Attualità

Ha un senso ridurre la quarantena?

Dott. Maurizio Cavallini - Medico chirurgo

Il governo e il comitato tecnico scientifico sta valutando la possibilità di ridurre il tempo di quarantena in caso di contatto stretto con un soggetto positivo al covid che attualmente prevede 10 giorni per i non vaccinati e di 7 giorni per i vaccinati. La proposta prevede la diminuzione di questo tempo di quarantena che potrebbe essere portato a 5 giorni o addirittura a 3. Credo sia una proposta molto sensata in virtù della considerazione che la variante che sta o è già predominante, la omicron, ha una rapidità di contagio velocissima, in genere tre giorni: questo giustificherebbe la riduzione del tempo di quarantena. Inoltre ridurre la quarantena per i vaccinati avrebbe anche l’impatto positivo di non bloccare il Paese nelle sue normali attività e il mondo produttivo. Quarantene estese e lunghe bloccherebbero molte funzioni fondamentali di attività giornaliere di pubblica utilità quali mezzi di trasporto, ospedali (mancherebbe personale medico e infermieristico, fra i primi ad infettarsi per contatto cronico con pazienti malati e  vivendo per ore al giorno nelle strutture ospedaliere), servizi al pubblico come farmacie, tribunali, con fortissimo disagio personale e lavorativo per tutti noi. Inoltre la vaccinazione, meglio ancora con terza dose, potrebbe permettere in caso di contatto stretto e di contagio di avere una carica virale molto bassa, spesso insufficiente per essere trasmissiva a terzi, così da rendere poco utile il ricorso a una quarantena lunga. Ciò ancora una volta testimonia il ruolo fondamentale della vaccinazione nel controllo della pandemia e della necessità di mantenere attivo il livello anticorpale di una popolazione molto estesa, soprattutto nella fascia over 65 e dei fragili in particolare. La lunghezza o l’accorciamento della quarantena andrà comunque in un prossimo futuro valutato sulla base della evoluzione delle varianti e del comportamento epidemiologico del virus stesso , testimoniando ancora come la risposta a questo  evento pandemico necessiti di risposte veloci e rapide, sostenute da gruppi di esperti incaricati che abbiano in mano dati aggiornati su cui prendere decisioni veloci, senza così permettere al virus di giocare in anticipo rispetto alle nostre mosse preventive.

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