Un altro scandalo abusivo
Quello che c’è di scandaloso nello scandalo è che vi ci si abitua.
Simone de Beauvoir
Panem et circenses (letteralmente “pane e giochi circensi”; n.d.a) dicevano i latini. Un’espressione che indica la strategia adottata nel periodo dell’antica Roma, volta a placare e distrarre il popolo, elargendo cibo gratuito e offrendo spettacoli di massa, come i giochi dei gladiatori o le corse dei carri, per assicurarsi il consenso ed evitare disordini sociali. Si tratta di un’espressione che Decimo Giunio Giovenale, il celebre poeta satirico latino del primo secolo d.C., adopera nella sua decima Satira. Bisogna sottolineare che Giovenale in tutte le sue sedici Satire ha denunciato fortemente la corruzione, i vizi e il degrado morale della Roma imperiale.
Da molti mesi ormai l’opinione pubblica in Albania è stata informata nei dettagli degli scandali che coinvolgevano personalmente sia il primo ministro, che due delle sue più strette collaboratrici: l’ex vice primo ministro e ministra delle Infrastrutture e dell’Energia e la direttrice dell’Agenzia nazionale della Società d’Informazione. Il nostro lettore è stato informato di questi scandali.
Ebbene, per spostare l’attenzione dalle continue e forti reazioni dell’opinione pubblica legate a questi scandali, circa due mesi fa il primo ministro ha deciso di organizzare a Tirana un concerto del controverso cantante americano Kanye West. Il detto latino panem et circenses non smette di insegnare. Neanche il primo ministro albanese. Bisogna però sottolineare che il cantante da lui invitato è un dichiarato ammiratore di Adolf Hitler ed un convinto antisemita. Solo quest’anno i concerti del cantante, per queste ragioni, sono stati vietati in diversi Paesi, compresa l’Italia.
Dovrebbe essere stato veramente in grandi difficoltà il primo ministro albanese a fare una simile scelta, invitando un noto cantante antisemita ad esibirsi in un concerto a Tirana. Si perché solo a fine gennaio scorso lui si dichiarava un convinto oppositore dell’antisemitismo.
Il 26 gennaio scorso, il primo ministro albanese, durante la sua visita ufficiale in Israele, ha parlato alla Knesset, il Parlamento di Israele. E da ottimo leccapiedi qual è, quando e dove serve, ha cominciato il suo intervento dichiarando: “Non sono ancora del tutto sicuro di trovarmi veramente sul pavimento sotto i miei piedi, lo stesso pavimento dal quale gli illustri ospiti di questo Stato si sono rivolti a quest’Aula. E sebbene la modestia non sia mai stata la mia virtù più radicata, devo ammettere che trovo difficile credere di meritare un riconoscimento così straordinario”. E poi ha continuato esprimendo la sua approvazione per le scelte politiche di Israele ed elogiando le massime autorità dello Stato d’Israele che si trovavano in Aula.
Il 27 gennaio scorso, il primo ministro albanese, sempre in Israele, è stato presente ed ha parlato durante la Conferenza Internazionale della lotta contro l’antisemitismo. Ha dichiarato, tra l’altro, che: “Oggi l’antisemitismo sta riemergendo apertamente e senza vergogna, spesso mascherato da critica politica, ansia culturale o, peggio, da presunta superiorità morale. Si dimentica spesso che l’odio per gli ebrei non finisce mai con gli ebrei”. Ed ha aggiunto poi convinto che “l’Albania si schiera fermamente contro l’antisemitismo, senza ambiguità e senza eccezioni, così come si schiera contro l’islamofobia, il razzismo e qualsiasi ideologia che riduca gli esseri umani a bersagli”. Chissà come avrebbe giustificato adesso al suo caro amico, il primo ministro di Israele, la sua decisione di organizzare il concerto del cantante antisemita ed ammiratore di Adolf Hitler?!
Nel frattempo, visto che molti biglietti per il concerto non erano ancora venduti, il che poteva causare il fallimento dello stesso concerto, il 6 luglio scorso il governo ha deciso di finanziare circa 4.3 milioni di euro per questo evento. Una significativa somma di denaro, che è stata presa dal fondo per le emergenze, di un Paese povero come l’Albania! E si tratta anche di una decisione illecita. Ma si sa che da anni ormai in Albania si prendono e si attuano molte simili decisione, in seguito agli “orientamenti lungimiranti” del primo ministro. La reazione dell’opinione pubblica è stata immediata. Una dura reazione espressa direttamente anche durante questi ultimi giorni nelle quotidiane e massicce proteste di Tirana, di cui il nostro lettore è stato ormai informato.
I cittadini, dopo questa decisione, denunciano la diffusa corruzione, partendo dai massimi livelli istituzionali e politici e gli abusi del primo ministro con il potere conferito o usurpato. Denunciano altresì il preoccupante e pauroso spopolamento del Paese con tutte le sue conseguenze, la grave situazione in cui si trovano il sistema della sanità pubblica e quello dell’istruzione pubblica, nonché tante altre problematiche. Invece il primo ministro, abusando, come sempre, dei ridotti fondi pubblici del più povero Paese dell’Europa, proprio adesso ha deciso di finanziare con i fondi dell’emergenza il fallimento quasi sicuro del sopracitato concerto.
Quando si trova in difficoltà il primo ministro è disposto a fare di tutto, anche finanziamenti illeciti, per ingannare e presentare una realtà immaginaria che fa comodo a lui. Ragion per cui la scorsa settimana ha cercato di generare una fasulla realtà per contrastare quella vera e vissuta, di cui i cittadini protestano e denunciano i continui e clamorosi abusi del primo ministro. Invece la realtà immaginaria, con la quale lui cerca di ingannare, si basa sul detto latino Panem et circenses. Si tratta di una realtà dove i cittadini “gioiscono” durante un concerto. E la sopracitata decisione abusiva ed illecita del 6 luglio scorso gli serviva proprio per questo.
La decisione del primo ministro albanese di invitare il controverso cantante statunitense a Tirana a cantare in un concerto l’11 luglio ed il modo in cui lui ha operato, ha attirato l’attenzione dei più noti media internazionali. Ovviamente evidenziando gli abusi fatti all’occasione. La ‘BBC News’ ha trattato il caso, sottolineando tutte le incoerenze delle dichiarazioni del primo ministro. Il ‘New York Times’ invece mette in discussione le sue convinzioni in merito all’antisemitismo, contrapponendo la sua retorica pubblica alla decisione di finanziare il concerto di Kanye West a Tirana con circa 4.3 milioni di euro. Mentre per ‘Der Spiegel’ il primo ministro albanese e Kanye West “sono abituati ai fischi e alle contestazioni. […] Tuttavia, ad un certo punto, entrambi sembrano aver perso questa capacità”. Ma sono anche molti altri media internazionali che hanno trattato con realismo il caso del concerto del controverso cantante statunitense. Tutti i media però concordano che il primo ministro sta cercando di trasformare questo concerto, finanziato con i fondi pubblici, in uno spettacolo politico per oscurare settimane di massicce proteste antigovernative a Tirana.
Il concerto si è svolto la sera di sabato scorso nelle periferie di Tirana, in uno stadio costruito in fretta proprio per il concerto. Le cattive lingue hanno però detto che molti spettatori erano degli impiegati dell’amministrazione pubblica e studenti, che sono entrati “gratis”, per riempire i posti. Il primo ministro invece, domenica mattina, ha incontrato il cantante statunitense e gli ha mostrato il suo ufficio con un canestro da basket. Gli ha mostrato anche il suo “giardino di Eden” all’interno del edifico dei Consiglio di ministri, che è costato più di 4 milioni di Euro! Poi gli ha regalato anche il libro The Albanian files. Il nostro lettore è stato informato di questo libro che rappresenta proprio il suo modus operandi e testimonia inconfutabilmente gli abusi che lui ha continuamente fatto con il bene pubblico (Fascicoli internazionali che accusano; 6 luglio 2026).
Chi scrive queste righe pensa che il finanziamento con fondi pubblici per il concerto del cantante statunitense è stato illecito ed abusivo. In Albania però gli scandali milionari nei quali è coinvolto personalmente il primo ministro sono tanti. Una grave e preoccupante realtà questa. Aveva ragione Simone de Beauvoir: quello che c’è di scandaloso nello scandalo, è che vi ci si abitua.




