Ghepardi

  • IL CCF ringrazia tutti gli amici dei ghepardi

    Cari Amici del CCF Italia,

    in prossimità delle festività natalizie, desideriamo esprimervi la nostra gratitudine: le vostre donazioni, l’appartenenza alla nostra associazione, l’acquisto dei calendari e dei nostri articoli nel Cheetah Shop ci hanno permesso, durante il 2025, di procurarci molti articoli necessari per il Somaliland, e anche per il Centro in Namibia, dando così un significativo contributo a tutto il CCF.

    Abbiamo acquistato tra l’altro:

    1. la tritacarne industriale per i pasti dei cuccioli durante lo svezzamento;
    2. 100 microchip per i 126 ghepardi che vivono nel Centro;
    3. Paté Hill’s HD per i cuccioli appena nati che sono fortemente malnutriti;
    4. attrezzi in acciaio per i lavori edili nel Centro;
    5. le crocchette per i cani che il CRCC ospita, e che sono introvabili in Somaliland;

    6.le bombolette di CO2 per le freccette per anestesia.

    E tanto tanto ancora.

    Parlando di cifre, quest’anno il CCF Italia ha contribuito per più di 23.000€ in totale, tra denaro e donazioni in natura. In particolare, una donazione di 3500€ è stata consegnata direttamente dal nostro Andrea Melandri, membro del Direttivo, che si è recentemente recato in Somaliland.

    Abbiamo organizzato la spedizione del mangime destinato da ALMO NATURE alla Namibia – attualmente in consegna! – provvedendo alla logistica, alle spese di spedizione e doganali, sempre in contatto con lo spedizioniere di fiducia e con la ditta Almo che ci ha destinato una fornitura triennale per i nostri cani, sia adulti che cuccioli.

    Siamo stati impegnati nel carico e nella spedizione verso il Somaliland delle merci e tutto è arrivato in condizioni perfette!

    Quattro dei nostri volontari, Andrea Melandri, Jessica Bevoni, Jessica Impastato ed Elisa Fimiani, hanno chiuso il cerchio andando in Somaliland nel mese di novembre. La loro presenza e la loro attività sono state fortemente apprezzate!

    I cuccioli stanno bene e crescono rapidamente: le cure che prestiamo sono quotidiane, e per 126 ghepardi solo l’alimentazione richiede molto tempo…

    Ma ciò che ci sta a cuore e ci preoccupa alquanto è la continua domanda di cuccioli proveniente dai Paesi Arabi: finché questa non calerà, ci sarà sempre qualcuno che per un guadagno anche minimo farà di tutto per stanare questi animali uccidendo le madri e rapendo i cuccioli.

    Per questo motivo, l’informazione e i contatti con questi Paesi sono cruciali perché si riesca a bloccare il traffico. Sono stati fatti importanti passi avanti, ma il percorso è ancora lungo.

    E per questo, abbiamo bisogno di educare e informare le persone.

    Il vostro contributo è importante!

    Le nostre azioni dipendono da voi!

    Grazie di cuore per tutto ciò che avete fatto e che farete, affinché i ghepardi non si estinguano e perché possano vivere liberi nella natura!

    Buone Feste,

    Il direttivo e i volontari del CCF Italia

  • Tupuka, una storia di coesistenza

    Riceviamo e pubblichiamo un articolo del CCF (Cheetah Conservation Fund)

    Verso la fine di agosto il Cheetah Conservation Fund è intervenuto in una fattoria in Namibia per prelevare un ghepardo maschio che era stato trattenuto dall’allevatore perché, sebbene non avesse cacciato che animali selvatici, il felino si era avvicinato troppo al kraal, il recinto all’interno del quale venivano allevati i vitelli. Portato il ghepardo nella nostra clinica, lo staff lo ha sottoposto ad esami, in seguito ai quali si è potuto stabilire che l’animale era sano, pesava 42 kg e aveva un’età stimata di 4 o 5 anni. Inoltre, gli sono stati prelevati campioni di pelo e sangue, è stato somministrato il vaccino antirabbico e applicato un collare di localizzazione.

    Parallelamente, lo staff ha instaurato una collaborazione con l’allevatore che ha infine deciso di aderire al cosiddetto “Sistema di Allerta Rapido” (Early Warning System), un programma elaborato dal CCF che prevede l’utilizzo di dispositivi satellitari GPS dotati di funzioni di geofencing. All’interno dell’unità GPS è creato un recinto virtuale che corrisponde al territorio di proprietà dell’allevatore. Ogniqualvolta che il dispositivo rileva una “breccia” nel recinto virtuale, l’allevatore riceve tempestivamente un alert che gli permette di prevenire qualsiasi potenziale minaccia al suo bestiame senza ricorrere a metodi drastici o letali, consentendo al contrario la convivenza tra uomo e ghepardo.

    La Namibia ospita la più grande popolazione selvatica di ghepardi, la maggior parte dei quali vive al di fuori delle aree protette, aggirandosi per lo più nei pressi di aree coltivate e ritrovandosi a condividere il territorio con le comunità locali e gli animali domestici. Oggi però approcci innovativi, quali il Sistema di Allerta Rapido, stanno facendo la differenza nella coesistenza tra uomo e grandi predatori.

    Il ghepardo protagonista di questa storia è stato rilasciato a metà settembre nella riserva del CCF, vicino alla fattoria dove era stato trattenuto. La sua esperienza testimonia i risultati che si possono raggiungere quando gli sforzi di conservazione e le comunità locali operano nella stessa direzione: la conoscenza sostituisce la paura, la coesistenza pacifica sostituisce il conflitto. L’allevatore e la sua famiglia hanno deciso di dare un nome a quello che oramai non è più visto come un nemico: Tupuka che in lingua herero significa “colui che corre”.

  • Apre il Centro di Studi e Formazione del Cheetah Conservation Fund

    Elettrizzanti notizie ci giungono dal Somaliland, dove ha finalmente aperto le porte il Centro di Studi e Formazione professionale. Grazie al supporto della Royal Commission for Al-Ula, il centro d’eccellenza sarà un hub per la formazione e l’addestramento professionale nell’ambito della conservazione e offrirà programmi immersivi per i visitatori provenienti non solo dal Somaliland, ma da tutto il Corno d’Africa. Il Centro, che si estende su una superficie di oltre 4.500 mq, ospita un’area di accoglienza, uffici e sale riunioni, aule all’aperto e al chiuso, oltre a un refettorio, a dormitori e a un grande cortile centrale.

    Realizzati da SDI Architecture in collaborazione con Detour Habitats, gli edifici del Centro sono adiacenti al CRCC (Cheetah Rescue and Conservation Centre), all’interno della riserva a un’ora da Hargeisa. Per questo progetto il Cheetah Conservation Fund ha lavorato con la designer Prasanna Lachagari, già nominata tra i Forbes 30 Under 30, che con il suo team di lavoro ha realizzato strutture sostenibili capaci di affrontare le sfide naturali e climatiche tipiche del Somaliland, tra cui il caldo soffocante e i venti forti, dotate di sistemi di raffreddamento passivi e caratterizzate da basso impatto ambientale.

    «L’apertura del Centro di Studi e Formazione professionale rappresenta per noi la base su cui costruire un futuro in cui uomo e fauna selvatica potranno coesistere. Il Centro ci consentirà di replicare in Somaliland il modello di conservazione che con tanto successo abbiamo sviluppato in Namibia e di offrire formazione e competenze in settori fondamentali come la tutela della fauna selvatica, il ripristino di habitat e territori e l’utilizzo di mezzi di sussistenza sostenibili» ha riferito la Dott.ssa Laurie Marker, fondatrice e direttrice del CCF. Dal 2022, infatti, il CCF lavora in Somaliland dove si prende cura di ghepardi salvati dal traffico illegale e, grazie all’apertura del Centro di Studi e Formazione professionale, potrà ora espandere il raggio d’azione delle proprie attività fino a includere e promuovere il coinvolgimento proattivo delle comunità locali e la sostenibilità a lungo termine.

    Nelle parole di Prasanna Lachagari: «Questo Centro è molto più di un insieme di edifici. È un palcoscenico del possibile. Abbiamo voluto creare uno spazio che riflettesse la dignità della mission del CCF, rispettasse la cultura locale e ispirasse le future generazioni di leader nel campo della conservazione».

  • Ogni cucciolo conta: una vita di lotta per i ghepardi

    Quando i cuccioli di ghepardo T-Swift e Kelce sono stati salvati dai trafficanti di animali selvatici all’inizio di quest’anno, i loro nomi, ispirati a due delle più grandi star del mondo, hanno catturato l’attenzione globale.

    Ma al di là dei titoli si cela una storia più profonda, fatta di crescente necessità e impegno a lungo termine per la salvaguardia dei ghepardi, di cui sono stata testimone in prima persona in cinque decenni di lavoro con la specie.

    Nel 2025, anno del nostro 35° anniversario, il Cheetah Rescue and Conservation Centre (CRCC) in Somaliland ha raggiunto un traguardo difficile: ora ci prendiamo cura di oltre 100 ghepardi confiscati. Questo numero rappresenta un impegno crescente, poiché ogni salvataggio segna l’inizio di anni, a volte di una vita intera, di cure dedicate.

    A fine giugno abbiamo ricevuto il terzo gruppo di cuccioli di ghepardo dell’anno. Tra loro, alcuni avevano circa sette giorni di vita, probabilmente i cuccioli più giovani che abbiamo ricevuto finora in Somaliland. La frequenza e la tempestività dei sequestri di quest’anno evidenziano una sfida crescente che mi tiene sveglia la notte. Ho già allevato cuccioli così piccoli. Anche Chewbaaka, uno dei nostri primi ambasciatori, aveva solo pochi giorni di vita quando è stato affidato alle mie cure.

    Quando guardo questi cuccioli minuscoli, che a malapena riescono ad aprire gli occhi, vedo sia dolore che speranza. Che i cuccioli vengano confiscati all’inizio o alla fine del percorso clandestino, ora siamo in grado di gestire meglio le cure superando le terribili condizioni in cui arrivano.

    I nostri progressi sono dovuti ai tempestivi interventi del Ministero, alla maggiore urgenza nell’applicazione delle norme e alla generosità dei donatori che ci hanno aiutato a migliorare la qualità delle cure.

    Il numero di ghepardi attualmente sotto la nostra protezione in Somaliland rimane elevato. Con tassi di sopravvivenza migliorati, ogni salvataggio comporta una maggiore responsabilità a lungo termine. Ogni cucciolo che sopravvive significa anni di cure dedicate, riabilitazione e, si spera, il rilascio in natura, dove appartiene.

    Sfida Chewbaaka Wild Cheetah ha un significato speciale per me. È una storica campagna di abbinamento che aiuta a sostenere l’eredità di Chewbaaka, un cucciolo che è diventato un simbolo di ciò che è possibile nella conservazione dei ghepardi. La campagna di quest’anno, iniziata il 1° luglio, offre ai donatori l’opportunità di raddoppiare il loro contributo fino a 375,000 dollari. Questi fondi sostengono le cure intensive per cuccioli come T-Swift, Kelce e i nostri ultimi arrivati, il nostro nuovo Centro di Formazione * progettato per prevenire futuri traffici tramite attività di sensibilizzazione, e la nostra continua collaborazione con il Ministero dell’ambiente e dei cambiamenti climatici del Somaliland per pianificare future liberazioni di ghepardi.

    Invito i nostri sostenitori a sponsorizzare un ghepardo per fornire riabilitazione e cure a lungo termine, donare durante il La sfida di Chewbaaka per raddoppiare il loro impatto e contribuire a sostenere il ritorno in natura dei ghepardi riabilitati. La nostra missione è preservare i ghepardi in natura. Stiamo preparando questi cuccioli per il futuro. Con il supporto del nuovo Presidente e Ministro dell’Ambiente del Somaliland, possiamo intraprendere i prossimi passi per salvaguardare la popolazione selvatica del Paese.

    T-Swift e Kelce hanno catturato l’attenzione del mondo, e ora è il momento di trasformare quell’attenzione in azioni concrete. Il ghepardo è il mammifero terrestre più veloce, in grado di passare da zero a 110 chilometri orari in pochi secondi. Ma la sua velocità non può superare le minacce che deve affrontare. Un impegno costante e a lungo termine è essenziale per garantirne la sopravvivenza.

    Dopo 50 anni di lavoro con i ghepardi, 35 dei quali dedicati alla guida degli sforzi del CCF per la riabilitazione di animali orfani e feriti, so che ogni individuo è importante. Ogni cucciolo che salviamo rappresenta una speranza per il futuro della specie.

  • Gli Atout Del Corno D’Africa

    Sotto la supervisione esperta della Dr. Laurie Marker, il CCF sta conducendo una ricerca ecologica innovativa nel Somaliland, come parte di uno sforzo più ampio per comprendere e tutelare le popolazioni di ghepardi nel Corno d’Africa. Qui si combinano tecnologia e intuizioni della comunità per affrontare la maggiore minaccia per i ghepardi nella regione: il commercio illegale di animali esotici, che continua a decimare le popolazioni selvatiche.

    Di recente, quattro cuccioli di ghepardo sono stati confiscati a circa 60 chilometri dalla capitale Hargeisa. Grazie all’intervento immediato del Ministero dell’Ambiente e dei Cambiamenti Climatici (MoECC), i cuccioli sono stati trasferiti in sicurezza al CCF per le cure. Il soccorso è iniziato immediatamente in loco, dove sono stati reidratati e nutriti velocemente già sul retro del nostro mezzo. Una volta stabilizzati, sono stati collocati in quarantena presso il Cheetah Rescue and Conservation Centre (CRCC) a Geed-Deeble.

    La ricerca ecologica in Somaliland sta avanzando rapidamente, fornendo informazioni essenziali sulla distribuzione dei ghepardi e sulle dinamiche dell’habitat. Nel novembre 2024, un team multidisciplinare ha lanciato una spedizione pionieristica sul campo come parte di un dottorato innovativo presso la Namibia University of Science and Technology. Questa ricerca si concentra sulla mappatura dello stato, dell’areale e della distribuzione dei ghepardi in Somaliland, nello Stato regionale somalo (SRS) dell’Etiopia e nel Puntland.

    Dopo l’approvazione del MoECC nel gennaio 2025, il team ha dispiegato 72 fototrappole nel terreno accidentato e montuoso della regione di Awdal. Condotte in collaborazione con i coordinatori regionali e una Special Protection Unit della Somaliland Police Force, queste indagini forniscono una visione più approfondita dell’habitat del ghepardo e ci aiutano a comprenderne l’attuale popolazione.

    Il coinvolgimento della comunità è fondamentale per questo lavoro. I ricercatori hanno collaborato con i nomadi somali locali, che forniscono un contesto cruciale e un valore aggiunto ai dati ecologici. Questa collaborazione non solo migliora la nostra ricerca, ma crea anche relazioni importanti per far sì che le nostre strategie di conservazione abbiano a costruzione del nuovo Education Centre procede celermente, con più spazi ora completamente chiusi mentre muri e tetti esterni prendono forma. Una volta completata, la struttura fungerà da hub per programmi di formazione e sensibilizzazione, fornendo istruzione ambientale e promuovendo lo sviluppo sostenibile dei mezzi di sostentamento. Dotando le comunità locali di conoscenze e competenze essenziali, il Centro svolgerà un ruolo fondamentale nel promuovere la consapevolezza della conservazione e nel creare opportunità che riducano il conflitto tra umani e fauna selvatica.

    Questi sforzi, il salvataggio dei ghepardi, la promozione della ricerca ecologica e la promozione dell’educazione della comunità sono tutti essenziali per combattere il commercio illegale di animali selvatici. Affrontando sia la dimensione ecologica che quella umana della conservazione, stiamo lavorando per salvaguardare le popolazioni di ghepardi, assicurando al contempo che le esigenze delle comunità locali siano soddisfatte, assicurando un futuro sostenibile sia per le popolazioni che per la fauna selvatica.

    Dalla visione all’azione: promuovere la conservazione dei ghepardi dopo il Global Cheetah Summit

    Il Global Cheetah Summit del 2024 ad Addis Abeba ha gettato le basi per una visione strategica e audace per la conservazione dei ghepardi. Esperti come il dott. Bogdan Cristescu e il signor Abdinasir Hussein hanno evidenziato approcci innovativi per mitigare il commercio illegale di animali selvatici/animali domestici e superare le sfide dello studio di questi felini schivi.

    Combinando una solida ricerca sul campo, il coinvolgimento della comunità e tecnologie all’avanguardia, il lavoro in Somaliland sta definendo un nuovo standard per la conservazione nella regione, affrontando direttamente le minacce poste dal commercio illegale di fauna selvatica e promuovendo al contempo soluzioni sostenibili sia per le persone che per la fauna selvatica.

  • Quattro nuovi cuccioli salvati in Somaliland

    A pochi giorni di distanza dalla Giornata Mondiale della Fauna Selvatica, celebrata il 3 marzo, il CCF (Cheetah Conservation Fund) annuncia con piacere che il mese scorso quattro cuccioli di ghepardo sono stati salvati dal commercio illegale di animali selvatici in Somaliland, grazie agli sforzi congiunti del Ministero per l’Ambiente e i Cambiamenti Climatici (MoECC) e del Cheetah Conservation Fund (CCF). I quattro cuccioli sono stati trasferiti al Cheetah Rescue and Conservation Centre (CRCC) del CCF per cure mediche e riabilitazione e ora si stanno adattando alla loro nuova casa.

    Il commercio illegale di animali selvatici è tra le principali minacce per i ghepardi che vivono allo stato selvatico e nel Corno d’Africa la situazione ha raggiunto livelli molto preoccupanti. Secondo le stime, nella regione rimangono in natura meno di 500 ghepardi, tra adulti e adolescenti. Tuttavia, ogni anno tra i 200 e i 300 cuccioli vengono prelevati e commercializzati illegalmente attraverso il Corno d’Africa per soddisfare la domanda di animali da compagnia di provenienza esotica.

    Oggi il CRCC funge da punto di riferimento e centro di riabilitazione per i ghepardi, quasi 100, salvati dal commercio illegale. Nel Corno d’Africa, il CCF è attivo nella lotta al commercio illegale attraverso la promozione di politiche ad hoc, iniziative di ricerca e formazione che coinvolgono le comunità che vivono vicine ai territori dei ghepardi. Inoltre, la ricerca pubblicata dal CCF nel 2023 che evidenziava l’impatto del commercio illegale sul ghepardo dell’Africa nord-orientale, ovvero la sottospecie presente nel Corno d’Africa, ha contribuito a sostenere l’inserimento di quest’ultimo tra le specie “in pericolo” d’estinzione. Nello stesso anno, il CCF ha avviato programmi di formazione in materia di conservazione nella regione di Awdal in Somaliland, al fine di fornire sempre maggiori mezzi di sostentamento alle popolazioni rurali e promuovere la coesistenza con la fauna selvatica. Attualmente, sempre in Somaliland, è in corso anche la costruzione di un nuovo complesso educativo presso il Cheetah Rescue and Conservation Centre (CRCC): primo del suo genere nella regione, l’innovativo complesso educativo si focalizzerà sulla conservazione del ghepardo nordafricano, offrendo spazio per un’ampia gamma di programmi formativi indirizzati alle comunità locali e no.

  • Nel Cuore del Somaliland la missione del CCF per i Ghepardi

    Ancora cuccioli erano stati ritrovati con azioni di intelligence e affidati immediatamente al Cheetah Conservation Fund in Somaliland. Sono i 95 ghepardi sopravvissuti, poiché molti di loro non ce l’avevano fatta, che da quasi cinque anni vivono al CCF e che oggi, grazie alle terapie somministrate che garantiscono loro uno stato di buona salute, sono continuamente monitorati. Avevano subito serissimi danni durante le catture, dalla malnutrizione alla disidratazione, dalla presenza di parassiti a ferite, contusioni, legature alle zampe. Alcuni di loro hanno subito danni irreversibili, come Hanuman che ha subito l’amputazione della coda (a causa di una probabile porta chiusa senza attenzione dai bracconieri). Per questo motivo, i ghepardi, che sono di proprietà del governo, devono restare nel Paese e affidati solo al CCF che se ne assume tutte le responsabilità.

    Attualmente nel centro ci sono 25 recinzioni di dimensioni notevoli che contengono diversi gruppi di ghepardi, spesso fratelli, che vanno dagli undici mesi ai 5/6 anni, ma sempre rigorosamente separati tra maschi e femmine.

    Betty von Hoenning, responsabile del CCF Italia e amica del Patto Sociale, in questo periodo in Somaliland e in Namibia, ci fa sapere che le cure quotidiane sono abbastanza lunghe al mattino e meno nel pomeriggio, alle 6,30 è fresco, il sole sorge e si lavora bene fino alle 11 circa, perché il rischio di contaminazione è alto quando si tratta di animali selvatici.

  • La storia di Hela: da cucciolo di ghepardo orfano a madre selvaggia

    Era l’agosto del 2018, quando gli incaricati del Ministero dell’Ambiente, delle Foreste e del Turismo della Namibia (MEFT) hanno recuperato quattro fratellini di ghepardo di circa quattro mesi, rimasti orfani in circostanze sconosciute.  Affidati immediatamente alle cure del Cheetah Conservation Fund di Otjiwarongo, i cuccioli, dopo i primi esami di routine, risultavano in buone condizioni fisiche e di salute. Come da prassi sono stati assegnati loro, per la distinzione tra i soggetti, i nomi di Thor, Loki, Mike e Hela, la nostra protagonista.

    Le fasi del ciclo di vita di un ghepardo sono tre: cucciolo (dalla nascita a 18 mesi), adolescenza (da 18 a 24 mesi) e vita adulta (da 24 mesi in poi). A 4 mesi di età, in natura, i cuccioli di ghepardo sono molto attivi e curiosi, apprendono velocemente dal mondo che li circonda iniziando ad esplorare il territorio seguendo ed accompagnando la madre nel quotidiano. Ogni occasione è buona per il gioco, stimolo all’attività futura di “veloci cacciatori”. In questa fase vitale, le loro unghie semi retrattili sono ancora affilate, arrampicarsi sugli alberi è una divertente attività per ottenere una visuale più lunga sull’orizzonte, oggi un gioco, e domani utile pratica per localizzare le prede in lontananza.

    È noto che la privazione precoce dell’influenza degli adulti ha effetti a lungo termine sulla possibilità di apprendimento alla vita selvaggia, poiché gli adulti svolgono un ruolo chiave nel guidare e regolare il comportamento dei giovani. I ghepardi restano accanto alla madre per 18 mesi (fase adolescenziale), quindi è probabile che l’assenza della madre possa aver provocato una perdita di apprendimento nello sviluppo delle abilità dei cuccioli recuperati. La risposta ai primi esami comportamentali dei cuccioli orfani, ha fatto ben sperare per un eventuale e potenziale rilascio in natura.

    Accolti nell’area di riabilitazione, dove le interazioni umane sono ridotte al minimo, sono stati affiancati con successo ad altri ghepardi orfani di età maggiore. Una buona reazione all’ambiente che li ha accolti, aggiunto alle scrupolose cure del personale del CCF hanno fatto sì che raggiungessero i 18 mesi forti e sani. La speranza di un ritorno in natura si faceva più tangibile. Per evitare le note zuffe fra i sessi opposti, soprattutto in fase adolescenziale, sono stati separati in gruppi maschili e femminili. Hela è stata unita ad un’altra femmina di nome Adina, e i maschi congiunti ad altri tre.

    Dopo due anni di monitoraggio nell’area di riabilitazione, confermato l’atteggiamento “selvaggio” e la percezione di “pericolo” nei confronti dell’essere umano, si è potuto finalmente confermare il rilascio in libertà di Hela. Inizialmente Adina e Hela sono state sedate per il controllo sanitario, che comprendeva la pesatura, la misurazione, il prelievo dei campioni di sangue. Dotate anche di collari satellitari per monitorarne gli spostamenti sono state accompagnate. Nella prima fase del rilascio che comprendeva il trasferimento in un “boma” di 200 ettari (area di controllo recintata per il periodo di adattamento), e successivamente, qualche mese dopo, è avvenuto il rilascio in Natura delle due femmine.

    Hela ha svolto la riabilitazione in modo straordinario, tanto da diventare un’ottima cacciatrice. Abbatteva regolarmente le prede, e il suo atteggiamento schivo nei confronti dell’essere umano la rendeva “selvaggia” a tutti gli effetti. Questo è stato uno dei motivi per cui è stata inizialmente selezionata come uno degli otto ghepardi candidati al trasferimento in India per il programma di reintroduzione Cheetah Project. Durante il controllo sanitario, prima della partenza, abbiamo scoperto che Hela era incinta, accoppiatasi certamente nel periodo passato in libertà, e si è deciso immediatamente di escluderla dal progetto, di farla partire per l’India. Lontano dalle interazioni umane e nella privacy più totale, nell’area di riabilitazione ha partorito quattro bellissimi cuccioli che ha cresciuto in modo esemplare.

    Il mese scorso (24 marzo), confermate le eccezionali attitudini di Hela si è deciso per il grande, e definitivo, ritorno della famiglia in natura. Ai cuccioli è stato riservato un controllo speciale: sono stati pesati, misurati e dotati di collari localizzatori per monitorarne gli spostamenti, e garantire loro sicurezza e nel caso di bisogno ed intervenire con le cure necessarie. Ogni cucciolo pesava tra i 32 e 35 kg.

    Il loro rilascio è andato liscio, l’istinto di Hela ha preso il sopravvento quando, una volta libera, ha subito richiamato a sé i suoi cuccioli attraverso le tipiche vocalizzazioni cosicchè ciascuno dei cuccioli si è rapidamente ricongiunto alla madre. È stato commovente vedere il legame tra “madre e cuccioli”, ed era chiaro che tutti erano pronti per iniziare la loro nuova vita in libertà. Oggi Hela caccia regolarmente per lei e ed i suoi cuccioli. Ciò che verrà trasmesso alla prole da questa madre straordinaria sarà il risultato di una nuova popolazione di ghepardi selvaggi e liberi di correre veloci nelle savane Namibiane.

    “Sono entusiasta di vedere che Hela e i suoi cuccioli hanno la possibilità di vivere nel loro habitat naturale” dice la Dott.ssa Laurie Marker, “Tutto può succedere ad Hela ed ai suoi cuccioli in natura; la sopravvivenza non è garantita. Ma, nei primi momenti dopo il rilascio, guardandola chiamare i suoi cuccioli, so che tutta la dedizione dello staff del CCF ha dato un risultato straordinario”. 

    Grazie al vostro sostegno, lavoriamo quotidianamente per rendere la natura un posto migliore sia per i ghepardi che per gli esseri umani.

  • Lettera di Laurie Marker ai Soci e donatori

    Cari Amici dei Ghepardi,

    Quest’anno è stato un anno positivo per i ghepardi, a partire dalla nascita di quattro cuccioli di un ghepardo liberato di nome Hela. I nuovi cuccioli dimostrano che il nostro programma di rilasci funziona. La riproduzione dà la misura del successo di ogni riabilitazione con rilascio. Abbiamo anche liberato quattro ghepardi adulti in Namibia, Oban, Freddie, Elton and Aasha nel territorio non recintato del Parco Nazionale di Kuno, in India. I quattro stanno bene, esplorano e cacciano in modo indipendente, altro successo di rilasci in natura.

    Per più di 45 anni ho diretto la ricerca che caratterizza i programmi del CCF. Grazie al vostro aiuto, stiamo salvando i ghepardi selvatici. Voi potete avere un impatto doppio con una donazione entro il 31 agosto. La vostra donazione verrà raddoppiata fino all’importo di $350,000 durante la Chewbaaka’s Wild Cheetah Challenge.

    Dedicata ad uno dei primi ambasciatori del CCF, questa sfida consiste delle varie azioni che conduciamo:

    – Riabilitiamo i ghepardi orfani o feriti…

    – Rigeneriamo l’habitat e facciamo prevenzione nei conflitti tra umani/animali selvatici

    –   Preveniamo il commercio illegale di ghepardi quali animali da compagnia esotici

    RADDOPPIA LA TUA DONAZIONE PER I GHEPARDI E

    DONA ENTRO IL 31 AGOSTO 2023

    I programmi di riabilitazione dei predatori richiedono molta ricerca. Quando una specie come il ghepardo scompare dagli ecosistemi, non è molto facile ricrearla. La reintroduzione dei ghepardi in India ha richiesto più di un decennio di ricerche, pianificazione e dibattiti. La loro liberazione nel Parco Nazionale di Kuno ha posto fine a ben 75 anni di assenza della specie in India, e ha riacceso l’interesse verso il ripopolamento di ghepardi nei territori originari della specie.

    I costi legati a riabilitazione e rilascio sono elevati, ecco perché abbiamo bisogno del vostro sostegno. Il cibo, le cure veterinarie e gli arricchimenti per ogni ghepardo orfano o ferito residente nel CCF ammontano a più di $5,000 l’anno. Tuttavia, dare ad un ghepardo una seconda opportunità di vita, sia nel nostro centro che in natura, ha un valore incommensurabile. Le vostre donazioni entro il 31 agosto saranno raddoppiate, ma il loro impatto durerà per molti anni a venire.

    Il successo delle riabilitazioni e dei rilasci del CCF significa che continueremo a svolgere un ruolo cruciale nell’impegno dei rilasci, dovunque essi avvengano. Va detto però che è molto più semplice mantenere floride le popolazioni di ghepardi nei territori in cui vivono, che reintrodurli là dove si sono estinti. Così, con il vostro sostegno, continueremo nel nostro impegno quotidiano che aiuta coloro che vivono in armonia accanto ai ghepardi. Quindi rispondiamo alle chiamate telefoniche sui conflitti tra umani e predatori, andiamo nelle scuole che si trovano nei territori comunali, accogliamo i nostri visitatori nel centro di educazione, e portiamo a termine i nostri progetti di   ricerca a lungo termine che studiano la specie (dal naso alla coda) e il suo ecosistema.

    Siamo molto emozionati del recente trasloco dei ghepardi confiscati dalle nostre tre Safe House di Hargeisa al nuovo territorio naturale di Geed-Deeble, che sarà presto il primo Parco Nazionale del Somaliland. Grazie ai vostri generosi contributi, abbiamo concluso da poco il il trasloco nel nuovo Cheetah Rescue and Conservation Centre (CRCC). Tutti i 90 ghepardi ora vivono nel Centro di Soccorso e Conservazione del Ghepardo. Stiamo continuando a creare nuovi habitat, e le vostre donazioni ci aiuteranno a concludere i lavori. I ghepardi hanno potuto godere del nuovo panorama, dei profumi della loro nuova residenza, compresa la vista dagli alberi che crescono nelle recinzioni. Hanno potuto darsi la caccia e giocare tra loro, nascondendosi nell’erba alta…

    Cordialmente,

    Dr. Laurie Marker

    Founder and Executive Director, Cheetah Conservation Fund

  • Salvata la piccola ghepardina Lily

    L’ultimo arrivo al CRCC, il Centro di Soccorso e Conservazione del CCF in Somaliland, è una tenera ghepardina femmina che e’ stata chiamata Lilly, in onore di Tigerlily, una delle favorite di Laurie Marker, che si trova in Namibia. Lilly è arrivata al Centro dopo pochi giorni dal trasloco dei ghepardi nella loro nuova casa, ed era in condizioni abbastanza pietose: infestata dai parassiti, denutrita e disidratata, a circa 5 mesi di età pesava solo 3,8 kg. Le cure solerti del personale hanno dato presto, dopo alcuni giorni, buoni risultati: Lilly si è stabilizzata e ha dormito moltissimo-

    Chi desidera dare un aiuto alla piccola Lilly, può adottarla sul sito del CCF cliccando sul link https://ccf-italia.org/aiuta-i-ghepardi/fai-una-donazione/

     

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