A Milano la mostra ‘Depero Space to Space – La creazione della memoria’
Meno di un mese alla chiusura di ‘Depero Space to Space. La creazione della memoria’, mostra che il Museo Bagatti Valsecchi di Milano dedica ad uno degli esponenti più riconoscibili del Futurismo del panorama artistico mondiale.
L’esposizione, inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 e realizzata in collaborazione con il Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, sarà visitabile fino al 2 agosto.
L’obiettivo del progetto è di mettere in evidenza un parallelismo che lega, seppur in tempi differenti, i baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi a Fortunato Depero, accomunati dal medesimo sogno di abitare dentro spazi sospesi tra antico e contemporaneo.
L’esposizione sancisce il ritorno a Milano di Depero dopo 35 anni dall’ultima retrospettiva che lo vide protagonista e propone un percorso inedito, facendo interagire la collezione permanente del Museo Bagatti Valsecchi con le creazioni di Depero. Queste diventano ospiti in un singolare allestimento con l’obiettivo di esaltare la collocazione spazio-temporale di opere d’arte in un contesto abitativo con un’identità ben definita.
Ospitando oltre quaranta opere che vanno dagli anni Trenta agli anni Cinquanta, provenienti dalla Casa D’Arte Futurista Depero e dal Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, il Museo Bagatti Valsecchi vuole rafforzare ancora di più il suo ruolo di Casa delle collezioni. Una casa museo creata verso la fine dell’Ottocento da due fratelli che allestirono la propria dimora in stile tardo rinascimentale, con dipinti e manufatti d’arte applicata, vivendola fino al 1974, dialoga con una casa d’arte futurista, dedicata a Fortunato Depero negli anni Cinquanta del secolo scorso, con il medesimo slancio di trovare la stessa identità tra luogo e opera d’arte.
Come i fratelli Bagatti Valsecchi aderirono allo stile neorinascimentale proposto dalla monarchia sabauda come esempio di arte nazionale, senza rinunciare però ad elementi di novità come il riscaldamento, l’acqua corrente e la luce elettrica, analogamente Fortunato Depero, ritrovandosi ad allestire un antico edificio come un museo moderno, sistemò opere degli anni Cinquanta in un contesto arcaico ottenendo un risultato assolutamente originale e unico. La comune capacità dei fratelli e dell’artista di mettere in relazione epoche remote e contemporaneità, rendendo possibile una visione corale ed omogenea, è la base di partenza su cui si è sviluppato il concept della mostra Depero Space to Space. La creazione della memoria. Le opere infatti non sono collocate come elementi estranei, ma entrano nella Casa Museo “piegandosi” allo spazio: quadri che sostituiscono temporaneamente opere storiche della casa, o che diventano “complemento” degli arredi Bagatti Valsecchi, presentandoli in maniera inattesa. Ogni stanza diventa un’esperienza che consente di vivere l’arte di Depero e lo spazio neorinascimentale concepito dai fratelli Bagatti Valsecchi con uno spirito nuovo.
Il percorso espositivo termina con la rievocazione del ViBi Bar, Vino-Birra Bar, il leggendario locale dove Depero nel 1937 creò la decorazione con sette tarsie in panno inserite in una boiserie, per le Cantine Cavazzani di Bolzano. Per i pannelli Depero utilizza cinque progetti e crea due tarsie realizzate appositamente per il bar, Allegoria della birra e del vino e il Grappolo d’uva, diventato poi ispirazione per il logo delle Cantine Cavazzani.
La mostra di Fortunato Depero al Museo Bagatti Valsecchi significa anche raccontare il rapporto cruciale dell’artista con Milano, sua città d’elezione, dove nel 1946 presenta una personale alla Galleria Il Camino, sostenuto dall’amico collezionista Gianni Mattioli. La sua rivalutazione critica post mortem nel 1962 è ancora a Milano, con una retrospettiva curata da Guido Ballo, seguita dall’esposizione alla Villa Reale, nel 1989. Oggi Depero torna a Milano al Bagatti Valsecchi per proseguire il suo sogno eclettico, dinamico e futuribile.




