Spendere per la sicurezza è anche difendere la nostra salute
Non tanto le manifestazioni, più o meno violente, dei giorni scorsi, ed immaginiamo dei prossimi, quanto le ripetute, costanti, da mesi e mesi, affermazioni di diversi leader ed esponenti vari delle opposizioni ci riportano, ancora una volta, a tentare di far chiarezza sul cosiddetto riarmo europeo e sulla grande menzogna di chi contesta le spese per la difesa sostenendo che sono tolte alla sanità.
Ci affidiamo ad un puntuale articolo del Prof. Avv. Gerardo Villanacci, uscito recentemente sul ‘Corriere della Sera’, per rimarcare ancora una volta che mettere l’Europa, e perciò anche l’Italia, in sicurezza, spendere, investire per la difesa è una necessità per tutti coloro che vogliano vivere in libertà, democrazia, nella propria patria e in un’Europa indipendente.
Dice Villanacci “il punto non è trasformare il continente in una potenza militare ma renderlo capace di proteggere il proprio spazio politico senza rinunciare ai principi che lo definiscono” ed ancora “…libertà, diritto, pace, per restare effettivi, hanno bisogno di istituzioni capaci di difenderne le condizioni di esistenza”.
Da sempre affermiamo la necessità, per l’Unione Europea, di avere una polita estera e di difesa comune, l’abbiamo fatto per 25 anni al Parlamento europeo e continuiamo a farlo dalle pagine del ‘Patto Sociale’ ed in ogni iniziativa culturale o politica.
Nella nostra epoca, come ricorda Villanacci, “il concetto di difesa ha superato la sola dimensione militare ed investe la resilienza delle infrastrutture, la capacità industriale, la tenuta delle istituzioni”.
Se un tempo il cappello transatlantico ci consentiva, sbagliando, di consegnare quasi completamente ad altri la nostra difesa, oggi è evidente, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, preceduta da quanto è avvenuto in Georgia ed in Crimea, con le diverse, spesso apparentemente contraddittorie ma sempre con un filo conduttore unico, dichiarazioni di Trump che non vede l’Europa come un alleato ma come un parassita che si permette di criticare la sua amicizia con Putin, oggi abbiamo la necessità, per difendere l’integrità territoriale e la vita dell’Europa e dei suoi abitanti di organizzarci in modo diverso ed il più velocemente possibile.
Occorre saper difendere le infrastrutture strategiche e vitali, le reti tecnologiche, spesso messe a rischio proprio dalla guerra ibrida già in corso, dobbiamo continuare a produrre e a vivere in sicurezza perciò spendere per la difesa non è solo pensare ad armamenti più avanzati ma soprattutto reti di sicurezza, a modelli cibernetici ed informativi, a come insegnare a tutti la necessità di saper distinguere tra notizie false e vere, a convincere la politica che non si può avere un progresso armonico quando troppi sono lasciati indietro mentre lo scontro tra partiti ed istituzioni mina ogni credibilità.
Anche la sanità si potrà giovare di quanto sarà investito in ricerca tecnologica, modernizzazione e sicurezza dell’inviolabilità dei sistemi che regolano il funzionamento degli ospedali perché oggi basta un hacker a mettere in ginocchio tutta la più sofistica strumentazione anche di un ospedale, per non parlare degli altri centri nevralgici sui quali si basa lo Stato per vivere.




