Guerra cibernetica
Dopo che nei giorni scorsi hacker non identificati avevano messo in ginocchio i supermercati e l’approvvigionamento alimentare in Francia, Belgio ed Olanda ora è resa pubblica la notizia di nuovi attacchi in molti altri paesi europei, Italia compresa.
Manomettendo i sistemi di refrigerazione delle grandi catene alimentari di diversi Stati europei si è creato un grave danno economico, si sono resi più difficili gli approvvigionamenti e sono ulteriormente saliti i costi per i cittadini ma, quel che è più grave e preoccupante, gli hacker hanno dimostrato di poter colpire quando e come vogliono e si è creata nelle popolazioni una sempre maggiore sensazione di insicurezza.
Avevamo puntualmente evidenziato, dal Patto Sociale, come ormai siamo in un clima di guerra cibernetica alla quale non siamo preparati e che un attacco a qualunque paese europeo, mettendolo in grave crisi, non passa e non passerà per ora dall’invio di missili o droni ma dal blocco delle attività vitali, oggi i supermercati, domani potrebbero essere gli ospedali o gli aeroporti, le banche o i sistemi di controllo dei treni e dei caselli autostradali fino ad arrivare alle reti di comunicazione, comprese quelle utilizzate dalle forze di polizia, creando il caos e causando vittime.
Lavorare per una società che viva in pace significa da subito, senza tralasciare mai le vie diplomatiche, purché consapevoli che le leggi internazionali ed i diritti dei cittadini e degli Stati sovrani non possono essere violati, mettere in essere tutte le risorse e le iniziative per difenderci e questo significa ovviamente utilizzare tutte le risorse disponibili per acquisire sistemi di sicurezza in tutti i campi.
Oggi chi pontifica contro le spese per la sicurezza mente sapendo di mentire, trae in inganno tante persone non al corrente della realtà, fomentano manifestazioni di piazza, più o meno consapevolmente offrono una sponda a chi è nemico della nostra democrazia, del nostro modello di vita europeo che, con tutti i suoi limiti, è certamente migliore, più umano e rispettoso della libertà, di quelli di tante altre aree politiche e geografiche.
Ciascuno di noi è preso dalle proprie vicende personali e famigliari partendo dal caro vita e dalle difficoltà che ogni giorno ci propone: sanità, casa, lavoro, scuola, pensioni, sicurezza e non ultime le notizie false che confondono ma se domani sarà il nostro supermercato od il nostro ospedale ad essere attaccato, creandoci problemi più consistenti ed immediati, forse capiremo meglio cosa significa essere civili inermi sotto le bombe d i Putin.
Pensando ai civili, agli innocenti travolti dalle guerre non ci dimentichiamo né dei diritti dei palestinesi né di quelli degli israeliani e di tutti coloro che, specie in alcuni paesi africani, sono o massacrati o derubati da milizie straniere che appoggiano regimi tesi solo al loro profitto.
La pace, la convivenza civile sono un obiettivo, per raggiungerlo è necessario avere gli strumenti adatti ad opporsi alle violenze altrui e le leggi, da sole, non bastano.




