lutto

  • Il ricordo di Carlo Borsani

    Carlo Borsani ci ha lasciato domenica mattina.

    Ora molte notizie d’agenzia e molti media lo ricorderanno, molti di quegli stessi che in questi anni quando si è parlato di scandali, veri o presunti, legati alla sanità lombarda si sono ben guardati dal ricordare che Borsani, assessore regionale per 10 anni e padre di una riforma sanitaria che aveva posto la Lombardia davanti a tutte le regioni italiane, non è mai stato sfiorato da uno scandalo.

    Un politico galantuomo che ha svolto il suo lavoro, prima in Consiglio comunale a Milano e poi in Regione Lombardia con onestà intellettuale e con un profondo impegno per tutti, non solo per la forza politica che rappresentava.

    Nascondeva sotto l’ironia sofferenze antiche, dall’omicidio del padre prima della sua nascita, alle falsità che per molto tempo hanno ammantato la infame vicenda, dalle incomprensioni, che spesso incontrava anche nella sua parte politica e negli alleati di governo, alla lunga malattia della moglie.

    Carlo Borsani era senza menzogne, senza schermi, furbizie, era com’era, prendere o lasciare.

    Cosi la politica, che avrebbe avuto ancora bisogno di persone come lui, a conti fatti ha preferito accantonarlo mentre Carlo non ha voluto entrare di forza dove gli sarebbe spettato essere di diritto, anche perchè tanto era cambiato in un mondo che sentiva non essere più in sintonia con molti dei suoi ideali.

    Periodicamente puntualizzava, scriveva, non lasciava che nuove menzogne infiltrassero la verità perchè Carlo era di quelli che non si arrendono mai.

    Tanta gente dimentica, tanti ricordano quello che fa comodo, gli amici, coloro che con lui hanno condiviso tante difficoltà e speranze, lo avranno invece sempre presente, nel cuore e nella mente.

  • Addio a Franco Frattini

    Cristiana Muscardini e Il Patto Sociale ricordano Franco Frattini, il suo impegno, la sua dedizione e sono vicini alla famiglia in questo momento di grande dolore.

     

  • Corrado Sforza Fogliani. Un altro grande ci ha lasciato

    Avvocato, scrittore, politico liberale nel senso migliore e completo, marito e padre affettuoso, Presidente della Banca di Piacenza, Corrado Sforza Fogliani è stato anche un brillante uomo di cultura e un attento studioso come dimostrano i molti libri che ha pubblicato.

    Strenuo difensore dell’indipendenza delle banche popolari, nemico dei malefici e tossici derivati che tanto sconquasso hanno provocato in troppi istituti bancari e in molte amministrazioni, il Presidente Sforza Fogliani ha incardinato il suo progetto di banca sul territorio aumentando il prestigio e l’influenza della Banca di Piacenza che, sotto la sua guida, è arrivata ad assicurare servizi chiari ai correntisti anche in tante altre città, fino al centro di Milano.

    Ha avuto molti incarichi di grande prestigio, anche a livello nazionale, molti meriti ed è stato un uomo probo, come ricorda l’on. Tommaso Foti, presidente del gruppo di Fdl alla Camera.

    Nelle occasioni degli incontri che abbiamo avuto in questi anni ne ho ammirato la determinazione, la visione del futuro, l’amore profondo per la sua città, per la banca, per il territorio e le persone, la grande culturale, la sottile ironia e lo scintillio degli occhi.

    Mancherà a tutti il Presidente, ai tanti amici, a coloro che hanno potuto conoscerlo direttamente e a quanti hanno beneficiato della sua correttezza nelle diverse attività come banchiere, vicepresidente dell’ABI, presidente di Assopopolari e delle tante altre che lo hanno visto partecipe attivo e coraggioso fino agli ultimi giorni.

    Ora spetterà a chi resta, a chi da vicino, o da più lontano, condivide il progetto che ha lasciato: economico, politico, culturale ed umano, rendergli onore non solo non dimenticando ma operando nel rispetto del suo esempio.

  • In ricordo di Roberto Maroni

    Ci sono persone per le quali, al di là delle frequentazioni, senti affetto, simpatia e qualche volta anche condivisione di pensieri e modi di intendere la vita e la politica

    La scomparsa di Roberto Maroni lascia un vuoto importante nella Lega, specie in quella parte più moderata e consapevole di quello che veramente serve all’Italia, e un vuoto anche in tutti coloro che lo hanno conosciuto e stimato oltre le differenze partitiche

    Alla famiglia la sentita partecipazione al loro dolore mia e del Patto Sociale nel ricordo di un uomo che abbiamo potuto conoscere e stimare.

  • Grazie Piero Angela

    Con la morte di Piero Angela l’Italia perde un altro dei suoi pochi rappresentanti storici e seriamente dediti a cercare di far crescere cultura e senso di appartenenza.

    I grandi personaggi, che hanno accompagnato intere generazioni, sono sempre meno mentre la pletora dei piccoli uomini infesta la nostra vita, dai piromani che distruggono vite e speranze di interi territori ai troppi che usano la politica come fosse la scacchiera di un loro personale gioco.

    Alla famiglia di Piero Angela, indiscusso maestro nell’insegnarci la necessità di conoscere, amare, rispettare quanto ci circonda, dalla natura alla storia, il ricordo ed il ringraziamento del Patto Sociale e mio.

  • Un imprenditore, un esempio

    Sabato 30 gennaio il Presidente dell’Upiveb, Sergio Pirovano, è mancato all’affetto della sua famiglia, dei suoi amici, dell’associazione che da più di 13 anni lo ha visto difendere con intelligenza, dedizione e lungimiranza un comparto strategico per l’Italia contrastando la contraffazione ed il dumping. Puntualmente il Presidente Pirovano è stato protagonista in Europa intervenendo, anche come membro del board della Eifi – European Industrial Fasteners Istitute, sui vari problemi connessi alle importazioni illegali di acciaio ed alle discrasie del mercato con i conseguenti danni non solo per i lavoratori e le imprese ma anche per la salute e sicurezza dei consumatori.

    Imprenditore avveduto, che fin dalla giovane età si era occupato dell’azienda di famiglia, dopo la morte del padre, è stato un uomo giusto nei rapporti di lavoro e generoso verso gli altri, fermamente convinto che chi ha di più debba essere capace di aiutare coloro che sono in difficoltà ed essere pronto ad occuparsi anche di quelle situazioni sanitarie che hanno bisogno del contributo dei privati. Rimarranno nella memoria dei presenti i suoi interventi, alle riunioni conviviali di Natale organizzate da Upiveb, sia per la semplicità, serenità ed incisività che per le proposte e la profondità dei sentimenti.

    In tanti anni di attività parlamentare in Europa molte sono le persone e i rappresentanti di impresa e di categoria che ho incontrato e con i quali mi sono confrontata sulle reali esigenze e gli obiettivi diritti da difendere, in una visione del commercio internazionale che non dovrebbe mai prescindere dalla capacità di coniugare gli interessi europei e dei paesi terzi con quelli della propria nazione. Molte di queste persone, come è ovvio, sono state conoscenze passeggere, così come spesso avviene anche con i colleghi parlamentari, sembra difficile che la politica regali qualche vera amicizia scevra da interessi. Sergio Pirovano è stato, è restato e resterà un amico, al di là delle più rare occasioni di incontro degli ultimi anni e del rimpianto che in molti avremo per non potere più confrontarci con lui sui tanti problemi che ancora si dovranno affrontare, specie per tutto il manifatturiero, dalla sicurezza dei prodotti alla corretta concorrenza.

    Ci mancherà ma il suo esempio, la sua pacatezza, mai disgiunta dalla passione per le cose nelle quali credeva, e la sua determinazione nel lavoro e nella vita ci aiuteranno a sentirlo ancora presente. Nella confusa situazione, non solo del nostro Paese, possiamo solo sperare che vi siano sempre più imprenditori ed uomini come lui.

  • Arnaldo, un amico e un maestro presente per sempre

    Oggi la nostra sede del Patto Sociale e del RES è particolarmente vuota: il nostro Arnaldo FERRAGNI, ‘il dott’ come lo chiamavamo, ci ha lasciato salutandoci proprio dalla chiesa della Passione, davanti all’ufficio.

    Per me, per noi, è difficile parlare di un amico con il quale abbiamo condiviso per circa 30 anni esperienze e battaglie europee, campagne elettorali, organizzazione di tavole rotonde, convegni, presentazione di progetti politici e culturali, anni nei quali abbiamo letto e stampato libri e documenti. Anni nei quali il confronto quotidiano ci arricchiva e dava spunto a nuove idee ed iniziative. Possiamo dirlo con tutta tranquillità siamo stati in molti casi i primi, e spesso gli unici, a denunciare pericoli e problemi non solo economici. Abbiamo lavorato contro il terrorismo e i derivati, contro quella politica che esautorava gli elettori dal diritto di scegliere i propri rappresentanti, contro regole perverse o assenti che penalizzavano e penalizzano la corretta concorrenza e il rapporto tra stati perché la contraffazione, l’illegalità, i diversi sistemi doganali hanno dato un duro colpo alla legalità, ai diritti dei consumatore, alla sopravvivenza del sistema manifatturiero europeo.

    Arnaldo è stato un uomo giusto e severo ma anche disponibile e dolce nel comprendere i problemi altrui e nell’ascoltare chi aveva idee diverse. La sua lunga esperienza, come funzionario ai più alti livelli del Parlamento europeo, lo aveva portato a conoscere nei minimi dettagli non solo la macchina amministrativa ma anche i differenti modi di confrontarsi con personaggi di culture e tradizioni diverse da quelle italiane.

    E’ stato un amico ed un maestro per i tanti giovani e meno giovani che per trenta anni, da quando aveva lasciato l’incarico al Parlamento Europeo, sono transitati ed hanno collaborato con noi a Strasburgo, Bruxelles e Milano, ha avuto una lunga vita densa di esperienze, soddisfazioni, delusioni, speranze mentre continuava a credere e a lavorare per la costruzione di un’Europa politica, di una società capace di coniugare la tradizione con le nuove scoperte e con le necessità del sociale. Amava il suo lavoro e amava le piccole, grandi sensazioni che la vita offre a chi le sa apprezzare, le montagne innevate, i tramonti, le cene con gli amici, la sua amata moglie ed i suoi carissimi figli Federico e Maria Claudia. Come si conviene a chi sta nel mondo non abbandonava vecchi rapporti di amicizia e coltivava i ricordi così come cercava nuove esperienze culturali.

    Mentre il covid ci ha costretti a casa e la malattia subdola ed improvvisa gli aveva tolto la libertà, che fino a pochi mesi prima, a 94 anni, gli consentiva di andare in macchina o in aereo in Lussemburgo e di continuare i rapporti con tanti amici ha avuto la forza di scrivere il libro Cronache di una vita per raccontare, tramite le sue esperienze e le vicende che aveva vissuto, una parte importante della politica europea ed italiana. Dalla lettura emergono figure ormai storiche ma vive anche il suo grande amore per la montagna e per la famiglia, il suo essere fortemente credente e appassionato studioso.

    Arnaldo è stato un gentiluomo ed uno sportivo, un uomo colto e sempre curioso di apprendere e pronto ad imparare e ad usare i più moderni strumenti di comunicazione. E’ vissuto fino all’ultimo con il coraggio semplice di chi non ha necessità di imporsi o di urlare ed il suo amore, il suo rispetto per la vita, sua ed altrui, restano per noi esempio da continuare a seguire.

    Arnaldo resterà con noi e con noi camminerà nei sentieri dello spirito continuando con il suo esempio, il suo affetto, i suoi suggerimenti ad essere ancora amico e maestro presente.

  • Il RES annuncia con profondo dolore la scomparsa del suo Past President Arnaldo FERRAGNI

    Per 30 anni funzionario del Parlamento Europeo, Arnaldo Ferragni, cremonese, prima di trasferirsi all’estero ha vissuto in Italia una serie di esperienze professionali e culturali. Ha iniziato nel 1948 vincendo un concorso nazionale per l’abilitazione all’insegnamento, che ha praticato per 12 anni. Nello stesso tempo ha svolto attività politica nella segreteria provinciale della Democrazia Cristiana come responsabile della SPES (Servizio propaganda e stampa) e come redattore del settimanale del partito La Riscossa. E’ stato delegato nazionale del Movimento giovanile, in questa funzione è stato membro per un anno della direzione nazionale del partito. Divenuto segretario generale dell’Unione Internazionale dei Giovani Democratico-cristiani (UIJDC), con sede a Parigi, ha vissuto nella capitale francese per due anni dove ha incontrato Alain Poher. Grazie a quell’incontro si trasferisce a Lussemburgo nel 1960 presso la segreteria del gruppo democratico cristiano del Parlamento europeo. Questa nuova funzione gli permette di svolgere un’attività politica diretta (segretario generale aggiunto) in seno alle NEI (Nouvelles Equipes Internationales) che a quell’epoca riunivano e rappresentavano i partiti democratici cristiani che esistevano in Europa. Nel 1962 diventa segretario generale aggiunto del Gruppo democratico cristiano al Parlamento europeo e segretario generale nel 1966. Dal 1972 al 1980 dirige l’Ufficio d’informazione per l’Italia del Parlamento europeo a Roma e nel 1979 si occupa della campagna pubblicitaria per le prime elezioni europee a suffragio universale. Tornato a Lussemburgo gestisce la direzione dell’informazione e delle relazioni pubbliche. Ha diretto la campagna pubblicitaria unica per le seconde elezioni europee e ha vissuto un’interessante esperienza nel settore della comunicazione.

    Dal 2011 ha raccontato, con passione, lungimiranza e profondo spirito di analisi, l’Europa sulle colonne del Patto Sociale.

    A luglio del 2020 ha dato alle stampe, per la Ulisse edizioni, il libro autobiografico Cronache di una vita, un intenso amarcord carico di nomi, luoghi, eventi personali e professionali che partono dall’infanzia, semplice e spensierata, nelle campagne della provincia italiana, attraversano la giovinezza incupita dalle atrocità della Seconda Guerra Mondiale e sfociano nel racconto della ricostruzione post bellica e della realizzazione di quel grande sogno chiamato Europa.

  • Messaggio di cordoglio

    L’Associazione RES  – Raggruppamento Europa Sociale, il Direttore, la Redazione e i collaboratori del Patto Sociale sono vicini al Prof. Francesco Pontelli, prezioso notista economico, per la perdita della cara madre. Da parte di tutti le più sentite condoglianze.

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