fiducia

  • Giovani sempre più impegnati nella democrazia partecipativa e consapevoli del valore dell’UE

    La Commissione europea ha pubblicato un’indagine Eurobarometro che evidenzia il crescente impegno dei giovani europei e le loro opinioni in materia di democrazia. L’indagine mostra anche la loro percezione delle principali preoccupazioni che li riguardano, come l’occupazione e il costo della vita, ma anche l’impatto dell’UE sulla loro vita quotidiana, le politiche riservate ai giovani e l’equità intergenerazionale. Questi risultati arrivano mentre sono in corso i preparativi per la strategia dell’UE per la gioventù per il periodo successivo al 2027.

    Il sondaggio, rivolto ai cittadini di età compresa tra i 15 e i 30 anni, mette in risalto un crescente impegno dei giovani. Il 75% di essi ha partecipato alle attività di una o più organizzazioni negli ultimi 12 mesi, rispetto al 64% del 2024. Le attività sono spesso organizzate da club sportivi (26%) o da club o organizzazioni giovanili (20%). La maggior parte (55%) degli intervistati dichiara di aver partecipato nell’ultimo anno ad almeno un’iniziativa volta a promuovere il cambiamento sociale, rispetto al 48% del 2024.

    Un gran numero di giovani europei, pari al 60% (17 punti percentuali in più rispetto a un sondaggio analogo del 2024), afferma di aver partecipato ad attività in un altro paese dell’UE, come periodi di studio, scambi culturali e sportivi o attività di volontariato.

  • L’Eurobarometro: la grande maggioranza degli europei riconosce i benefici dell’appartenenza all’UE e vede nell’Unione un pilastro di stabilità e sicurezza

    In vista della Giornata dell’Europa, un nuovo sondaggio Eurobarometro rivela che quasi tre quarti degli europei (72%) ritengono che il proprio Paese abbia tratto beneficio dall’appartenenza all’Unione europea. Il 75% degli intervistati afferma inoltre di sentirsi cittadino dell’UE, il livello più alto mai registrato dalla primavera del 2025.

    In un contesto globale sempre più complesso, gli europei vedono con forza l’UE come un fattore di stabilità: il 73% degli intervistati considera infatti l’Unione una forza stabilizzatrice, con un aumento di sei punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione. Forte anche il sostegno alla politica comune di sicurezza e difesa tra gli Stati membri, appoggiata dall’81% dei cittadini europei (+2 punti percentuali).

    La maggioranza degli europei continua inoltre a fidarsi dell’UE (51%), tre punti percentuali in più rispetto all’indagine dell’autunno 2025. Resta stabile anche il sostegno alla risposta europea all’invasione russa dell’Ucraina. Gli intervistati confermano infine l’elevato consenso nei confronti dell’euro, sostenuto dal 74% dei cittadini.

    Quasi sei cittadini dell’UE su dieci (57%) si dichiarano soddisfatti del funzionamento della democrazia nell’UE. Secondo gli intervistati, i valori che meglio rappresentano l’Unione sono la pace (41%), la democrazia (32%) e il rispetto dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti fondamentali (28%).

    Le preoccupazioni degli europei appaiono sempre più influenzate dagli sviluppi internazionali. A livello dell’UE, il conflitto in Medio Oriente è ora indicato come la principale fonte di preoccupazione (25%), davanti alla più ampia situazione internazionale (23%) e alla guerra della Russia contro l’Ucraina (20%). Allo stesso tempo, il costo della vita continua a rappresentare la preoccupazione dominante sia a livello nazionale sia personale, rispettivamente per il 36% e il 52% degli intervistati.

  • Eurobarometro: livello record di fiducia nell’UE e forte sostegno all’euro e alla politica di sicurezza e di difesa comune

    L’ultimo sondaggio Eurobarometro rivela che il 52% degli europei ha fiducia nell’Unione, il livello più elevato negli ultimi 18 anni. Il sondaggio ha inoltre registrato il maggiore sostegno all’euro mai espresso, sia nell’UE (74%) sia nella zona euro (83%). Nell’attuale contesto geopolitico oltre 8 europei su 10 vorrebbero inoltre un’Unione europea più forte e più assertiva grazie a una politica comune nei settori della difesa e della sicurezza, mentre la pace continua a essere il valore che meglio rappresenta l’Unione europea. Infine, di fronte alla guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, l’80% degli intervistati europei approva l’accoglienza offerta dall’UE alle persone in fuga dalla guerra, mentre più del 76% sostiene la fornitura di aiuti finanziari e umanitari all’Ucraina.

  • Aumenta nel 2023 il dialogo della Commissione con i parlamenti nazionali

    La Commissione ha adottato la relazione annuale 2023 sui rapporti con i parlamenti nazionali e sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità. La relazione evidenzia un incremento della partecipazione dei parlamenti nazionali al dialogo politico con la Commissione: i 402 pareri scritti dei parlamenti alla Commissione segnano un aumento di oltre il 10% rispetto al 2022.

    Emerge che i parlamenti nazionali hanno continuato a dialogare con la Commissione sulle sue priorità politiche, in particolare in relazione al Green Deal europeo, a un nuovo slancio per la democrazia europea e alla promozione dello stile di vita europeo. I parlamenti nazionali si sono concentrati anche sul programma di lavoro della Commissione per il 2023, che è stato il documento più commentato, sulla guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, sul conflitto in Medio Oriente, sulle riflessioni sul futuro dell’Unione, sull’allargamento, sulla migrazione e sulla sicurezza.

    Ventidue pareri motivati dei parlamenti nazionali hanno ravvisato casi di mancato rispetto o di violazione del principio di sussidiarietà nelle proposte della Commissione, il che segna una riduzione di quasi un terzo rispetto ai 32 ricevuti nel 2022, coerentemente con la tendenza al ribasso a lungo termine.

    La relazione indica che i membri del collegio hanno tenuto 127 riunioni con i parlamenti nazionali e spiega le modifiche che diversi parlamenti nazionali hanno attuato per essere informati meglio e più tempestivamente sul processo di elaborazione delle politiche dell’UE e per esprimere le loro opinioni in maniera più efficace. Si sottolinea inoltre che alcuni parlamenti nazionali hanno iniziato a usare il dialogo politico in modo innovativo. Ciò illustra il potenziale strategico e la flessibilità offerti dal dialogo tra i parlamenti nazionali e la Commissione.

  • Gli europei sostengono la politica energetica dell’UE e la risposta all’invasione russa dell’Ucraina

    L’ultima indagine Eurobarometro standard condotta nel giugno 2023 e pubblicata il 10 luglio mostra che i cittadini dell’UE continuano a sostenere fortemente la transizione energetica e si aspettano notevoli investimenti nelle energie rinnovabili.

    Gli europei continuano ad approvare ampiamente le misure adottate dall’UE per sostenere l’Ucraina e i suoi cittadini; sostengono inoltre una maggiore cooperazione dell’UE in materia di difesa e un aumento della spesa in quest’ambito.

    Sebbene l’inflazione continui a destare grande preoccupazione, la percezione della situazione economica e delle aspettative economiche sta migliorando.
    La maggioranza degli europei ritiene che NextGenerationEU, il piano per la ripresa dell’UE da 800 miliardi di euro, possa servire a rispondere efficacemente alle attuali sfide economiche. Il sostegno all’euro rimane elevato.

    La maggior parte degli indicatori generali rimane stabile. In particolare, il 47% della popolazione dell’UE si fida tendenzialmente dell’UE, mentre il 32% tende a fidarsi piuttosto dei governi nazionali; il 45%, invece, dichiara di non fidarsi in generale dell’UE.

    Il 45% dei cittadini ha un’immagine positiva dell’UE, il 18% un’immagine negativa e il 37% un’immagine neutra. In tutti gli Stati membri le percezioni positive superano quelle negative.

    Il 63% degli intervistati dell’UE dichiara di essere ottimista sul futuro dell’UE mentre il 34% dichiara di essere pessimista.

    L’indagine “Eurobarometro standard – primavera 2023” è stata condotta mediante interviste di persona che si sono svolte tra il 31 maggio e il 21 giugno 2023 nei 27 Stati membri dell’UE e che hanno coinvolto 26 425 cittadini nell’UE. Alcune domande sono state poste anche in altri dodici paesi o territori.

  • Indagine Eurobarometro: ampio sostegno alla vaccinazione contro il COVID-19, ma riluttanza in alcune fasce della popolazione

    L’ultima indagine Flash Eurobarometro condotta alla fine di maggio mostra che tre quarti della popolazione dell’UE (75%) considerano i vaccini contro il COVID-19 l’unico modo per porre fine alla pandemia. Quasi sette intervistati su dieci (69%) sono già vaccinati o disposti a essere vaccinati il prima possibile e il 79% intende essere vaccinato entro la fine dell’anno. Vi sono tuttavia differenze significative tra gli Stati membri e a seconda dell’età dei rispondenti: chi ha meno di 45 anni tende a essere più titubante.

    In media, il 70% ritiene che l’UE svolga un ruolo fondamentale nel garantire l’accesso ai vaccini contro il COVID-19 nel proprio paese. La maggioranza relativa è soddisfatta del modo in cui l’UE ha gestito la strategia di vaccinazione (47% soddisfatto, 45% insoddisfatto). I pareri sul modo in cui i governi nazionali hanno gestito questa strategia sono leggermente più critici (46% soddisfatto, 49% insoddisfatto). I risultati completi dell’indagine Flash Eurobarometro, condotta tra 26 106 persone tra il 21 e il 26 maggio 2021, sono disponibili al seguente link https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/2512

    Fonte: Comunicato stampa Commissione europea

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