La terra vittima delle guerre
Il nostro settimanale si è più volte occupato della tragica, criminale guerra che la Russia sta da anni intentando all’Ucraina e dei troppi civili che sono diventati bersaglio preferito dei bombardamenti di Mosca ma in questa escalation di violenza c’è un’altra vittima illustre della quale si parla poco e dal ferimento della quale ci saranno altri morti anche nel futuro.
La vittima della quale troppo poco si parla è la terra, la terra dove sorgeva uno dei più importanti granai del mondo che sfamava tante popolazioni di nazioni, le più povere, sofferenti per carestie o inondazioni.
Nelle guerre nelle quali non c’è più limite al tipo di proiettili, bombe, distruzioni, il territorio diventa inagibile per anni ad ogni coltivazione, l’acqua è inquinata fin nelle falde e le molte macchine da guerra abbandonate, i molti morti sul campo, le distruzioni di aree vaste, lo scempio degli alberi, la fine di tanti animali segneranno per molto tempo il territorio creando un danno ambientale, che riguarda la salute di tutti, ed un rischio per la sopravvivenza anche di coloro che credono di essere al sicuro perché vivono lontani dalle nazioni in guerra.
L’inquinamento della terra e dell’acqua è accompagnato da quello dell’aria e l’aria inquinata raggiunge altri paesi, altri popoli, con i veleni, le polveri, i fumi neri che si alzano dalle case, dalle fabbriche, dagli impianti petroliferi distrutti e che si espandono perché non hanno confini a fermarli.
Forse anche di questo la comunità internazionale dovrebbe cominciare a parlare perché quanto è avvenuto e sta avvenendo in Ucraina o a Gaza avrà ripercussioni anche per il resto del pianeta, anche per noi, e uomini come Putin, non sono solo criminali di guerra ma anche criminali ambientali.




