Di fronte alla crescita dei partiti populisti un po’ ovunque e all’avanzata in Germania dell’AFD l’ex cancellerie socialdemocratico Olaf Scholz invita la sua parte politica, la sinistra, a seguire la strada opposta a quella indicata in Italia dal presidente del Pd Stefano Bonaccini quando ha dileggiato gli elettori di destra come gente che non legge. Secondo Scholz «l’enorme espansione dell’istruzione ha prodotto anche una nuova frattura sociale. Dobbiamo superarla e tornare a considerarci tutti uguali. Chi lavora nella cucina di un ristorante o porta un espresso al tavolo vale esattamente quanto chi quell’espresso lo beve. Nessuno deve sentirsi superiore perché ha una laurea. Vale a maggior ragione per gli esponenti delle potenti élite economiche, che attribuiscono esclusivamente a sé stesse il proprio successo, perdendo di vista la società nel suo insieme. I partiti socialdemocratici devono ricostruire una nuova solidarietà nella società. Non è soltanto una questione di Stato sociale: ma di rispetto».
Ascoltare anche chi è meno istruito, precisa ancora Scholz, non significa assecondarne le suggestioni, a partire da quelle riguardo alla posizione dei vari Paesi europei rispetto alle minacce esterne. «La guerra – dice riferendosi all’Ucraina – finirà quando la Russia deciderà di fermarla. E allora il presidente russo non avrà raggiunto neppure uno dei suoi obiettivi. Voleva impedire all’Ucraina di avere armi a lungo raggio: ora le ha sviluppate autonomamente. Voleva smilitarizzarla: oggi dispone di un esercito di quasi un milione di soldati e ne manterrà uno grande anche in tempo di pace. Voleva un governo dipendente da Mosca: invece l’Ucraina si avvicina all’Unione europea. Si lamentava dell’espansione della Nato: ora deve accettare anche Finlandia e Svezia nell’Alleanza. È davvero arrivato il momento che ponga fine alla sua guerra di aggressione. Questa guerra non ha senso neppure dal punto di vista russo. È costata la vita e la salute a un numero incredibile di soldati, ha danneggiato gravemente l’economia russa e continuerà ad avere conseguenze per molto tempo. Putin deve sapere che alla fine non esiste altra strada che arrivare a un’intesa».