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Gli errori di Salvini

L’indicazione, lanciata da Fontana, Fedriga, Zaia e Fugatti di dare vita ad una associazione che riporti la Lega a battaglie e linguaggi comprensibili ai suoi elettori rappresenta un inizio di novità per un partito storico che negli ultimi anni si è mangiato il grande successo elettorale che aveva avuto.

Salvini ha sommato errori, dal governo con i 5 Stelle al Papeete, dal sostenere temi e tesi che non hanno capacità di incidere negli elettori al Ponte sullo Stretto di Messina, opera faraonica e pericolosa sotto tutti punti di vista, senza riuscire a sistemare, in questi anni da ministro i cavalcavia pericolanti, le strade dissestate e il sistema ferroviario che non è da tempo più all’altezza per non parlare delle aree, non solo siciliane, dove non esiste.

La coalizione di governo non ha bisogno di fughe in avanti o indietro ma di consenso elettorale su quanto fatto e Salvini come ministro non ha portato un contributo valido né al governo né alla Lega.

Vale inoltre dire che se si crede nella democrazia bisognerebbe rispettarla anche all’interno dei partiti creando quei presupposti di dialogo e confronto che non permettano congressi bulgari o inducano a timori se si osano critiche ai cerchi magici.

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