Proposte ingannevoli di un malvagio in difficoltà
Il malvagio ritarda il suo castigo, ma non gli sfugge.
Publilio Siro
Durante il fine settimana ci sono state proteste degli studenti in diversi Paesi europei. Ormai in Francia ed in Italia si protesta e ci sono degli scontri violenti da alcune settimane. Ma ultimamente gli studenti sono scesi nelle piazze anche in varie città della Germania. Ci sono state delle manifestazioni anche in Portogallo, in Grecia e durante il fine settimana appena passato degli scontri hanno avuto luogo anche in alcune città della Svizzera. I media internazionali hanno fatto riferimento di tutte queste proteste, spesso violente, nelle città europee.
Da tre settimane continuano ormai le proteste degli studenti, dei giovani e dei cittadini anche nella capitale albanese. Quando i media internazionali fanno riferimento alle proteste in Albania, comprese recentemente anche alcune reti televisive nazionali italiane, evidenziano che si tratta di proteste che denunciano l’operato del primo ministro, la galoppante corruzione partendo dai più alti livelli istituzionali e politici. Ed in realtà questa è la preoccupante situazione in Albania. Era inevitabile, altresì, che durante le quotidiane proteste degli studenti di queste settimane in Albania, si verificassero anche atti di violenza da parte di alcuni manifestanti. Ma comparati con la violenza delle forze speciali della polizia di Stato e, soprattutto, di certi raggruppamenti senza nessun numero di identificazione, come obbligatorio dalla legge in vigore, e spesso senza uniforme e mascherati, senza ombra di dubbio risulta che si tratti di casi ben differenti.
Sabato scorso c’è stata un’altra protesta con grande partecipazione degli studenti universitari e delle scuole medie, nonché di molti cittadini della capitale che appoggiano queste proteste. Gli studenti hanno cominciato, come sempre, la protesta davanti al ministero dell’Educazione, che già da quando sono cominciate le proteste, lo hanno ribattezzato come il ministero dell’Emigrazione. Per ore intere essi sono rimasti davanti al ministero senza nessuna reazione contro le forze speciali della polizia di Stato, schierati numerosi davanti e dietro le autobotti che lanciano acqua a pressione, con dei tossici componenti chimici, come ormai è noto e verificato.
Ma il compito assegnato sabato scorso, come ogni altro giorno delle proteste, alle forze speciali della polizia di Stato dagli “strateghi” era quello di provocare i manifestanti. E per fare ciò hanno cominciato a lanciare acqua contaminata dalle potenti pompe delle autobotti, nonché grandi quantità di gas lacrimogeno di origine sconosciuta. In più sabato scorso gli “strateghi” della polizia di Stato avevano previsto ed ordinato di far “esibire”, circolando per le strade, spesso vuote, della capitale molte macchine e furgoni per allontanare i manifestanti e per inculcare paura.
Anche durante la scorsa settimana, il primo ministro, il principale accusato dai manifestanti, ha dovuto affrontare altre difficoltà che hanno aggravato la sua ben visibile crisi personale. E come lui fa sempre durante simili situazioni cerca di raggirare l’attenzione pubblica con delle nuove “proposte” a beneficio dei cittadini. Una simile “proposta” è stata la presentazione del “Pacchetto fiscale”. E questo accadeva dopo che il primo ministro aveva minacciato i cittadini con delle multe, spesso insopportabili finanziariamente, soprattutto dagli studenti che protestano, ma anche da molti cittadini che li appoggiano. Il primo ministro ha minacciato di vietare l’ingresso nei diversi Paesi dell’Unione europea a tutti coloro che protestano contro di lui e il suo operato da tre settimane nelle strade della capitale albanese (Sic!).
Giovedì scorso, 29 ottobre, l’autorevole ed influente giornale britannico “The Guardian”, fondato già nel 1821, riportava, in un articolo dedicato alle proteste degli studenti, che da tre settimane si stanno svolgendo manifestazioni nella capitale albanese. L’autore dell’articolo scriveva che “L’Albania [il primo ministro] ha imposto una multa di 6.000 dollari ai manifestanti presenti alle proteste che degenerano in violenza. La sanzione, equivalente a sei volte lo stipendio mensile medio, si applicherà alle persone che si trovano nel luogo di una manifestazione violenta, anche qualora non compiano personalmente atti di violenza”. Una decisione questa voluta dal primo ministro e presa dal governo albanese il 28 ottobre scorso.
Sempre riferendosi al sopracitato articolo pubblicato da The Guardian “… Domenica [1o novembre 2026], il primo ministro [albanese] ha dichiarato di essersi ispirato a un disegno di legge francese, approvato mercoledì [28 ottobre 2026] dalla camera alta del Parlamento, che renderebbe i manifestanti finanziariamente responsabili dei danni causati durante le proteste in piazza. Il primo ministro ha più volte attribuito la responsabilità delle violenze ad “attori stranieri”, accusando sia la Russia che l’Iran di alimentare la diffusione di disinformazione online. Lui ha inoltre auspicato l’avvio di un ‘dialogo’”. Si tratta di un “dialogo” che il primo ministro sta proponendo agli studenti, ma che quest’ultimi rifiutano determinati e chiedono solo e soltanto il suo allontanamento dai suoi incarichi istituzionali. Bisogna sottolineare che le proteste in Francia ed in Albania sono ben diverse e differenti, riferendosi sia agli obiettivi che al modo di presentare le richieste.
La scorsa settimana il primo ministro ha presentato un nuovo pacchetto fiscale che prevede una riduzione dell’IVA dal 20% al 6% per 54 prodotti alimentari di base, l’eliminazione dell’imposta sul fatturato dal prezzo del petrolio e il suo trasferimento ai veicoli. Il pacchetto include anche un aumento dell’imposta sui dividendi dall’8% al 15%, tasse più elevate su appartamenti sfitti, ville sul mare e auto di lusso, nonché una nuova tassa sui veicoli con targa straniera che entrano in Albania. Il primo ministro ha annunciato che il bilancio 2027 supererà per la prima volta i 10 miliardi di euro, annunciando misure per aumentare le pensioni e alleviare il costo della vita. E guarda caso, adesso lui si riferisce non alla moneta locale, bensì all’Euro che è molto svalutato nei confronti proprio della moneta locale. Il che significa che le cifre in Euro risultano maggiori.
Sono state immediate anche le reazioni e le critiche sul contenuto del pacchetto fiscale da parte di diverse importanti organizzazioni locali ed internazionali che sono da anni attive in Albania e che hanno avvertito diverse conseguenze negative per il Paese. La Camera di Commercio Americana, l’Associazione degli investitori stranieri (Foreign Investors Association -FIAA) e la Confindustria Albania, che rappresenta gli industriali italiani, hanno avvertito che gli aumenti delle tasse e gli improvvisi cambiamenti nella politica fiscale potrebbero scoraggiare nuovi investimenti e minare la fiducia degli investitori già presenti.
Invece le associazioni di produttori ed esportatori avvertono che il settore sta perdendo mercati e posti di lavoro, mentre il governo propone costi aggiuntivi. Le varie associazioni del turismo hanno lanciato l’allarme sulla perdita di competitività nella regione, con tutte le derivanti conseguenze.
Dopo forti reazioni, il governo ha ritirato la proposta di aumentare l’imposta sugli utili, mantenendo l’aliquota al 15%. Tuttavia, altre proposte di aumento del carico fiscale continuano ad essere osteggiate dalle organizzazioni imprenditoriali. Una preoccupazione comune è la mancanza di un’adeguata consultazione e di un’analisi dell’impatto economico. Sì, perché il primo ministro e le istituzioni governative obbligate dalle leggi in vigore non si sono consultati con nessuno. Ovviamente anche altre associazioni imprernditoriali hanno espresso le loro opinioni critiche per il contenuto del pacchetto fiscale, presentato la scorsa settimana dal primo ministro.
Chi scrive queste righe è convinto che si tratta di proposte ingannevoli di un malvagio in difficoltà. Bisogna ricordare però che il malvagio ritarda il suo castigo, ma non gli sfugge. Publilio Siro.




