cibersicurezza

  • La Commissione rafforza la resilienza e le capacità dell’UE in materia di cibersicurezza

    Di fronte all’aumento di attacchi informatici e ibridi contro servizi essenziali e istituzioni democratiche, perpetrati da gruppi statali e criminali che operano con tecniche sofisticate, la Commissione europea ha proposto un nuovo pacchetto sulla cibersicurezza per rafforzare ulteriormente la resilienza e le capacità dell’UE in materia di cibersicurezza.

    Il pacchetto comprende una proposta di revisione del regolamento sulla cibersicurezza che rende più sicure le catene di approvvigionamento delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) nell’UE. Il pacchetto prevede la semplificazione del processo di certificazione, garantendo che i prodotti destinati ai cittadini dell’UE siano sicuri dal punto di vista informatico sin dalla loro progettazione. Inoltre, facilita il rispetto delle norme dell’UE vigenti in materia di cibersicurezza e rafforza l’Agenzia dell’UE per la cibersicurezza (ENISA) nella sua attività di sostegno agli Stati membri e all’UE riguardo alla gestione delle minacce alla cibersicurezza.

  • La Commissione propone di firmare e ratificare la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità informatica

    La Commissione europea ha proposto di firmare e ratificare la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità informatica. La convenzione riguarda sia il diritto penale sostanziale sia la cooperazione giudiziaria. Per la prima volta, uno strumento globale configurerà come reato i comportamenti connessi al materiale pedopornografico, l’adescamento di minori a fini sessuali e la diffusione non consensuale di immagini intime. La convenzione comprende anche misure di cooperazione internazionale, tra cui l’estradizione dei sospetti e lo scambio di prove elettroniche. Ciò rafforzerà la capacità dell’UE di combattere i reati in aumento, come le frodi online e gli attacchi ransomware, in cui criminali spesso in paesi terzi lontani prendono di mira persone e imprese dell’UE. Ai sensi della convenzione, la cooperazione si fonda sul rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, compresi i diritti alla protezione dei dati e della vita privata.

    Spetta ora al Consiglio adottare le decisioni che autorizzano la Commissione, a nome dell’UE, a firmare e, con l’approvazione del Parlamento europeo, a concludere la convenzione. Gli Stati membri dovranno inoltre firmare e ratificare la convenzione, conformemente alle rispettive procedure nazionali.

  • L’UE stanzia 145,5 milioni di euro per rafforzare la cibersicurezza europea, anche per gli ospedali e i prestatori di assistenza sanitaria

    La Commissione europea mette a disposizione 145,5 milioni di euro per consentire alle PMI e alle pubbliche amministrazioni di implementare soluzioni di cibersicurezza e adottare i risultati della ricerca sulla cibersicurezza. A tal fine, la Commissione ha pubblicato due inviti a presentare proposte.

    Il primo invito fa parte del programma Europa digitale e ha una dotazione di 55 milioni di euro. Di questo importo, 30 milioni di euro miglioreranno la cibersicurezza degli ospedali e dei prestatori di assistenza sanitaria, aiutandoli a rilevare, monitorare e rispondere alle minacce informatiche, in particolare i ransomware. Ciò rafforzerà la resilienza del sistema sanitario europeo, in particolare nell’attuale contesto geopolitico, allineandolo al piano d’azione dell’UE sulla cibersicurezza negli ospedali e nell’assistenza sanitaria.

    Il secondo invito, nell’ambito del programma Orizzonte Europa, dispone di un bilancio di circa 90,5 milioni di euro. Sosterrà l’uso e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa per le applicazioni di cibersicurezza, nuovi strumenti e processi avanzati per la cibersicurezza operativa, tecnologie che migliorano la privacy e la crittografia post-quantistica.

    Il termine per la presentazione delle candidature al primo invito è il 7 ottobre, mentre per il secondo è il 12 novembre. I criteri di ammissibilità e tutti i documenti relativi agli inviti sono disponibili sul portale Finanziamenti e appalti.

  • Number of internally displaced people in Haiti tripled in 2024

    The number of people internally displaced by gang violence in Haiti has tripled to more than one million, the United Nations’ International Organization for Migration (IOM) warned on Tuesday.

    The situation is particularly dire in the capital, Port-au-Prince, where displacement has risen by 87% between 2023 and 2024, IOM figures show.

    Gangs control almost the entire city, leading to the collapse of the remaining health services and triggering food insecurity.

    More than 5,600 people were killed in gang violence in Haiti last year alone.

    IOM Spokesman Kennedy Okoth Omondi said many of the more than one million displaced people had had to flee multiple times as the gangs expanded their territory in Port-au-Prince.

    An estimated 85% of the capital is now estimated to be under gang control.

    Most of those displaced fled Port-au-Prince for rural areas, where resources are limited, the IOM warned.

    Its Director-General, Amy Pope, said that Haiti needed “sustained humanitarian assistance right now to save and protect lives”.

    Half of those displaced are children, according to the IOM’s figures.

    The agency described how families were “struggling to survive in makeshift shelters while facing mounting health and protection risks”.

    Haiti has been engulfed in a wave of gang violence since the assassination in 2021 of the then-president, Jovenel Moïse.

    A UN-backed multinational security force arrived in Haiti in June to try and re-establish control but has so far made few inroads into gang-held territory.

    The international police force, which is meant to bolster the Haitian National Police force, is underfunded and lacks the necessary equipment to take on the heavily armed gangs.

    Meanwhile, the Transitional Presidential Council (TPC) – the body created to organise elections and re-establish democratic order in Haiti – appears to be in turmoil.

    The TPC replaced the interim prime minister in November and seems to have made little progress towards organising log-delayed elections.

  • La Commissione vara il Centro dell’UE di condivisione e di analisi delle informazioni spaziali

    La Commissione e l’Agenzia dell’Unione europea per il programma spaziale hanno varato il Centro dell’UE di condivisione e di analisi delle informazioni spaziali e ne hanno presieduto la prima riunione ufficiale del consiglio di amministrazione.

    L’iniziativa mira a rafforzare la sicurezza e la resilienza del settore spaziale europeo. Si tratta di questioni di fondamentale importanza, poiché i servizi essenziali per l’economia e per i cittadini e le politiche pubbliche dipendono sempre di più dallo spazio.

    Il Centro dell’UE di condivisione e di analisi delle informazioni spaziali è una rete di società europee del settore spaziale che desiderano sviluppare le loro competenze in modo collettivo, per prevenire, affrontare e attenuare meglio le sfide in materia di sicurezza. Il Centro si concentrerà in particolare su misure volte a migliorare la cibersicurezza.

    Sono stati selezionati 12 partecipanti fondatori che, per due anni, costituiranno il primo consiglio d’amministrazione del Centro insieme alla Commissione e all’Agenzia dell’UE per il programma spaziale. I 12 partecipanti fondatori, che rappresentano grandi gruppi industriali e piccole e medie imprese (PMI) di Francia, Germania, Italia e Spagna, renderanno operativo il Centro e ne organizzeranno le prime attività, alle quali parteciperanno gli altri membri.

  • L’Ue adotta il primo sistema di certificazione della cibersicurezza

    La Commissione ha adottato il primo sistema europeo di certificazione della cibersicurezza, in linea con il regolamento dell’UE in materia. Il sistema offre una serie di norme e procedure a livello dell’Unione su come certificare i prodotti TIC (Information and Communication Technologies), ovvero hardware e software, nel loro ciclo di vita e renderli quindi più affidabili per gli utenti. La certificazione riconosce formalmente che i prodotti TIC sono affidabili nel proteggere l’hardware e i software che i cittadini utilizzano quotidianamente.

    La Commissione pubblicherà anche il primo programma di lavoro progressivo dell’Unione per la certificazione europea della cibersicurezza.

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