossimi anni il settore della produzione di suini potrebbe essere influenzato dall’evoluzione della politica ambiente: i negoziati su una nuova PAC sono in corso e il Green Deal recentemente pubblicato e la strategia Farm to Fork, che promuovono entrambi sistemi agricoli e alimentari più verdi e più sostenibili, menzionano la futura revisione della legislazione relativa al settore dei suini, anche sul benessere degli animali.

  • Prevenire ansia e depressione si può: se ne parla in un convegno (in streaming) del Progetto Salus

    Si svolgerà venerdì 8 maggio alle ore 17, rigorosamente in diretta streaming, il Convegno Ansia e depressione che fa parte di un ciclo di incontri del progetto InfoSALU organizzati presso l’Ufficio del Parlamento europeo a Milano. A discutere di migliori stili di vita che potrebbero aiutare a dimezzare o addirittura a prevenire stati ansiogeni e momenti depressivi – l’Istat calcola che siano 4 milioni gli italiani affetti da questi disturbi – ci saranno il dott. Alberto Donzelli, esperto di sanità Pubblica e Direttore editoriale delle Pillole di educazione sanitaria, la naturopata Milena Simeoni, Direttrice didattica di LUMEN e ideatrice di Salus, Lorenzo Del Moro, dottore in Medicina e Chirurgia e membro del Comitato Scientifico e della Fondazione Allineare Sanità e Salute. Introdurrà i lavori l’eurodeputata Eleonora Evi, presidente Interest Group Salus.

    Il Progetto SALUS: sani stili di vita al centro, per migliorare salute e sostenibilità ambientale ha come obiettivo la divulgazione di un nuovo concetto che pone al centro la promozione della salute e la prevenzione, non solo la cura delle malattie.

    La salute umana e la salute del pianeta sono temi urgenti, più che mai in questo momento storico, al centro dell’agenda globale, di cui non viene sufficientemente preso in considerazione il legame indissolubile.

    La proposta SALUS mette in evidenza questo legame e sostiene un reale cambiamento verso una società più sana e sostenibile a partire dall’uomo per arrivare all’ambiente in cui vive.

    Tra le azioni che SALUS sta mettendo in atto sui temi emergenti è prevista l’organizzazione di eventi, sostenibili e coerenti con i principi del progetto, che diffondano informazioni valide sulle concrete possibilità di un cambio di paradigma sul tema della salute globale.

    Interest Group Salus è costituito dagli eurodeputati Eleonora Evi (M5S), Patrizia Toia (PD), Rosa D’Amato (M5S), Carlo Fidanza (FdI) e Mara Bizzotto (Lega).

Pulsante per tornare all'inizio