Trieste

  • Boom di container per il porto di Trieste

    Il porto di Trieste si avvia verso la fine dell’anno con risultati positivi, container inclusi. Nei primi nove mesi del 2026 sono state movimentate 45,2 milioni di tonnellate di merci, un dato in aumento del 3,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Considerando insieme gli scali di Trieste e Monfalcone, il Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale va oltre i 47,9 milioni di tonnellate (+1,78%), consolidando un andamento che nel terzo trimestre si è rafforzato rispetto al +0,67% del primo semestre. Il contesto internazionale resta complesso e variabile, condizionato dalle tensioni lungo le grandi rotte tra Asia, Medio Oriente ed Europa e dalla progressiva ridefinizione delle catene di approvvigionamento. In questo scenario lo scalo giuliano accresce in ogni caso i volumi in tutti i principali segmenti merceologici, a dimostrazione della propria capacità di intercettare i flussi diretti verso l’Europa centro-orientale. Le rinfuse liquide salgono a 32,3 milioni di tonnellate (+3,9%), un incremento che ribadisce il ruolo di Trieste quale snodo energetico di riferimento per Austria, Germania e Repubblica Ceca, servite dall’oleodotto transalpino.

    Il segnale più significativo arriva dal comparto container. Dopo la flessione registrata fino a giugno, il traffico torna in territorio positivo con 528.125 TEU (+2,5%) a fronte del terzo trimestre a 165.502 TEU (+22,3%). Prosegue anche la crescita del Ro-Ro, che conta 241.034 unità (+3,4%) su un totale di 256.989 veicoli (+1,51%), a conferma del primato nello Short Sea Shipping e della solidità dei collegamenti con la Turchia. Un segmento che trova ulteriore impulso nel raddoppio della linea con Damietta, destinato a intensificare le relazioni con l’Egitto e ad ampliare il raggio d’azione del porto nel bacino sud-orientale del Mediterraneo. Le merci varie toccano 12,8 milioni di tonnellate (+0,98%), mentre le rinfuse solide raggiungono 104.086 tonnellate (+34,98%). Sul fronte ferroviario, i 5.206 treni dei nove mesi (-14,01%) riflettono le limitazioni che da tempo interessano i corridoi europei, con effetti diretti sulla capacità disponibile e sulla regolarità dei servizi programmati. A queste si è aggiunta la chiusura dell’impianto di Tarvisio Boscoverde, prevista da RFI da fine agosto a settembre e seguita da una parziale riapertura da metà settembre, ristretta a una fascia notturna di dieci ore.

    Passando al porto di Monfalcone, il periodo gennaio–settembre si chiude con 2,7 milioni di tonnellate (-15,68%), un calo sensibilmente ridotto rispetto al -24,9% dei primi sei mesi. La contrazione riguarda le rinfuse solide, pari a 2,1 milioni di tonnellate (-22,80%), il cui confronto risente ancora dei livelli eccezionali del 2025, quando molte imprese avevano anticipato gli acquisti in vista del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism). Sul settore incidono inoltre il blocco dello Stretto di Hormuz, che alimentano forti oscillazioni dei prezzi di gas ed energia elettrica, con ricadute sia sulle importazioni sia sulla trasformazione industriale. In controtendenza le merci varie, che crescono del 16,69% fino a 682.793 tonnellate. I veicoli commerciali si attestano a 65.093 unità (-15,52%), con un segnale di recupero nel singolo mese di settembre, quando salgono a 7.264 (+9,91%). Per quanto riguarda i collegamenti ferroviari, a Portorosega sono stati operati 1.579 treni (-9,72%).

    “I numeri dei primi nove mesi ci restituiscono un porto in salute, capace di crescere anche in una fase internazionale tutt’altro che semplice – dichiara il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Marco Consalvo. La ripresa dei container, dopo un primo semestre difficile, è il risultato che più ci soddisfa, perché dimostra che il lavoro svolto insieme a operatori e compagnie di navigazione sta dando i suoi frutti. Le nuove linee, a partire dal raddoppio del collegamento con Damietta, offrono prospettive importanti e ci permettono di guardare alla chiusura dell’anno con fiducia. Resta aperta la questione ferroviaria, sulla quale continueremo a confrontarci con RFI e con i gestori delle reti europee per garantire alle imprese collegamenti all’altezza del ruolo di Trieste”.

    “I numeri dei primi nove mesi evidenziano un porto in salute, capace di crescere anche in una fase internazionale instabile e critica – dichiara il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Marco Consalvo. La ripresa dei container, dopo un primo semestre difficile, è il risultato che più ci soddisfa, perché dimostra che il lavoro svolto insieme a operatori e compagnie di navigazione sta dando i suoi frutti. Le nuove linee ro-ro, a partire dal raddoppio del collegamento con Damietta, offrono prospettive importanti e ci permettono di guardare alla chiusura dell’anno con fiducia. Resta aperta la questione ferroviaria, sulla quale continueremo a confrontarci con RFI e con i gestori delle reti europee per garantire alle imprese collegamenti all’altezza del ruolo di Trieste”.

  • MpS e Mediobanca: opportunità speculativa o strategia economica?

    Cercando di interpretare gli scenari che possono scaturire dall’esito di questa operazione di acquisizione di Mediobanca, è da augurarsi che l’obiettivo ispiratore o quantomeno l’unico traguardo da conseguire sia rappresentato dalla creazione di semplici plusvalenze finanziarie.

    Viceversa, si può intravedere anche come all’interno di una visione più complessiva questa acquisizione si possa inserire all’interno di una volontà di mantenere un asset a controllo italiano in un’ottica di sviluppo complessivo del Paese.

    Mediobanca rappresentava la massima espressione italiana di una banca d’affari anche se nell’ultimo decennio ha cercato di aprire degli sportelli fisici per altro non con grandissimi risultati.

    MpS, nonostante abbia cominciato a distribuire dividendi, rappresenta comunque un istituto risanato a spese dello stato e da manager provenienti dal settore pubblico in considerazione della sottoscrizione di capitale da parte del Ministero dell’Economia. Di conseguenza la sua operatività dovrebbe rispondere anche ad un interesse complessivo del Paese.

    In questo contesto, quindi, credo, ma soprattutto mi auguro, che questa operazione abbia come obiettivo la neutralizzazione dell’operazione che aveva come probabile una “fusione” (?) con la francese Natixis per la gestione del risparmio gestito.

    In questo contesto, allora, l’operazione di acquisizione può essere interpretata come un tentativo di fermare, a ragione, la possibile “cessione” del settore risparmio gestito o, come qualcuno afferma, la creazione di una joint venture con i francesi di Natixis, non perché questo tipo di operazioni finanziarie siano di per sé negative in quanto possono realmente creare sinergie e sviluppo non indifferenti.

    Tuttavia l’obiettivo da perseguire rimane quello di assicurare che l’asset generale delle Assicurazione Generali rimanga integro e con un controllo italiano anche se con un azionariato diffuso, e quindi anche estero. Non a caso il francese Donnet ricopre la carica di CEP nelle Assicurazioni Generali.

    Ogni operazione finanziaria che possa determinare anche un minimo l’indebolimento della struttura complessiva delle assicurazioni Generali, rappresenta quindi un attacco stesso all’autonomia del colosso assicurativo triestino ed alla sua centralità nello sviluppo del Paese.

    Forse l’operazione di MPS con l’acquisizione di Mediobanca, la quale si era dichiarata favorevole a questa operazione con il colosso francese, rappresenta la nascita di una strutturale opposizione a questo progetto, il quale, come inevitabile conseguenza, determinerebbe l’indebolimento della stessa integrità delle Assicurazioni Generali rendendola appetibile per le scalate finanziarie e minando così il suo peso internazionale.

  • Nella sede della Rappresentanza della Commissione europea a Milano la conferenza stampa di presentazione di Trieste Next 2023

    Venerdì 8 settembre alle ore 11.00 presso la Sala Blu della Rappresentanza della Commissione europea a Milano (Corso Magenta 59, Milano) si svolgerà la conferenza stampa di presentazione della dodicesima edizione di Trieste Next, il festival della ricerca scientifica a Trieste.
    Durante l’incontro sarà presentato in anteprima nazionale il programma della manifestazione, con approfondimenti su contenuti e ospiti. Il titolo di questa edizione è Un mondo nuovo. Scienza, cultura e innovazione per un futuro sostenibile e diversi saranno i temi trattati, accomunati dal filo conduttore della sostenibilità. Inoltre, durante Trieste Next sarà annunciato e premiato il libro vincitore della prima edizione del Premio Science Book of the Year. Come ogni anno, infine, parteciperanno al festival centinaia di scienziati e scienziate ed esperti e divulgatori da tutto il mondo.
    Il calendario completo della manifestazione sarà disponibile sul sito di Trieste Next (www.triestenext.it).

     

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