Gli studenti continuano a protestare
Chi rende impossibile una rivoluzione pacifica,
renderà inevitabile una rivoluzione violenta.
John F. Kennedy
Da più di tre settimane ormai in diversi Paesi europei sono cominciate le proteste degli studenti. Ovviamente le loro richieste sono legate alle condizioni nelle università, nonché alle loro difficoltà economiche nell’affrontare determinati pagamenti. Continuano le proteste in varie città della Francia e dell’Italia, ma anche in alcuni altri Paesi.
Dal 13 ottobre scorso continuano anche in Albania le proteste degli studenti delle università e delle scuole superiori della capitale. Il nostro lettore è stato informato, sempre con la dovuta e richiesta oggettività, degli sviluppi durante i primi sette giorni delle proteste degli studenti. L’autore di queste righe ha trattato anche la differenza tra queste proteste e quelle negli altri Paesi europei.
Riferendosi alle proteste in Francia, Italia ed altri Paesi durante queste ultime settimane e quelle in Albania, egli scriveva che sia in Francia che in Italia “le forze dell’ordine hanno reagito, ma in pieno rispetto delle leggi in vigore. Sì, perché sia in Italia che in Francia funziona lo Stato di diritto ed i principi della democrazia. Invece in Albania, che ormai è considerato il primo narcostato in Europa e da alcuni anni è stato restaurato e si sta consolidando un nuovo regime dittatoriale, il primo ministro ignora la Costituzione e le leggi in vigore” (Proteste degli studenti che continuano da sette giorni; 19 ottobre 2026).
Anche durante questa settimana le forze speciali della polizia di Stato, spesso senza uniforme e senza il numero personale di identificazione, come prevede e sancisce l’apposita legge in vigore, sono intervenute e hanno reagito in un modo estremamente violento ed aggressivo. La scorsa settimana l’autore di queste righe scriveva altresì che “…le cattive lingue dicono che si tratta di rappresentanti attivi delle organizzazioni criminali che collaborano strettamente con il primo ministro. Proprio quelle organizzazioni che gli hanno garantito anche le “vittorie elettorali””. E pensare che tutto questo accade in un Paese che dal 1o aprile 2009 è un Paese membro della NATO, con tutti gli obblighi previsti e vincolanti.
Bisogna sottolineare che gli studenti che protestano, e tutti gli altri che si uniscono a loro, considerano lo spopolamento del Paese come un fenomeno preoccupante e pericoloso, soprattutto durante questi ultimi anni, e anche le ragioni di questo spopolamento. Ma tutti sanno però che un simile e pauroso fenomeno ha una sola spiegazione: il malgoverno, la galoppante corruzione, gli abusi di potere dai più alti rappresentanti istituzionali e politici, la mancanza sempre più grande dei posti di lavoro e la perdita della speranza per una vita migliore nella madre patria.
Bisogna altresì sottolineare che, da quando sono cominciate queste proteste, i più noti ed influenti media internazionali, di carta stampata e televisivi, sia europei che di oltreoceano, hanno scritto articoli dettagliati e hanno trasmesso in diretta. Nelle loro analisi si dà supporto agli studenti ed altri manifestanti e si chiede al primo ministro di gestire diversamente ed in pieno rispetto dei suoi obblighi istituzionali la situazione. Invece il primo ministro, in vistose e grosse difficoltà, causate proprio dalle proteste cominciate il 13 ottobre scorso, mente ed inganna, come fa sempre in simili cassi. Lui insulta e cerca di impaurire e terrorizzare i manifestanti. Sabato scorso li ha minacciati con l’approvazione di una legge che carica su di loro ed i loro famigliari tutti i danni fatti.
Il primo ministro da giorni ormai dichiara “convinto” che ci sono delle “influenze straniere” ad organizzare e supportare le proteste e non gli studenti. Ma non presenta nessuna prova. Per il primo ministro dietro le proteste ci sono i russi, gli iraniani ed altri. Non a caso ha scelto loro, visto che adesso la Russia, l’Iran ed altri Paesi simili sono considerati come forze distruttive. Ma durante questi ultimi giorni il primo ministro ha “scoperto con certezza” che dietro le proteste degli studenti in Albania c’è la famigerata organizzazione Antifa, accusando gli studenti anche di essere “estremisti”. Però non rende pubblica nessuna prova per sostenere quanto dichiara.
Si tratta di un’organizzazione fondata a Portland, negli Stati Uniti d’America nel 2007. La stessa parola Antifa è semplicemente una contrazione della parola antifascista. L’organizzazione perciò si presenta come un raggruppamento di individui antifascisti e di estrema sinistra, spesso anche molto violenti. Il 22 settembre 2025, un ordine esecutivo volto a designare “Antifa come organizzazione terroristica interna” è stato promulgato dall’attuale presidente statunitense. Ovviamente l’ordine è stato accompagnato da un’istruzione presidenziale e poi mandato a tutte le agenzie e dipartimenti dell’Amministrazione “per investigare, contrastare e smantellare ogni e tutte le operazioni illegali” che sarebbero condotte dal movimento.
Il primo ministro albanese, in completa e vistosa confusione, conseguenza diretta della sua grave crisi esistenziale, accusando gli studenti come attivisti sostenuti dall’Antifa, non se n’è accorto che, nel frattempo, si autoaccusava come “avversario” proprio dell’Antifa. Perciò si è presentato come un dirigente politico di destra (Sic!). In realtà lui non ha nessuna convinzione ideologica. La sola cosa a cui lui ci tiene molto, da quando, nel 1998, ha avuto dei poteri politici, prima come ministro della Cultura, poi come sindaco della capitale (2000-2011) ed in seguito come primo ministro (2013 ad oggi), è di accumulare ricchezze, abusando del potere conferito e spesso anche usurpato. Sono tantissimi e clamorosi gli scandali in cui lui è stato personalmente coinvolto.
Il primo ministro, trovandosi in grosse difficoltà, come sempre inganna e mente. Lui venerdì scorso, ha accusato uno studente di eccellenza della medicina come “trafficante di droghe”, ma è stato subito smentito, carte alla mano, dal diretto interessato. Dal suo ufficio il primo ministro ha cercato di intimidire gli studenti che protestano, etichettandoli come soggetti con precedenti penali e finanziati da elementi criminali per incitare alla violenza. Ed ha fatto riferimento ad un giovane, pubblicando una sua fotografia con una striscia sugli occhi e solo le sue iniziali.
Per il primo ministro quel giovane era un trafficante. Il giovane accusato però ha subito reagito, testimoniando ed evidenziando le bugie del primo ministro. Lui ha dimostrato di essere uno studente eccellente di medicina con una media massima di voti. E ha fatto vedere un certificato dove si vedevano solo i 10, i suoi voti. Invece il primo ministro si è subito ammutolito.
Un altro significativo caso è stato anche quello di un giovane che sabato scorso è stato colpito da un proiettile di gomma all’occhio sinistro. Dopo aver subito un primo intervento chirurgico si era pensato che avesse già perso la vista di quell’occhio. Ma l’indomani, dopo una consulta, dei medici specialisti erano ottimisti ed hanno deciso di fare un altro intervento presso l’ospedale San Carlo di Roma per poter togliere un pezzo del proiettile di gomma rimasto sull’occhio sinistro. Il primo ministro, anche in questo caso, ha cercato di ingannare, affermando che tutte le spese sarebbero a carico del governo. Invece la sorella del ragazzo ferito ha dichiarato che tutte le spese le ha pagate la famiglia. Dopo questa dichiarazione della famiglia il primo ministro non ha detto una sola parola. Niente. Chissà perché?! Ma le sue bugie non si annientano con il silenzio.
Chi scrive queste righe è convinto che le proteste degli studenti hanno messo in grosse difficoltà il primo ministro albanese. Riferendosi alle proteste degli studenti di queste due settimane in Albania, risulta molto attuale l’affermazione di John F. Kennedy fatta il 13 marzo 1962. E cioè che chi rende impossibile una rivoluzione pacifica, renderà inevitabile una rivoluzione violenta.



