Ghepardi

  • Le risoluzioni del CCF per il 2021

    Riceviamo e pubblichiamo un messaggio del CCF – Cheetah Conservation Fund.

    Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. Il vostro sostegno è stato travolgente durante la Home Range del CCF per la campagna natalizia! Le vostre donazioni di $ 275.000 saranno raddoppiate grazie ai nostri generosi donatori di fine anno.

    Il vostro sostegno ha messo il CCF in una condizione tale da poter fissare alcuni obiettivi e risoluzioni ambiziosi che vogliamo condividere con voi. Siamo così grati per il vostro continuo sostegno in un anno così impegnativo.

    Grazie a VOI, il CCF potrà disporre, nel 2021, dei fondi necessari per attuare le nostre risoluzioni e iniziare la costruzione della coalizione per il ghepardo. Salvare una specie che un tempo era diffusa in tutta l’Africa, nelle zone meridionali dell’Asia e del Medio Oriente non è un compito che può essere svolto da una sola organizzazione. La nostra dedizione al salvataggio del ghepardo ha portato il CCF a cercare partnership cooperative attraverso l’attuale areale del ghepardo per arrestare la scomparsa dei ghepardi a causa delle tre principali minacce per la specie: conflitto uomo-fauna selvatica, perdita di habitat e commercio illegale di animali domestici/animali selvatici.

    Con l’aiuto dei partner del CCF espanderemo le roccaforti della popolazione nelle regioni che attualmente hanno ghepardi, ampliando i nostri programmi di successo e condividendo la nostra ricerca.

    Nel 2021, CCF lavorerà con i partner per:

    • Costruire e rafforzare l’educazione ambientale in tutte le aree
    • Sviluppare e aumentare la consapevolezza per la produzione di energia da biomasse
    • Implementare un’agricoltura rigenerativa, rispettosa del suolo e favorevole ai predatori
    • Aumentare gli sforzi di sensibilizzazione per fermare il commercio illegale di animali domestici

    Per promuovere la convivenza con i predatori per il nuovo anno, il nostro obiettivo è quello di aumentare il sostegno del CCF agli agricoltori che vivono al fianco di predatori come il ghepardo. Chiedere alle persone di condividere armoniosamente il loro ecosistema con i predatori è una grande sfida, specialmente quelle persone che fanno affidamento sul territorio per il loro sostentamento e percepiscono i predatori, ghepardi compresi, come una minaccia. Nel 2021, lo staff in prima linea del CCF lavorerà per:

    • Continuare i progetti di ricerca incentrati sulla riduzione dei conflitti uomo-fauna selvatica
    • Espandere la partecipazione di Future Farmers of Africa e Future Conservationists of Africa a nuove aree di pascoli di ghepardi come il Somaliland e l’Etiopia, tramite l’apprendimento virtuale
    • Accogliere nel CCF piccoli gruppi socialmente distanti per l’apprendimento in persona nella nostra nuova Biomass Classroom
    • Consegnare cani da guardia ai nuovi allevatori ed espandere il nostro coinvolgimento con visite alle fattorie nelle Terre Comunali Orientali in Namibia
    • Lavorare con pastori / nomadi nel Corno d’Africa per ridurre la predazione del bestiame e il conflitto uomo-fauna selvatica
    • Condurre sondaggi e campagne di sensibilizzazione in Somaliland per aumentare la consapevolezza degli impatti negativi del commercio illegale di animali domestici / animali selvatici

    Aiutare i sostenitori del CCF in tutto il mondo a vedere l’impatto delle loro donazioni in Africa è una sfida. Normalmente, la nostra fondatrice e direttrice esecutiva, la Dr. Laurie Marker sarebbe in viaggio per portare aggiornamenti di persona direttamente ai sostenitori del CCF. Ovviamente questo non potrà avvenire quest’anno.

    Nel 2021, il CCF aumenterà la consapevolezza di come TU stai aiutando a salvare il ghepardo nel:

    • Superare le nostre distanze con nuovi eventi e avvenimenti virtuali interattivi
    • Inviare comunicazioni regolari direttamente a te con aggiornamenti cartacei e digitali (assicurati di iscriverti per ricevere aggiornamenti dal CCF)
    • Costruire la presenza online del CCF con un aumento dei contenuti video pubblicati sul canale YouTube del CCF
    • Portando la savana direttamente a te con le interviste del personale del CCF e dei partner in tutte le aree: loro sanno in prima persona quale differenza fa il TUO SUPPORTO per il lavoro di conservazione del CCF.

    Vai sul nostro sito www.ccf-italia.org e leggi il nostro blog!

    A presto,

    Il CCF Italia

  • Solidarietà e idee regalo dal mondo dei ghepardi

    Il nostro Paese è purtroppo di nuovo parzialmente bloccato. La nostra preoccupazione va ai Parchi, alle strutture ricettive, alla nostra economia, … e ai nostri amici in Namibia che non possono accogliere nessun ospite. Tra questi, il CCF (http://www.cheetah.org), sia in Namibia che in Somaliland sta attraversando un periodo di grande stallo da un lato, e di grande lavoro dall’altro. Si, perchè il bracconaggio continua, e alla grande! E sono stati recuperati tantissimi ghepardi durante il periodo in corso….

    Stiamo cercando di aiutare come possiamo il nostro Rifugio Sicuro in Somaliland, dove ci sono ben 70 cuccioli dopo la missione della Polizia del Somaliland e del MoErd. Il CCF accoglie tutti i cuccioli, li cura, li nutre, e devo dire che l’abnegazione del personale è veramente commovente…!

    In questi giorni la dr. Marker è in Somaliland. Speriamo che si concretizzi la creazione di una Riserva naturale dove potranno essere liberati i ghepardi, e non solo …animali a rischio estinzione protetti anche da ranger… le trattative continuano, ma certamente l’impegno finanziario è notevole.

    Questo è il motivo per cui ci stiamo preparando alla Giornata del Ghepardo, il 4 dicembre, con largo anticipo.

    Abbiamo coinvolto il Parco faunistico La Torbiera http://www.latorbiera.it che si è generosamente reso disponibile a fare qualche gioco con arricchimento con le tre sorelle che ospita, e ci siamo recati al Parco per vedere come si comportavano…il Parco è bellissimo, un’oasi di pace e di natura incontaminata come non mai…..! Gli animali ospiti sono rari esemplari che rischiano l’estinzione, e l’impegno di Francesco e Mara è esemplare! Abbiamo preparato dei bocconi di carne appetitosi e li abbiamo messi alla prova: chi delle tre sorelle arriverà al boccone per prima? Ovviamente ci sarà un video che verrà pubblicato!

    Ora vi proponiamo questa nostra idea, e attendiamo un vostro riscontro: andando sul nostro sito www.ccf-italia.org che si presenta con una veste nuova, potete sempre acquistare i nostri prodotti, le magliette, le felpe e altro.

    A questo proposito siamo felici di avere concluso un accordo con il NAMSHOP (www.namshop.de), che importa dalla Namibia i prodotti tipici (molto naturali) del Paese dei ghepardi, e che ci darà automaticamente il 20% di quanto acquistato qui, sul nostro sito. Anche con un acquisto di alcolici, prodotti cosmetici (naturali) e manufatti tradizionali potete dare una mano al Cheetah Conservation Fund. Se andate sul nostro sito www.ccf-italia.org vedrete che ci sono diversi modi di aiutare, e viste le feste natalizie in arrivo, potete scegliere prodotti namibiani al 100% per un regalo, come i cosmetici, la birra, il Nam Gin, le borse i manufatti, regali insoliti che sicuramente vi chiederanno di ripetere (i prodotti della Namibia sono tutti naturali e non danno allergie).

    E SE VOLETE FARE UN UNICO BONIFICO (O CARTA DI CREDITO O PAYPAL) ACQUISTATE IL NOSTRO CALENDARIO 2021!

    PRENOTATEVI E LO RICEVERETE A CASA DIRETTAMENTE!

    Noi vi ringraziamo, come sempre, per il sostegno, e ci auguriamo di poter programmare presto un bel viaggio nel Paese dei ghepardi!

    Betty, Laura, Raffaella, Roberta, Maurizio, Andrea – Il CCF Italia

  • Missione compiuta!

    La Polizia e il MoERD del#Somaliland hanno portato a termine una importante missione nella lotta al commercio illegale di animali selvatici. Dieci cuccioli di ghepardo confiscati con successo ad una nota banda di trafficanti nella zona di Xeedho, alla periferia di Hargeisa. Due sospetti arrestati, verranno giudicati a breve. Con questa confisca, il CCF ha nei suoi Rifugi ben 59 cuccioli di ghepardo.

    Il CCF, che da tempo sta portando avanti questa missione importante in Somaliland, crocevia del traffico criminale di animali selvatici verso la Penisola Arabica, invita a fare una donazione a ccf-italia.org.

  • La donna che lotta per salvare i ghepardi in via di estinzione

    Riceviamo dal Cheetah Conservation Fund una bella intervista a Laurie Marker, l’antropologa californiana che ha dedicato la sua vita a salvare dall’estinzione il ghepardo, realizzata prima della pandemia da Covid-19 dal giornalista dell’emittente NBC, Keir Simmons, che, per la rubrica Today, si è recato in Somaliland, nel Corno d’Africa.

    https://www.today.com/video/meet-the-woman-fighting-to-save-endangered-cheetahs-from-extinction-88898117713

  • Ritorno alla natura

    Pronti per la liberazione in natura due bei maschi arrivati nella sede del Cheetah Conservation Fund in Namibia il 7 maggio scorso. Sono stati prelevati loro sangue e sperma e sono stati collarizzati con GPS. Hanno circa 4 anni, sono in ottima salute e sono molto grandi, 45 e 47 kg di peso. Ancora una volta l’équipe del CCF è entrata in azione al 100% per far sì che i due ghepardi ottenessero le cure migliori possibili.

  • Dichiarazione della Dr. Laurie Marker sui recenti attacchi sui social

    Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazioni della dott.ssa Laurie Marker, antropologa californiana fondatrice del Cheetah Conservation Fund, dopo una serie di attacchi ricevuti sui social

    Il Cheetah Conservation Fund prende atto degli attacchi sferrati da alcuni social media ai programmi del CCF e alla Dr. Laurie Marker.

    La politica del CCF è quella di non replicare a tali attacchi.

    Al contrario, il CCF si concentra sugli sforzi profusi nella ricerca e nei programmi atti a salvare la specie dall’estinzione.

    Noi rispondiamo con i 30 anni di leadership nella comunità globale.

    I programmi di ricerca, educazione e conservazione pieni di successo sviluppati dalla Dr. Marker vengono costantemente adeguati ed estesi a tutti gli areali dei ghepardi.

    Il CCF collabora con tutti gli attori coinvolti per i ghepardi per sviluppare le migliori prassi nell’allevamento del bestiame, nella gestione dei territori e nella rigenerazione dell’habitat, a favore di tutte le specie che condividono il territorio.

    Unitevi a noi nel nostro costante impegno!

  • La Dott.ssa Laurie Marker fa un appello allo stop del traffico illecito di ghepardi mentre si occupa dei cuccioli confiscati in Somaliland

    Riceviamo dal Cheetah Conservation Fund un comunicato stampa con alcune dichiarazioni della dott.ssa Laurie Marker sulla piaga del traffico illecito di ghepardi. Lo pubblichiamo con piacere perché l’attenzione del Patto Sociale è da sempre rivolta alle problematiche legate alla difesa degli animali, soprattutto quelli a rischio di estinzione, e alla salvaguardia del pianeta e della sua biodiversità. Un allarme che è stato lanciato lo scorso 10 settembre da Cristiana Muscardini, proprio da queste colonne (https://www.ilpattosociale.it/2019/09/10/per-salvare-luomo-salvare-lecosistema/). 

    HARGEISA, Somaliland (7 Sett. 2018) – La Dr. Laurie Marker, Fondatrice e Direttore Esecutivo del  Cheetah Conservation Fund (CCF), ha rilasciato la seguente dichiarazione dalla sua camera di albergo ad Hargeisa, dove sta fornendo le cure necessarie 24 ore su 24 ad un  cucciolo gravemente malnutrito e disidratato. Insieme ai fratelli, il cucciolo è stato tolto alla madre in una regione remota del Paese, e trattenuto dagli abitanti del villaggio per rappresaglia contro attacchi di predatori sul bestiame.

    Inoltre, la dr. Marker sta monitorando lo stato di salute di sei cuccioli di ghepardo confiscati ai bracconieri lo scorso 5 agosto vicino alla città portuale di Berbera. I cuccioli hanno un’età che varia tra i 3 e i 7 mesi di età e vengono temporaneamente accolti in un rifugio. Sono tutti in condizioni pessime. In collaborazione con il Ministero per lo Sviluppo e l’Ambiente del Somaliland, la dr. Marker è partita dalla Namibia per fornire le cure urgenti di pronto soccorso veterinario agli animali.

    Il bracconaggio e il traffico illegale di ghepardi nell’Africa  Orientale deve essere interrotto, deve finire oggi. Le popolazioni selvatiche di ghepardi in Etiopia, Somalia e nel Kenya settentrionale  sono già decimate, e la specie è a rischio di estinzione a livello locale. Come la maggior parte delle popolazioni restanti in Africa, i ghepardi dell’Africa Orientale devono già affrontare diverse minacce, incluso il conflitto umani/fauna selvatica, la perdita di habitat  e di prede, la frammentazione, e la mancanza di diversità genetica. Prelevare in natura i cuccioli sia per rappresaglia che a causa della percezione di una minaccia,  sia per commerciare illegalmente in animali da compagnia destinati al Medio Oriente, porterà solo alla scomparsa di questa specie. Togliere questi piccoli alla madre quando hanno poche settimane di vita è semplicemente crudele. Spezza il cuore tenere tra le mani un piccolo essere indifeso mentre  lotta per respirare. Io lo so, perché è ciò che mi è accaduto questa settimana quando è morto un cucciolo nonostante i miei ripetuti tentativi di rianimarlo. Ho anche chiamato un medico  perché gli somministrasse l’ossigeno, ma è stato tutto inutile. I cuccioli di questa età sono estremamente delicati, e non sappiamo per quanto tempo siano stati privati di  cibo e acqua. Nonostante le probabilità siano minime, lotteremo fino alla fine per salvare almeno il secondo cucciolo. E continueremo ad aiutare i nostri partner del Somaliland ad affrontare la piaga del bracconaggio di ghepardi e del traffico illecito fino ad eradicarlo completamente.”

    Il CCF opera per contrastare il bracconaggio ed il commercio illecito fin dal 2005. Nel 2011, il CCF ha iniziato a costruire una rete  in Somaliland, creando rapporti di cooperazione con le autorità del  governo locale.Da allora ha prestato   la propria assistenza durante i sequestri, le cure e i collocamenti di 49 ghepardi. Il 28 agosto scorso, è stata segnata una vittoria in Somaliland, quando per la prima volta due persone accusate di contrabbando sono state condannate e a tre anni di prigione ed a una sanzione di 300$ US.  – La prima incarcerazione per traffico illegale di ghepardi  in Somaliland.

    CONTATTI CON I MEDIA :

    Susan Yannetti, 202-716-7756  –  susan@cheetah.org

     

    Informazioni Preliminari: Il traffico illegale di ghepardi: dal Corno d’Africa alla Penisola Arabica

    Il Somaliland si è autoproclamato regione autonoma della Somalia dal 1991. E’ anche diventato la rotta principale di transito dei ghepardi esportati clandestinamente dall’Africa Orientale. Tuttavia, non essendo  riconosciuta come nazione a livello internazionale, non è Parte della Convenzione sul Commercio Internazionale di specie a rischio estinzione (CITES), il che impedisce un riconoscimento ufficiale dei traffici illegali di fauna selvatica che avvengono nel Paese.

    Dal 2005 a questa parte, Il Vicedirettore per le Comunicazioni Strategiche e il traffico illegale di fauna selvatica del CCF, Patricia Tricorache, ha compilato la base dati più completa a livello mondiale relativamente ai ghepardi, e continua ad operare per richiamare l’attenzione delle autorità governative e della stessa CITES su tale fenomeno.

    In tutto il territorio africano restano meno di 7500 ghepardi allo stato brado, mentre un secolo fa ce n’erano 100.000

    Questo calo cosi’ veloce costituisce per  i ghepardi un grande rischio di estinzione. Poiché l’80% dei ghepardi vive al di fuori dalle aree protette,  sono molto più a contatto con gli esseri umani, esacerbandone così i conflitti,  rendendoli facili obiettivi per i bracconieri.

    La ricerca del CCF ha evidenziato che ogni anno, almeno 300 cuccioli vengono contrabbandati verso la Penisola Arabica per essere venduti sul mercato nero degli animali esotici da compagnia. Di solito arrivano dal Corno d’Africa attraverso lo Yemen, e moltissimi cuccioli muoiono persino prima di essere trasportati. Per una specie con popolazioni esigue, le perdite del commercio illegale costituiscono una reale minaccia di estinzione.

    Nelle aree più colpite dal commercio illegale di ghepardi nel Corno d’Africa, i ghepardi selvatici adulti sono stimati intorno ai  300 esemplari, soprattutto in Etiopia e nel Kenya settentrionale (i dati sulle popolazioni di Somalia e Somaliland non sono  disponibili).

    I cuccioli vengono catturati mentre la madre sta cacciando, e una volta allontanati cosi’ giovani dalla madre, non saranno in grado di ritornare in natura, non avendo appreso dalla madre l’arte della caccia necessaria per la sopravvivenza. I cuccioli catturati solitamente non superano i tre mesi di vita, a causa di patologie e malnutrizione. Se sopravvivono, il più delle volte non superano i due anni di età, per gli stessi motivi.

    Perché ci si dedica al bracconaggio? Gli animali vivi sono  gli status symbol più richiesti negli Stati del Golfo. Si stima che circa 1000 ghepardi sono stati tenuti in case e residenze in Arabia Saudita, Kuwait, gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar in momenti diversi, pagati migliaia di dollari e sopravvivendo raramente in età adulta. Le prove evidenziano l’origine   illecita di questi ghepardi, sempre originate dalle  nazioni del Corno d’Africa .

    Pur non giustificando che si tengano in cattività animali selvatici, il CCF ha più volte fatto visita negli Emirati Arabi Uniti per sensibilizzare sul problema, fornendo ai veterinari e al personale addetto degli zoo locali  corsi di formazione  sulle cure da somministrare ai ghepardi. Nel dicembre del 2016, gli EAU hanno promulgato una legge che vieta la proprietà privata di animali esotici e pericolosi.

    Il CCF e i partner associati hanno trasferito i ghepardi confiscati in Somaliland in strutture di recupero in Etiopia e Gibuti. Dal 2016, il governo del Somaliland ha stabilito che i ghepardi confiscati nel Paese, devono rimanere all’interno di quest’ultimo. Per dare un rifugio sicuro e  cure adeguate ai cuccioli,  il CCF ha avviato una  raccolta di fondi di solidarietà a livello locale ed internazionale. Anche se attualmente tutti i ghepardi si trovano in un rifugio sicuro in mancanza di una struttura permanente, i ghepardi vengono accuditi tutti al meglio, con grande impegno e cure adeguate. Nell’aprile del 2017, il CCF ha avviato un partenariato con IFAW ( International Fund for Animal Welfare), che ha fornito le risorse necessarie a fornire cure ai ghepardi per un anno intero. Sono giunte anche sovvenzioni da SeaWorld & Busch Gardens Conservation Fund and donazioni di farmaci dallo Zoo di   Columbus, unitamente al sostegno finanziario fornito dal partner tedesco del CCF, Aktionsgemeinschaft Artenschutz (AGA)  e dal  CCF UK. Tuttavia è imperativo trovare soluzioni a lungo termine.

    (Trad. Betty von Hoenning©)

     

  • Il Cheetah Conservation Fund segnala l’emergenza di traffico illegale nel Corno d’Africa con risvolti epidemici

    Riceviamo dal Cheetah Conservation Fund un comunicato stampa sul ritrovamento di alcuni cuccioli di ghepardo, vittime del traffico illegale e del bracconaggio, che il centro fondato in Namibia dall’antropologa americana Laurie Marker ha accolto e sta curando.

    Con 23 cuccioli di ghepardi intercettati nell’ambito del bracconaggio e attualmente in cura nel rifugio provvisorio di Hargeisa, il Cheetah Conservation Fund segnala l’emergenza bracconaggio nel Corno d’Africa, che assume proporzioni epidemiche. “Il CCF ha accolto dieci nuovi cuccioli negli ultimi 45 giorni; tutti si trovavano in pessime condizioni. Quattro sono stati trovati ad Hargeisa in una scatola di cartone. Due altri sono stati scoperti ad Erigavo, una regione remota del Somaliland, incatenati insieme al terreno, con corde strette intorno al collo. I tre precedenti sono stati recuperati da un contenitore giallo in plastica, senza acqua né cibo, e pochissimo ossigeno. Il cucciolo recuperato recentemente è stato intercettato ad Aynabo, legato sul fondo di un pick-up, pieno di pulci e molto spaventato”, ha dichiarato la Dr. Laurie Marker, Fondatrice e Direttore del CCF. Le nostre strutture per i cuccioli sono al limite delle loro capacità, e ci stiamo preparando a quanto succederà in seguito”.

    Dal mese di aprile del 2017, il CCF ha attivato una “casa sicura” per assistere il Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Rurale del Somaliland (MoERD) e i suoi funzionari quando confiscano cuccioli catturati in Kenya, Somalia ed in Somaliland. I cuccioli vengono catturati e trasportati via Somaliland verso i suoi porti e poi in Yemen, e la maggior parte di essi riforniscono il mercato illegale del Medio Oriente. Una volta confiscati, i cuccioli vengono portati alla struttura del CCF, dove vengono sfamati, medicati e curati da un’équipe di volontari veterinari, studenti in veterinaria e addetti al benessere animale.

    “Mentre i funzionari del MoERD e gli studenti veterinari che abbiamo formato diventano sempre più efficienti nel loro impegno, ci rendiamo conto che il numero di animali da curare potrà solo aumentare. Il nostro rifugio provvisorio era stato concepito come soluzione temporanea, un luogo sicuro dove potevamo accudire i cuccioli in attesa del completamento di un santuario permanente. Ma il santuario non sarà disponibile in tempo utile, se dovremo fronteggiare la situazione attuale, e non saremo pronti a gestire un nuovo arrivo di cuccioli”, ha affermato la Dr. Marker.

    Per riuscire a fronteggiare questa emergenza, il CCF si appella alle aziende, alle fondazioni private, ai partner della conservazione e ai singoli perché si uniscano a questa lotta. Il CCF deve raccogliere almeno 10.000 USD al mese per sostenere le attività del rifugio temporaneo con tutte le cure dei cuccioli finché il nuovo santuario sarà pronto. Per completarlo, considerando i materiali di costruzione e la rete idrica ed elettrica, sono necessari altri 200.000 USD. Questi fondi di emergenza faranno sì che il CCF possa nutrire, alloggiare e fornire le cure veterinarie ai ghepardi confiscati al mercato clandestino, acquistando carne fresca (la spesa maggiore), i farmaci, i sostituti del latte artificiali, le vitamine e i integratori di calcio, i vaccini e le spese vive per i volontari, così come l’affitto e le utenze per l’attuale rifugio. Il peso della gestione di questa emergenza è tremendo, ma è assolutamente necessario, in quanto il CCF è l’unica organizzazione per la conservazione che lavora sul territorio in Somaliland, per i ghepardi ed altri animali. La Dr. Marker ritiene che in tal senso il CCF deve fare da apripista, e sottolinea quanto la situazione sia critica. “ Riteniamo che il numero di cuccioli catturati dai bracconieri del Corno d’Africa si aggiri sui 300 esemplari. Corrispondono allo stesso numero di ghepardi adulti che si trovano al di fuori dalle aree protette in questi Paesi, cioè dove i piccoli vengono catturati. A questo ritmo, i ghepardi saranno presto estinti localmente” afferma la Dr. Marker. “Abbiamo bisogno di aiuto per porre fine a questa emergenza prima che sia troppo tardi”.

    Fin dal 2005, il Cheetah Conservation Fund (CCF) ha iniziato a sorvegliare il traffico di ghepardi assistendo le autorità locali con le confische laddove possibile. Ad oggi, il CCF ha registrato centinaia di casi che coinvolgevano più di 1500 ghepardi, o parti di ghepardi. Di questi, meno del 20% sono sopravvissuti, mentre più del 30% sono stati dichiarati morti. La stragrande maggioranza del commercio di ghepardi vivi avviene tra l’Africa Orientale e la Penisola Arabica, dove i ghepardi sono considerati animali da compagnia popolari negli Stati del Golfo. I ghepardi catturati hanno origine in Etiopia, Kenya, Somalia e Somaliland, e vengono contrabbandati soprattutto dalle coste del Somaliland.

    Il CCF è una organizzazione non-profit con Quartier Generale in Namibia, con sedi negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, Italia, Belgio e nel Regno Unito, e con organizzazioni partner in molte altre nazioni. Fondato in Namibia nel 1990, Il Cheetah Conservation Fund è il leader globale della ricerca e conservazione dei ghepardi, dedito alla salvaguardia del ghepardo in natura. La missione del CCF è di essere riconosciuto come centro internazionale di eccellenza per la conservazione del ghepardo e del suo ecosistema, e lavora con tutti gli attori per sviluppare le migliori prassi in ricerca, educazione ed uso del territorio per farne trarre beneficio a tutte le specie, umani compresi. Per maggiori informazioni, visita: www.cheetah.org. 

  • Torna in Italia Laurie Marker per parlare della difesa dei ghepardi e non solo

    Si intitola Interazioni all’apice della piramide alimentare: grandi carnivori e attività umane il convegno che si svolgerà lunedì 4 febbraio alle ore 14.15 presso la Facoltà di Medicina Veterinaria (Via dell’Università 6), a Lodi, in cui sarà protagonista l’antropologa americana Laurie Marker, Presidente Cheetah Conservation Fund, che torna il Italia per raccontare quanto di bello e importante sta facendo nel suo centro in Namibia per la tutela e conservazione dei ghepardi. Al convegno, introdotto da Gustavo Gandini –DIMEVET-UNIMI, parteciperanno  Giovanni Quintavalle Pastorino – DIMEVET-UNIMI e Manchester Metropolitan University , Luca Pedrotti – Settore Grandi Carnivori della Provincia Autonoma di Trento e Nicola Ferrari – DIMEVET-UNIMI e SIEF. Siamo tutti invitati!

  • L’appello di Laurie Marker: stop al traffico di ghepardi in Somalia!

    Riceviamo e pubblichiamo l’appello per porre fine alla traffico di ghepardi in Somalia che l’antropologa americana Laurie Marker, da anni impegnata nella difesa dei ghepardi in Namibia, dove ha creato il Chetah Conservation Fund, lancia dal sito CCF.

    HARGEISA, Somaliland (7 Sept. 2018) – La dr. Laurie Marker, Fondatrice e Direttore Esecutivo del Cheetah Conservation Fund (CCF), ha rilasciato la seguente dichiarazione in data odierna, dal suo albergo di Hargeisa, dove sta fornendo cure e assistenza 24/24 ad un cucciolo di ghepardo affetto da malnutrizione e disidratazione gravi. Insieme alla sorella, il cucciolo era stato sottratto alla madre in una remota regione del Paese, e tenuto in ostaggio dagli abitanti del luogo per rappresaglia alle predazioni sul bestiame. Inoltre, la dr. Marker sta monitorando la salute di altri 6 cuccioli, confiscati ai bracconieri il 5 di agosto, vicino alla città portuale di Berbera. I cuccioli hanno un’età che va dai 3 ai 7 mesi di età, e sono ricoverati in un rifugio provvisorio. Tutti sono in grave stato di salute. In collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Rurale del Somaliland, la dr. Marker si è recata nel paese dalla Namibia, per fornire cure di emergenza agli animali.

    “Il contrabbando di ghepardi e il traffico nell’Africa Orientale devono essere fermati, e devono essere fermati oggi. Le popolazioni di ghepardi selvatici in Etiopia, Somalia e Kenya settentrionale sono già state decimate, e la specie è a rischio di estinzione a livello locale. Come la maggioranza delle popolazioni restanti in Africa, i ghepardi in Africa Orientale affrontano molteplici minacce, che comprendono il conflitto umani-fauna selvatica, perdita di habitat, perdita di prede, frammentazione, e mancanza di variabilità genetica. Sottrarre singoli animali alla natura, se per rappresaglia per le predazioni o per eliminare una minaccia percepita come tale, o anche per fare traffico di animali da compagnia nel Medio Oriente, ebbene, tutto cio’ porterà solo all’ estinzione della specie. Togliere i cuccioli appena nati alla madre quando hanno poche settimane di vita è inoltre estremamente crudele. Ti si spezza il cuore a tenere tra le mani un piccolo e inerme animale che lotta affannosamente fino ad esalare il suo ultimo respiro. Lo so perchè è cio’ che ho vissuto questa settimana, quando è spirato uno dei cuccioli, nonostante i miei tentativi ripetuti di rianimarlo. Ho chiamato persino un medico, per fargli somministrare ossigeno, ma tutti i nostri sforzi sono stati vani. I cuccioli di questa età sono estremamente delicati, e non sappiamo per quanto tempo sono stati senza mangiare o bere. Nonostante le probabilità di salvezza siano minime, continueremo a lottare per la vita del secondo cucciolo. E continueremo ad aiutare i nostri partner del Somaliland contro il flagello del contrabbando di ghepardi fino a che sarà sconfitto.”

    Il CCF ha lavorato per contrastare il bracconaggio e il traffico di animali fin dal 2005. Nel 2011, il CCF ha iniziato a costruire una rete in Somaliland, creando collaborazioni professionali con le autorità governative a livello locale. Da allora, il CCF ha prestato assistenza durante i sequestri, la cura e la collocazione di 49 cuccioli. Il 28 di agosto, una pietra miliare è stata la vittoria in tribunale quando 2 persone accusate di traffico di fauna selvatica sono state condannate a tre anni di prigione e ad una sanzione di 300$US – la prima detenzione per traffico illegale d ghepardi in Somaliland.

    IL CONTESTO

    Il traffico di ghepardi : dal Corno d’Africa alla Penisola Arabica.

    Il Somaliland è una regione della Somalia, autoproclamatasi autonoma fin dal 1991. E’ diventata anche la rotta principale di transito di ghepardi catturati dell’Africa Orientale. Tuttavia, poichè non è riconosciuta come nazione indipendente, non è Parte della Convenzione sul Commercio Internazionale di Specie a rischio (CITES), il che impedisce un riconoscimento ufficiale del commercio di fauna selvatica che avviene nel Paese. Dal 2005 a questa parte, il Vice Direttore per le Comunicazioni Strategiche e il Commercio Illegale della Fauna Selvatica, Patricia Tricorache, ha compilato il database piu’ completo, a livello mondiale, sui traffici di ghepardi, operando a favore dell’interessamento di governi e organizzazioni internazionali come la CITES.

    Nei territori africani, sono meno di 7500 i ghepardi selvatici, rispetto ai 100.000 di un secolo fa. Questo decremento rapido è una grande minaccia per i ghepardi, anche perchè essendo l’ottanta per cento dei ghepardi al di fuori delle aree protette, il contatto con gli umani è più ravvicinato e esacerba il conflitto, rendendoli piu’ facilmente oggetto di bracconaggio. Ogni anno, secondo le ricerche del CCF, si stima che 300 ghepardi vengono contrabbandati, soprattutto attraverso lo Yemen dal Corno dell’Africa, per essere immessi nel commercio illegale di fauna selvatica della Penisola Arabica. Molti muoiono prima di essere trasportati. Per una specie con popolazioni esigue, le perdite dovute ai traffici illegali mettono a rischio la mera esistenza del ghepardo.

    Nelle zone del Corno d’Africa che sono piu’ colpite dal traffico di ghepardi vivi, la popolazione di ghepardi adulti è stimata intorno ai 300 capi, soprattutto in Etiopia e in Kenya settentrionale (non sono disponibili dati relativi a Somalia e Somaliland). I cuccioli vengono recuperati mentre la madre è a caccia. Sottratti alla madre in tenera età, questi cuccioli non potranno mai essere rimessi in libertà, non avendo appreso dalla madre le abilità per sopravvivere. I cuccioli oggetto del bracconaggio non sopravvivono, di solito, piu’di tre mesi a causa di malattie e dell’alimentazione errata. Quando sopravvivono, non superano comunque i due anni di età, sempre per lo stesso motivo.

    Perchè la gente si dedica al contrabbando di cuccioli di ghepardo? Gli animali selvatici sono in cima alla lista dei desideri come status symbol negli stati del Golfo. Secondo una stima, sono piu’ di mille i ghepardi che si trovano nelle case e nelle residenze dell’Arabia Saudita, degli Emirati, in Kuwait e in Qatar, pagati migliaia di dollari, e condannati quasi tutti a morire prima dell’età adulta. Ci sono prove che confermano la provenienza di questi animali dal Corno d’Africa. Pur non accettando che si tengano ghepardi come animali domestici, il CCF si è recato piu’ volte negli Emirati Arabi Uniti per sensibilizzare al problema, organizzando seminari per veterinari e formazione per il personale accreditato degli zoo sulle cure corrette da prestare ai ghepardi. Nel dicembre del 2016, gli EAU hanno promulgato una legge che proibisce il possesso di animali esotici e pericolosi da parte di privati.

    Il CCF ed i suoi partner locali hanno trasferito i cuccioli sequestrati in Somaliland nelle strutture di salvataggio nei vicini Etiopia e Gibuti. Nel 2016, il governo del Somaliland ha deciso che i cuccioli confiscati sul suolo devono restare nel Paese. Quindi, per riuscire a trovare una struttura adatta in Somaliland, il CCF ha iniziato a raccogliere risorse finanziarie a livello locale ed internazionale. Pur trovandosi attualmente in sicurezza in una casa, mancando una struttura permanente, i ghepardi richiedono le cure migliori. Nell’aprile del 2017, il CCF ha attuato un partenariato con l’International Fund for Animal Welfare (IFAW), che ha fornito dei fondi che sosterranno i ghepardi confiscati per un anno intero. Sono arrivati anche i contributi del Busch Gardens Conservation Fund, medicinali dallo Zoo di Columbus oltre al sostegno del partner tedesco del CCF, Aktionsgemeinschaft Artenschutz (AGA) e del socio del CCF nel Regno Unito. Tuttavia, è necessario ricercare soluzioni a lungo termine.

     

     

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