Il vero business è truffare il prossimo?
Qualunque sia il colore, la tendenza, delle forze politiche, delle coalizioni, che governarono e governano l’Italia, vi sono argomenti, controlli, riforme che nessuna ha avuto e avrà il coraggio, la volontà, di iniziare e poi portare a termine ed il perché è facilmente comprensibile basta rifarsi al vecchio detto “cane non mangia cane”.
Rimangono infatti “inspiegabili”, ma solo per i comuni mortali, le motivazioni che portano banche, operatori finanziari e particolari enti a concedere fidi, prestiti di rilevante valore o partecipazione ad affari ed investimenti, a società decotte, non a norma con i bilanci, già più volte attenzionate per irregolarità, o ad individui con procedimenti in corso all’estero, condanne passate in giudicato in Italia, e affari poco chiari specie per quanto riguarda la tracciabilità dei molti soldi che consentono loro vite più che dispendiose e fuori dalle righe.
Ogni giorno, purtroppo, veniamo a conoscenza di piccole e medie imprese che lavorano bene, che hanno un patrimonio ed un volume d’affari riscontrabile e che non riescono ad avere mutui o ad accedere ad un fido, il che spesso comporta o enormi sacrifici personali, per continuare, o la chiusura dell’attività con la conseguente perdita anche di posti di lavoro.
Al contrario personaggi equivoci, o comunque non chiari nella loro attività imprenditoriale, si è più volte appreso che possono usufruire di vantaggiosi aiuti come quelli dati a Lavitola dalla Urban Vision o a società di persone collegate al mondo della politica.
Ma banche e società finanziarie o comunque grandi imprese non dovrebbero esperire indagini su coloro che chiedono finanziamenti o con i quali potrebbero associarsi per un particolare progetto? O le informazioni si prendono solo su chi non ha amicizie importanti?
E su questi aspetti ci sarà mai un partito politico che chieda maggiore chiarezza e trasparenza, regole oggettive per valutare chi merita o meno aiuto e per sanzionare quelle banche o enti che, in spregio ad ogni interesse degli azionisti e della collettività, hanno dato una mano a quei singoli o a quelle imprese per i quali il vero business è truffare il prossimo?
Chissà se nei prossimi programmi elettorali qualcuno si occuperà anche di questo aspetto.




